Laboratorio Scirocco

Indicazioni

Laboratorio Scirocco Genova, giugno 2025. Ancora fischia il vento. Lo scirocco è il vento che soffia da sud-est, dal deserto del Medio Oriente. Nasce dal caldo. Portando sconquasso.

Poi attraversa le acque insidiose del Mediterraneo, caricandosi di fastidiosa umidità e d'impeto. E arriva sulle nostre coste. Riscaldando gli inverni e innescando burrasche. E' un vento malandrino. Incostante. Che porta con sé disagio e rabbia. Un vento che deposita sabbia su macchine e ingranaggi. E' un vento che inceppa. Ed è un vento alimentato dalle lotte, passate e presenti. E' un vento che oppone resistenza. E' un vento che porta rivolta. Il Laboratorio Scirocco nasce dalla necessità di unirsi, prendere posizione e agire. Corrono tempi bui: genocidi e guerre, repressione del dissenso, razzismo di stato, fascismi vari, attacco ai diritti civili, crisi economica e allarme sociale, funesta crisi ambientale. Spira un vento freddo. Da qui la necessità di rimanere vigili e attenti, di opporsi, di non rimanere inermi, e quindi complici, spettatori. E quindi la necessità di strutturarsi e dare il nostro contributo alla sfaccettata molteplicità del movimento genovese. E un contributo alle lotte. Per alimentare quel vento caldo di rivolta. Il Laboratorio ha alcuni principi saldi. E' anticapitalista. E' antifascista (combatte vecchi e nuovi fascismi, razzismo, suprematismo e sionismo). E' antisessista (nell'accezione delle compagne transfemministe) e non tollera la violenza di genere. E' ecologista (sostiene i movimenti contro le grandi opere e per il futuro ambientale e climatico). E' contro le guerre imperialiste, inter-imperialiste e colonialiste. Sostiene la diserzione. E' contro il riarmo e l'economia di guerra. E' invece a fianco delle resistenze dei popoli in rivolta, principalmente del popolo palestinese. E' solidale alle compagne e ai compagni colpiti dalla repressione (toccano uno/a toccano tutti/e!)
Inoltre, il Laboratorio si ritiene parte di un filo rosso che va dalla Resistenza partigiana alle lotte degli anni 70, al movimento contro il G8 del 2001, fino all'oggi e ritiene importante mantenere viva la memoria e commemorare le compagne e i compagni caduti. La struttura interna del Laboratorio è orizzontale, non ci sono dirigenti né capi. Le compagne e i compagni del Laboratorio scelgono di non far parte di partiti istituzionali o sindacati confederali. Si propongono invece di creare e organizzare contropotere dal basso nei quartieri, sui posti di lavoro e nelle scuole, appoggiando le lotte di movimenti, sindacati di base e comitati e creando momenti sul territorio di controinformazione e aggregazione.

“Verremo ancora alle vostre porte / e grideremo ancora più forte
Voi non potete fermare il vento / gli fate solo perdere tempo.”
(F. De André, Canzone del Maggio)

LE STRADE SICURE SONO VISSUTE, LIBERE E RIBELLIA pochi metri dal girovagare di turistə, dalla movida, dai musei, dagli u...
22/10/2026

LE STRADE SICURE SONO VISSUTE, LIBERE E RIBELLI

A pochi metri dal girovagare di turistə, dalla movida, dai musei, dagli uffici, dalla speculazione c’è una parte di centro storico di Genova che continua ad essere semplicemente ciò che è sempre stato:
un quartiere popolare, vivo e multietnico, dove la gente lavora, si incontra e socializza.

