Fabro nascosta

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Fabro nascosta Luoghi storici, nascosti, non più esistenti o dimenticati, archeologia e curiosità del centro storico di Fabro, per una riscoperta del borgo antico.

Fabro Nascosta nasce come progetto editoriale per la riscoperta, la diffusione e valorizzazione della storia più antica di Fabro, paese situato nell’Umbria Occidentale a confine con la Toscana. Tale progetto si rivolge a chiunque sia interessato alla storia del paese e del suo territorio, sia esso un abitante del luogo, uno studioso o un semplice curioso.

Nel 1878, nel territorio di Carnaiola fu rivenuta la tomba etrusca dei Cicu, detta localmente della Volpara. Tra i tanti...
18/10/2026

Nel 1878, nel territorio di Carnaiola fu rivenuta la tomba etrusca dei Cicu, detta localmente della Volpara. Tra i tanti nomi maschili altisonanti che si leggono nelle pubblicazioni, compare il nome di una sola donna: Francesca C***a.

👉 Francesca fu presente allo scavo e raccontò ad Helbig, l'archeologo tedesco che si occupò di uno dei due studi sulla tomba, come si erano svolti i fatti. Ma non si dice nulla di più sul suo conto.

📍 Lei era la figlia del Conte Giovanni C***a, noto poeta e letterato di Orvieto, e sorella del famoso archeologo Adolfo C***a.
Magari lei stessa aveva la medesima passione per l'archeologia del fratello, vista la sua presenza sul sito della tomba, ma in un mondo fatto di soli uomini, nelle pubblicazioni fu solamente ricordata come moglie di Nazzareno Meoni, proprietario del terreno del ritrovamento ed esponente della famiglia più importante di Carnaiola.

Nei giorni scorsi, sfogliando un volume dedicato a suo fratello, finalmente le ho potuto dare un volto. Lei è Francesca C***a, colei che vegliò sugli scavi della Tomba della Volpara. 🤠

Il centro di Roma racconta un po' della storia di Fabro... sembra impossibile ma è così! 😊Questo è Palazzo Capizucchi, l...
10/10/2026

Il centro di Roma racconta un po' della storia di Fabro... sembra impossibile ma è così! 😊
Questo è Palazzo Capizucchi, la residenza di Francesco Capizucchi, barone di Fabro tra il 1627 e il 1638.

👉🏻 Francesco ricevette il paese in eredità da sua zia Livia Capranica, ma non fu in grado di tenerlo per lungo tempo. A causa di debiti di gioco, nel 1638 fu costretto a vedere molti dei suoi possedimenti, tra cui anche Fabro che fu venduto al Comune di Orvieto.

Davanti al suo palazzo c'è la Chiesa di Santa Maria in Campitelli dove si trova invece la sua tomba. Nell'epitafio è riportato il suo titolo 'barone del castello di Fabro'.

⛪Tutti conosciamo la casa parrocchiale di Fabro centro storico ma nessuno sa che in origine la sua posizione non era que...
08/10/2026

⛪Tutti conosciamo la casa parrocchiale di Fabro centro storico ma nessuno sa che in origine la sua posizione non era quella!

Scopriamo la sua storia con questo breve articolo sul blog di Fabro Nascosta!

Buona lettura! 🤓

Tutti i fabresi conoscono la casa parrocchiale di Fabro, situata in piazza Carlo Alberto accanto alla Chiesa di San Martino. Una posizione ovvia, perché di norma l’abitazione del parroco è co…

Scartabellando nei documenti d'archivio recentemente fotografati per un nuovo articolo sul blog, sono riuscita a scovare...
17/09/2026

Scartabellando nei documenti d'archivio recentemente fotografati per un nuovo articolo sul blog, sono riuscita a scovare una notizia che è una vera chicca! 🤩

👉 Nell'inventario dei beni della parrocchia di San Martino di fine XIX secolo, la chiesa era fornita di ben 10 teche piene di reliquie appartenute ad uno svariato numero di santi.
Sfortunatamente non si sa dove siano finite le teche, le reliquie e non esiste nemmeno un inventario.

🌳 Tra queste reliquie anonime, però, solo una è chiamata con il suo nome, ossia
il 𝐿𝐸𝐺𝑁𝑂 𝐷𝐸𝐿𝐿𝐴 𝑆𝐴𝑁𝑇𝐴 𝐶𝑅𝑂𝐶𝐸. 🌳
Ebbene si, a Fabro nella Chiesa di San Martino era presente un frammento della 𝐕𝐄𝐑𝐀 𝐂𝐑𝐎𝐂𝐄, una delle reliquie più sante della cristianità poichè frammento della croce su cui Gesù fu crocifisso.

