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SULLA BANDIERA PALESTINESE ESPOSTA NELL'EX MUNICIPIO DI CAVRIAGO Un esponente di fratelli d'Italia di Reggio Emilia, att...
21/09/2026

SULLA BANDIERA PALESTINESE ESPOSTA NELL'EX MUNICIPIO DI CAVRIAGO

Un esponente di fratelli d'Italia di Reggio Emilia, attraverso un comunicato pubblicato sulla stampa locale, ha intimato il comune di Cavriago di rimuovere la bandiera dello Stato di Palestina presente sull'ex municipio in piazza Zanti.

Facciamo un po' di chiarezza sulla questione:

La bandiera è esposta su di un edificio di proprietà del Comune individuato nell'ambito di apposita interlocuzione sviluppatasi a suo tempo tra i Comuni coinvolti e la Prefettura.
L'iniziativa è nata da un impegno assunto in consiglio comunale sul quale il gruppo di centro destra si è semplicemente astenuto quindi riteniamo sia esposta legittimamente su volontà dei rappresentanti di questa comunità.
D'altra parte la situazione in cui si trova oggi il popolo palestinese é ben lungi dal potersi considerare risolta. Mentre la gente continua a morire in condizioni disumane per mano dell'esercito israeliano questa inutile polemica suona fuori luogo.

La piazza è di tutti. Anche le decisioni sulla sua trasformazione dovrebbero esserlo.Il Comune ha organizzato un'assembl...
10/09/2026

La piazza è di tutti. Anche le decisioni sulla sua trasformazione dovrebbero esserlo.

Il Comune ha organizzato un'assemblea pubblica sul progetto di riqualificazione della piazza.
Sarà un momento importante per conoscere il progetto e soprattutto far sentire la nostra voce.

Come Cavriago LAB – Impegno Comune crediamo che il confronto con la comunità non possa essere un semplice passaggio formale ma un punto chiave nella progettazione del nostro paese.

Venite, partecipate, fate domande. La piazza è di tutti noi.

📅 17 settembre
🕣 ore 20:30
📍 Sala del Consiglio Comunale

RIFIUTI: OLTRE IL 13% DI AUMENTO IN DUE ANNI. DA 15 ANNI NESSUNA GARA.I cittadini differenziano sempre di più, ma le bol...
20/08/2026

RIFIUTI: OLTRE IL 13% DI AUMENTO IN DUE ANNI. DA 15 ANNI NESSUNA GARA.

I cittadini differenziano sempre di più, ma le bollette continuano a crescere: dopo l’aumento medio dell’8% nel 2025, nel 2026 le tariffe per le famiglie reggiane salgono ancora tra il 4,93% e il 5,23%.
Cosa vogliono dire questi aumenti?
Che una famiglia di tre persone in soli
due anni pagherà quasi 50€ in più per lo stesso servizio!

Intanto Iren continua a gestire il servizio senza una nuova gara pubblica dal 2011, con il sostegno dei sindaci del Partito Democratico.

A Parma e Piacenza la gara pubblica non ha comportato l’uscita di Iren: Iren Ambiente, già gestore uscente, si è aggiudicata entrambe le procedure.
Il confronto competitivo ha però
prodotto risparmi concreti a favore delle bollette.

A Parma, su una concessione del valore di 813 milioni di euro, è stato ottenuto un ribassodel 4,27%, pari a oltre 34 milioni di euro in quindici anni.
A Piacenza, su una base di gara di
505,2 milioni, il ribasso è stato del 4,77%, con circa 24 milioni di risparmio.

La gara sul servizio di raccolta rifiuti non è una battaglia ideologica contro Iren: è lo
strumento che obbliga qualsiasi gestore, compreso quello uscente, a migliorare l’offerta, ridurre i costi e assumere obblighi economici e ambientali precisi.
A Reggio Emilia questa verifica di mercato manca dal 2011.

Le liste civiche reggiane chiedono:
🔴 gara pubblica entro il 2026;
🔴 trasparenza completa sui costi;
🔴 una quota dei dividendi Iren per contenere le bollette;
🔴 una tariffazione che premi davvero chi produce meno rifiuti.
Dopo 15 anni senza gara, il tempo degli annunci è finito.

Scrivici per maggiori informazioni
19/08/2026

Scrivici per maggiori informazioni

Apprendiamo dalla stampa che Conad ha querelato gli attivisti di Bosco Ospizio.Un altro tentativo di intimidazione, dopo...
15/08/2026

Apprendiamo dalla stampa che Conad ha querelato gli attivisti di Bosco Ospizio.

