Maris Memoriae

Indicazioni

Maris Memoriae Promozione del progetto MARIS MEMORIAE della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli.

𝐥l 𝐩𝐨𝐫𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐂𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚𝐯𝐞𝐜𝐜𝐡𝐢𝐚 𝐯𝐢𝐬𝐭𝐨 𝐝𝐚𝐥𝐥’𝐚𝐥𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝟐𝟎 𝐞 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝟑𝟎 𝐝𝐞𝐥 𝐍𝐨𝐯𝐞𝐜𝐞𝐧𝐭𝐨. La struttura del porto era divers...
26/03/2026

𝐥l 𝐩𝐨𝐫𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐂𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚𝐯𝐞𝐜𝐜𝐡𝐢𝐚 𝐯𝐢𝐬𝐭𝐨 𝐝𝐚𝐥𝐥’𝐚𝐥𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝟐𝟎 𝐞 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝟑𝟎 𝐝𝐞𝐥 𝐍𝐨𝐯𝐞𝐜𝐞𝐧𝐭𝐨.

La struttura del porto era diversissima da come la vediamo oggi, è interessante notare come la banchina si specchiava direttamente sull'acqua. Riconoscete questo angolo del porto oggi?

Autrice: Francesca Spagnuolo
Materiale: Archivio Alisei ed archivio Diottasi

un grazie speciale per aver condiviso questi scatti preziosi!

𝐑𝐚𝐫𝐨 𝐬𝐜𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐦𝐚𝐫𝐞𝐠𝐠𝐢𝐚𝐭𝐚 𝐟𝐨𝐫𝐳𝐚 𝟗 𝐧𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐧𝐧𝐨 𝟏𝟗𝟗𝟑. Archivio Diottasi              #1993
26/03/2026

𝐑𝐚𝐫𝐨 𝐬𝐜𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐦𝐚𝐫𝐞𝐠𝐠𝐢𝐚𝐭𝐚 𝐟𝐨𝐫𝐳𝐚 𝟗 𝐧𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐧𝐧𝐨 𝟏𝟗𝟗𝟑.

Archivio Diottasi

#1993

Nel corso del Novecento, Civitavecchia vide l’arrivo di pescatori provenienti da Ancona, portatori di una solida tradizi...
13/03/2026

Nel corso del Novecento, Civitavecchia vide l’arrivo di pescatori provenienti da Ancona, portatori di una solida tradizione adriatica e di un approccio più moderno alla pesca. Il loro contributo segnò una fase di profonda trasformazione delle tecniche e dei materiali utilizzati, incidendo in modo duraturo sulla cultura marinara locale. La pesca adriatica e quella tirrenica presentavano differenze significative: Gli anconetani erano abituati a una pesca più strutturata, organizzata e orientata all’efficienza, frutto di un mare diverso per fondali, correnti e specie ittiche. L’arrivo a Civitavecchia avvenne in un periodo di crescita del porto e di rinnovamento del settore ittico, creando un terreno fertile per lo scambio di competenze. Uno dei contributi più rilevanti degli anconetani fu l’introduzione e la diffusione di reti da pesca più evolute. Tradizionalmente, a Civitavecchia si utilizzavano reti pesanti in canapa, materiali naturali ma soggetti a rapido deterioramento, che richiedevano: frequente manutenzione, lunghi tempi di asciugatura, grande sforzo fisico durante la calata e il recupero. Gli anconetani favorirono il passaggio progressivo a materiali sintetici, in particolare al nylon, che garantiva: maggiore resistenza e durata, leggerezza e maneggevolezza, migliore efficienza nella cattura. Questo cambiamento segnò una vera svolta tecnologica, modificando i ritmi di lavoro, l’organizzazione delle battute di pesca e la produttività!

In questi meravigliosi scatti di Roberto Diottasi vengono raffigurati i fratelli Gaetani ed alcuni dei volti più noti della marineria di quegli anni.

Per eventuali disagi nella pubblicazione non esitate a contattarci!