Probabilmente questa antica reliquia era già presente in chiesa nel tardo '500, poiché nell'inventario del 1573 è citato un 𝑙𝑖𝑔𝑛𝑢𝑚 sull'altare maggiore, ossia un pezzo di legno sacro, parola che all'epoca poteva stare ad indicare proprio la santa reliquia, ma non abbiamo certezze.

Dove sia finita questa reliquia, insieme anche al Velo di Maria, altra celebre reliquia presente a Fabro, non è dato saperlo, ma la presenza di entrambe doveva connotare la Chiesa di San Martino come un ricco e significativo luogo di culto.

🤓 lo studio prosegue!

immagine: Piero della Francesca, "La Leggenda della Vera Croce" (1452), Chiesa di San Francesco, Arezzo

😁 Altro esperimento con Gemini per dare un volto alla nobildonna che, tra XVI e XVII secolo, contribuì maggiormente allo...
10/07/2026

😁 Altro esperimento con Gemini per dare un volto alla nobildonna che, tra XVI e XVII secolo, contribuì maggiormente allo sviluppo del paese: LIVIA CAPRANICA, moglie di Michele Bonelli Duca di Salci.

Livia nacque a Roma nel 1545, si sposò con Michele Bonelli nel 1574 e morì nel 1627 all'età di 82 anni, una bella età considerata l'epoca. Lei visse molto più a lungo del marito, per cui possiamo immaginare che fosse animata da uno spirito molto forte, dato che non è noto un secondo matrimonio.

👉 Entrò in possesso di Fabro per via ereditaria nel 1570 e fino al 1627, periodo in cui ne fu baronessa, come è definita nei documenti dell'epoca, contribuì ad abbellire il paese.
Grazie a lei possiamo ammirare, solo esternamente 🤷‍♀️, la Chiesa di San Michele Arcangelo al castello, poichè fu costruita nel 1627 a seguito del suo lascito testamentario.
E alla fine del '500 contribuì anche alla ristrutturazione della Chiesa di San Martino, che grazie alla sua intercessione ebbe come progettista il celebre architetto orvietano Ippolito Scalza.

Ovviamente di Livia non abbiamo alcuna raffigurazione dell'epoca, ma grazie ad un po' di fantasia, a qualche nozione di storia dell'arte e all'AI il risultato è abbastanza accettabile.

Ricordo che il castello di Fabro partecipa a "I Luoghi del Cuore" del FAI, per votare basta collegarsi a questo link!
https://fondoambiente.it/luoghi/castello-di-fabro?ldc

L'AI se usata nel modo giusto può essere utile agli studiosi di storia per provare a ricreare paesaggi ed edifici non pu...
04/07/2026

L'AI se usata nel modo giusto può essere utile agli studiosi di storia per provare a ricreare paesaggi ed edifici non può esistenti o modificati nel tempo.

🤓 Oggi ho chiesto a Gemini di aiutarmi a ricreare un dettaglio del castello di Fabro, sparito nei secoli.
In un documento del 1742 conservato all'Archivio Diocesano di Orvieto, è presente il censimento dei beni della parrocchia di Fabro dove si riporta che la Chiesa di San Martino aveva la sua canonica proprio nella piazzetta del castello.

La cosa interessante è che il parroco dice di aver fatto fare lavori di ristrutturazione all'edificio, e di aver fatto trasformare il secondo piano in quello che vediamo oggi. Fino a qualche anno prima, infatti, il secondo piano era in legno con probabile soppalco aggettante. Nel documento viene definito balcone, che appunto aveva il significato di soppalco in legno.

🙂 Quindi con l'aiuto di AI ecco come doveva apparire la casa parrocchiale prima del 1742. Ovviamente prendete tutto con beneficio di inventario, ma in base alla descrizione poteva essere più o meno così.
..ricordatevi di votare il Castello di Fabro tra i Luoghi del Cuore del FAI!
👉 https://fondoambiente.it/luoghi/castello-di-fabro?ldc&fbclid=IwY2xjawS1y4tleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETFqU2VQblQ3MDJLZk5HV2xDc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHhjood1I6ZIki766NGAdItyVg3QG8uZOyzTCd1-1ZbnvCAu8cGDN6iPt9w1q_aem_WEmA35dwkbBttoTnn2cO6w

🏰 Il Castello di Fabro partecipa ai Luoghi del Cuore del Fai. 🏰Un voto per provare a farlo rientrare nei luoghi tutelati...
12/06/2026

🏰 Il Castello di Fabro partecipa ai Luoghi del Cuore del Fai. 🏰

Un voto per provare a farlo rientrare nei luoghi tutelati dal Fondo Ambiente Italiano!

