JobAut Impresa Sociale

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JobAut Impresa Sociale Job Aut è un'impresa sociale senza scopo di lucro che promuove l'inserimento lavorativo degli adulti con autismo.

Tuo figlio ha finito la scuola. Vorrebbe lavorare, ma non sapete da dove cominciare.Ti chiedi quale lavoro potrebbe fare...
02/10/2026

Tuo figlio ha finito la scuola. Vorrebbe lavorare, ma non sapete da dove cominciare.

Ti chiedi quale lavoro potrebbe fare, se troverà un ambiente adatto, se le persone sapranno comprendere le sue difficoltà e riconoscere le sue capacità.

Sappiamo cosa significa farsi queste domande. La preoccupazione per il futuro di una persona autistica la viviamo anche noi in prima persona. Conosciamo il tempo passato a cercare informazioni, i tentativi fatti e la fatica di capire a chi rivolgersi.

Per questo abbiamo deciso di metterci in gioco con JobAut.

Siamo un’impresa sociale che costruisce percorsi di inserimento lavorativo assistito. Il punto di partenza è conoscere la persona: cosa le piace fare, quali competenze ha, quali difficoltà incontra e di cosa ha bisogno per lavorare bene.

Poi occorre lavorare anche con l’azienda, preparare i colleghi, chiarire le attività e organizzare l’affiancamento. Sono questi i passaggi su cui ci impegniamo, coinvolgendo la famiglia insieme alla persona e nel rispetto delle sue scelte.

In questo momento diverse aziende in Emilia sono interessate ad avviare percorsi con noi e vorremmo conoscere persone autistiche che desiderano lavorare.

Anche se vivete altrove, ci interessa conoscervi. E questo invito vale anche per chi ha finito la scuola da tempo o ha già avuto esperienze lavorative.

Se pensi che possa essere un percorso utile per tuo figlio o tua figlia, parlatene insieme. Potete presentarvi attraverso il modulo sul sito e inviarci il CV. Da lì possiamo iniziare a conoscerci e valutare come procedere.

Inizia il tuo percorso con JobAut https://www.jobaut.it/per-chi-cerca-lavoro/inizia-il-tuo-percorso/

Se conosci una famiglia che si sta facendo queste stesse domande, condividi il post.

30/09/2026

Fare masking nel luogo di lavoro riguarda sia le persone neurodivergenti che i neurotipici. E si perdono tante opportunità per le aiznede

“Sii te stesso.” “Dai tutto te stesso.”Sono frasi ricorrenti all’interno delle aziende.Nelle aziende diciamo spesso alle...
29/09/2026

“Sii te stesso.” “Dai tutto te stesso.”
Sono frasi ricorrenti all’interno delle aziende.

Nelle aziende diciamo spesso alle persone di essere se stesse, di portare le proprie idee e di parlare quando qualcosa non funziona. Poi, però, le persone imparano abbastanza velocemente come devono comportarsi per essere considerate professionali.
Se il capo ha già espresso la sua opinione e tu ne hai una diversa, magari decidi di non dirla perché non sai come verrà presa.
Se durante una riunione non hai capito qualcosa, è più semplice annuire che chiedere di ripeterla, perché non vuoi essere quello che “non ci arriva”.
Se l’ambiente nel quale lavori ti mette in difficoltà, cerchi di resistere e di non farlo vedere. Non chiedi un cambiamento perché temi di essere considerato complicato o poco flessibile.
Alla fine l’azienda vede persone che si sono adattate e pensa che vada tutto bene.
Questo meccanismo riguarda tutti, neurotipici e neurodivergenti. L’unica differenza è che per molte persone autistiche, questo può diventare una specie di lavoro aggiuntivo da fare mentre stanno già lavorando. Quello che viene definito masking: osservare gli altri per capire quale reazione ci si aspetta, controllare il proprio modo di parlare, cercare di non essere troppo diretti, nascondere il disagio o la fatica e fare in modo di sembrare comunque tranquilli e a proprio agio.
Se non si interviene sulle condizioni che rendono necessario il masking, si restringe anche lo spazio nel quale le persone possono agire e contribuire. Siano essi neurotipici che neurodivergenti.
Una persona potrebbe smettere di fare domande, evitare di segnalare un errore, non mettere in discussione una decisione, rinunciare a proporre un metodo diverso o nascondere un bisogno che le permetterebbe di lavorare meglio.
Secondo noi, chi gestisce un’azienda dovrebbe quindi chiedersi non soltanto quanto i collaboratori siano capaci di adattarsi, ma anche quanto l’azienda sia capace di adattare il proprio modo di lavorare. Se una persona è competente, ma per essere accettata deve recitare una parte per tutta la giornata, prima o poi perderemo quella persona oppure non riusciremo mai a vedere la parte migliore che avrebbe potuto dare.
E questo, ancora prima di essere un problema di inclusione, è un problema per l’azienda.
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«Non sembri autistico.» Può sembrare un complimento, in realtà, spesso è una forma di incredulità.Non possiamo capire se...
25/09/2026

«Non sembri autistico.»
Può sembrare un complimento, in realtà, spesso è una forma di incredulità.

Non possiamo capire semplicemente guardando una persona come elabora ciò che accade, quanta energia sta consumando, quali stimoli sta cercando di gestire, se sta mascherando alcuni comportamenti o quanto le costi apparire a proprio agio.

La nostra rappresentazione dell’autismo è ancora spesso ristretta e stereotipata e si basa su ciò che abbiamo sentito raccontare, sui personaggi che abbiamo visto nei film e sui comportamenti che consideriamo “tipicamente autistici”.

Per questo, quando incontriamo un collega che ha costruito una carriera, ha una famiglia, viaggia e si muove con autonomia, potremmo pensare che non può essere autistico.

Nel mondo del lavoro questa incomprensione può avere conseguenze molto concrete. Ad esempio la richiesta di lavorare in un ambiente meno rumoroso può sembrare eccessiva, oppure il bisogno di ricevere indicazioni chiare può essere scambiato per rigidità. La stanchezza dopo molte ore di interazioni può essere interpretata come scarsa motivazione.

E quando la persona comunica di essere autistica, la sua dichiarazione può essere messa in dubbio proprio perché “non si vede”.

Il masking può consentire a una persona di adattarsi alle aspettative dell’ambiente, ma può anche richiedere molta energia e rendere invisibili le sue difficoltà.

Il fatto che la fatica non sia visibile non significa che non esista e l’autismo non si misura da quanto una persona corrisponde alla nostra idea dell’autismo.

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Questa volta scriviamo in qualità di caregiver. Per chi non lo sapesse, è la categoria che si prende cura di persone nel...
22/09/2026

Questa volta scriviamo in qualità di caregiver.
Per chi non lo sapesse, è la categoria che si prende cura di persone nello spettro autistico a vario titolo.
Sappiamo, perché lo viviamo in prima persona, che cosa significa vedere tutto ciò che manca: servizi insufficienti, fondi limitati, assistenza discontinua e poca attenzione al futuro.

Ma vogliamo fare una domanda scomoda: quanto del tempo e delle energie che dedichiamo a raccontare ciò che non funziona potremmo trasformarlo in qualcosa di concreto?

Che cosa accadrebbe se dedicassimo questo tempo per costruire progetti capaci d:
- migliorare la comprensione dell'autismo
- offrire un supporto più efficace alle persone e alle famiglie;
- rendere i percorsi scolastici realmente inclusivi;
- creare opportunità di formazione e inserimento lavorativo.

Non tutti possono fondare un’associazione o avviare un progetto. Ma ciascuno può mettere a disposizione qualcosa: tempo, competenze, contatti, esperienza, una testimonianza o anche soltanto la capacità di far incontrare le persone giuste. I progetti cominciano spesso così.
Noi pensiamo che non serve aspettare che le cose accadano. Bisogna fare in modo che accadano.
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L’ansia prima di un colloquio può essere uno stimolo a prepararti meglio. La preoccupazione per ciò che potrebbe accader...
18/09/2026

L’ansia prima di un colloquio può essere uno stimolo a prepararti meglio. La preoccupazione per ciò che potrebbe accadere o la paura di non riuscire possono spingerti a esercitarti, fare delle prove e valutare le diverse possibilità.

Quando però l’ansia diventa troppo intensa, può rendere difficile concentrarti e rispondere, anche se conosci bene l’argomento. Di solito la preparazione può aiutare a ridurre una parte dell’incertezza, ed è per questo che ti consigliamo di esercitarti sulle domande più comuni, informati sull’azienda, sulla posizione lavorativa e, se sai chi incontrerai, sul profilo professionale del selezionatore.

