26/11/2021
Dopo il grande successo di MARIS MEMORIAE a Mazara del Vallo che ci ha sorpresi tutti, riprendiamo le nostre rubriche storiche, scientifiche e curiose sul mondo della pesca da recuperare.
In questo lasso di tempo ci sono arrivate tante foto, che pubblicheremo nei prossimi giorni. Nessuno sarà escluso, il vostro contributo sarà sempre al centro delle nostre attività.
Per ringraziarvi vi sveliamo il grande dilemma...
"𝐒𝐚𝐩𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐬𝐚𝐥𝐞 𝐨𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐂𝐡𝐢 𝐭𝐞𝐧𝐞 𝐨 𝐦𝐚𝐫𝐞"
Le 𝐚𝐥𝐢𝐜𝐢 (𝐸𝑛𝑔𝑟𝑎𝑢𝑙𝑖𝑠 𝑒𝑛𝑐𝑟𝑎𝑠𝑖𝑐𝑜𝑙𝑢𝑠) sono tra i pesci che ritroviamo più frequentemente sulle nostre tavole. In tante località, lungo le coste italiane, le alici entrano a pieno titolo nel cosiddetto street food, fritte al momento e servite ancora fumanti, avvolte in un cartoccio che per esempio in Campania chiamano 𝐜𝐮𝐨𝐩𝐩𝐨. Mentre la fragranza del loro sapore rende il giusto merito alla freschezza di questo tesoro gastronomico, le nostre papille gustative sembrano percepire attraverso le alici tutto il “𝐬𝐚𝐩𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐦𝐚𝐫𝐞”. Vi siete mai chiesti perché? Perché le alici, come dicono i vecchi pescatori, “𝐦𝐚𝐧𝐠𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐚𝐜𝐪𝐮𝐚”. In effetti, è in parte così. Le alici non sono dei predatori, non si nutrono di altri pesci, ma si nutrono “pascolando” su organismi più piccoli. Ovverossia, esse mangiano diverse varietà di quegli esseri per lo più invisibili, tanto vegetali quanto animali, che si ritrovano in sospensione nell’acqua di mare e che vengono definiti, in maniera collettiva, 𝐩𝐥𝐚𝐧𝐜𝐭𝐨𝐧. Dobbiamo sapere che un ricchissimo cuoppo di alici altro non è che il prodotto di una catena alimentare che ha coinvolto fino a una dozzina di chili di plancton. Le carni delle alici sono un autentico concentrato di plancton, quindi, se vogliamo, di “𝐬𝐮𝐜𝐜𝐨 𝐝𝐢 𝐦𝐚𝐫𝐞”.
Buon appetito!
Autore: Domenico D'Alelio
Foto storiche: Roberto Croce
Foto Salaio (retino in ligure): Simone Bava (2008)