27/09/2026
Questo lo stralcio finale del mio intervento in Consiglio Comunale sul punto della Solgas, la nostra partecipata luce e gas che viene incorporata in Astea e quindi il Comune passa dal 51% della stessa al 5% in questa nuova holding.
Al di là delle considerazioni del tutto giuste, sui meri conti economici dell'operazione, la questione politica principale è la mancanza di visione, la totale assenza di galateo istituzionale e anche il mancato riconoscimento di un'opposizione costruttiva e non disfattista.
Il dato di fatto principale è che avevamo chiesto un rinvio di qualche giorno per poter intervenire meglio e sostenere il Comune in questa operazione anche con dei nostri contributi ma ci è stato negato, nonostante non ci fosse nessuna data improcrastinabile per dover approvare in consiglio questa delibera.
L'ha ammesso lo stesso Corradi AD di Solgas che gode di tutta la nostra fiducia e stima.
E allora perché non ci è stata data questa possibilità? Questo non è amministrare e avere rispetto delle minoranze, ma è comandare e non accettare la benché minima critica. Dispiace questo atteggiamento, quanto di più lontano dei tempi iniziali di questo progetto civico ufficialmente naufragato sulle sponde del centro destra.
Inoltre se c'era tutta questa fretta (ribadisco ingiustificata nei fatti) da non poter aspettare nemmeno 5 giorni, il sospetto che si fosse già decisa da tempo e poi tenuta nascosta sotto elezioni è quasi una certezza.
Ma nonostante tutto e con grande spirito di RESPONSABILITÀ POLITICA, noi ci siamo messi a proporre di migliorare le condizioni contrattuali a favore di un progetto energetico cittadino che attualmente è completamente assente.
Nonostante nel punto precedente grazie al collega Andrea Morroni, sul bilancio consolidato non ci fossero state fornite risposte adeguate, noi, su richiesta dell'assessora Luciani, abbiamo accettato di ricevere queste risposte entro una settimana e ci siamo astenuti sulla delibera. Una astensione di fiducia.
Nonostante avessimo proposto di valutare quanto valga il 51% sul libero mercato e non solo dall'offerta del socio a 5 milioni e rotti, ci è stato risposto che "abbiamo avuto ragione nel 2016, ce l'avremo anche adesso".
Ma che risposta è a queste due PROPOSTE COSTRUTTIVE?
Ma facciamo una piccola considerazione: dal 2016 al 2026 il Comune ha messo a bilancio ogni anno circa 350k da Solgas.
Le sponsorizzazioni culturali ammontano a circa 50k l'anno.
Perché in questi anni non è stato mai pensato di prendere una parte (almeno un 30%) e reinvestirle nel settore energia della Solgas e del Comune?
In un momento storico così, con l'energia come settore strategico e economicamente molto rilevante, utilizzare gli introiti SOLO PER FAR QUADRARE IL BILANCIO DELLE SPESE CORRENTI È INACCETTABILE.
Tanto più che il socio SGR (proprietario di Astea per il 98%) è leader per efficientamento energetico e sviluppo di impianti gas o energia rinnovabile.
Immaginate che ogni anno noi avessimo messo 100k e il socio lo stesso per progettare ad esempio un impianto fotovoltaico all'autoparco comunale e ora qualche mezzo Asite o sempre dell'ente, potesse andare a costo zero anziché a 2.40 di diesel.
Perché l'aumento della Tari è dovuto esattamente a questo come tutte le utenze cittadine.
MA SAREMMO ANCORA IN TEMPO se si mettesse all'interno del patto parasociale con Astea che una parte vada reinvestita.
Questo avevamo chiesto.
Questo chiederemo con forza come gruppo "la città che vogliamo" e come coalizione.
E ci fa specie che la maggioranza continui a dire che i proventi andranno tutti a bilancio per la spesa corrente e lo affermi anche l'assessore alla sanità Calcinaro ed ex Sindaco.
Noi vogliamo che la città abbia una visione più ampia che guardare al consenso quotidiano o a far quadrare il bilancio comunale per le spese correnti.
La politica non può e non deve abdicare ai bravissimi tecnici sulle scelte strategiche e sulla visione della nostra città.
La politica sull'energia non può essere in balia degli eventi e dei mercati ma va pensata e progettata.
Porteremo avanti questa opposizione costruttiva e fatta di idee e proposte nonostante tutto.
Fermo - La città che vogliamo