28/10/2026
“La democrazia non è un club privé: contro la legge elettorale non elemosiniamo piaceri e poltrone, ma ci battiamo per la partecipazione di tutti, anche e soprattutto di chi non è gradito al potere”
È già partito il mercato delle vacche sulla base della nuova legge elettorale: parlamentari prestati, gruppi assemblati a tavolino e accordi tra partiti per aggirare le regole che gli stessi partiti parlamentari hanno scritto ed evitare così che gli “amici” debbano raccogliere le 6.000 firme per collegio (450.000 in totale) previste dal “Melonellum”.
Sembra il calciomercato, ma assai meno appassionante. Il Movimento 5 Stelle ha offerto in prestito secco il senatore Nave all'assessore di Roma, Onorato, per la sua squadra Avanti-PSI e Progetto Civico Italia. Il PD ha offerto in prestito il senatore Andrea Crisanti a Rifondazione Comunista, che è disponibile ad allearsi addirittura con Renzi, sulla base della necessità di fermare il fascismo alle porte, ma poi, per bocca del suo segretario, ringrazia pubblicamente La Russa, FdI, per aver risposto in tempo alla richiesta di informazioni e aver, così, agevolato la pastetta.
Il mercato di riparazione non è meno ricco a destra: prestiti secchi da Fratelli d'Italia a Sud Chiama Nord di Cateno De Luca e a Marco Rizzo, che dimostra come non solo il calcio sia piagato dai mercenari.
Un sistema di prestiti e scambi manco stessimo giocando al fantacalcio. Da destra a sinistra è tutta una corsa a garantirsi un ingaggio per la stagione 2027-2032. In fondo a molti va bene anche solo scaldare la panchina, ops una poltrona...
La nuova legge elettorale serve a disciplinare il sistema politico: se sei dentro uno dei due poli, se rendi loro omaggio, inginocchiandoti alla logica del potere, qualche favore lo trovi; se non accetti questi ricatti, per te la democrazia non esiste.
È questo il messaggio rivolto a chi, come noi di Potere al Popolo, non intende rinunciare alla propria autonomia politica per elemosinare un posticino nelle coalizioni esistenti.
Mentre c'è chi si piega alla logica medievale del potere, a chiedere piaceri e regali, noi crediamo che la battaglia si debba combattere non per assicurarsi una poltrona, ma per tenere aperti spazi di partecipazione a chiunque. Per oggi e per domani.
Per questo parteciperemo alla battaglia legale contro la nuova legge elettorale: siamo parte del ricorso alla Corte costituzionale perché ravvisiamo evidenti profili di incostituzionalità, a partire da requisiti di raccolta delle firme sproporzionati e lesivi dell’uguaglianza nell’accesso alle elezioni e del pluralismo politico.
Siamo fiduciosi e per questo diciamo fin da ora a tutte le persone che ci sostengono e a chi vuole un’alternativa politica reale: non ci faremo intimidire dalle regole scritte per favorire chi è già al potere; teniamoci pronti, perché avremo bisogno di tutte e tutti per raccogliere le firme e conquistare il diritto di presentarci alle elezioni.
Non vogliamo essere “ammessi” per gentile concessione di qualcuno. Un sistema in cui può entrare solo chi è gradito al potere è un club privé, non certo una democrazia.
Vogliamo che sia garantito a tutte e tutti il diritto di partecipare, di organizzarsi e di scegliere liberamente. Perché la democrazia non è un favore concesso dai potenti. È un diritto da difendere.