Un altro tentativo di intimidazione, dopo aver tagliato un catenaccio con un flessibile a pochi centimetri dagli attivisti seduti per terra e dopo essere avanzati con dei trattori contro quelle stesse persone, in un chiaro atto intimidatorio.

Conad torna in campo con una querela contro ignoti per violenza privata e invasione di area privata.

Noi, come Cavriagolab, ci schieriamo dalla parte di tutte quelle persone e quelle realtà che da anni si battono contro l'inutile e dannoso progetto del nuovo Conad, che punta a sostituire il bosco urbano con un nuovo punto vendita.

Chiediamo quindi alle istituzioni di fermare questo progetto e di aprire finalmente un confronto serio e trasparente con gli attivisti, prendendo in considerazione la proposta alternativa che hanno elaborato.

La tutela del bosco urbano e dell'interesse collettivo deve ve**re prima del profitto privato.

L'attacco statunitense in Venezuela, culminato con la cattura di Nicolás Maduro, rappresenta uno spartiacque che ci cost...
06/01/2026

L'attacco statunitense in Venezuela, culminato con la cattura di Nicolás Maduro, rappresenta uno spartiacque che ci costringe a una profonda riflessione su cosa significhi oggi "giustizia" nelle relazioni tra Stati.
Dal punto di vista puramente legale, il diritto internazionale moderno si fonda su un pilastro incrollabile: l'Articolo 2 della Carta delle Nazioni Unite, che proibisce l'uso della forza contro l'integrità territoriale o l'indipendenza politica di qualsiasi Stato.
Le giustificazioni addotte dall'amministrazione Trump per l'operazione in Venezuela si basano su 3 aspetti, che tuttavia sono fragili dal punto di vista giuridico:
• Definire un governo come un'organizzazione criminale dedita al narcotraffico è una mossa politica, non una categoria prevista dal diritto internazionale per autorizzare un'invasione. La sovranità appartiene allo Stato, non alla moralità del suo leader.
• Trump ha invocato una visione geopolitica dell'Ottocento per giustificare l'intervento. Peccato che la Dottrina Monroe non ha alcun valore legale nel sistema di oggi, che riconosce pari dignità a ogni nazione, indipendentemente dalla sua posizione geografica.
• Secondo l’articolo 51 dell’ONU, un intervento militare legittimo richiede o la legittima difesa, o un'autorizzazione del Consiglio di Sicurezza. In mancanza di entrambi, l'azione è un atto di aggressione unilaterale.
Stiamo tacitamente accettando che il fine giustifica i mezzi.
È eticamente corretto imporre la "libertà" attraverso la forza straniera?
Quando gli Stati Uniti avranno esaurito le loro necessità in Venezuela, chi pagherà la conseguenza del vuoto di potere lasciato da un intervento esterno? Proprio quella popolazione che si dichiarava di voler proteggere.
Accettare che la nazione più forte possa rapire il leader di una nazione più debole significa tornare alla "Legge del più forte". Se il diritto internazionale diventa un "menù à la carte" usato solo dai potenti, la dignità di ogni essere umano nel mondo è meno sicura.

In questo scenario di "disordine globale", il ruolo di noi adulti — genitori, insegnanti, educatori — diventa cruciale. I giovani oggi ascoltano storie che glorificano la forza bruta e il successo immediato, spesso condite dalla retorica dei "buoni contro i cattivi" semplificata dai social media.
È fondamentale spiegare agli adolescenti che essere persone degne significa non solo rispettare chi ci è vicino, ma riconoscere che i diritti e la sovranità degli altri non sono opzionali.

"Se un altro Paese facesse la stessa cosa a noi, accusandoci ad esempio di essere uno stato mafioso, lo considereremmo giusto?”

Il rispetto non si dimostra solo quando ci conviene, ma soprattutto quando è difficile. Schierarsi dalla parte del rispetto significa difendere l’importanza del dialogo e della diplomazia sopra la sopraffazione.
Essere adulti oggi significa testimoniare che la vera forza non sta nel colpire, ma nel costruire un ordine in cui anche il più debole è protetto dalla legge.

Se ce ne laviamo le mani e non parliamo con loro del conflitto tra il potente e il debole non significa che siamo neutrali, significa che stiamo dalla parte del potente. Parlate con i giovani di ciò che accade in Venezuela, non per dare delle risposte, ma per aiutarli a formare una coscienza che non si pieghi alla logica del sopruso.
La dignità di una persona si misura dalla sua capacità di restare umano anche in un mondo che sembra aver dimenticato come si fa.

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