👉 Facciamolo salire nella graduatoria e superiamo i 3000 voti per poter ottenere un contributo per progetti di valorizzazione e restauro! 🤩
..basterebbe un voto a cittadino!!

CASTELLO DI FABRO (FABRO, TERNI) è il tuo luogo del cuore? Votalo e salvalo con il censimento del FAI. Ricordati di far votare i tuoi amici!

🤓 Ecco una piccola appendice all'articolo sullo Stato delle Anime del 1837 pubblicato nel blog. Troppo breve per un arti...
02/03/2026

🤓 Ecco una piccola appendice all'articolo sullo Stato delle Anime del 1837 pubblicato nel blog. Troppo breve per un articolo dedicato, per cui eccola qui in un post.

Alcuni dei cognomi oggi diffusi nella comunità di Fabro non sono nativi del paese ma sono arrivati in vari momenti della storia.
👉 Alcuni sono arrivati secoli fa, come Ferrara che nella prima attestazione nota del 1599 era in realtà "da Ferrara", per cui la persona era venuta dalla città emiliana. Altri cognomi invece sono arrivati in tempi più recenti.

Lo Stato delle Anime del 1837 ce ne mostra alcuni, che vi riporto in elenco. La provenienza è di un singolo che giunse a Fabro da solo o da sola e che sposandosi con persone locali, diede origine ai gruppi familiari veri e propri.

- Rossi da Salci, arrivato a Fabro nel 1823
- Tiberi da Allerona, arrivato a Fabro nel 1823
- Dragoni da Piegaro, arrivata a Fabro nel 1817
- Bianco da Carnaiola, arrivato a Fabro nel 1842
- Manieri da Chiugiana, Corciano, arrivato a Fabro nel 1810
- Frisoni da Rimini, arrivato a Fabro nel 1796
- Fuccello da Monteleone, arrivata a Fabro nel 1826
- Brizzi da Città della Pieve, arrivato a Fabro nel 1831
- Maurizi da Ficulle, arrivato a Fabro nel 1806
- Polacco da Carnaiola, arrivato a Fabro nel 1826
- Della Marta da Castel di Fiori, arrivato a Fabro nel 1818
- Tedeschini da Parrano, arrivato a Fabro nel 1808
- Cervini da Cetona, arrivato a Fabro nel 1839
- Passeri da Carnaiola, arrivato a Fabro nel 1837
- Briziobello da Ficulle, arrivato a Fabro nel 1839
- Pagnotta da Mongiovino (Panicale), arrivato a Fabro nel 1840

Mentre la Storia, con la esse maiuscola, riempie i libri, ci sono tante storie piccole di gente comune che non saranno m...
16/02/2026

Mentre la Storia, con la esse maiuscola, riempie i libri, ci sono tante storie piccole di gente comune che non saranno mai note.
E la storia di un paese è composta soprattutto di queste storie più piccole, che hanno permesso a noi di essere qui oggi.

👉 Grazie allo Stato delle Anime del 1837 è stato possibile riscoprire il paese e i suoi abitanti, cosa facevano per vivere, da dove venivano e dove abitavano. Ma soprattutto i loro nomi!

E famiglie che oggi sono fabresi DOC, all'epoca sì erano appena trasferite in paese.
Con questo articolo verrà accesa una piccola luce sulle famiglie fabresi, i nostri antenati recenti...

🤓 Buona lettura e cercate tra i nomi!

Nei tempi passati, prima dell’avvento dell’anagrafe comunale e dello Stato Civile Italiano, entrambi introdotti dopo il 1860, il monitoraggio degli abitanti di un determinato paese era …

⛈️...e alla fine tanto piove che il castello crollò... ⛈️Sembrano parole di una fiaba, ma in realtà è solo l'ultimo atto...
15/02/2026

⛈️...e alla fine tanto piove che il castello crollò... ⛈️

Sembrano parole di una fiaba, ma in realtà è solo l'ultimo atto della questione "Castello" iniziata anni orsono con numerose segnalazioni, passata attraverso lo smontaggio di parte dell'edificio pericolante nel corso del 2025 e conclusasi questa notte con il crollo delle mura castellane sottostanti.
Mura disegnate da Antonio da Sangallo nel 1535 circa.

👉 A quasi 100 anni dal primo crollo che vide cadere parte delle mura affacciate sulla piazza, oggi assistiamo al crollo del lato opposto...

La storia è maestra di vita, ma in Italia, sebbene ci si riempia la bocca con romani, etruschi, rinascimento ecc, non impariamo mai e siamo destinati a ripetere gli stessi errori all'infinito.

Speriamo che il castello torni integro in tempi ragionevoli nel rispetto del suo valore storico, un valore di cui nessuno si è mai reso conto fino in fondo.

Indirizzo

Piazza Carlo Alberto
Fabro
05015

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