31/10/2026
Manovra =sgretola progressività fiscale
La manovra Meloni sgretola la progressività fiscale. La destra rovescia il principio costituzionale, articolo 53, di chi ha di più paga proporzionalmente di più. Una ristretta minoranza sceglie il proprio regime fiscale con imposte ad aliquota fissa, mentre lavoratori, lavoratrici dipendenti e pensionati pagano alla fonte senza possibilità di scegliere. L’85% del gettito è a loro carico. Un’ingiustizia, una sorta di diseguaglianza fiscale. In Italia ci sono 200 miliardi di economia sommersa, di cui 108 di sotto dichiarazioni fiscali, cioè di mancato introito per lo Stato da imprese, professionisti e lavoratori autonomi che dichiarano al fisco meno di quanto guadagnano realmente, frutto delle politiche della destra in materia fiscale. Proseguire su questa strada aumenta le diseguaglianze lasciando ai lavoratori dipendenti e ai pensionati tutto il peso dell’Irpef e l’aumento della pressione fiscale.
Da anni diciamo che è necessaria una riforma fiscale, perché il fisco attuale è iniquo e penalizzante, prosegue Magni. Come AVS abbiamo presentato la ‘Restituzione fiscale’, una riforma del fisco basata su due proposte: una rimodulazione strutturale in senso progressivo dell’IRPEF e l’introduzione di una tassa patrimoniale solo per le ricchezze superiori ai 5 milioni di euro. La nostra proposta cancella le aliquote IRPEF e le sostituisce con un’unica funzione continua molto progressiva, come già avviene oggi in Germania e Danimarca. Per il 98% dei contribuenti, 41,5 milioni di persone, significa un considerevole taglio delle tasse. L’obiettivo è alleggerire il carico fiscale su chi lavora facendo contribuire di più le grandi ricchezze e recuperando l’evasione, il tutto senza aumentare il debito pubblico e senza scaricare il peso sulle nuove generazioni. Un modo per garantire la tenuta sociale ed economica del Paese e una misura di giustizia sociale che questo governo continua a ignorare.