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MeWe abitare collaborativo Per ritrovare perdute forma di socialità e vicinato promuove progetti abitativi di tipo collaborativi

IL COSTO DELLA CASA NON INIZIA DALLA CASA💬 "Ridurre il costo del denaro significa ridurre il costo dell'abitare."Quando ...
29/10/2026

IL COSTO DELLA CASA NON INIZIA DALLA CASA

💬 "Ridurre il costo del denaro significa ridurre il costo dell'abitare."

Quando pensiamo a una casa accessibile, di solito pensiamo al prezzo di acquisto o al canone di locazione.
Molto più raramente pensiamo al costo del capitale che ha finanziato quella casa.

Eppure una parte importante di ciò che paghiamo ogni mese dipende proprio da lì.
Se un progetto deve sostenere finanziamenti costosi, tassi elevati e richieste di rendimento importanti, quei costi finiscono inevitabilmente per trasferirsi sugli abitanti.
Al contrario, quando il capitale è paziente, la durata dei finanziamenti è lunga e il costo del denaro è contenuto, aumentano le possibilità di offrire abitazioni a prezzi sostenibili.

È una lezione che emerge chiaramente osservando alcuni sistemi europei di housing sociale.
In alcuni esempi, una parte importante dell'accessibilità non deriva tanto dai contributi pubblici, ma dalla disponibilità di finanziamenti di lungo periodo a condizioni favorevoli.

Forse per questo vale la pena spostare l'attenzione.
Non soltanto da:
🏠 Quanto costa una casa?
ma anche da:
💰 Quanto costa il denaro che finanzia quella casa?
Perché, a volte, la vera leva dell'accessibilità non si trova nel mercato immobiliare.
Si trova nell'architettura finanziaria che lo sostiene.

❓ Secondo voi, nel dibattito pubblico si parla abbastanza del rapporto tra costo del capitale e costo dell'abitare?

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LA CASA NON È ACCESSIBILE PER NATURA"La casa è accessibile se viene resa accessibile."Questa frase di Dan Hill e Mariana...
27/10/2026

LA CASA NON È ACCESSIBILE PER NATURA

"La casa è accessibile se viene resa accessibile."

Questa frase di Dan Hill e Mariana Mazzucato, ripresa nel nostro percorso di riflessione sull'abitare, mette in discussione un'idea molto diffusa: che l'accessibilità della casa sia un risultato spontaneo del mercato.

Osservando esperienze internazionali e realtà locali, stiamo imparando qualcosa di diverso.

L'accessibilità non nasce da sola.

Nasce da scelte.

Scelte che riguardano la finanza, le regole, la proprietà, il lavoro e le comunità.

Per molti anni abbiamo cercato di rendere la casa accessibile intervenendo sul prezzo finale. Ma forse vale la pena porci una domanda diversa:
👉 E se il problema non fosse il prezzo?
👉 E se il problema fosse il modo in cui quel prezzo viene costruito?

Le esperienze di housing sociale osservate in altri Paesi europei suggeriscono che il costo dell'abitare sociale dipende anche da fattori meno visibili:
costo del capitale
durata dei finanziamenti
disponibilità di garanzie
modalità di gestione
ruolo delle istituzioni e degli attori territoriali.

E forse c'è un'altra lezione ancora più interessante.
Quando una persona non riesce a trovare una casa sostenibile, il problema non riguarda soltanto quella persona.
Può riguardare anche i servizi che utilizziamo ogni giorno, le organizzazioni che cercano personale e i territori che faticano ad attrarre lavoratori.

Per questo ci sembra utile spostare il punto di vista.
Dalla domanda:
"Come abbassiamo i prezzi?"
alla domanda:
"Come costruiamo condizioni che rendano l'abitare accessibile nel tempo?"

💬 Secondo voi, quali sono oggi le scelte che possono rendere davvero accessibile la casa in un territorio?

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UNA CASA BASTA PER ABITARE BENE?Possiamo vivere nello stesso palazzo per anni e restare perfetti sconosciuti.Ci incontri...
23/10/2026

UNA CASA BASTA PER ABITARE BENE?

Possiamo vivere nello stesso palazzo per anni e restare perfetti sconosciuti.
Ci incontriamo sulle scale. Condividiamo un ingresso, un cortile, forse una lavanderia. Eppure, non sempre sappiamo a chi rivolgerci quando serve un piccolo aiuto.
La vicinanza non produce automaticamente relazioni.

