04/10/2026
4 OTTOBRE 2026 – SAN FRANCESCO, PATRONO D’ITALIA. OTTOCENTO ANNI DOPO
Oggi non è un 4 ottobre come gli altri, nella sera del 3 ottobre 1226, alla Porziuncola, ai piedi di Assisi, moriva Francesco, il “Poverello”.
Sono trascorsi esattamente ottocento anni, e l’Italia intera celebra questo anniversario con una novità significativa, dopo quasi mezzo secolo, il 4 ottobre torna a essere festa nazionale, dedicata ai valori francescani della pace, della fraternità e della cura del creato.
Francesco, figlio di un ricco mercante, scelse di spogliarsi di tutto per farsi fratello di ogni uomo, a cominciare dagli ultimi.
Il suo saluto, “Pace e bene”, attraversa da otto secoli la nostra storia e resta di sorprendente attualità.
Fu uomo di pace in un tempo di guerra, nel 1219, mentre infuriavano le Crociate, attraversò le linee nemiche a Damietta per incontrare disarmato il Sultano d’Egitto al-Malik al-Kamil, non per convertirlo con la forza, ma per parlargli da fratello.
Un gesto di dialogo che ancora oggi è indicato come modello di incontro tra culture e fedi diverse.
Fu uomo di fraternità universale, nel Cantico delle Creature, il più antico testo poetico della letteratura italiana, chiama “fratello” il sole e “sorella” la luna, l’acqua, la terra, perfino la morte con una visione che unisce la dignità di ogni persona al rispetto per l’ambiente che ci ospita, e che ha ispirato la riflessione di Papa Francesco sulla cura della casa comune.
Fu, infine, uomo di riconciliazione, le fonti francescane ci tramandano l’episodio del lupo di Gubbio e quello del vescovo e del podestà di Assisi riappacificati grazie alla sua mediazione.
Il messaggio è chiaro, la pace non è solo assenza di conflitto, ma impegno quotidiano a ricucire i rapporti, anche nelle piccole comunità.
L’immagine che accompagna questo post riproduce l’affresco del Sacro Speco di Subiaco, considerato uno dei più antichi ritratti del Santo, forse realizzato quando egli era ancora in vita o immediatamente dopo la sua morte.
Un volto semplice, senza aureola, accompagnato dalla scritta “Frater Franciscus”, fratello, prima di tutto.
In un tempo segnato da conflitti vicini e lontani, l’Amministrazione comunale di Codevilla si unisce alle celebrazioni dell’ottavo centenario, invitando tutti a riscoprire l’eredità di San Francesco, Patrono d’Italia insieme a Santa Caterina da Siena dal 1939, la pace, la fraternità, la sobrietà e il rispetto per il creato, valori che appartengono a tutti, credenti e non credenti.