Oggi però su questi vicoli si sta scaricando un’enfasi mediatica e politica martellante, che li dipinge come una favela o un ghetto privo di regole.
Questa narrazione allarmista non è casuale: è del tutto strumentale ad un disegno di criminalizzazione, repressione e “riqualificazione”. L’obiettivo reale è preparare il terreno all’espulsione degli strati popolari, di precariə e migranti che non potranno più permettersi di vivere in una zona centrale, comoda e servita destinata a diventare un “non luogo” per turisti, affitti brevi e ceti benestanti, ben protetti dalle divise.
Con il nuovo modello di sviluppo del centro storico, molte zone sono già state “riqualificate” (o meglio, “ripulite”) e riempite di tavolini: i prezzi dei beni di consumo e delle case sono saliti alle stelle e il tessuto sociale, tanto romanticamente agognato, distrutto.

Rifiutare la criminalizzazione e la narrazione spettacolarizzante, non significa negare o normalizzare le difficoltà di queste parti del centro storico.

La mancanza di lavoro, documenti, case, prospettive e speranze crea una vulnerabilità che viene usata e sfruttata come manovalanza facilmente sostituibile da parte di chi nel frattempo immette sul mercato sostanze sempre più devastanti.
Il quartiere popolare diventa così luogo di sfruttamento e capitalizzazione delle disperazioni.
Chi spaccia, rispondendo all'impellente bisogno economico, rimane invischiato in un susseguirsi di arresti che lo risputano in strada senza nessun’altra opzione, se non l'illegalità e tante volte la dipendenza stessa; chi consuma si ritrova solo nella prepotenza della dipendenza: il bisogno continuo di soldi e sostanza, l'inevitabilità del reato, l'accattonaggio, la prostituzione, i problemi psichici, le malattie, il carcere o il ricovero.
Il concreto problema della diffusione delle droghe pesanti si dovrebbe affrontare sul piano della salute pubblica, attraverso strumenti sociosanitari di prossimità (legalizzazione delle cosidette droghe leggere, stanze del consumo, unità di strada, servizi territoriali per la salute mentale…), non attraverso la spiccia propaganda.

Di fronte a questa complessità l'amministrazione cittadina di ogni colore politico da decenni risponde solo e sempre con politiche securitarie:
• Esercito e ronde miste;
• Telecamere in ogni dove;
• Sistemi di controllo del vicinato;
• Polizia locale aggressiva (con taser) o soft (senza taser);
• E ora “l'idea risolutiva": creare un mini-commissariato in Via Prè e spargere poliziotti a vivere qua e là.
Questo approccio non ha sicuramente niente di “progressista”, come l’attuale sindaca ama definirsi, anzi è in perfetta linea e sincronia con l'approccio della destra nazionale.
Non è un caso che nel recente incontro sulla "sicurezza" tra Salis e Piantedosi si sia parlato nuovamente del progetto di un CPR in Liguria.
La repressione non risolve di un briciolo le problematiche reali delle persone, ma sposta solo la questione un po' più in là: in un vicolo più buio o in una periferia più abbandonata. Fuori dalla vista di turistə e di possibili elettori ed elettrici.
Tra l'altro se pusher e tossicodipendenti possono essere sgradevoli alla vista di qualcunə, certamente ronde di militari armati non danno proprio un'idea di serenità.
È la politica della "ramazza sociale", utilizzata per ripulire l'ultimo pezzo di centro storico che non ha ancora ceduto alla gentrificazione e alla turistificazione.
Perché Genova deve diventare una città diversa, una città appetibile: quella dove Bocca di Rosa rimane in cartonato, innocua, senza contraddizioni; quella dove si fanno investimenti milionari.
Una città che perde pezzi di produttività ed occupazione stabile e investe tutto nel turismo, nelle crociere, negli eventi, nei congressi, nel trendy, crea solo lavoro precario e povero per i suoi abitanti.
Espelle via via strati di società sempre più ai margini dell'urbanistica e della sopravvivenza: prima delinquenti e irregolari, poi poverə e migranti, poi precariə e domani anche quei lavoratori e quelle lavoratrici garantitə che si sono sentitə al sicuro finora.

Questo quadro locale si inserisce in un contesto generale ben delineato di ristrutturazione e sfruttamento neocapitalista votato al riarmo, alla guerra, alla devastazione ambientale e climatica e allo smantellamento dello stato sociale.