Già in epoca romana, quando il porto di Centumcellae rappresentava uno snodo fondamentale per i traffici marittimi, esis...
02/03/2026

Già in epoca romana, quando il porto di Centumcellae rappresentava uno snodo fondamentale per i traffici marittimi, esistevano artigiani specializzati nella lavorazione del legno navale. Nel corso dei secoli, soprattutto tra il Medioevo e l’età moderna, la figura del mastro d’ascia si affermò come professionista indispensabile per la vita economica e sociale della città. Con l’aumento delle attività portuali e della pesca costiera, i cantieri artigianali sorsero in prossimità del mare, dove scafi e barche venivano costruiti “a occhio”, senza disegni tecnici, seguendo proporzioni tramandate oralmente e affinate dall’esperienza. Il mestiere del mastro d’ascia non si imparava sui libri, ma attraverso l’apprendistato. I giovani osservavano, aiutavano, imparavano a riconoscere le essenze del legno, a leggere le venature, a prevedere il comportamento dell’imbarcazione in mare. Ogni barca era un pezzo unico, modellato sulle esigenze dei pescatori locali, sulle condizioni del mare e sulle tradizioni costruttive del territorio. Le imbarcazioni realizzate dai mastri d’ascia civitavecchiesi erano soprattutto barche da lavoro: gozzi, battane, lance destinate alla pesca quotidiana. La solidità dello scafo, l’equilibrio delle forme e la sicurezza dell’equipaggio dipendevano direttamente dalla maestria di questi artigiani.

Foto di Roberto Diottasi

Testo di Francesca Spagnuolo

Ogni anno, il 28 aprile, la città di Civitavecchia celebra Santa Fermina, patrona e protettrice dei naviganti, rinnovand...
01/03/2026

Ogni anno, il 28 aprile, la città di Civitavecchia celebra Santa Fermina, patrona e protettrice dei naviganti, rinnovando un legame profondo con la propria storia, la spiritualità e la cultura marinara che da secoli caratterizzano il territorio. La devozione verso Santa Fermina nasce nel 1647, quando le reliquie della Santa giunsero in città dalla vicina Amelia. Martire cristiana vissuta tra il III e il IV secolo, Santa Fermina è da sempre invocata come guida per chi affronta il mare, simbolo di speranza, coraggio e fede per un’intera comunità legata alla navigazione e alla pesca. I festeggiamenti si articolano tra momenti religiosi e civili: dalla solenne celebrazione liturgica alla processione per le vie cittadine, fino alla suggestiva benedizione del mare, gesto carico di significato che affida pescatori, marinai e imbarcazioni alla protezione della Santa. Cuore pulsante della festa è il Palio Marinaro di Santa Fermina, una regata storica che si svolge nelle acque del porto e che vede sfidarsi gli otto rioni cittadini, ciascuno rappresentato da un equipaggio di vogatori. Le imbarcazioni, spinte esclusivamente dalla forza delle braccia e dalla perfetta sintonia dell’equipaggio, si affrontano lungo un percorso che richiede resistenza, tecnica e profonda conoscenza del mare. Il Palio oggi è memoria viva del passato marinaro della città, omaggio al lavoro dei pescatori e identità collettiva.

Foto di Roberto Diottasi

Testo di Francesca Spagnuolo

Un’altra bella immagine dalla marineria di Mazara del Vallo. Era il 1946 e uno dei battelli a “cianciolo” del motopesca ...
08/04/2022

Un’altra bella immagine dalla marineria di Mazara del Vallo. Era il 1946 e uno dei battelli a “cianciolo” del motopesca Teresa Madre, detta “scim sciam” con motore da 28 CV si recava a vendere il pesce al mercato di Lampedusa. A bordo il comandante Baldassarre Margiotta e i marinai Filippo Margiotta, Filippo Arena, Andrea Lombardo, Pippineddru ed Emanuele.


Nelle 𝐈𝐬𝐨𝐥𝐞 𝐄𝐨𝐥𝐢𝐞 la pesca non era un mestiere solo per uomini. Ci racconta così l’antropologa Macrina Marilena Maffei n...
08/03/2022