Online puoi trovare informazioni, esempi e tutorial utili per arrivare al colloquio con riferimenti più chiari. Più conosci la situazione, meno elementi lasci all’incertezza e questo può aiutarti a sentirti più preparato quindi meno ansioso.

Se sei una persona nello spettro autistico e vuoi un supporto per prepararti all’ingresso nel mondo del lavoro, inizia il tuo percorso con JobAut https://www.jobaut.it/per-chi-cerca-lavoro/inizia-il-tuo-percorso/

Prepararsi a un colloquio è importante, soprattutto quando le domande non sono semplici da interpretare e non è chiaro c...
15/09/2026

Prepararsi a un colloquio è importante, soprattutto quando le domande non sono semplici da interpretare e non è chiaro che cosa il selezionatore voglia davvero sapere.
In questo carosello trovi 10 domande comuni con le relative “traduzioni”, cioè una possibile lettura dell’intenzione dietro la domanda.
Usale per preparare risposte adatte a te, alle tue competenze e alle tue esperienze. Prova a riprova fino a che non ti senti preparato. Non devi rispondere a memoria, ma più ti eserciti e più sarai pronto nel caso la domanda ti venisse posta.
Se hai un colloquio in vista, in bocca al lupo!
Se invece sei una persona nello spettro autistico e stai cercando lavoro, JobAut può accompagnarti nel tuo percorso di ingresso nel mondo del lavoro.
Inizia il tuo percorso qui www.jobaut.it/per-chi-cerca-lavoro/inizia-il-tuo-percorso/

13/09/2026
Non vogliamo fare retorica. Sappiamo che le persone nello spettro autistico possono incontrare delle difficoltà, anche s...
11/09/2026

Non vogliamo fare retorica.
Sappiamo che le persone nello spettro autistico possono incontrare delle difficoltà, anche significative, nel mondo del lavoro.

Quello che non vogliamo fare è fermarci soltanto sugli aspetti che possono rappresentare un ostacolo, ma sforzarci di riconoscere anche quelli che, possono diventare punti di forza nel contesto giusto.

Ogni persona è diversa e nessuna delle caratteristiche raccolte in questo carosello appartiene automaticamente a tutte le persone autistiche, né si manifesta in tutti nello stesso modo.

Ma attenzione ai dettagli, memoria a lungo termine, costanza, capacità logiche e analitiche, conoscenza specialistica, pensiero creativo, perseveranza, onestà e lealtà possono diventare competenze preziose nel mondo del lavoro.

Non sono superpoteri, possono essere qualità professionali concrete, che molte aziende ricercano e apprezzano. Il loro valore emerge soprattutto quando le caratteristiche della persona incontrano la mansione e l’ambiente di lavoro adatti.

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“Dimmi perché dovrei assumere te e non gli altri candidati”“Non lo so, non ho incontrato gli altri candidati”. Questa è ...
08/09/2026

“Dimmi perché dovrei assumere te e non gli altri candidati”
“Non lo so, non ho incontrato gli altri candidati”.
Questa è una domanda frequente durante un colloquio di lavoro, dove l’intenzione del selezionatore è quella di chiedere al candidato di riassumere le sue competenze e perché ritiene di essere la persona adatta per quel ruolo.
E questa potrebbe anche essere la risposta di un candidato autistico che interpreta la domanda in modo letterale.
Il rischio è che una persona competente appaia poco preparata non perché non abbia una buona risposta, ma perché sta rispondendo alle parole pronunciate e non all’intenzione nascosta dietro quelle parole.
In questo modo, il colloquio può trasformarsi in un test sulla capacità di intuire che cosa il selezionatore voglia realmente sapere.
Alle persone autistiche consigliamo di prepararsi anche a riconoscere il significato implicito delle domande tipiche dei colloqui. Si possono prevedere. Alle aziende suggeriamo, invece, di formularle in modo più esplicito. Ad esempio, invece di chiedere “parlami di te”, si può chiedere “riassumi le competenze e le esperienze avute che sono rilevanti per questo lavoro”.
JobAut aiuta le persone autistiche a prepararsi all’ingresso nel mondo del lavoro e supporta le aziende nella costruzione di processi di selezione più accessibili ed efficaci.
www.jobaut.it

Indirizzo

Via Ardione 10
Correggio
42015

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