Noi quei vicoli li viviamo giorno dopo giorno, notte dopo notte.
Ne siamo parte.
Non angeli, né demoni. Noi "restiamo umani".

Ed è dai centri storici, come dalle banlieues, dai quartieri popolari, ma anche dagli spazi sociali e dalle assemblee che nasce l'enorme potenzialità della trasformazione e dell’organizzazione dal basso.

La città che vogliamo è la città della cura e dei diritti.
Una città che si modelli sui suoi abitanti reali, senza distinzione di origine, genere o religione.
Una città che garantisca alloggi accessibili.
Una città che garantisca un reddito dignitoso e duraturo.
Una città che garantisca istruzione, sanità, servizi sociali.
Una città che si prenda cura di tutte e tutti, non marginalizzando nessunə in nome di profitto, odio o paure.

Quindi
Ricostruiamo relazioni e reti sociali, ricreiamo contesti, riprendiamoci spazi e strade, solleviamo le contraddizioni, proponiamo un diverso immaginario e, quando necessario, agiamo il conflitto.

NO ALLA MILITARIZZAZIONE DEL QUARTIERE !!!

Laboratorio Scirocco - Genova

🟥 Alle 16,30 in Largo Gozzano a Sampierdarena !!!
17/10/2026

🟥 Alle 16,30 in Largo Gozzano a Sampierdarena !!!

Alle 18 in Fratellanza Artigiana Genoveae (Vico Chiuso dei 5 Santi 14) al Lagaccio secondo incontro sull'economia di gue...
16/10/2026

Alle 18 in Fratellanza Artigiana Genoveae (Vico Chiuso dei 5 Santi 14) al Lagaccio secondo incontro sull'economia di guerra organizzaro dal circolo "Il Vento del Nord". 🌬✊️
(Il primo è stato super interessante 😉)

🟥 A GENOVA appuntamento SABATO 10 OTTOBRE alle ore 18 in Piazza De Ferrari 🇵🇸🇵🇸🇵🇸
07/10/2026

🟥 A GENOVA appuntamento SABATO 10 OTTOBRE alle ore 18 in Piazza De Ferrari 🇵🇸🇵🇸🇵🇸

Dopo tre anni di genocidio a Gaza, il popolo palestinese continua ad affrontare massacri, assedio, carestia e pulizia etnica, mentre in Cisgiordania si intensificano i raid militari e le violenze dei coloni.

Nonostante il calo dell'attenzione mediatica e le false pacificazioni, i crimini e l'oppressione non si sono fermati. Il nostro dovere è riportare la centralità della lotta palestinese al centro del movimento politico e popolare in Italia.

La causa palestinese non può essere liquidata come mera emergenza umanitaria, è una lotta politica per la liberazione. Il 10 ottobre scendiamo in piazza in tutte le città italiane per la fine immediata del genocidio, lo sblocco degli aiuti e il ritiro dell'esercito di occupazione.

Saremo in piazza al fianco di tutti i popoli della regione che resistono all'imperialismo e alle aggressioni sioniste - in Yemen, Libano, Siria, Iraq e Iran - e contro le politiche di guerra che devastano i territori e le popolazioni. Esprimiamo inoltre piena solidarietà a chi, anche in Italia, subisce la repressione per essersi mobilitato al fianco del popolo palestinese e contro il genocidio.

LE NOSTRE ISTANZE:

* Stop alla guerra e all'economia di guerra: Blocco immediato del riarmo, contro l'aumento della spesa militare e l'invio, vendita e transito di armi da e verso l'entità sionista. Rescissione di ogni accordo di cooperazione militare, economica e accademica.

* Stop alla criminalizzazione del dissenso: Ritiro immediato del "DDL Antisemitismo" (che usa la definizione IHRA per equiparare l'antisionismo all'antisemitismo e silenziare la critica politica) e contro i cosiddetti Decreti "Sicurezza" e tutte le misure repressive contro il movimento di solidarietà.