Nelle 𝐈𝐬𝐨𝐥𝐞 𝐄𝐨𝐥𝐢𝐞 la pesca non era un mestiere solo per uomini. Ci racconta così l’antropologa Macrina Marilena Maffei nel suo prezioso libro “𝐃𝐨𝐧𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐦𝐚𝐫𝐞”: le donne erano nell’arcipelago attrici portanti e importanti di questo mestiere. Fino ai primi anni del dopoguerra le donne uscivano in mare, di giorno e di notte, per pescare con diversi attrezzi, con e senza gli uomini a bordo. Dotate di gran coraggio, 𝐞𝐬𝐩𝐞𝐫𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐦𝐚𝐫𝐞 al pari dei loro padri, fratelli e mariti con cui condividevano il mestiere del mare. Scese a terra dovevano anche occuparsi dei numerosi compiti che svolgevano nella società del tempo: la cura dei tanti figli e il lavoro nei campi. Il saggio riporta i racconti delle pescatrici e dei pescatori di quell’epoca e ci rimanda a un mondo ancestrale ormai scomparso che traeva risorse essenziali per la sopravvivenza da un mare ricco e molto diverso da quello che osserviamo ai nostri giorni. Le testimonianze diventano dati storici e scientifici per i nostri studi. Si racconta di scogli pieni di grandi patelle, probabilmente 𝑃𝑎𝑡𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑓𝑒𝑟𝑟𝑢𝑔𝑖𝑛𝑒𝑎, oggi considerata la specie di invertebrato a più alto rischio di estinzione nel Mediterraneo a causa della pesca non controllata. Le tartarughe (𝐶𝑎𝑟𝑒𝑡𝑡𝑎 𝑐𝑎𝑟𝑒𝑡𝑡𝑎) costituivano un’importante risorsa alimentare per le famiglie isolane. Comparivano a centinaia nei mesi di gennaio-febbraio, 𝐽𝑖𝑛𝑛𝑎𝑟𝑢 𝑒 𝑓𝑖𝑣𝑟𝑎𝑟𝑢 𝑡𝑎𝑟𝑡𝑎𝑟𝑢𝑐𝑎𝑟𝑢, e ogni giorno le barche ne facevano incetta per il consumo locale: “Anche le interiora mangiavamo”. Sono racconti che vanno ben oltre l’aneddoto. Ci consentono di comprendere come sia cambiato l’ecosistema marino del Mediterraneo in poche decine di anni. Al tempo stesso ci dicono quanto lavoro e studio ci sia ancora da fare per ripristinare la 𝑏𝑖𝑜𝑑𝑖𝑣𝑒𝑟𝑠𝑖𝑡𝑎̀ 𝑝𝑒𝑟𝑑𝑢𝑡𝑎.

Testo:
Francesco Colloca
Raffaella Bullo




Immagini tratte dal libro “Donne di mare” di Macrina Marilena Maffei, edizione Pungitopo.

Dopo il grande successo di MARIS MEMORIAE a Mazara del Vallo che ci ha sorpresi tutti, riprendiamo le nostre rubriche st...
26/11/2021

Dopo il grande successo di MARIS MEMORIAE a Mazara del Vallo che ci ha sorpresi tutti, riprendiamo le nostre rubriche storiche, scientifiche e curiose sul mondo della pesca da recuperare.
In questo lasso di tempo ci sono arrivate tante foto, che pubblicheremo nei prossimi giorni. Nessuno sarà escluso, il vostro contributo sarà sempre al centro delle nostre attività.

Per ringraziarvi vi sveliamo il grande dilemma...

"𝐒𝐚𝐩𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐬𝐚𝐥𝐞 𝐨𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐂𝐡𝐢 𝐭𝐞𝐧𝐞 𝐨 𝐦𝐚𝐫𝐞"

Le 𝐚𝐥𝐢𝐜𝐢 (𝐸𝑛𝑔𝑟𝑎𝑢𝑙𝑖𝑠 𝑒𝑛𝑐𝑟𝑎𝑠𝑖𝑐𝑜𝑙𝑢𝑠) sono tra i pesci che ritroviamo più frequentemente sulle nostre tavole. In tante località, lungo le coste italiane, le alici entrano a pieno titolo nel cosiddetto street food, fritte al momento e servite ancora fumanti, avvolte in un cartoccio che per esempio in Campania chiamano 𝐜𝐮𝐨𝐩𝐩𝐨. Mentre la fragranza del loro sapore rende il giusto merito alla freschezza di questo tesoro gastronomico, le nostre papille gustative sembrano percepire attraverso le alici tutto il “𝐬𝐚𝐩𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐦𝐚𝐫𝐞”. Vi siete mai chiesti perché? Perché le alici, come dicono i vecchi pescatori, “𝐦𝐚𝐧𝐠𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐚𝐜𝐪𝐮𝐚”. In effetti, è in parte così. Le alici non sono dei predatori, non si nutrono di altri pesci, ma si nutrono “pascolando” su organismi più piccoli. Ovverossia, esse mangiano diverse varietà di quegli esseri per lo più invisibili, tanto vegetali quanto animali, che si ritrovano in sospensione nell’acqua di mare e che vengono definiti, in maniera collettiva, 𝐩𝐥𝐚𝐧𝐜𝐭𝐨𝐧. Dobbiamo sapere che un ricchissimo cuoppo di alici altro non è che il prodotto di una catena alimentare che ha coinvolto fino a una dozzina di chili di plancton. Le carni delle alici sono un autentico concentrato di plancton, quindi, se vogliamo, di “𝐬𝐮𝐜𝐜𝐨 𝐝𝐢 𝐦𝐚𝐫𝐞”.
Buon appetito!

