Ferrara Possibile

Indicazioni Sito Web

Ferrara Possibile Comitato "Rosa Parks" a Ferrara. L'uguaglianza come motore,
la diversità come innovazione

Vogliamo esserci per le proposte di Possibile: Clima, Progressività, Patrimoniale, ma anche LGBTQI+, Previsioni del Tempo, Alla Base La Scuola. Vogliamo esserci per declinare questi temi nella nostra realtà ferrarese, nel tentativo di dare risposte di sinistra che, al momento, pare ancora in stato di shock per le non più recenti sconfitte. Per saperne di più:
http://www.possibile.com/

Per partecipare attivamente o essere sempre informati, inserisci i tuoi dati qui : http://www.possibile.com/tessera/

Un contributo trasparente e volontario è possibile:
http://www.possibile.com/sostieni/

Nella notte di domenica 11 gennaio, intorno alle 4 del mattino c’è stato un incendio nella Torre B del Grattacielo di Fe...
17/10/2026

Nella notte di domenica 11 gennaio, intorno alle 4 del mattino c’è stato un incendio nella Torre B del Grattacielo di Ferrara. Le fiamme hanno danneggiato un locale tecnico senza interessare l’area degli appartamenti. Dopo l’incendio, il sindaco Alan Fabbri ha ordinato i primi sgomberi.

Come scrivono oggi AVS e Ferrara Possibile, "la fallimentare e crudele gestione della vicenda Grattacielo da parte di chi governa questa città sta facendo indignare e vergognare tante e tanti ferraresi. Perché Ferrara, da almeno un'ottantina d'anni, non è così egoista e cattiva da lasciare oltre 600 persone senza prospettive e da esserne addirittura orgogliosa.
La mobilitazione delle associazioni di volontariato, cattoliche e laiche, e di tantissime altre persone che non ne fanno parte ma che non hanno esitato a mettersi a disposizione, ha evitato fino ad ora il disastro totale. La resistenza solidale di Ferrara ha evitato che si compisse la meschina vendetta del Sindaco, per il quale il Grattacielo rappresenta l'emblema di quella società multietnica che tanto spaventa quelli come lui, ma anche l'evidenza del fallimento delle vane promesse di riqualificazione del quartiere e di uno stabile che ne è l'anima e il centro.

Come i bambini molto piccoli che quando chiudono gli occhi credono che il mondo si dissolva, così Fabbri sembra credere che, se continuerà a non ammettere l'emergenza e a considerare normale la separazione delle famiglie con bambini, le persone sfollate spariranno e con loro anche il Grattacielo stesso.

Ogni iniziativa per gli sfollati, che provenga dalle associazioni, dall'Università, da altre più alte Istituzioni come la Prefettura, gli provoca reazioni nervose e scomposte, ben poco istituzionali.

Ma Alan Fabbri è il Sindaco e questo ruolo impone degli obblighi ai quali non può sfuggire. Questa Amministrazione non era pronta per gestire un'emergenza di qualunque tipo. E questo è molto preoccupante. Ora, però, non è rinviabile la costruzione di un reale Piano Casa che preveda il recupero degli oltre 800 appartamenti Acer disponibili da anni. Non è credibile che su 800 non ve ne siano almeno 100 in grado di divenire abitabili con lavori minimi di adeguamento, da affittare per 1 anno a chi poi tornerà al Grattacielo e da assegnare, infine, in via definitiva, a chi è in lista d'attesa. E allo stesso tempo occorre individuare, con la Regione, i canali di finanziamento per mettere a norma anche gli altri 700 appartamenti Acer che necessitano di lavori impegnativi.

Il diritto al ritorno al Grattacielo, ad un Grattacielo che non divenga occasione di speculazione ed esclusione, passa attraverso il ruolo che possono e devono avere i soggetti pubblici, a partire dal Comune di Ferrara, che risulta il secondo maggior proprietario, per arrivare a Regione e Acer. Gli altri proprietari, italiani e stranieri, hanno già chiarito di voler fare tutto il possibile - come d'altra parte molti di loro hanno continuato a fare in questi anni, con grande sforzi economici - per garantire che nel Grattacielo torni la vita. Non è il momento di una vendicativa inerzia ma della seria e solidale azione."