* Libertà per i prigionieri politici in Italia: Liberazione immediata per Anan Yaeesh, Ahmed Salem, Mohammed Hannoun, Yaser Elasaly, Riyad Albustanji, Ra’ed Dawoud e Abdelnuti Abunada.

* Per il diritto del popolo palestinese alla resistenza, in tutte le sue forme, per l'ottenimento del proprio legittimo diritto all'autodeterminazione, alla liberazione e al ritorno, in tutta la Palestina, dal fiume al mare.

* Contro la complicità diretta dello Stato italiano, terzo esportatore al mondo di armi verso "Israele" e corresponsabile nel genocidio del popolo palestinese: chiediamo l'immediata cessazione di ogni accordo militare, economico, diplomatico e accademico con l’entità sionista, l'imposizione di sanzioni severe e un embargo totale sulle armi.

* Contro le politiche di riarmo europeo e italiano che pretendono di destinare fino al 5% del PIL alle spese militari e all’industria bellica, a scapito dei diritti sociali, sottraendo risorse fondamentali a sanità, istruzione, lavoro e welfare.

VERSO UNA MOBILITAZIONE POPOLARE E DEI LAVORATORI

Invitiamo le comunità, i sindacati, le organizzazioni politiche, i collettivi e le strutture studentesche e dei lavoratori a mobilitarsi per costruire un embargo popolare e pratiche concrete di boicottaggio economico, accademico e militare, intrecciando la lotta contro il genocidio e la guerra con quella contro lo sfruttamento e l'attacco continuo a diritti sociali.

10 OTTOBRE 2026

Da Roma a Milano, da Napoli a Torino, da Bologna a Palermo e in tutte le piazze italiane:
Partecipate alle manifestazioni. Alziamo la bandiera della Palestina.

🔴 DOMENICA 20 SETTEMBRE ore 18 🔴➡️ Presso il Cineclub Nickelodeon a GENOVA🟥 INCONTRO CON I MAPUCHE DI TEMUCUICUIDopo l'i...
18/09/2026

🔴 DOMENICA 20 SETTEMBRE ore 18 🔴
➡️ Presso il Cineclub Nickelodeon a GENOVA

🟥 INCONTRO CON I MAPUCHE DI TEMUCUICUI

Dopo l'incontro di aprile, incontriamo direttamente Jaime Huenchullàn della comunità sotto assedio dallo stato cileno.

👉 Ci vediamo Domenica 20 Settembre H 18.00
Un dia en la comunidad de Temucuicui
Proiezione con dibattito

🎟️ 010 589640 // cineclubnickelodeon.it

07/09/2026

NUNCA MÁS!!
Commemorazione dell’11 Settembre Cileno.

Evento raccolta fondi per la comunità indigena Mapuche resistente.

Ore 10:
Cerimonia commemorativa in Via Salvador Allende (Molassana), in memoria del Presidente e delle migliaia di vittime e Desaparecidos della dittatura di Pinochet.

Ore 18:
Aperitivo con le buonissime empanadas e tanto vino e musica.
In piazza Santa Fede mostra fotografica sulla realtà cilena: la lotta raccontata attraverso gli scatti.
A seguire musica dal vivo con repertorio cileno e... non solo.
Vi aspettiamo numerosi all’Aut Aut 357!!

🟥 A Genova appuntamento GIOVEDÌ 23 LUGLIO ore 18 in Piazza Caricamento  !!!
21/07/2026

🟥 A Genova appuntamento GIOVEDÌ 23 LUGLIO ore 18 in Piazza Caricamento !!!