Autore: Domenico D'Alelio
Foto storiche: Roberto Croce
Foto Salaio (retino in ligure): Simone Bava (2008)

10/11/2021
28/10/2021

📣📣📣Ed ecco il momento più atteso della giornata!!! 📣📣📣

I vincitori del concorso MARIS MEMORIAE a Mazara del Vallo al Blue sea Land 2021 per le foto più votate sulla pagina e quello della giuria!
🌟🌟🌟ATTENZIONE🎊🎊🎊

📣Classifica per la categoria Social📣📣
contati stanotte e sono:

🌟1° Posto: 𝐀𝐥𝐢𝐜𝐞 𝐆𝐢𝐚𝐜𝐚𝐥𝐨𝐧𝐞 - 𝐝𝐞𝐥𝐥'𝐈.𝐂. 𝐆𝐢𝐮𝐬𝐞𝐩𝐩𝐞 𝐆𝐫𝐚𝐬𝐬𝐚.
Con "𝐈 𝐩𝐞𝐬𝐜𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐞 𝐥'𝐚𝐫𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐩𝐚𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐫𝐞𝐭𝐢 𝐝𝐚 𝐩𝐞𝐬𝐜𝐚". (numerazione foto sulla pagina: foto numero 12)

🌟🌟2° Posto: 𝐈𝐥𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐀𝐛𝐚𝐭𝐞 - 𝐝𝐞𝐥𝐥'𝐈.𝐂. 𝐆𝐢𝐮𝐬𝐞𝐩𝐩𝐞 𝐆𝐫𝐚𝐬𝐬𝐚
con: "𝐏𝐞𝐬𝐜𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐝𝐮𝐫𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐛𝐚𝐭𝐭𝐮𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐩𝐞𝐬𝐜𝐚 𝐧𝐞𝐥 𝐦𝐚𝐫 𝐌𝐞𝐝𝐢𝐭𝐞𝐫𝐫𝐚𝐧𝐞𝐨".
(numerazione foto sulla pagina: foto numero 2)

🌟🌟🌟 3° Posto: 𝐒𝐨𝐟𝐢𝐚 𝐁𝐨𝐧𝐚𝐬𝐨𝐫𝐨 - 𝐝𝐞𝐥𝐥'𝐈.𝐂. 𝐆𝐢𝐮𝐬𝐞𝐩𝐩𝐞 𝐆𝐫𝐚𝐬𝐬𝐚
con "𝐌𝐚𝐫𝐢𝐧𝐚𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐥𝐞 𝐫𝐞𝐭𝐢 𝐬𝐮𝐥 𝐩𝐞𝐬𝐜𝐡𝐞𝐫𝐞𝐜𝐜𝐢𝐨 𝐝𝐨𝐩𝐨 𝐚𝐯𝐞𝐫𝐥𝐞 𝐫𝐢𝐩𝐚𝐫𝐚𝐭𝐞". (numerazione foto sulla pagina: foto numero 24)

Complimenti!!! 🎊🎊🎊

Passiamo alla classifica delle foto vincitrici per la 𝐆𝐢𝐮𝐫𝐢𝐚 𝐓𝐞𝐜𝐧𝐢𝐜𝐚. La giuria ha tardato a mandare la sua classifica delle foto preferite, non ne uscivano. Troppo belle tutte quante. Allora ha deciso che ci sono niente popo' di meno che:
Tre PRIMI POSTI EX_EQUO!!!
🎊🎊🎊
e sono (in ordine di numero fotografia sulla pagina):
🌟𝐂𝐡𝐢𝐚𝐫𝐚 𝐆𝐢𝐚𝐜𝐚𝐥𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐈.𝐂. 𝐁𝐨𝐫𝐬𝐞𝐥𝐥𝐢𝐧𝐨 - 𝐀𝐣𝐞𝐥𝐥𝐨, con la foto numero 16: "𝐀𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐥𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚!