Come ricorda Vivek Murthy, già U.S. Surgeon General:

«La connessione sociale è essenziale alla vita quanto il cibo l’acqua e il riparo»

Questa frase invita a guardare la casa in modo diverso.
Un’abitazione offre protezione, privacy e sicurezza. Il buon abitare dipende però anche dalla possibilità di incontrarsi, riconoscersi e poter contare sulle persone vicine.

Una soglia sulla quale fermarsi.
Una panchina davanti all’ingresso.
Una strada pedonale.
Una cucina o un orto condiviso.

Sono occasioni semplici. Ma lo spazio, da solo, non basta.
Servono pratiche che diano continuità agli incontri, regole comprensibili e persone disposte a prendersi cura dei luoghi e dei legami.
Le relazioni non si progettano direttamente ma si possono progettare le condizioni che le rendono possibili

È anche questo il significato di cura nell’abitare collaborativo: non eliminare la fragilità, ma costruire contesti nei quali nessuno debba affrontarla da solo.

👉 Quale spazio del luogo in cui vivi facilita davvero l’incontro con le altre persone?

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CHI HA CURATO UN QUARTIERE HA IL DIRITTO DI RESTARCI? 🏘️🤔A volte le trasformazioni urbane portano nuove opportunità, ser...
12/10/2026

CHI HA CURATO UN QUARTIERE HA IL DIRITTO DI RESTARCI? 🏘️🤔

A volte le trasformazioni urbane portano nuove opportunità, servizi e attenzione verso luoghi che per anni sono rimasti ai margini. Ma cosa succede quando il valore generato da una comunità rischia di allontanare proprio le persone che hanno contribuito a costruirlo giorno dopo giorno?

Nel nuovo articolo di Elisa Cutuli raccontiamo la storia di San Berillo, a Catania, attraverso l'esperienza della cooperativa di comunità Trame di Quartiere. Un percorso fatto di relazioni, cura degli spazi, iniziative sociali e partecipazione che ha contribuito a rendere il quartiere più attrattivo e vivo.

Eppure emerge una domanda che riguarda molte città italiane: quando un quartiere cambia e aumenta il suo valore, chi lo abita da sempre riesce ancora a permettersi di viverci?

🏡 Le storie di Alfio, Franchina e della comunità di Palazzo De Gaetani ci aiutano a riflettere sul significato della permanenza nei luoghi, sulla giustizia abitativa e sulla necessità di accompagnare i cambiamenti urbani senza perdere il patrimonio umano e sociale che li ha resi possibili.

Perché abitare non significa soltanto avere una casa. Significa appartenere a una comunità, costruire legami e poter immaginare il proprio futuro in un luogo.

📖 Leggi l'articolo: https://abitarecollaborativo.substack.com/p/san-berillo-e-la-gentrificazione

🏡🤝🌱✨📚🏘️

LA CASA, L’EUROPA E LA DEMOCRAZIA CHE CONOSCIAMO TROPPO POCO 🏠🇪🇺Quando sentiamo parlare di crisi abitativa, spesso pensi...
28/09/2026

LA CASA, L’EUROPA E LA DEMOCRAZIA CHE CONOSCIAMO TROPPO POCO 🏠🇪🇺

Quando sentiamo parlare di crisi abitativa, spesso pensiamo a prezzi troppo alti, affitti sempre più difficili da sostenere o mancanza di alloggi accessibili. Ma c’è una domanda che merita attenzione: chi decide davvero sulle politiche della casa?

La recente proposta europea sull’Affordable Housing Act ha acceso un dibattito intenso, spesso accompagnato da semplificazioni (tipo l'immagine che accompagna questo post) e interpretazioni contrastanti. Eppure, dietro il tema dell’abitare si nasconde anche una riflessione più ampia sulla democrazia e sul funzionamento delle istituzioni.

📍 L’Unione Europea, gli Stati, le Regioni e i Comuni hanno responsabilità diverse e complementari. Comprendere questa distribuzione delle competenze significa capire meglio come vengono prese le decisioni che incidono sulla vita quotidiana delle persone e delle comunità.

🏘️ La casa non è solo una questione di mercato immobiliare. È un tema che riguarda inclusione sociale, opportunità, coesione territoriale e qualità della vita. Ed è proprio per questo che conoscere i meccanismi democratici che influenzano le politiche abitative può aiutarci a partecipare in modo più consapevole al dibattito pubblico.

Nel nuovo articolo di HUBitare oltre le mura, Elisa Cutuli propone una riflessione che collega diritto all’abitare, ruolo degli enti locali e democrazia europea, cercando di andare oltre slogan e contrapposizioni.