FAKIR ABDERRAHIM È STATO UCCISO DAL RAZZISMO DI STATO! presidio- giovedì 23 luglio h 18:00
p.za Caricamento (statua Rubattino) -Genova
Scendiamo in piazza anche a Genova per chiedere verità e giustizia per Fakir, non possiamo più rimanere in silenzio di fronte a ronde, aggressioni razziste e omicidi di stato!
Conosciamo il gioco dei padroni in tempo di crisi: fomentare la guerra tra poveri, indicare gli stranieri come i nemici, dividere la classe lavoratrice, promuovere leggi contro il diritto di manifestare e di scioperare, per poi dormire sonni tranquilli mentre continuano a sfruttarci e ad affamarci!
Casa, salario,sanità, permesso di soggiorno, istruzione, zero infortuni sul lavoro : questa è la sicurezza che vogliamo!
Via lo scudo penale per i poliziotti !
Basta razzismo e sfruttamento!
Basta paura!
Verità e giustizia per Fakir Abderrahim

🟥 GENOVA 19 LUGLIO CORTEO NAZIONALE 🟥➡️ Preconcentramento giovani ore 14:30 Scuola Diaz ➡️ Concentramento ore 15:30 Piaz...
16/07/2026

🟥 GENOVA 19 LUGLIO CORTEO NAZIONALE 🟥

➡️ Preconcentramento giovani ore 14:30 Scuola Diaz
➡️ Concentramento ore 15:30 Piazza Carlo Giuliani (Alimonda)

⚠️ Nel post percorso e info sul corteo ⬇️

Sabato 11 ore 17 Via Albaro, angolo Montallegro.ɢʟɪ ᴜɴɪᴄɪ ꜱᴛʀᴀɴɪᴇʀɪ ɪ ꜰᴀꜱᴄɪ ɴᴇɪ ǫᴜᴀʀᴛɪᴇʀɪ!!Nel mese di giugno, a distanz...
10/07/2026

Sabato 11 ore 17 Via Albaro, angolo Montallegro.
ɢʟɪ ᴜɴɪᴄɪ ꜱᴛʀᴀɴɪᴇʀɪ ɪ ꜰᴀꜱᴄɪ ɴᴇɪ ǫᴜᴀʀᴛɪᴇʀɪ!!

Nel mese di giugno, a distanza di pochi giorni, è circolata la notizia di due pestaggi a minori ospiti di centri di accoglienza nei quartieri di San Fruttuoso e di Quinto.
Le due aggressioni hanno un comune movente razzista e una comune modalità squadriste.
La notizia di queste violenze è stata solo accennata dai media locali e trattata con superficialità. Sono molti più gli episodi simili che, anche solo nel quartiere di San Fruttuoso, sono avvenuti e continuano ad avvenire nei confronti delle persone senza fissa dimora.

La Digos “esclude la matrice politica” dei pestaggi. Anche se non ci è nota l’organizzazione delle persone che hanno agito le violenze, vogliamo sottolineare con forza che questo è un problema politico.
Il razzismo di questi atti è evidente e la propaganda sulla “sicurezza” è uno degli elementi che contribuisce a normalizzarlo.
Pare che in questa città, come ci ricorda la sindaca Salis, sicurezza voglia dire militarizzare gli spazi pubblici: proprio in seguito a questi episodi la sindaca ha richiesto ancora più risorse per le forze dell’ordine e l’invio di più agenti da parte del Ministero dell’Interno.
Il paradosso è che le stesse persone che avrebbero dovuto essere protette siano bersaglio di una politica escludente che criminalizza proprio gli ospiti dei centri di accoglienza per minori non accompagnati.

“I minori non accompagnati che continuano a delinquere non possono tornare in comunità”: è questo quello che dice la sindaca Salis e, come se non bastasse, propone la ridistribuzione di queste persone, come se fossero pacchi da spostare senza il loro consenso, in tutta la regione Liguria lamentando che il Comune di Genova ne accolga il 76% dei presenti sul territorio ligure.

📌 Appuntamento per domani sabato 11  luglio alle ore 17 in via Albaro angolo Montallegro a Genova !!!
10/07/2026

📌 Appuntamento per domani sabato 11 luglio alle ore 17 in via Albaro angolo Montallegro a Genova !!!

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Laboratorioscirocco@proton. Me
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