🌟𝐀𝐧𝐭𝐨𝐧𝐢𝐧𝐨 𝐌𝐚𝐫𝐠𝐢𝐨𝐭𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐈.𝐂. 𝐆𝐫𝐚𝐬𝐬𝐚 con la foto numero 22: "𝐄𝐫𝐚 𝐥'𝐞𝐬𝐭𝐚𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝟐𝟎𝟏𝟎 𝐞 𝐦𝐢𝐨 𝐧𝐨𝐧𝐧𝐨 𝐬𝐢 𝐭𝐫𝐨𝐯𝐚𝐯𝐚 𝐚 𝐛𝐨𝐫𝐝𝐨 𝐧𝐞𝐥 𝐌𝐞𝐝𝐢𝐭𝐞𝐫𝐫𝐚𝐧𝐞𝐨. 𝐃𝐮𝐫𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐛𝐚𝐭𝐭𝐮𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐩𝐞𝐬𝐜𝐚, 𝐥𝐮𝐢 𝐞 𝐢 𝐬𝐮𝐨𝐢 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐞𝐠𝐡𝐢 𝐝𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐫𝐢𝐦𝐚𝐬𝐞𝐫𝐨 𝐬𝐭𝐮𝐩𝐢𝐭𝐢 𝐝𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐢 𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐝𝐢 𝐢𝐧𝐚𝐭𝐭𝐞𝐬𝐨: 𝐚𝐯𝐞𝐯𝐚𝐧𝐨 𝐩𝐞𝐬𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐮𝐧𝐨 𝐬𝐪𝐮𝐚𝐥𝐨."

🌟𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐚 𝐁𝐨𝐧𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐒.𝐌. 𝐋𝐮𝐢𝐠𝐢 𝐏𝐢𝐫𝐚𝐧𝐝𝐞𝐥𝐥𝐨 con la foto numero 30.

🎊Complimenti! 🎊Complimenti! 🎊Complimenti!🎊

Come ritirare i premi? Andate al 𝐁𝐥𝐮𝐞 𝐒𝐞𝐚 𝐋𝐚𝐧𝐝 𝟐𝟎𝟐𝟏, cercate lo Stand di 𝐌𝐀𝐑𝐈𝐒 𝐌𝐄𝐌𝐎𝐑𝐈𝐀𝐄 𝐒𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐙𝐨𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐚 𝐀𝐧𝐭𝐨𝐧 𝐃𝐨𝐡𝐫𝐧. Portate con voi la foto nel cellulare della liberatoria che avete firmato. Potete ritirarli fino a domanica!

NON FINISCE QUI!!!

Da domani pubblicheremo le foto che sono arrivate in ritardo, che non sono arrivate per inghippi tecnici, se volete mandarne altre le pubblicheremo (sempre con liberatoria e in formato jpeg, solo via mail).

Ma fossi in voi: andrei a cercarne altre in giro... shhh shhh! Sentiamo odore di altri concorsi 𝐌𝐀𝐑𝐈𝐒 𝐌𝐄𝐌𝐎𝐑𝐈𝐀𝐄.

Noi intanto vi ringraziamo: ci avete arricchito tantissimo e ci avete riempito il cuore!
Continuate a seguirci! 𝐌𝐀𝐑𝐈𝐒 𝐌𝐄𝐌𝐎𝐑𝐈𝐀𝐄 é solo all'inizio!!!

🎊

27/10/2021

Un piccolo aggiornamento: avendo saltato alcuni numeri nel precedente conteggio, la numerazione è stata aggiornata. Chiedo scusa.

Senza pesce per una settimana 😭.

Le foto arrivate sono in totale 43.

Grazie ancora!

27/10/2021

𝐋𝐞 𝐭𝐫𝐞𝐝𝐢𝐜𝐢! 𝐁𝐚𝐧𝐠! 𝐅𝐢𝐧𝐞 𝐚𝐠𝐥𝐢 𝐢𝐧𝐯𝐢𝐢!
𝐁𝐚𝐬𝐭𝐚 𝐟𝐨𝐭𝐨!

Le votazioni on-line andranno avanti fino alle 24 di stasera.
Vi invitiamo di seguire e far seguire la pagina di 𝐌𝐀𝐑𝐈𝐒 𝐌𝐄𝐌𝐎𝐑𝐈𝐀𝐄 per conoscere i vincitori per le due categorie, gli appuntamenti al 𝐁𝐥𝐮𝐞 𝐒𝐞𝐚 𝐋𝐚𝐧𝐝 𝟐𝟎𝟐𝟏, per conoscere le modalità per il ritiro dei premi e tante cose ancora per le nostre Memorie del Mare.

Seguiteci, abbiamo tanto da raccontarvi. Questa In fondo è la nostra prima tappa. E sarete coinvolti in tante altre iniziative.

Rimanete connessi!
E tra qualche giorno pure su Instagram.


Indirizzo

Civitavecchia
00053

Sito Web

Notifiche

Lascia la tua email e sarai tra i primi a sapere quando Maris Memoriae pubblica novità e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi