ANPI Inveruno- sezione Martino Barni

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L'ANPI ha, fra le altre cose, lo scopo di:
- promuovere iniziative che si propongono fini di progresso democratico della società
- concorrere alla piena attuazione della Costituzione

Alziamo la voce sulla situazione di Gaza 🏳️‍🌈 🇵🇸"HeArt of Gaza" in mostra👉Inaugurazione Venerdì 23 ottobre, ore 18.30 - ...
18/10/2026

Alziamo la voce sulla situazione di Gaza 🏳️‍🌈 🇵🇸
"HeArt of Gaza" in mostra
👉Inaugurazione Venerdì 23 ottobre, ore 18.30 - Villa Annoni Cuggiono.
👉Giovedì 29 ottobre ore 21.00 Arte che cura: l'impatto del trauma infantile" con lo psicologo Alberto de Giorgi e l'arteterapeuta Serena Longoni.

25/09/2026

Ha venticinque anni, due lauree e una condanna. Ha distribuito un opuscolo contro il fascismo, stampato a sue spese.

Lo hanno preso, processato e sbattuto in carcere. È la prima volta. Non sarà l’ultima.

Si chiama Alessandro Giuseppe Antonio Pertini. Lo chiameranno Sandro. E passerà i prossimi quindici anni della sua vita tra una cella e l’altra.

Nel 1926 organizza la fuga clandestina di Filippo Turati in Francia. Lo porta in salvo attraversando il Mediterraneo di notte, insieme a Carlo Rosselli e Ferruccio Parri.

Poi resta in Francia. Lui che ha due lauree fa il muratore, l’imbianchino, il manovale. Lavora con le mani perché le sue idee lo hanno reso un fuggiasco nel suo stesso paese. Ma non riesce a stare lontano dall’Italia. Ha bisogno di tornare. Ha bisogno di lottare.

Rientra con documenti falsi nel 1929. Lo prendono quasi subito. Lo condannano a undici anni di reclusione a Santo Stefano, un’isola nel Tirreno. Una roccia in mezzo al mare dove il regime mandava quelli che non riusciva a piegare.

A Santo Stefano si ammala gravemente. I suoi amici, terrorizzati, convincono sua madre ad intervenire. La donna, che conosce il figlio e gli ha giurato di non farlo mai, alla fine cede e chiede la grazia a Mussolini.

Quando Pertini lo scopre le scrive una lettera: “Ti considero morta per ciò che hai fatto”. La tiene senza posta per due mesi. È esasperato.

Ma poi gli arriva una lettera dei suoi amici di Savona: “Sandro, tu la stai ammazzando questa povera vecchia. Lei rispondeva no, non devo farla la domanda di grazia perché il mio Sandro non vuole, gliel’ho promesso, gliel’ho giurato, voglio essere degna di lui”.

Se ne pentirà per il resto della vita.

Sconta sette anni, poi il confino a Ponza, poi Ventotene. Non firma mai niente. Non chiede mai la grazia. Quando gli propongono una dichiarazione di sottomissione al regime in cambio della libertà, rifiuta. Ogni volta, rifiuta.

Nel 1943, Mussolini cade e Pertini torna libero dopo quattordici anni. Non perde un giorno: entra nella Resistenza.

Viene catturato dai tedeschi insieme a Saragat. Lo rinchiudono a Regina Coeli. Lo condannano a morte. La sentenza non viene eseguita perché le Brigate Matteotti organizzano un’evasione: scampa alla fucilazione per un soffio.

Si sposta nel Nord Italia occupato dai nazisti. Organizza la lotta partigiana. Il 25 aprile 1945 è a Milano e proprio lui, con un intervento entrato nella storia, proclama l’insurrezione a Radio Milano Libera: “Cittadini, lavoratori! Sciopero generale contro l’occupazione tedesca, contro la guerra fascista, per la salvezza delle nostre terre, delle nostre case, delle nostre officine. Come a Genova e Torino, ponete i tedeschi di fronte al dilemma: arrendersi o perire”.

Ha quarantanove anni. Non ha mai tradito le sue idee.

Nel 1978, a ottantadue anni, viene eletto Presidente della Repubblica con 832 voti su 995.

Da Presidente esulta come un ragazzino sugli spalti del Bernabeu quando l’Italia vince i Mondiali del 1982. Gioca a scopone sull’aereo del ritorno con Zoff, Bearzot e Causio. Perde, se la prende con Zoff, poi lo richiama per chiedergli scusa.

Gli italiani lo adorano anche perché è l’esatto contrario del protocollo.

Ma Pertini non è solo l’uomo dei Mondiali. È l’uomo che dice: “Dietro ogni articolo della Costituzione stanno centinaia di giovani morti nella Resistenza”.

Che dice: “Questa democrazia l’abbiamo conquistata col sangue e la galera”.

Che dice: “Tutte le idee vanno rispettate. Il fascismo, no. Non è un'idea. È la morte di tutte le idee. L'unico modo di intendere il fascismo è combatterlo”.

