24/09/2026
“Dire, fare, baciare, lettera, testamento”, il teatro diventa uno spazio di ascolto, riflessione e consapevolezza. Fin dal titolo, che richiama un gioco dell’infanzia, lo spettacolo accompagna il pubblico in un viaggio che parte dal mondo dei bambini per affrontare un tema di grande attualità e importanza: il diritto di ogni bambina e di ogni bambino a essere ascoltato, rispettato, protetto e libero di crescere in condizioni dignitose.
La dimensione ludica, evocata già nel titolo, si trasforma progressivamente in qualcosa di più profondo. Il gioco non è soltanto divertimento, ma diventa una lente attraverso cui osservare la realtà: una realtà nella quale non tutti i bambini hanno le stesse opportunità e nella quale diritti che dovrebbero essere universali rischiano ancora di essere negati o dimenticati.
Particolarmente significativa è la capacità dello spettacolo di mettere i bambini al centro non come semplici destinatari di tutela, ma come persone portatrici di diritti, desideri, emozioni e una propria voce. Il diritto all’istruzione, alla famiglia, alla salute, al gioco, all’identità, alla sicurezza e all’ascolto emergono come elementi fondamentali di una crescita realmente libera e consapevole.
Il linguaggio teatrale riesce così a parlare di temi complessi senza rinunciare alla leggerezza. Il gioco, le parole e la dimensione scenica diventano strumenti per interrogarsi sulla società degli adulti, sulle responsabilità che essa ha nei confronti delle nuove generazioni e sulla necessità di costruire un mondo nel quale l’infanzia non sia considerata soltanto una fase da proteggere, ma una stagione della vita da rispettare pienamente.
Uno degli aspetti più riusciti dello spettacolo è proprio questo dialogo tra leggerezza e impegno civile. Il pubblico viene coinvolto senza essere sommerso da messaggi didascalici: sono le storie, le situazioni e le emozioni a suggerire domande e a stimolare una riflessione personale. “Dire, fare, baciare, lettera,testamento” diventa quindi più di uno spettacolo: è un invito a ricordare che i diritti dei bambini non sono concessioni degli adulti, ma diritti fondamentali che devono essere riconosciuti e garantiti ogni giorno.
E forse è proprio questa la forza del teatro: riuscire, attraverso una storia e attraverso un gioco apparentemente semplice, a restituire valore a parole che rischiamo di pronunciare troppo spesso senza fermarci ad ascoltarne davvero il significato. Perché dietro ogni bambino c’è una persona che ha diritto a essere vista, ascoltata e rispettata.
Uno spettacolo che parla ai più piccoli, dunque, ma che soprattutto interroga gli adulti, ricordando loro una responsabilità essenziale: quella di custodire il presente e il futuro dell’infanzia attraverso la difesa concreta dei suoi diritti.