"Vorrei che qualcuno mi contestasse la veridicità dei numeri".Bo****no dixit.https://www.la7.it/otto-e-mezzo/rivedila7/o...
17/10/2026

"Vorrei che qualcuno mi contestasse la veridicità dei numeri".
Bo****no dixit.
https://www.la7.it/otto-e-mezzo/rivedila7/otto-e-mezzo-16-10-2026-662136

guardando la puntata di Otto e Mezzo
sentirete la magnifica risposta di coordinatrice nazionale di UDU - Unione degli Universitari



per il


Dulcis in fundo i salari aumentano per inseguire il costo della vita, ma il fisco considera quegli aumenti come maggiore ricchezza. E così una parte del recupero salariale finisce nelle casse dello Stato.

il nega la realtà e non si assume responsabilità.


Ospiti di Lilli Gruber: Rocco Casalino, Rosi Braidotti, Sabrina Brizzola, Italo Bo****no

17/10/2026
16/10/2026

16 ottobre 1968. Olimpiadi di Città del Messico. Finale dei 200 metri.

Vince Tommie Smith (USA) in 19.83, record del mondo. Secondo l'australiano Peter Norman, terzo lo statunitense John Carlos.

Sei mesi prima, l'assassinio di Martin Luther King.

Smith e Carlos salgono sul podio, con il pugno chiuso e un guanto nero, per protestare contro le discriminazioni verso i neri.

Spiegano i motivi del loro gesto a Norman, che decide di sostenere la loro lotta e di indossare la spilla dell'Olympic Project for Human Rights. È proprio Norman a consigliare a Smith di dare uno dei suoi due guanti al compagno, che li aveva dimenticati.

Nessuno di quei tre atleti rappresentò più il loro paese a un'altra Olimpiade. La campagna dei media australiani contro Norman gli impedì di partecipare a quelle del 1972, nonostante si fosse regolarmente qualificato.

Tommie Smith diventò professore di sociologia, Carlos si riciclò come giocatore di NFL, Norman tornò in Australia a fare il professore di ginnastica e morì nel 2006, di infarto, dopo problemi di depressione e di alcolismo.

Nella homepage del sito di John Carlos, ancora attivo nella promozione dei diritti umani, campeggia la frase: "Da che parte della storia sarai?"

15/10/2026

Asili nido, l’accesso è ancora un privilegio: frequenta solo il 17,3% dei bambini più poveri
Cinque numeri raccontano un’Italia in cui il servizio educativo che dovrebbe ridurre le disuguaglianze rischia invece di riprodurle
In Italia il nido non è ancora un diritto per tutti.