E quando lo dice, ogni parola pesa il doppio.

Il 24 febbraio 1990 Sandro Pertini muore nel suo appartamento. Ha novantré anni. L’Italia piange come non piangeva da tempo.

Alla fine del suo mandato la maggioranza degli italiani lo avrebbe voluto ancora Presidente. Indro Montanelli, che non era certo un socialista, scrisse: “Non è necessario essere socialisti per amare Pertini. Qualunque cosa egli dica o faccia, odora di pulizia, di lealtà e di sincerità”.

Questo era Sandro Pertini. Nasceva oggi.

Una bella mostra per ricordarci chi ha contribuito a mettere le basi dei diritti di cui oggi godiamo. E per non dimentic...
19/09/2026

Una bella mostra per ricordarci chi ha contribuito a mettere le basi dei diritti di cui oggi godiamo. E per non dimenticare che i diritti non sono qualcosa di acquisito per sempre, ma bisogna costantemente stare all'erta affinché non ci vengano tolti.

La mostra sarà visitabile fino al 27 settembre negli orari di apertura della biblioteca.
Sala Virga, l.go Pertini 2, Inveruno

11/09/2026

Ieri è morta una giovane donna coraggiosa e sofferente.

Qualcosa si è spezzato dentro la sua anima inquieta e sensibile. E qualcosa si sta spezzando anche dentro di noi, nel corpo vivo delle nostre realtà che hanno provato ad accoglierla e accompagnarla: sentiamo il dolore di una frattura che non si salderà mai del tutto.
 
Vogliamo adesso immaginarla come in questa foto, riunita in un grande abbraccio con la sua mamma.

Nella sua breve esistenza, Denise ha attraversato di tutto: la violenza patriarcale e mafiosa, il peso dell’abbandono, la tenerezza dell’accoglienza, la rigidità di certe regole che comunque volevano proteggerla, la gioia di diventare a sua volta mamma e la fatica di nuove responsabilità. Questo tutto, a un certo punto, è diventato troppo.

Non giudichiamo la sua storia, non innalziamola e non compatiamola. Lei non lo vorrebbe.
 
Denise, resterai per sempre dentro al nostro cuore e al nostro impegno. E già lo sai che scriveremo il tuo nome, accanto a quello della tua mamma, nel lungo elenco del 21 marzo: perché non c’è dubbio che siete state entrambe vittime della stessa violenza, ma anche protagoniste della stessa ribellione.

Insieme, vi ricorderemo vive.

Le parole di Luigi Ciotti e di tutt* noi per Denise Cosco, figlia di Lea Garofalo.
Parole che tengono insieme dolore, coraggio e impegno.

‼️Mai come adesso abbiamo bisogno di rimettere in circolo la passione sociale di queste pioniere della democrazia. Vi as...
04/09/2026

‼️Mai come adesso abbiamo bisogno di rimettere in circolo la passione sociale di queste pioniere della democrazia.
Vi aspettiamo!

13/08/2026
12/08/2026

560 civili ammazzati, tra cui 130 bambini.
20 giorni l'età della vittima più giovane.

Il braccio teso "commemorativo" alle adunate, i doppi sensi attorno a "decime" di ex generali baby pensionati, è da questo mondo che arrivano, è a questo mondo che appartengono.
Quando il 10 maggio 1996 Luciano Violante nel suo improvvido discorso di insediamento alla Camera propose di provare a "comprendere i valori dei ragazzi di Salò" si dimenticò di dire che è a questi morti, e a moltissimi altri, anche dopo il 1945, che portarono "i valori" fascisti.
12 agosto, Sant'Anna di Stazzema.
Io non dimentico.
E voi?

      Fare memoria per non dimenticare
26/07/2026




Fare memoria per non dimenticare

PASTASCIUTTA DEI FRATELLI CERVI .
CADUTA DEL FASCISMO 25 LUGLIO 1943.
SEZIONI ANPI DEL CASTANESE 2026.

Le sezioni Anpi del castanese vogliono ringraziare per la buona riuscita dell'iniziativa:
l'amministrazione di Casorezzo per con la partecipazione e il patrocinio; l
la Pro loco di Casorezzo per la gestione della cucina e organizzativa che ci ha fornito (tutto molto buono ed abbondante);
la band "Animanti" che ha allietato la serata con la musica dei Nomadi;
tutte le persone intervenute alla cena e all'iniziativa;
i volontari di Emergency che con la loro mostra e intervento ci hanno fatto conoscere le attività della loro organizzazione impegnata nel mondo a curare le persone che subiscono ferite a causa delle guerre;
l'Ecoistituto della valle del Ticino;
le Acli;
tutte le sezioni Anpi del castanese che hanno organizzato la serata e servito ai tavoli durante la cena.

MAI PIÙ FASCISMI. ORA E SEMPRE RESISTENZA

Indirizzo

Largo Pertini, 2
Inveruno

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