25/10/2026
Le trasformazioni urbanistiche vanno guidate e non ignorate.
Sul caso Federal Mogul si evidenzia la completa mancanza di visione dell'Amministrazione che in 10 anni di mandato non è riuscita a mettere in campo un progetto serio e strutturale in un'area cruciale per il futuro della città.
La dichiarazione della società Risanamento, proprietaria dell’area ex Federal Mogul, pubblicata oggi dal Giornale di Brescia, è particolarmente significativa e chiama in causa direttamente la responsabilità politica dell’amministrazione comunale, a partire dal sindaco.
«Non trovando un interlocutore disponibile, ma solamente porte chiuse», la società dichiara di essersi vista «obbligata a percorrere la via dell’intervento diretto».
È difficile immaginare una fotografia più efficace del fallimento politico di questi anni.
Malinverno ha scelto di non esercitare il proprio ruolo di indirizzo, rinunciando a guidare una trasformazione urbanistica strategica per la città. Forse sperando di rimandare il problema alla prossima amministrazione, mentre nella sua maggioranza c’era chi fantasticava su torri e grattacieli. Il risultato è che oggi il Comune rischia di subire le scelte del privato, anziché contribuire a orientarle nell’interesse pubblico.
Il sindaco ha dichiarato più volte che non avrebbe affrontato il tema Federal Mogul. Ma i problemi urbanistici non scompaiono ignorandoli: semplicemente, prima o poi, presentano il conto.
Lo avevamo detto nei mesi scorsi e lo ha ribadito anche il collega Palmerini durante l’adozione della variante al PGT: il privato non sarebbe rimasto ad aspettare in eterno. E infatti oggi si procede con un primo intervento, senza che l’amministrazione abbia mai aperto un confronto pubblico sul futuro complessivo dell’area.
Siamo di fronte al paradosso di un sindaco-architetto che, in quasi dieci anni alla guida della città, non è riuscito a costruire una visione condivisa per affrontare i principali nodi urbanistici di Desenzano. Una maggioranza divisa e immobile ha finito per rinunciare al proprio ruolo di governo.
C’è poi un altro aspetto che non può essere ignorato. Malinverno ha sempre rivendicato la continuità con quanto fatto dall’assessore Tira e dal sindaco Leso, dimenticando che nel frattempo il contesto è profondamente cambiato.
Allora la proprietà era industriale, c’era un tavolo di crisi aperto presso il Ministero e c’erano ancora lavoratori in cassa integrazione o in mobilità. Oggi la proprietà è una società immobiliare, il tavolo di crisi è chiuso e gli ammortizzatori sociali sono ormai un capitolo del passato.
La città cambia, le condizioni cambiano e deve cambiare anche la capacità di chi amministra di affrontare i problemi.
Il compito di un’amministrazione non è aspettare che siano gli altri a decidere, né limitarsi a verificare che ogni singolo intervento rispetti le regole vigenti. È governare il cambiamento, definire una prospettiva e tutelare l’interesse della comunità.
Quando si rinuncia a farlo, l’alternativa è una sola: subirlo.