A frequentarlo sono soprattutto i bambini delle famiglie con i redditi più elevati, mentre quelli che crescono in condizioni economiche e sociali più fragili restano più frequentemente esclusi.
I dati diffusi da Istat, OCSE e Fondazione Agnelli mostrano una situazione netta: l’accesso ai servizi educativi per la prima infanzia dipende ancora dal reddito familiare, dalla condizione lavorativa dei genitori e dal territorio di residenza.
I cinque numeri chiave:
17,3% contro 64,2%
Frequenta il nido soltanto il 17,3% dei bambini appartenenti al quinto di reddito più basso, contro il 64,2% di quelli appartenenti al quinto più ricco. La probabilità di accedere a un servizio educativo fondamentale cresce quindi insieme al reddito della famiglia.
16% contro 41,7%
Tra le famiglie a rischio di povertà o esclusione sociale, la frequenza dei servizi per la prima infanzia si ferma al 16%. Tra le famiglie non a rischio raggiunge invece il 41,7%.
Da 7,5 a 19 punti
Il divario di accesso tra i bambini delle famiglie con redditi più alti e quelli delle famiglie con redditi più bassi è più che raddoppiato: è passato dai 7,5 punti percentuali del 2005-2006 ai 19 punti del 2023-2024. È aumentata la partecipazione complessiva, ma non è cresciuta allo stesso modo l’equità del sistema.
Fino a circa 20 mesi di sviluppo
Le disuguaglianze educative iniziano molto prima della scuola primaria. I dati presentati dall’OCSE mostrano che, già a cinque anni, in una delle dimensioni considerate la distanza tra bambini provenienti da contesti svantaggiati e avvantaggiati può arrivare a circa 20 mesi di sviluppo. Le differenze riguardano competenze linguistiche e numeriche emergenti, memoria di lavoro, flessibilità mentale e comportamento prosociale.
4,2 miliardi di euro
Secondo la stima della Fondazione Agnelli, assicurare la copertura pubblica integrale dei costi dei servizi, raggiungendo una partecipazione del 45% dei bambini sotto i tre anni, richiederebbe una spesa complessiva di circa 4,2 miliardi di euro all’anno. Si tratta di circa due miliardi in più rispetto alla spesa attuale considerata nello studio. Anche ipotizzando la realizzazione di tutti i posti previsti dal PNRR, servirebbero circa 120.000 posti aggiuntivi.
Il nido non è un premio per chi ha già un lavoro stabile
Questi dati evidenziano il limite di un sistema che continua a considerare il nido soprattutto come strumento di conciliazione tra lavoro e famiglia, anziché come un diritto educativo del bambino.
Il risultato è paradossale: un bambino che cresce in una famiglia disoccupata, precaria o con un reddito basso può essere penalizzato nell’accesso proprio al servizio che potrebbe contribuire maggiormente a ridurre il suo svantaggio di partenza.
L’ascensore sociale deve partire dal piano terra.
La scolarizzazione precoce non serve soltanto a sostenere l’occupazione dei genitori. È un investimento nello sviluppo delle competenze linguistiche, cognitive, relazionali e di autoregolazione. Competenze che incidono sul successivo percorso educativo e sulle opportunità future.
Il nido deve quindi essere considerato il primo gradino dell’ascensore sociale, non un servizio residuale riservato a chi riesce a permetterselo o a ottenere un posto.
Che cosa dovrebbe cambiare
Per contrastare questa situazione si dovrebbe:
• riconoscere progressivamente un diritto effettivo al posto nei servizi educativi per la prima infanzia;
• riformare e rendere più omogenei i criteri delle graduatorie, attribuendo maggiore peso a reddito, precarietà lavorativa e vulnerabilità sociale;
• ridurre progressivamente le rette, con l’obiettivo della gratuità del servizio;
• evitare che il Bonus nido richieda alle famiglie di anticipare la spesa, una condizione che può penalizzare chi dispone di minore liquidità;
• concentrare gli investimenti nei territori con la copertura più bassa;
• garantire qualità educativa, continuità del servizio, formazione e condizioni di lavoro adeguate per educatrici ed educatori.

Roberto Codazzi

15/10/2026

🌾 15 ottobre | Giornata internazionale delle donne rurali

👩‍🌾 Donne che coltivano il futuro, ogni giorno.
Imprenditrici, agricoltrici, donne che innovano, custodiscono le tradizioni e contribuiscono alla crescita delle nostre comunità.

Le donne sono protagoniste dell'agricoltura e dello sviluppo dei territori rurali, con competenze, determinazione e capacità di coniugare tradizione e innovazione.

💚 In questa giornata, Confagricoltura Emilia-Romagna e Confagricoltura Donna Emilia-Romagna celebrano il loro impegno e ribadiscono l'importanza di valorizzare l'imprenditoria femminile, sostenere le pari opportunità e favorire il ricambio generazionale.

Perché il futuro dell'agricoltura passa anche dal talento, dalle idee e dal lavoro delle donne.

14/10/2026

Da giovedì, a piazza Bologna a Roma, ci sono delle tende. Le hanno piantate i Giovani Democratici con “Generazione senza casa”, una mobilitazione nazionale contro il caro affitti e l’emergenza abitativa. Quelle tende le condividiamo anche noi e come Possibile siamo al loro fianco.

