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VARSAVIA, SCONTRO ISTITUZIONALE: SOTTO ATTACCO LA SOVRANITÀ DELLA POLONIAIn Polonia si apre un nuovo capitolo dello scon...
31/10/2026

VARSAVIA, SCONTRO ISTITUZIONALE: SOTTO ATTACCO LA SOVRANITÀ DELLA POLONIA

In Polonia si apre un nuovo capitolo dello scontro tra il governo liberale di Donald Tusk e le istituzioni legate alla precedente stagione conservatrice. Al centro della contesa, il Tribunale costituzionale e la sospensione del suo presidente, Bogdan Święczkowski.

Il 30 ottobre la giudice Anna Korwin-Piotrowska ha annunciato la sospensione di Święczkowski e del vicepresidente Bartłomiej Sochański, assumendo la guida dell’istituzione. Una decisione immediatamente contestata dai giudici che continuano a riconoscere in Święczkowski l’unico presidente legittimo.

La crisi ha assunto dimensioni sempre più profonde, con la presenza delle forze di polizia intorno alla sede del Tribunale e il coinvolgimento diretto del presidente della Repubblica Karol Nawrocki, schieratosi contro il provvedimento.

Non si tratta di una semplice disputa giudiziaria. La Polonia è da anni uno dei principali terreni di confronto tra la concezione nazionale dello Stato e quella sovranazionale promossa dalle istituzioni europee. Il primato del diritto europeo, l’autonomia degli ordinamenti nazionali e il controllo degli equilibri istituzionali sono al centro di uno scontro che oggi torna a infiammare Varsavia.

In nome del ripristino dello Stato di diritto, il governo Tusk procede a una profonda ridefinizione degli assetti istituzionali, mentre i suoi oppositori denunciano l’uso politico delle istituzioni e la progressiva delegittimazione delle voci non allineate alla nuova maggioranza.

La sovranità di una nazione non si misura soltanto nella difesa dei propri confini, ma anche nella capacità di custodire le proprie leggi, le proprie istituzioni e la propria autonomia decisionale. Non può esistere un’Europa dei popoli se le nazioni vengono ridotte a semplici articolazioni amministrative di un potere distante.

Alla Polonia e al suo popolo va la nostra solidarietà. La difesa della sovranità nazionale non può essere una battaglia a geometria variabile.

Z POLSKA, AŻ DO ZWYCIĘSTWA!

IL RICORDO DEI NOSTRI MORTI, LA MEMORIA DELLE NOSTRE RADICIIl 2 novembre non è soltanto la giornata dedicata alla commem...
30/10/2026

IL RICORDO DEI NOSTRI MORTI, LA MEMORIA DELLE NOSTRE RADICI

Il 2 novembre non è soltanto la giornata dedicata alla commemorazione dei defunti, ma un momento in cui si rinnova il legame profondo tra le generazioni, tra chi ci ha preceduto e chi oggi raccoglie il testimone della Storia. È il tempo della memoria, del raccoglimento e della consapevolezza di appartenere a una comunità che non nasce con noi e non si esaurisce nella nostra esistenza.

Le radici di questa ricorrenza affondano in un patrimonio di tradizioni antichissime. Nel mondo romano, i Parentalia e i Lemuria custodivano il rapporto tra i vivi e i defunti; presso i popoli celtici, Samhain segnava il passaggio alla stagione oscura, in un tempo simbolicamente sospeso tra il mondo visibile e quello invisibile. Riti differenti, accomunati dalla centralità della memoria degli antenati e dal riconoscimento di un legame che supera i confini della singola vita.

In queste tradizioni ritroviamo una concezione della morte profondamente radicata nella visione ciclica della natura: all’autunno, al riposo della terra e alla fine dei raccolti seguiva l’attesa di una nuova primavera. La morte non era estranea alla vita, ma parte di un ordine più grande, di una continuità nella quale passato, presente e futuro si richiamano reciprocamente.

Quando accendiamo un lume, deponiamo un fiore o ci raccogliamo davanti a una tomba, non compiamo soltanto un gesto di affetto individuale. Rinnoviamo una promessa di fedeltà, riconosciamo il debito verso chi ha costruito ciò che siamo e riaffermiamo il valore di una memoria che attraversa il tempo.

Non siamo individui isolati, ma anelli di una catena generazionale. Portiamo con noi i sacrifici, le battaglie, le speranze e le tradizioni di chi ci ha preceduto. Onorare i nostri morti significa custodire questa eredità, difendere le nostre radici e trasmettere alle generazioni future ciò che abbiamo ricevuto.

Perché un popolo che dimentica i propri antenati smarrisce anche il senso del proprio destino. E contro ogni forma di sradicamento e di oblio, continuiamo a riconoscerci in una Storia che non appartiene soltanto al passato, ma vive ancora in noi.

🍁 NOVITÀ DI NOVEMBRE🌲 La marcia di Passaggio al Bosco prosegue senza sosta, con altre 6 uscite nel mese di novembre, che...
29/10/2026

🍁 NOVITÀ DI NOVEMBRE🌲

La marcia di Passaggio al Bosco prosegue senza sosta, con altre 6 uscite nel mese di novembre, che diventeranno 12 entro la fine del 2026, portando il catalogo sulla soglia dei 350 titoli.

➡️ Il 2 sarà in libreria “Le origini della Rivoluzione” di Pino Rauti: una raccolta di interventi, curati da Salvatore Marotta, che ripercorrono la genesi del Ventennio e la dottrina che ne ha diretto l’azione.

➡️ Il 9 toccherà a “Umiliazione”, saggio di Claudia Placanica sul controverso tema dell’islamizzazione dell’Europa. Non un libro contro l’Islam, ma una disanima della debolezza culturale e politica europea, del progressismo che odia la propria appartenenza e di quelle realtà - come i Fratelli Musulmani o le correnti salafite e wahabite - che interpretano la legge coranica nel solco della mera conquista.

➡️ Il 16 uscirà “Etica e ascetica del guerriero”, di Diego Baldini: l’interpretazione del combattimento come prova spirituale, attraverso lo studio della cavalleria teutonica e islamica, della mistica cristiana e sciamanica, dei kamikaze nipponici e dei martiri irlandesi.

➡️ Il 19 arriverà “Armonismo” di Giuseppe Padovani: una teoria dello spazio, tra luce, geometria e asimmetria. Il primo viaggio non conforme nella storia dell’architettura, delle avanguardie e del design.

➡️ Il 23 sarà in libreria il quinto dei sei volumi de “La maledizione dei centurioni”, la mastodontica saga di Gianfranco Peroncini sulla guerra d’Algeria che costituisce il più autorevole documento storico su quel conflitto. Questo contributo è interamente dedicato all’OAS, i combattenti dell’impossibile.

➡️ Il 30 chiuderemo con “Per ogni popolo una terra”, di Pierre Vial. Un grande classico del pensiero identitario europeo, finalmente tradotto in italiano e arricchito dai contributi di Guillaume Faye e di Olivier Chalmel.

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YOUSSEF SIHER E L’INTEGRAZIONE (IM)PERFETTAYoussef Siher è stato arrestato per aver gestito i canali social del Moviment...
27/10/2026

YOUSSEF SIHER E L’INTEGRAZIONE (IM)PERFETTA

Youssef Siher è stato arrestato per aver gestito i canali social del Movimento 17 Ottobre, finendo indagato per istigazione a delinquere aggravata. Una svolta giudiziaria che demolisce in un sol colpo la narrazione dei salotti radical-progressisti.
Ripercorrendo i fatti, l’epilogo giudiziario si scontra frontalmente con il ritratto dorato che ci era stato cucito addosso per anni dagli intellettuali della sinistra: quello del bravo ragazzo protetto dall’establishment, forte di una laurea in Scienze della Comunicazione, di un master all’Università di Milano, di un’esperienza come Research Trainee all’ISPI e di collaborazioni con testate come Il Fatto Quotidiano.

Ci avevano raccontato la favola dell’integrazione perfetta, del giovane inserito nei circuiti che contano e dunque immune a ogni deriva. Ma l’intervento degli investigatori ribalta la realtà: questo non è un emarginato delle periferie degradate, bensì un soggetto pienamente integrato nei salotti buoni e nei circuiti di potere culturale radical chic.

La vicenda svela la pericolosità strutturale di un modello accondiscendente: l’estremismo e il rigetto dei valori della nostra civiltà non nascono dal disagio, ma attecchiscono proprio dove il sistema offre agio e protezione, smascherando il fallimento di un’intera classe dirigente ostaggio dei propri complessi di colpa.

⚠️ NOVITÀ IN LIBRERIA 🌲Appio VeroIL LAVORO DEI CAMPI NELLA CIVILTÀ ROMANAIn nome di un antico patto tra uomo, cielo e te...
26/10/2026

⚠️ NOVITÀ IN LIBRERIA 🌲

Appio Vero
IL LAVORO DEI CAMPI NELLA CIVILTÀ ROMANA
In nome di un antico patto tra uomo, cielo e terra

Che cosa significava, per un Romano, lavorare la terra? Non soltanto seminare, mietere e produrre grano, vino e olio, ma partecipare a un ordine più grande, fondato sull’alleanza tra uomo, natura e divino.

In questo volume, Appio Vero ricostruisce il mondo dell’agricoltura romana attraverso le sue tecniche, i suoi strumenti e i suoi ritmi: dalla preparazione del terreno alla semina, dalla mietitura alla coltivazione della vite, dell’olivo e degli alberi da frutto. Un sapere concreto, affinato nei secoli, nel quale la fatica quotidiana si univa alla disciplina, alla virtù e al rispetto dei cicli naturali.

Accanto agli aspetti materiali, il libro esplora le feste e le divinità del ciclo agrario, mostrando come per i Romani il lavoro dei campi fosse anche rito, responsabilità e formazione interiore. Completa il volume un’appendice dedicata alle previsioni meteorologiche e alle osservazioni astronomiche in Plinio.

Il lavoro dei campi nella civiltà romana restituisce il ritratto di un mondo in cui coltivare la terra significava, insieme, nutrire la comunità, custodire la tradizione e forgiare l’uomo.

INFO & ORDINI:
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Università di Firenze, Polo di Novoli. La sinistra lancia a gran voce l’assemblea antifascista per fermare il nostro nuc...
24/10/2026

Università di Firenze, Polo di Novoli.
La sinistra lancia a gran voce l’assemblea antifascista per fermare il nostro nucleo Identitario.
Grandi aspettative, ma la realtà è un po’ diversa.

Sono trascorsi settant’anni dalla gloriosa rivolta d’Ungheria, quando migliaia di studenti, di braccianti e di operai sc...
23/10/2026

Sono trascorsi settant’anni dalla gloriosa rivolta d’Ungheria, quando migliaia di studenti, di braccianti e di operai scelsero di sfidare la dittatura comunista, scagliandosi contro i carri armati sovietici e scrivendo una tragica ed eroica pagina di storia.

Il loro esempio, consumatosi nel silenzio del mondo, resta ancora oggi un faro di libertà. Questa notte, a Firenze, li abbiamo ricordati con un gesto militante.

Avanti ragazzi di Buda,
avanti ragazzi di Pest.

🔥 NUOVA CARTUCCIA IN LIBRERIA 🎃Nicola SgueoSAMHAIN, OGNISSANTI E GIORNO DEI MORTIAntiche feste nel cuore d’EuropaTra il ...
22/10/2026

🔥 NUOVA CARTUCCIA IN LIBRERIA 🎃

Nicola Sgueo
SAMHAIN, OGNISSANTI E GIORNO DEI MORTI
Antiche feste nel cuore d’Europa

Tra il 31 ottobre e il 2 novembre, l’Europa celebra da secoli il misterioso confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Dall’antico Samhain celtico alla festa cristiana di Ognissanti e alla commemorazione dei defunti.

Nicola Sgueo ricostruisce riti, simboli e tradizioni legati al fuoco, alla terra, agli antenati e al ciclo delle stagioni.

Un viaggio alle radici di ricorrenze oggi svuotate dal consumo, per riscoprirne il significato spirituale e il valore comunitario.

INFO & ORDINI:
🌲 www.passaggioalbosco.it

21/10/2026

In un mondo sempre più omologato, che ci vorrebbe senza storia, senza radici e senza identità, difendere ciò che siamo è un atto rivoluzionario.

Bravi i ragazzi di Azione Studentesca Firenze, che fronteggiano il declino a testa alta.

Davide Morini ha combattuto oltre duecento incontri sui tatami, sui ring e nelle gabbie di mezzo mondo. Campione europeo...
20/10/2026

Davide Morini ha combattuto oltre duecento incontri sui tatami, sui ring e nelle gabbie di mezzo mondo. Campione europeo e mondiale di Kickboxing e Yoseikan Budo, pioniere italiano delle MMA e maestro di numerosi atleti, ha conosciuto la disciplina, la paura, il dolore e l’ebbrezza della vittoria. Ma la sua battaglia più difficile non si è mai svolta davanti a un pubblico.

Segnato fin da giovane da esperienze traumatiche, Morini ha trasformato la rabbia in volontà, il combattimento in strumento di conoscenza e la solitudine in ricerca interiore. Dopo gli anni dell’agonismo ha scelto di ritirarsi in un maso tra i boschi del Trentino, dove vive in modo essenziale, coltiva la terra e insegna il metodo Kratos: una via che unisce arti marziali, preparazione fisica e meditazione.

In questa lunga conversazione con Davide Rossi, il “maestro del bosco” ripercorre senza reticenze una vita fuori dall’ordinario: gli incontri più duri, la nascita del suo metodo, i raduni nel bosco, le rune, lo yoga, le esperienze spirituali, il rapporto con la natura e la scoperta della paternità.

Ne emerge il ritratto di un uomo complesso e radicale, capace di attraversare la violenza senza farne un culto e di cercare, dietro ogni avversario, il riflesso delle proprie paure. Perché il vero combattente non è colui che non cade, ma chi continua a misurarsi con se stesso, fino a trovare nel silenzio la propria forza più autentica.

Ne parleremo sabato 21 a novembre a Casaggì Firenze, dopo una sessione di sparring comunitario e prima di una cena sociale aperta a tutti: un momento di Formazione e di crescita a lungo atteso, da non perdere e da rilanciare in ogni modo possibile.

📆 Sabato 21 novembre 2026
🔥 IL COMBATTENTE EREMITA
🥊 ore 16: sparring comunitario
🎤 ore 18.30 interventi
🍽️ ore 20: cena sociale
📍 Casaggì Firenze, via Frusa 37

Indirizzo

Via Frusa 37
Florence
50131

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