23/09/2026
Quale sistema salute vogliamo per l'Umbria e per Foligno?
La sanità pubblica è un bene comune e un valore irrinunciabile. Dopo un lungo periodo in cui l’Umbria è stata un modello di riferimento nazionale, da diversi anni si è registrata una forte caduta del livello dei servizi, rendendo la riqualificazione del settore l’emergenza più avvertita dai cittadini.
Città Europa intende dare un supporto concreto e propositivo al percorso di riqualificazione della Sanità in atto, attraverso il documento di sintesi nato direttamente dall’ascolto del territorio, in particolare nell'assemblea pubblica dello scorso 10 luglio a Foligno. Un'occasione in cui cittadini, operatori del settore, associazioni e rappresentanti di forze sindacali e politiche hanno messo a fuoco i nodi cruciali da sciogliere e le esigenze reali del territorio.
Abbiamo inviato ufficialmente questo documento alla Presidente della Regione Umbria, al Sindaco di Foligno e al Direttore Generale della USL Umbria 2, convinti che possa portare ai tavoli di concertazione per il nuovo Piano Sociosanitario Regionale le necessità reali e le principali istanze dei cittadini e delle comunità.
LE NOSTRE PRINCIPALI PROPOSTE PER L'UMBRIA:
- Accelerare sul Piano SocioSanitario: L'ultimo piano sanitario risale al triennio 2009-2011. Serve una decisa accelerazione nella redazione del nuovo Piano e la nomina di un Assessore alla Salute per garantire una gestione specifica e assidua.
- Finanziamenti e trasparenza: Il fondo sanitario nazionale è insufficiente, dovrebbe essere portato a una quota non inferiore al 7,5% del PIL. A livello regionale, le risorse derivanti dall'aumento dell'IRPEF devono andare esclusivamente al miglioramento dei servizi, con un resoconto trasparente ai cittadini.
- Partecipazione reale: Basta con decisioni calate dall’alto. Chiediamo percorsi di partecipazione attiva che coinvolgano professionisti, sindacati, Comuni e Terzo settore.
- Valorizzazione del personale: Bisogna puntare sulle risorse umane, contrastare il burn-out e colmare la drammatica carenza di personale, compresi i medici di medicina generale.
- No alla ASL Unica: Esprimiamo totale contrarietà all'accorpamento in un'unica ASL regionale, un'operazione che rischia solo di creare conflitti tra territori anziché migliorare i servizi. E riteniamo sia da confermare l’attuale articolazione dei distretti sanitari, funzionale all’integrazione con i servizi sociali comunali.
- Concentrare l’impegno all’innovazione nella riforma dell’assistenza territoriale: Occorre dare piena attuazione ai presidi di prossimità previsti dalla riforma (a partire dalle Case e dagli Ospedali di comunità), non solo a livello strutturale ma riguardo ai servizi e ai compiti loro affidati, per concretizzare una reale “sanità di comunità” rispondente ai bisogni effettivi dei territori.
- Azioni e risorse concrete nell’area della Salute Mentale che costituisce sempre più un’emergenza sociale.
IL FOCUS SU FOLIGNO, per superare le criticità del territorio:
- Una Casa della Comunità a Foligno: Foligno è la terza città dell'Umbria ma la precedente programmazione non ha previsto nessun presidio di prossimità. Chiediamo certezze su tempi e sedi (es. valutando l'ex ONPI e altre possibili proposte avanzate dal territorio) per la nuova Casa della Comunità, concretamente funzionante e inserita in una rete assistenziale completa e integrata.
- Decongestionare il Pronto Soccorso: Ridare dignità, personale ed efficacia al PS, riducendo i tempi d'attesa estenuanti.
- Chiarezza sul "Terzo Polo": Chiediamo informazioni trasparenti sulle prospettive di riorganizzazione dell’Ospedale, considerati i precedenti provvedimenti di integrazione delle strutture di Foligno e Spoleto.
- Rilancio del Consultorio: Potenziare il personale e trovare una sede più ampia e accogliente per garantire una gamma completa di servizi, con attenzione alla medicina di genere, al supporto alle famiglie, alla prevenzione e presa in carico delle diverse forme di disagio adolescenziale e giovanile.
Il sistema sociosanitario si programma insieme alle comunità! I cittadini devono essere protagonisti attivi delle scelte che li riguardano.