Arrivano dopo le grandi mobilitazioni spagnole: anche in Italia cresce la protesta per il diritto alla casa. È la stessa domanda, in tutta Europa. Come può una generazione costruirsi un futuro se non riesce nemmeno a pagarsi un a casa? Come possiamo pensare che ci sia piena autodeterminazione senza salari dignitosi, contratti in grado di assicurate tutele e prospettive, senza un intervento chiaro che rimetta al centro il diritto all’abitare?

Chi ha vent’anni e uno stipendio da precarɜ oggi spende in affitto metà o più di quello che guadagna, e rimanda tutto il resto: lasciare la casa dei genitori, mettere su famiglia, restare nel proprio territorio, o decidere di costruirsi un’autonomia e un futuro altrove.

Il Piano Casa del governo, con risorse insufficienti e nessuna visione, non risponde a tutto questo. Servono investimenti pubblici veri, edilizia residenziale pubblica, recupero del patrimonio sfitto, canoni sostenibili per lavoratorɜ e studentɜ. E se parliamo di studentɜ allora dobbiamo dire chiaramente che servono più residenze universitarie pubbliche: per troppɜ studentɜ, soprattutto fuorisede, il diritto allo studio si scontra con affitti proibitivi e posti letto che non bastano. Non possiamo accettare che tutto questo si risolva con finanziamenti a privati che trasformano l’housing in qualcosa da ricchi, inaccessibile, in una questione di classe.

E poiché la casa è una responsabilità condivisa tra governo e territori, chiediamo che la coerenza valga ovunque si governa, a ogni livello.

C’è poi una dimensione che non vogliamo lasciare sullo sfondo: l’abitare q***r. Per tantɜ giovani LGBTQIA+ una casa accessibile è la condizione per sottrarsi a contesti familiari che non li accolgono e per vivere liberɜ la propria vita. Senza casa non c’è autodeterminazione. Per questo il diritto all’abitare è anche una battaglia per i diritti delle persone LGBTQIA+, e la porteremo avanti insieme. Diritti civili e sociali esistono solo insieme.

Grazie ai Giovani Democratici per questa mobilitazione che condividiamo e che insieme possiamo rimettere al centro dibattito politico e del prossimo programma elettorale.

14/10/2026

📣 Rete per la Pace Ferrara di cui la Cgil fa parte, organizza l'iniziativa di martedì 20 ottobre "Fuori l'Italia dalla guerra. No alle spese per il riarmo e all'invio di armi" presso la Sala Ex Refettorio di Ferrara alle ore 17.00
🗣️Sarà un momento di analisi e dibattito alla presenza di relatori esperti, Linda Maggiori e Marco Bersani, per parlare della situazione nazionale ed internazionale in materia di riarmo.

13/10/2026

Lunedì pomeriggio, tre giorni fa, Andrea Di Lenardo, consigliere comunale di Udine per Avs-Possibile, ha trovato un nuovo biglietto intimidatorio.

Il pezzo di carta, recapitato identico anche alla dirigente di Rifondazione Comunista, Anna Manfredi, riporta frasi razziste e generiche minacce. Un biglietto dal contenuto analogo era stato ritrovato da Di Lenardo nella stessa posizione alcuni giorni fa.

Esprimo, a nome di tutto il partito, la massima solidarietà a Di Lenardo e a Manfredi. Di fronte a queste scritte intimidatorie e razziste non arretriamo di un passo, siamo al fianco del nostro consigliere comunale e della dirigente di RC. Di Lenardo sta portando in consiglio comunale un’idea di politica che è l’opposto di chi predica razzismo, squadrismo e intolleranza, e siamo orgogliosi di averlo come rappresentante.

Come ha già ribadito Di Lenardo sulle sue pagine social: “A Udine, città Medaglia d’Oro per la Resistenza, non ci sarà mai spazio per l’istigazione alla violenza squadrista e all’odio razziale”.

Francesca Druetti, Segretaria Nazionale di Possibile

Indirizzo

Via Mortara 38
Ferrara
44121

Notifiche

Lascia la tua email e sarai tra i primi a sapere quando Ferrara Possibile pubblica novità e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi