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20/10/2026

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IN GIRO PER GEMONIO: VIA GIOVANNI BORGHIE’ una delle vie intitolate, negli anni ’90, dopo la realizzazione della zona in...
19/10/2026

IN GIRO PER GEMONIO: VIA GIOVANNI BORGHI

E’ una delle vie intitolate, negli anni ’90, dopo la realizzazione della zona industriale di Gemonio con piani di lottizzazione, in seguito alla approvazione del P.R.G. , Piano Regolatore Generale (oggi superato dal nuovo P.G.T., Piano di Governo del Territorio). Le nuove vie sono state intitolate a personaggi legati all’industria (via Mattei, via Fratelli Caproni, via Ferrari, etc.).
Giovanni Borghi, figura leggendaria dell’industria e dello sport italiano, passato alla storia come “Mister Ignis”. Uomo capace di trasformare il sogno di un laboratorio artigianale in un impero industriale, seppe incarnare lo spirito del boom economico italiano, donando lavoro e speranza a migliaia di famiglie. Fondatore della “IGNIS”, fabbrica di elettrodomestici, nasce il 14 settembre 1910 a Milano da Guido Borghi e Maria Moro nel quartiere milanese dell’Isola Garibaldi, il giovane Giovanni entrò presto nell’azienda di famiglia. La guerra e i bombardamenti costrinsero i Borghi a trasferirsi a Comerio, dove iniziò la produzione di fornelli elettrici. Da lì nacque la leggenda: il marchio Ignis.
Grazie alla sua visione, Giovanni Borghi seppe trasformare un prodotto semplice in simbolo di modernità e benessere. Dalle cucine a gas ai frigoriferi, dai primi modelli ad assorbimento fino a quelli a compressore e poi al rivoluzionario utilizzo del poliuretano espanso, la Ignis conquistò rapidamente il mercato, arrivando negli anni Sessanta a detenere il 40% della produzione nazionale di frigoriferi.
Ma Borghi non fu solo industria. Capì prima di altri che lo sport poteva essere veicolo di identità e orgoglio collettivo. Sotto il marchio Ignis, la Pallacanestro Varese conquistò sette scudetti, tre Coppe dei Campioni e tre Coppe Intercontinentali. Altrettanto significativi i successi nel pugilato, nel ciclismo e nel calcio, dove il Varese arrivò a militare per sette stagioni in Serie A.
Nonostante le difficoltà finanziarie che nel 1972 portarono alla cessione della Ignis al colosso Philips, Borghi rimase per tutti un esempio di imprenditore visionario, appassionato e profondamente legato alla sua terra. Morì a soli 65 anni, il 25 settembre 1975, nella sua Comerio.
Numerosi i gemoniesi che hanno lavorato nelle sue fabbriche. La sua figura è stata ricostruita, anche a Gemonio, in uno spettacolo in scena all’oratorio di Gemonio nella primavera del 1922 dal titolo “Giovanni Borghi, non solo frigoriferi”, ad opera del “Gruppo Amatoriale Gemonio”, a cura di Brunella Del Marco.
Per saperne di più (e lo trovi nella nostra biblioteca): Spartà, Gianni “Mister Ignis: Giovanni Borghi nell'Italia del miracolo “, Milano, A. Mondadori, 2002

È stata presentata il 16 ottobre la seconda edizione del Varese Premio Gianni Rodari, un’iniziativa che unisce il piacer...
19/10/2026

È stata presentata il 16 ottobre la seconda edizione del Varese Premio Gianni Rodari, un’iniziativa che unisce il piacere della lettura alla creatività e alla crescita culturale delle nuove generazioni. Dopo il successo della prima edizione, che ha coinvolto numerose scuole della provincia, il progetto riparte con un tema di grande attualità: il rispetto, fondamentale per imparare a vivere insieme e costruire relazioni positive. Promosso dal Comitato Varese per Rodari e organizzato dall’Associazione Gavirate tra Parco e Lago, il percorso accompagnerà bambini e ragazzi fino al 15 marzo 2027, attraverso letture, laboratori, racconti e albi illustrati. Sarà un’occasione per dare spazio all’immaginazione, stimolare la curiosità e imparare a confrontarsi con gli altri. La presentazione ha confermato il valore della collaborazione tra scuole, associazioni e istituzioni, unite nel desiderio di trasmettere ai più giovani il piacere di leggere e pensare liberamente. Perché, come ci ricorda l’eredità di Gianni Rodari, la fantasia è una forza capace di aiutarci a comprendere il mondo e a immaginarlo migliore.

19/10/2026
Vi segnalo un’interessante iniziativa promossa dal “Gruppo di Ricerca Storica di Laveno Mombello”: il «Premio Sponda Lom...
18/10/2026

Vi segnalo un’interessante iniziativa promossa dal “Gruppo di Ricerca Storica di Laveno Mombello”: il «Premio Sponda Lombarda del Lago Maggiore», rivolto a giovani studiosi e neolaureati.
Il premio nasce con l’intento di valorizzare studi e ricerche dedicati alla storia, ai luoghi e alle realtà del nostro territorio. In allegato trovate maggiori informazioni sull’iniziativa, con l’invito a diffonderla a chi potrebbe essere interessato.

SAN PIETRO – 29 -Che a San Pietro ci fosse una fonte battesimale è stato ipotizzato. D’altra parte la vetustà della chie...
17/10/2026

SAN PIETRO – 29 -

Che a San Pietro ci fosse una fonte battesimale è stato ipotizzato. D’altra parte la vetustà della chiesa lo potrebbe far pensare. Nelle altre chiese dello stesso periodo il fonte battesimale è all’esterno, ma qui non ce ne traccia. Mentre, invece all’interno questo battistero potrebbe essere stato collocato davanti all’altar maggiore. E, ne farebbe testimonianza un ritrovamento durante i restauri degli anni sessanta. Infatti così si legge in una vecchia relazione del dr. Carlo Clivio (cioè colui, che con la figlia, Ilde, ha seguito tutti i lavori). “...Smuovendo il materiale eterogeneo su cui era posato il blocco dell’altarino, si ritrovava l’antico pavimento della chiesa in grossi lastroni e nella parte centrale dell’abside, spostata sulla destra due lati intatti del fondo della Vasca battesimale. Scrostando l’intonaco della parte alta del timpano sopra l’abside si trovava un antico condotto che poteva permettere l’introduzione nella chiesa sopra la vasca, di acqua piovana e cioè di acqua pura non mai toccata da mano umana. “
E concludeva scrivendo: “... si spera poter mettere allo scoperto l’intero fonte battesimale che si trova, eccezionalmente nell’interno dell’abside e non fuori come in tutte le antiche chiese.”
Speranza che non si è attuata. Qui un paio di fotografie di quel periodo. (G.P.)

𝐎𝐆𝐆𝐈 𝐋𝐀 𝐆𝐈𝐎𝐑𝐍𝐀𝐓𝐀 𝐌𝐎𝐍𝐃𝐈𝐀𝐋𝐄 𝐃𝐄𝐋𝐋’𝐀𝐋𝐈𝐌𝐄𝐍𝐓𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐋𝐚 𝐆𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐌𝐨𝐧𝐝𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐀𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐫𝐫𝐞 𝐕𝐄𝐍𝐄𝐑𝐃𝐈’ 𝟏𝟔 𝐎𝐓𝐓𝐎𝐁𝐑𝐄 𝟐𝟎𝟐𝟔. 𝐋...
16/10/2026

𝐎𝐆𝐆𝐈 𝐋𝐀 𝐆𝐈𝐎𝐑𝐍𝐀𝐓𝐀 𝐌𝐎𝐍𝐃𝐈𝐀𝐋𝐄 𝐃𝐄𝐋𝐋’𝐀𝐋𝐈𝐌𝐄𝐍𝐓𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄

𝐋𝐚 𝐆𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐌𝐨𝐧𝐝𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐀𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐫𝐫𝐞 𝐕𝐄𝐍𝐄𝐑𝐃𝐈’ 𝟏𝟔 𝐎𝐓𝐓𝐎𝐁𝐑𝐄 𝟐𝟎𝟐𝟔. 𝐋𝐚 𝐆𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐌𝐨𝐧𝐝𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐀𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐫𝐫𝐞 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐢𝐥 𝟏𝟔 𝐨𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞. 𝐄̀ 𝐮𝐧𝐚 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐨𝐫𝐠𝐚𝐧𝐢𝐳𝐳𝐚𝐭𝐚 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐅𝐀𝐎 (𝐎𝐫𝐠𝐚𝐧𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐍𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐔𝐧𝐢𝐭𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥’𝐀𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐥’𝐀𝐠𝐫𝐢𝐜𝐨𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚) 𝐚𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐜𝐨𝐩𝐨 𝐝𝐢 𝐬𝐞𝐧𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐧 𝐦𝐞𝐫𝐢𝐭𝐨 𝐚𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐛𝐥𝐞𝐦𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐟𝐚𝐦𝐞 𝐧𝐞𝐥 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐚𝐥𝐧𝐮𝐭𝐫𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞. 𝐋𝐚 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐟𝐮 𝐜𝐞𝐥𝐞𝐛𝐫𝐚𝐭𝐚, 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐚, 𝐧𝐞𝐥 𝟏𝟗𝟖𝟏 𝐞 𝐬𝐢 𝐞̀ 𝐬𝐜𝐞𝐥𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐞𝐥𝐞𝐛𝐫𝐚𝐫𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐨 𝐢𝐥 𝟏𝟔 𝐨𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞 𝐢𝐧 𝐦𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐨 𝐢𝐧 𝐜𝐮𝐢 (𝐧𝐞𝐥 𝟏𝟗𝟒𝟓) 𝐯𝐞𝐧𝐧𝐞 𝐟𝐨𝐧𝐝𝐚𝐭𝐚 𝐥𝐚 𝐅𝐀𝐎 𝐜𝐡𝐞 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐨 𝐢𝐧 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞.
La voglio commemorare ricordando quanti PANIFICI o prestinai c’erano un tempo a Gemonio, e più esattamente nel 1930.
E cioè:
Martinoia Amedeo (anche Caffè pasticceria) in via Garibaldi
Furigo Bianchi Salvatore, in piazza della Vittoria
Todeschini Lodovico
Valassina Pasquale (era il papà di don Giannino )
Cooperativa di Consumo, in via Marsala

C’era poi anche il PASTIFICIO EMILIO PORRINI
E oggi?

A DUNO NEL RICORDO DEL PROFESSOR ARMOCIDASabato 17 ottobre 2026, al Tempio Votivo dei Medici d’Italia a Duno, in Valcuvi...
16/10/2026

A DUNO NEL RICORDO DEL PROFESSOR ARMOCIDA

Sabato 17 ottobre 2026, al Tempio Votivo dei Medici d’Italia a Duno, in Valcuvia, si terrà la cerimonia commemorativa a ricordo di tutti i Medici caduti in servizio e di quelli scomparsi a causa della pandemia Covid. Cerimonia promossa, ogni anno, in occasione della festività di San Luca, patrono dei medici, dall’Ordine dei Medici Chirurghi della Provincia di Varese
La Messa, alle 10.30, sarà celebrata da Don Massimiliano Taroni, con i canti liturgici proposti dal soprano Maria Chiara Cavinato.
Segue la cerimonia di intitolazione al medico e storico della medicina della Biblioteca del Centro per lo Studio e la Promozione delle Professioni Mediche che ha sede nel piccolo paese valcuviano
Il Presidente del Centro, Dottor Francesco Baggio, proporrà una relazione dal titolo “Medicina vita est, l’eredità del professor Giuseppe Armocida a Duno”. La giornata si conmclude con un momento conviviale

STORIE DI CONTRABBANDO (PRESUNTO)...ANCHE A GEMONIOL'Associazione Sentieri degli Spalloni organizza sabato 17 ottobre a ...
16/10/2026

STORIE DI CONTRABBANDO (PRESUNTO)...ANCHE A GEMONIO

L'Associazione Sentieri degli Spalloni organizza sabato 17 ottobre a Masera, in Val d’Ossola l'evento «Storie Verticali: "I Custodi della Montagna" – Pastori, Alpigiani e Dieci anni di Cammino sui Sentieri degli Spalloni». Sarà un’intera giornata dedicata alla montagna in genere ed anche al contrabbando ed ai sentieri dove si svolgerà quest’attività (ovviamente illegale).
Questo mi fa ricordare come anche a Gemonio, molto tempo fa sia capitato un episodio di “presunto” contrabbando che fece parlare la stampa dell’epoca. Dunque, le cronache le trovo sul giornale varesino "IL 26 MAGGIO" (visse una breve vita: dal 5 luglio 1883 at 18 dicembre 1884) net numero del 1 mag¬gio 1884 che pubblica una lettera, firmata semplicemente “un abbonato” dove si legge:” Egregio sig. Direttore. Mi permetta una domanda giorni or sono su quel di Gernonio avveniva un fatto gravissimo. Taluni muratori di ritorno da Creva dove son soliti recarsi pei lavori di loro professione, giunti a notte nei pressi di Gemonio vennero da alcune guardie doganali, che stavano colà appostale, investiti al grido di ferma ferma impauriti gli operai e temendo di essere vittime di gente di malaffare si diedero alla fuga. Non l'avessero mai fatto! Poco stante nella valle rimbombarono ripetuti colpi di moschetteria e uno di questi fuggenti un’onesto operaio veniva grave¬mente ferito da un proiettile e trasportato al vicino spedale di Cittiglio dove dovrà rimanervi Dio sa fin a quando! ...” E chiede di interessarsi.
II direttore (Gallarati Paolo che ne fu an¬che it fondatore) net successivo numero del 8 maggio 1884 si dilunga così sull'episodio: «Abbiamo promesso al nostro abbonato di dargli ulteriori schiarimenti sul fatto avvenuto giorni or sono su quel di Gemonio e da lui accennato in succinto nel numero antecedente.... Sta infatti che nella notte dal 12 al 13 dello scorso Aprile, un drappello di guardie di finanza di S.Andrea appostato in sen¬tieri provenienti dalla Valcuvia e che mettono alla Pila del riso in territorio o del co¬mune di Cittiglio, abbia, come era suo dovere intimato di fermarsi ad una comi¬tiva di persone "portanti ciascuno un far¬dello di cui non si conosceva il contenu¬to".
E’ per altro escluso che detta comitiva fu¬ggisse all'intimazione fatta dalle guardie di finanza di fermarsi; si vuole invece che la comitiva prendesse le guardie a sassate ed approfittando della circostanza che uno del finanzieri inciampando cadeva a rovescio, gli furono addosso e percuotendolo al capo con un bastone, minacciandolo della vita con un falcetto, lo disarmarono della Carabina.
Sarebbe constatato anche che quella sera splendeva la luna, per cui é inesplicabile e strano che nessuno della comitiva si sia tosto avveduto che aveva a che fare con guardie di finanza anziché con aggressori, tanto più che la colluttazione ebbe luogo a corpo a corpo colle guardie che "vestivano la piena divisa", e se questi nell'esecuzione del loro servizio hanno dovuto far uso delle armi, ciò è una conseguenza dell'ostinata opposizione incontrata. e per difendersi contro una pioggia di sassi che la comitiva scagliava contro di loro....».
Poi sul numero del 16 ottobre 1884 il settimanale varesino chiude l’argomento dando notizie del processo:
«...il fatto non era quale lo si narrava dal nostro corrispondente, cioé che le Guardie di Finanza fossero state le prime ad assalire i borghesi, mentre furono questi invece che si sarebbero ribellati all'intimazione della forza. .... Quanto al preteso abuso delle armi da parte delle Guardie di Finanza, questi con sentenza 11 sett. p.p. ha pienamen¬te assolto le Guardie stesse, rimandando gli atti processuali a questo Tribunale per la continuazione di competenza nel fatto riguardante la rivolta dei Borghesi contro agenti pubblici nell’esercizio dello loro funzioni».
E così finisce il presunto episodio di contrabbando a Gemonio!
Qui, accanto al manifesto della manifestazione di Masera anche un paio di fotografie (dei primi anni del secolo 1900) della zona della “Pila del riso”, al confine con Cittiglio, dove è avvenuto l’episodio. Ricordo che la Pila del riso aveva cominciato a funzionare dal 1875, quindi in quel 1884 era da poco in attività.

MONTEGRINO E GEMONIO: UNA STORIAA Montegrino negli anni ’40 c’era un “pezzetto” di Gemonio. Già, perché lì nel 1940, all...
15/10/2026

MONTEGRINO E GEMONIO: UNA STORIA

A Montegrino negli anni ’40 c’era un “pezzetto” di Gemonio. Già, perché lì nel 1940, all’incirca, Arcangelo Castelli (1876 – 1960), titolare delle industrie casearie Castelli di Gemonio acquista un fabbricato già adibito ad albergo (Albergo Vittoria) in località “Pivetta” e lo trasforma in una colonia per le ragazze lavoratrici. L’edificio poteva ospitare 50 ragazze ed era denominato “Casa delle ferie della S.O.L.D.” . Con l'acronimo “S.O.L.D” si fa riferimento alla “Sezione Operaie e Lavoranti a Domicilio”, un'istituzione e organizzazione di massa del regime fascista, creata nel 1937 come sezione collaterale dei Fasci femminili. Economa in quegli anni della colonia di Montegrino era Chiara Castelli (sorella di Arcangelo). La proprietà resta alla ditta Castelli anche nel dopoguerra e nel 1949 è affidato (per interessamento di mons. Giacomo Zaffrani, vescovo di Guastalla e Reggio Emilia, ma nativo di Casalzuigno) all’Istituto Beata Vergine della Fossetta di Novellara (RE) che lo utilizza come casa di vacanza per i suoi assistiti; questo fino al 1969. Poi è lasciato deperire finchè sul finire degli anni 80 è acquistato da una immobiliare che lo ristruttura ricavandone appartamenti che vende.
Nel periodo che fu utilizzato dall’istituto di Novellara (1949 – 1969) un pittore di Novellara, su una facciata dipinge una Madonna, riprendendo analogo antico affresco che si trova a Novellara (nel santuario della Beata Vergine della Fossetta); qui è opera di Lelio Orsi (1511- 1587). L’affresco di Montegrino è stato poi cancellato.
Qui, nelle immagini: articolo tratto dal giornale “Massaie in linea” del 1941, una vecchia immagine dell’albergo Vittoria (tratta dal libro “Le tracce del passato” di Montegrino), ed una fotografia dell’affresco (foto del maggio 1981).

Indirizzo

Via Rocco Cellina 20
Gemonio
21036

Orario di apertura

Mercoledì 14:30 - 18:30
Venerdì 09:00 - 12:00
Sabato 09:00 - 12:00

Telefono

+390332601501

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