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Tagga l'amico che sarà il primo ad acquistarlo 😜
17/10/2026

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''Ho appreso con amarezza della chiusura del Punto Nascite di Castelfranco,ci tengo a lasciare la mia testimonianza con ...
17/10/2026

''Ho appreso con amarezza della chiusura del Punto Nascite di Castelfranco,
ci tengo a lasciare la mia testimonianza con una lettera a mia figlia,
nata nei primi giorni di ottobre.
Benvenuta figlia mia!
Benvenuta piccolo arcobaleno a colorare la vita mia e della tua mamma.
Sei nata qui,
al Punto Nascite dell’Ospedale di Castelfranco.
Io e la tua mamma abbiamo valutato fino al penultimo giorno se partorire in un altro grande ospedale dove la mamma era stata ricoverata quest’estate per il rischio di averti prima:
lo chiamano rischio di gravidanza pretermine.
Ti assicuro che avevamo trovato un’equipe ottima.
Non c’era,
però,
la tranquillità che cercavamo perché alle visite era sempre tutto troppo affollato,
c’era poco tempo per trovare il tempo di fare le domande e ci sentivamo,
non per cattiveria ma per efficienza,
trattati come un numero.
Così la tua mamma si è sentita di metterti al mondo qui,
in posto più appartato,
si sentiva più a suo agio in un posto più intimo dove c’era meno via vai.
Dicono che lo chiuderanno alla fine di quest’anno.
Il Direttore Generale ha detto durante lo scorso Consiglio Comunale che non c’è nulla da preoccuparsi,
che in fondo “cosa sono 3 giorni sui 1000” di cui ha preso l’impegno di garantire il servizio di pre e post parto.
Sicuramente non hai mai sentito parlare di ossitocina:
l’ossitocina è un ormone timido,
chissà se sarai timida anche tu.
E se si nasconde è più difficile per le mamme mettere al mondo i propri bambini,
che come te crescono dentro al pancione e ad un certo momento decidono di andare ad esplorare cosa c’è fuori.
Qui al Punto Nascite di Castelfranco la mamma ha potuto familiarizzare con le sale parto durante i monitoraggi e con il personale.
A quel direttore direi che quei 3 giorni sono stati cruciali,
sia per avviare bene il parto che per avviare bene l’allattamento.
E io,
il tuo papà,
sono potuto stare vicino alla mamma tenendole la mano durante tutti i prodromi e sostenendola per quel che mi era possibile.
Infatti quando hai deciso di ve**re al mondo,
in un battibaleno ci siamo ritrovati all’improvviso in una zattera in mezzo all’oceano durante una tempesta,
con onde alte più di dieci metri che non smettevano mai e diventavano sempre più grandi per ore e ore.
Erano le onde delle contrazioni.
E tu,
in quell’isoletta in mezzo all’oceano,
ci stavi aspettando che venissimo a prenderti.
Abbiamo avuto una grande fortuna quel giorno:
durante la tempesta delle stelle hanno cominciato a brillare fortissimo e ci hanno indicato la strada per venirti a prendere:
quelle stelle si chiamano Ostetriche della Sala Parto di Castelfranco.
Che emozione vederti nascere,
in un sol momento la gioia si è mescolata all’ansia e alla stanchezza che ci assaliva:
prima una testina piena di capelli,
poi tu avvolta da un doppio giro di cordone ombelicale attorno al collo.
Stentavi ad aprire gli occhi,
poi ne hai aperto uno solo e per un po’ hai tenuto aperto solo quello.
Subito ti hanno adagiata sulla pancia della mamma e siamo rimasti lì a guardarti mentre aspettavamo anche la nascita della placenta.
Dopo che la tua mamma è stata medicata ci hanno messo in una saletta al buio,
fuori le luci della città e noi tre che potevamo cominciare a fare conoscenza gli uni degli altri prima di risalpare.
Da qualche giorno siamo di nuovo in mare.
Non ci sono più le onde alte 10 metri che arrivavano ogni 5 minuti,
ora hanno un periodo più lungo,
2 o 3 ore tra una poppata e l’altra,
ma lo stesso ci troviamo impreparati perché privi di esperienza.
Anche in questi giorni,
però,
abbiamo avuto una grande fortuna:
altre stelle hanno cominciato a brillare fortissimo e ci hanno indicato la strada per partire assieme a te e cominciare ad allattarti:
si chiamano Infermiere del Nido dell’Ospedale di Castelfranco.
Chiudo qui altrimenti mi dilungo troppo.
Solo un inciso:
chiudere il Punto Nascite sarebbe negare l’importanza di offrire un servizio di un reparto vicino al territorio per un evento che incide profondamente sulle traiettorie di vita dei nostri figli,
compagne e famiglie.''

[Alessandro Caron]

Si chiama “Aura Battle”.Tendenza diventata popolare su TikTok.Una sfida in cui i partecipanti si confrontano attraverso ...
15/10/2026

Si chiama “Aura Battle”.
Tendenza diventata popolare su TikTok.
Una sfida in cui i partecipanti si confrontano attraverso pose, movimenti, balletti e atteggiamenti, cercando di dimostrare chi ha più stile e carisma.
E questa volta è arrivata anche a Castelfranco Veneto.
Circa 200 ragazzi si sono dati appuntamento nella zona dei Giardini del Sole per partecipare alla sfida.
Molti erano studenti, alcuni appena usciti da scuola, ancora con lo zaino in spalla.
Il raduno, organizzato attraverso i social, ha attirato l'attenzione dei commercianti della zona, che hanno segnalato la presenza di numerosi giovani.
Sul posto sono intervenute cinque pattuglie tra Carabinieri e Polizia Locale.
Alla vista delle forze dell'ordine, i ragazzi si sono allontanati.
La sfida non è nemmeno iniziata.
Non risultano scontri.
Non risultano danneggiamenti.
Non sono stati segnalati episodi di violenza.
Resta un episodio particolare, soprattutto per il numero di adolescenti coinvolti e per la rapidità con cui una tendenza nata sui social riesce a portare centinaia di persone nello stesso luogo.
Un appuntamento nato online e trasferito nella vita reale.
Un fenomeno che racconta anche quanto i social influenzino le abitudini e i modi di incontrarsi delle nuove generazioni.
E voi avevate mai sentito parlare delle “Aura Battle”?
Cosa ne pensate di queste sfide e dei raduni organizzati attraverso i social?

(Immagine illustrativa, non relativa al raduno.)

Ci è arrivato un messaggio che fa male anche solo leggere.Una ragazza (adolescente) ci ha raccontato che, mentre va a sc...
03/10/2026

Ci è arrivato un messaggio che fa male anche solo leggere.
Una ragazza (adolescente) ci ha raccontato che, mentre va a scuola o in palestra, alcuni uomini a bordo di camion o furgoni le suonano.
Si affacciano dal finestrino.
Le urlano frasi e proposte a sfondo sessuale.
E non sarebbe nemmeno un episodio isolato.
Anche una sua amica le avrebbe raccontato di vivere situazioni simili.
No, non è un complimento.
No, non è una battuta.
No, non è qualcosa da ignorare.
Quando una ragazza così giovane comincia ad avere paura semplicemente per andare a scuola o in palestra, allora il problema riguarda tutta la comunità.
Serve rispetto.
Serve educazione.
E serve anche che chi assiste a certe scene non scelga di voltarsi dall’altra parte.
Nessuna ragazza dovrebbe sentirsi in pericolo mentre percorre le strade della propria città.
Nessuna dovrebbe arrivare a considerare normale tutto questo.
E se altre ragazze hanno vissuto episodi simili, non tenetevi tutto dentro.
Parlatene con i vostri genitori.
Con un adulto di cui vi fidate.
Fatevi sentire.
Non restate in silenzio.
Perché nessuna ragazza dovrebbe pensare di dover affrontare da sola situazioni del genere.

A volte bisogna andare lontano per capire quanto conta tornare a casa.È quello che ha fatto Teresa Storer, 29 anni, musi...
02/10/2026

A volte bisogna andare lontano per capire quanto conta tornare a casa.
È quello che ha fatto Teresa Storer, 29 anni, musicista che ha costruito il suo percorso partendo anche da Castelfranco Veneto.
Ha iniziato a studiare violino a soli cinque anni.
Poi il diploma con il massimo dei voti e la lode tra Rovigo e Castelfranco.
Da lì sono arrivati Fiesole.
Il Boston Conservatory at Berklee.
Concorsi nazionali e internazionali.
E collaborazioni con artisti come Andrea Bocelli, Rita Ora ed Emma Marrone.
Una carriera capace di muoversi tra musica classica e pop.
Poi, però, è arrivata una scelta diversa.
Tornare a casa.
Dopo l’esperienza negli Stati Uniti, Teresa ha deciso di rientrare in Italia per stare più vicina alla propria famiglia.
«Davanti all'aumento del costo della vita a Boston e alle crescenti difficoltà per ottenere il visto, ho capito che la scelta migliore era rientrare».
Una volta laureata, ha scelto quindi di ripartire proprio da qui.
Insegnando nelle scuole pubbliche.
E tornando a inserirsi nel circuito delle orchestre locali.
Una storia che ci piace raccontare perché parla di talento, sacrifici e scelte personali.
Ma soprattutto perché, dopo tanta strada fatta lontano, il percorso di Teresa è tornato a incrociare il nostro territorio.
A volte il successo non significa necessariamente restare dall’altra parte del mondo.
A volte significa anche sapere quando è il momento di tornare.

02/10/2026

A volte viene nostalgia di come sembrava il mondo una volta.

29/09/2026

Quando il cielo si presenta così, è normale fermarsi ad ammirarlo.

Una mamma di Castelfranco Veneto ha chiesto aiuto.Non soldi per sé.Ma vestiti per i suoi bambini.Una bimba di un anno.Un...
29/09/2026

Una mamma di Castelfranco Veneto ha chiesto aiuto.
Non soldi per sé.
Ma vestiti per i suoi bambini.
Una bimba di un anno.
Un bimbo di sette.
Ha raccontato di stare attraversando un periodo difficile e di fare fatica ad arrivare a fine mese.
Per questo ha chiesto, in forma anonima, se qualcuno avesse vestiti in buono stato da regalare.
Anche poco.
Anche una piccola cosa.
Ha chiesto inoltre informazioni su associazioni o servizi capaci di offrire un sostegno economico alle famiglie in difficoltà.
E ha scelto l’anonimato semplicemente per proteggere un po’ della propria privacy.
Ma nel suo messaggio c’è anche tanta gratitudine.
Perché racconta di aver incontrato in Veneto molte persone sempre pronte ad aiutare.
Persone capaci di pensare anche a chi, in questo momento, non riesce a permettersi tutto ciò di cui avrebbe bisogno.
Non è una storia lontana.
Non è qualcosa che succede soltanto altrove.
È una mamma della nostra città che sta chiedendo una mano per i propri figli.
E forse richieste come questa dovrebbero farci fermare un attimo.
Per capire quante famiglie, anche accanto a noi, stiano vivendo difficoltà che spesso non vediamo.

23/09/2026

Via Francesco Maria Preti fine '800.

Dopo la loro impresa sull’Empire State Building ci siamo presi una piccola licenza creativa 😌
03/07/2026

Dopo la loro impresa sull’Empire State Building ci siamo presi una piccola licenza creativa 😌

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