22/10/2026
«Non si può fare niente, dipende dallo Stato. Noi abbiamo le mani legate. Non ci sono fondi. Non si può fare questo, non si può fare quello».
Quanti di noi hanno sentito queste frasi negli ultimi dieci-quindici anni ?
È sempre colpa di qualcun altro. È sempre responsabilità di chi avrebbe potuto fare e non ha fatto. Ma non è mai colpa di chi, avendo il potere e gli strumenti per decidere, avrebbe potuto intervenire.
Finalmente un sindaco ha fatto qualcosa. Ci auguriamo che questo possa rappresentare un punto di partenza: un segnale concreto, capace di far capire a chi ha intenzione di delinquere che la musica è cambiata e, allo stesso tempo, di far sentire più sicuri i cittadini che rispettano le regole.
Certo, rimane una grande delusione. Perché tutto questo significa che, negli anni, si sarebbe potuto fare molto di più. Si sarebbero potuti ottenere risultati migliori, garantire maggiore sicurezza e affrontare problemi che troppo spesso sono stati lasciati peggiorare.
Come abbiamo detto tante volte, in tanti anni, in molti Comuni e in molte città si è preferito non guardare. Perché affrontare davvero certe situazioni avrebbe significato, per chi governava, dover ammettere le proprie responsabilità e riconoscere che quei problemi erano anche il risultato delle politiche del partito che rappresentava.
Evidentemente, era più comodo voltarsi dall’altra parte che fare un esame di coscienza.
Ma amministrare significa assumersi responsabilità, prendere decisioni e agire. Anche quando è scomodo. Anche quando significa riconoscere gli errori del passato.
Perché i cittadini non hanno bisogno di qualcuno che spieghi continuamente perché non si può fare nulla. Hanno bisogno di amministratori che abbiano il coraggio di fare ciò che è necessario.
Ci auguriamo davvero che questo sia soltanto l’inizio.
Per Crevalcore e Frazioni con Lorenzo Balboni