👉 Leggi l'articolo: https://abitarecollaborativo.substack.com/p/la-casa-leuropa-e-la-democrazia-che

COHOUSING OLTRE LE LINEE GUIDA: COSA POSSIAMO IMPARARE DALL’EUROPA? 🏡👵👴👨‍👩‍👧‍👦Le recentissime Linee Guida nazionali sul ...
14/09/2026

COHOUSING OLTRE LE LINEE GUIDA: COSA POSSIAMO IMPARARE DALL’EUROPA? 🏡👵👴👨‍👩‍👧‍👦

Le recentissime Linee Guida nazionali sul senior cohousing e sul cohousing intergenerazionale rappresentano un passaggio importante per il riconoscimento dell’abitare collaborativo come possibile risposta all’invecchiamento della popolazione, alla solitudine e al bisogno di relazioni di prossimità.

Ma quali sono gli elementi che favoriscono davvero il buon funzionamento di queste esperienze nel tempo? 🤔

In un nuovo articolo pubblicato su HUBitare oltre le mura, abbiamo analizzato le Linee Guida insieme a Elisa Cutuli, mettendole a confronto con alcune esperienze osservate e monitorate in 🇪🇸 Spagna e 🇬🇧 Regno Unito.

📖 Leggi l'articolo completo: https://abitarecollaborativo.substack.com/p/cohousing-oltre-le-linee-guida-come

💬 Quali aspetti ritieni più importanti per favorire la diffusione del cohousing in Italia?
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🎙️ Ascolta il podcast “CCC, Cerco Casa e Comunità”, realizzato grazie alla partnership con Italia che Cambia: https://www.spreaker.com/podcast/ccc-cerco-casa-e-comunita--6597243

️ TRA STRATEGIA E TATTICA: COSA CI INSEGNA SPIN TIME SULLA CITTÀ?Le città non sono fatte soltanto di piani urbanistici, ...
28/08/2026

️ TRA STRATEGIA E TATTICA: COSA CI INSEGNA SPIN TIME SULLA CITTÀ?

Le città non sono fatte soltanto di piani urbanistici, regolamenti e progetti. Ma non nascono neppure esclusivamente dalla spontaneità di chi le abita. La loro identità prende forma nell'incontro continuo tra ciò che viene progettato e ciò che emerge dal basso.
📖 Michel de Certeau ci ricorda che un luogo vive proprio nell'interstizio tra strategia e tattica, tra pianificazione e informalità. È spesso in questi spazi di confine che si manifestano bisogni, relazioni e forme di cooperazione che le istituzioni faticano a intercettare.

La nuova puntata di HUBitare oltre le mura, curata da Elisa Cutuli, prende spunto dalla vicenda di Spin Time per aprire una riflessione più ampia sul rapporto tra diritto all'abitare, legalità, welfare e valore sociale.

👉 Leggi l'articolo: link in bio

🏘️ Quando uno spazio diventa casa per centinaia di persone, ospita attività culturali, servizi educativi, reti di solidarietà e iniziative aperte al quartiere, è sufficiente leggerlo soltanto come un caso di occupazione? Oppure è utile interrogarsi anche sulle funzioni sociali che svolge e sui bisogni a cui risponde?
L'articolo esplora il confine, spesso mobile, tra formale e informale, mostrando come alcune esperienze possano diventare veri e propri "sensori" capaci di rendere visibili domande sociali che attendono ancora risposte adeguate.
💡 Un tema che riguarda tutti noi, perché parla del modo in cui costruiamo città più inclusive, coese e capaci di valorizzare le energie presenti nei territori.

LA COMUNITÀ GIUSTA, NON QUELLA PERFETTA 💛"Non bisogna cercare la comunità perfetta, ma quella che funziona meglio per il...
25/08/2026

LA COMUNITÀ GIUSTA, NON QUELLA PERFETTA 💛

"Non bisogna cercare la comunità perfetta, ma quella che funziona meglio per il momento della vita che stiamo vivendo."

Questa riflessione ci invita a guardare all'abitare collaborativo con occhi nuovi. Spesso immaginiamo la comunità come qualcosa di definitivo, un modello ideale da trovare e raggiungere. Nella realtà, le persone cambiano, i bisogni evolvono e anche il modo di abitare può trasformarsi nel tempo.

Per qualcuno la soluzione migliore può essere condividere una casa. Per altri abitare vicino a familiari, amici o vicini con cui costruire relazioni di fiducia e supporto reciproco. Per altri ancora può significare entrare a far parte di una comunità intenzionale o di un progetto di cohousing.

