28/10/2026
𝗔𝗩𝗘𝗧𝗘 𝗠𝗔𝗜 𝗦𝗘𝗡𝗧𝗜𝗧𝗢 𝗣𝗔𝗥𝗟𝗔𝗥𝗘 𝗗𝗘𝗟𝗟’𝗘𝗙𝗙𝗘𝗧𝗧𝗢 𝗖𝗢𝗠𝗠𝗨𝗡𝗜𝗧𝗔𝗦? ❤️
Esiste un concetto molto bello, studiato dall'antropologo Victor Turner, che prende il nome di communitas.
È quella particolare condizione in cui, per un momento, i ruoli passano in secondo piano e le persone si ritrovano semplicemente a essere persone.
A noi piace chiamarlo effetto communitas.
E sapete perché?
Perché crediamo che, soprattutto nei luoghi di lavoro, ogni tanto abbiamo bisogno di dimenticare ciò che facciamo per ricordarci chi siamo.
Abbiamo bisogno di smettere di essere, anche solo per qualche ora, docenti, collaboratori, dirigenti, responsabili di qualcosa. Abbiamo bisogno di lasciare fuori dalla porta le scadenze, le riunioni, i problemi, le responsabilità, e di tornare a essere semplicemente noi.
Persone che ridono, che scherzano, che si raccontano, che brindano insieme. Persone che magari lavorano fianco a fianco da anni, ma che raramente trovano il tempo di conoscersi davvero.
Perché lavorare insieme non significa necessariamente stare bene insieme, e stare bene insieme è qualcosa che dobbiamo imparare a costruire.
Il benessere nei luoghi di lavoro non dovrebbe essere un lusso, un'eccezione o una bella parola da inserire nei documenti: dovrebbe essere una condizione da ricercare ogni giorno, fatta di relazioni autentiche, rispetto, leggerezza e umanità.
E noi, questa volta, abbiamo provato a fare proprio questo.
Abbiamo scelto di fermarci, di festeggiare, di brindare alla nostra scuola, una scuola nuova, bellissima, che non vogliamo soltanto abitare, ma vivere. E soprattutto abbiamo scelto di ricordarci che, prima di essere una comunità professionale, siamo una comunità di persone.
Perché le scuole non diventano grandi soltanto grazie ai progetti, alle innovazioni, alle tecnologie o ai risultati. Diventano grandi quando chi ci lavora sente di appartenere a qualcosa, quando si impara a fidarsi, a sostenersi, a riconoscersi, quando un gruppo di colleghi comincia a diventare una squadra.
E a proposito di squadre… forse l'Italia non partecipa a un Mondiale da un bel po' di tempo (piccola parentesi nostalgica), ma siamo convinti che, se ricominciassimo a fare squadra nei nostri piccoli mondi quotidiani, qualche grande risultato potremmo ancora raggiungerlo.
Perché non tutte le vittorie hanno bisogno di una coppa: alcune si riconoscono da un sorriso, da un abbraccio, da un brindisi fatto insieme.
E forse il senso più bello della communitas è proprio questo: scoprire che, quando cadono i ruoli, non perdiamo la nostra professionalità, al contrario ritroviamo la nostra umanità.
E una scuola in cui le persone stanno bene è già, di per sé, una scuola che ha cominciato a vincere.
𝘈𝘭𝘭𝘢 𝘯𝘰𝘴𝘵𝘳𝘢 𝘴𝘤𝘶𝘰𝘭𝘢. 𝘈 𝘯𝘰𝘪. 𝘌 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘣𝘦𝘭𝘭𝘦𝘻𝘻𝘢 𝘥𝘪 𝘦𝘴𝘴𝘦𝘳𝘦, 𝘱𝘳𝘪𝘮𝘢 𝘥𝘪 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘰, 𝘱𝘦𝘳𝘴𝘰𝘯𝘦. 🥂❤️