29/10/2026
Christina Rossetti, poetessa e prima donna proposta Poetessa “laureate” d’Inghilterra, era figlia di Gabriele Rossetti di Vasto poeta e scrittore esule in Inghilterra.
Il fratello Dante Gabriel Rossetti era famoso pittore e poeta tra i fondatori della Confraternita dei Prerafaelliti.
🔖🔖
*Giudizio espresso nel 1892 da Sir Walter Raleigh, primo professore di Letteratura Inglese a Oxford, sulla poetessa Christina Rossetti (Londra, 1830 - Londra, 1894).
Dello stesso tenore il parere pubblicato il 4 dicembre 1930 sul Times Literary Supplement dal famoso critico britannico Basil de Sélincourt: "Incomparabilmente la nostra più grande artigiana. Probabilmente tra i primi dodici maestri inglesi del verso."
Figlia di genitori italiani esuli nel Regno Unito, l'autrice londinese apparteneva ad una famiglia di artisti, in cui spiccava soprattutto il fratello minore Dante Gabriel Rossetti, celebre ed eccentrico pittore e poeta che fondò la Confraternita dei Preraffaelliti. Anche il padre, Gabriele, era un letterato, così come gli altri fratelli, William Michael e Maria Francesca, mentre la madre, Frances Polidori, era la sorella del medico di Lord Byron, John William Polidori.
Un ruolo fondamentale nella sua ispirazione creativa ebbe la fede religiosa, come seguace del movimento anglo-cattolico della Chiesa anglicana. Nonostante la sua spiritualità e la sua opera di stampo classico, negli anni settanta è stata riscoperta e valorizzata da studiose femministe.
"La grandezza della sua produzione -spiega Anna Maria Giano, esperta di Lingue e Letterature Straniere e Letterature Comparate- fu tra le poche ad essere riconosciute all’epoca della pubblicazione, e la Rossetti fu la prima autrice inglese ad essere candidata al prestigioso titolo di Poeta Laureato d’Inghilterra. Come altre grandi donne che furono anche artiste, riuscì ad affermare la sua femminilità, la sua indipendenza grazie alla scrittura, riuscendo a provvedere a sè stessa con un mestiere che a stento sfamava i colleghi maschi."
In merito alla sua poetica, la critica aggiunge: "Simile per alcuni aspetti alla poetessa americana Emily Dickinson, riuscì a raccontare l’amore che forse non provò mai, descrisse la passione, la nostalgia, la sensualità del rapporto fisico con un’energia e un trasporto unici e inimitabili. I suoi componimenti sono perfetti, sia dal punto di visto formale che da quello emotivo. La sua scrittura, evocativa e ricca di simbolismo, segue le norme e i precetti di un Preraffaellismo romantico, dipingendo i sentimenti con tinte brillanti, tratti nitidi, dal forte impatto pittorico".
☞'Il sonetto', poesia di Dante Gabriel Rossetti
☟
https://lc.cx/rD0OrS
-----------------------------------------------------------
🔴 VANITÀ DELLE VANITÀ
(Christina Georgina Rossetti)
Di tutto ciò che cade, a questo mondo,
è la foglia d'autunno che al mio cuore
fa sentire il dolore più profondo.
Chi ci pensava, a primavera in fiore?
Il vasto mondo rideva ingemmato -
Sospira, canto alato.
A cento insidie minime e fatali
nel cammino di un giorno ci esponiamo:
è la mela bacata sopra il ramo, l'uccello a cui si spezzano le ali,
la voce che cantò, che lenta muore.
Silenzio, suono e vista di dolore -
Pietà, dolce Signore.
🔴 ALLA MIA MORTE, AMORE
Alla mia morte, amore,
meste canzoni non cantare,
al mio capo non piantare rose
né cipresso ombroso.
Ma l’erba sopra di me
irrora di piogge e rugiade,
e se ti piace ricorda
e scorda se ti piace.
Io non vedrò le ombre,
e piogge non sentirò
né vedrò l’usignolo
cantare, in lungo pianto.
Ma nel crepuscolo sognando
che non tramonta né risorge,
io ricorderò forse
e forse scorderò.
🔴 RICORDAMI
Tu ricordami quando sarò andata
lontano, nella terra del silenzio,
né più per mano mi potrai tenere,
né io potrò il saluto ricambiare.
Ricordami anche quando non potrai
giorno per giorno dirmi dei tuoi sogni:
ricorda e basta, perché a me, lo sai,
non giungerà parola né preghiera.
Pure se un po' dovessi tu scordarmi
e dopo ricordare, non dolerti:
perché se tenebra e rovina lasciano
tracce dei miei pensieri del passato,
meglio per te sorridere e scordare
che dal ricordo essere tormentato.