🏡 L'aspetto più importante non è la formula abitativa scelta, ma la qualità delle relazioni che essa rende possibile.

Quando l'abitare favorisce incontro, collaborazione, cura reciproca e solidarietà quotidiana, si generano condizioni che migliorano il benessere delle persone e rafforzano la coesione sociale.

In un'epoca in cui solitudine, fragilità economiche e isolamento riguardano sempre più persone, forse la domanda non è "qual è il modello perfetto?", ma "quale forma di vita comunitaria può rispondere oggi ai nostri bisogni e a quelli della comunità di cui facciamo parte?".

💬 E voi, quale forma di abitare collaborativo sentite più vicina alla vostra fase di vita attuale?

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UNA COMUNITÀ NON È FATTA DI PERSONE PERFETTE💬 “Non devi voler bene a tutti, ma puoi comunque avere una relazione con lor...
10/08/2026

UNA COMUNITÀ NON È FATTA DI PERSONE PERFETTE

💬 “Non devi voler bene a tutti, ma puoi comunque avere una relazione con loro.”

Questa testimonianza coglie uno degli aspetti più autentici dell'abitare collaborativo.

Quando si parla di cohousing o di vita comunitaria, spesso si immagina un gruppo di persone sempre in sintonia, unite dagli stessi interessi e capaci di andare d'accordo su tutto. La realtà è molto più interessante. Una comunità non è una famiglia ideale né un gruppo di amici perfettamente affiatati. È un insieme di persone diverse per età, carattere, esperienze, abitudini e sensibilità.

Proprio per questo vivere insieme diventa un'occasione di crescita.

In una comunità ci si confronta, a volte si è in disaccordo, si negoziano bisogni e priorità. Non serve essere amici intimi di tutti per costruire fiducia. Ciò che conta è la disponibilità a riconoscersi come parte di un progetto comune e a contribuire al benessere collettivo. 🤝

Con il tempo, questa rete di relazioni diventa una risorsa preziosa. Nei momenti difficili può tradursi in ascolto, aiuto pratico, vicinanza e sostegno. Nei momenti belli offre occasioni di condivisione, celebrazione e appartenenza. 🎉🌱

Forse è proprio qui una delle lezioni più importanti dell'abitare collaborativo: non serve essere uguali per stare bene insieme. È sufficiente costruire relazioni abbastanza solide da permettere a ciascuno di sentirsi accolto, valorizzato e parte di una storia comune. 💛

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LA COMUNITÀ NON È UN BONUS. È UNA PRIORITÀ DI VITA. 🏡🤝💬 “Se si considera davvero la comunità una delle tre cose più impo...
03/08/2026

LA COMUNITÀ NON È UN BONUS. È UNA PRIORITÀ DI VITA. 🏡🤝

💬 “Se si considera davvero la comunità una delle tre cose più importanti della vita, si troverà comunque il modo per realizzarla, indipendentemente dalle difficoltà pratiche.”
Nick Allardice, CEO di GiveDirectly

La parte più provocatoria della riflessione di Nick Allardice non è che la comunità faccia bene. Su questo esistono ormai molte evidenze. Il punto è un altro: la comunità dovrebbe diventare una priorità esistenziale primaria.

Siamo abituati a dedicare anni alla formazione, alla carriera, alla ricerca di un partner, all'acquisto di una casa. Pianifichiamo, investiamo risorse, accettiamo compromessi e affrontiamo ostacoli perché consideriamo questi obiettivi fondamentali per il nostro futuro.

Ma cosa accadrebbe se applicassimo la stessa determinazione alla costruzione di una comunità di relazioni significative?

Secondo Allardice, vivere vicino agli amici, condividere momenti della quotidianità e poter contare su una rete di sostegno reciproco dovrebbe essere considerato uno dei due o tre obiettivi più importanti della vita. Non un elemento accessorio, ma una scelta che influenza profondamente salute, benessere, felicità e senso di appartenenza.

Questo significa investire nella comunità con la stessa serietà che riserviamo ad altre decisioni importanti:
✅ tempo
✅ denaro
✅ energie
✅ pianificazione

Significa anche accettare alcuni compromessi: una zona diversa da quella sognata, una casa meno grande, più confronto e coordinamento con altre persone. Ma la domanda che l'autore ci pone è semplice e potente: quanto valore attribuiamo realmente alle relazioni che rendono la vita più ricca e significativa?

✨ E per voi? La comunità è una conseguenza delle vostre scelte o una priorità da mettere al centro delle vostre decisioni?

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Indirizzo

Cervo
18016

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