21/10/2026
Le studentesse e gli studenti del Progetto Telese News, a scuola di giornalismo. Siamo tornati per il secondo appuntamento presso
l'Emeroteca di Giuseppe Valentino, accolti anche oggi dal figlio Benedetto . Un
viaggio straordinario nella storia dell'isola d'Ischia attraverso fonti d'archivio uniche e aneddoti
preziosi. Riavvolgendo il filo del discorso di ieri, abbiamo esplorato capitoli cruciali del nostro
passato:
■ Le Fake News del passato: Le notizie false esistevano già nell'Ottocento! Benedetto ci ha
mostrato documenti storici legati al terremoto di Casamicciola: alcuni operai impegnati nei
soccorsi vennero pagati per farsi fotografare sotto le macerie fingendosi morti, creando una
clamorosa messinscena per i media dell'epoca.
■■ Il Fascismo e la stampa a Ischia: Con l'avvento del fascismo nel 1924 e la chiusura dei
giornali liberi, a Ischia rimase solo il quotidiano "La Cultura" di Buonocore. L'emeroteca
conserva un prezioso archivio con tutti i discorsi di Benito Mussolini, che arrivò sull'isola in
idrovolante e istituì le "Vie". Nel 1939, una legge speciale firmata dal Duce portò all'arrivo
degli spagnoli.
■■ L'evoluzione dei Comuni e Curzio Malaparte: Abbiamo consultato i verbali delle
assemblee del periodo francese, quando l'isola contava 7 comuni (gli attuali più Testaccio,
rimasto autonomo fino all'Ottocento). Il fascismo accorpò poi tutto in un unico comune, come
testimonia un prezioso quaderno. Spazio anche alla cultura: Ischia ospitò in al confino Curzio
Malaparte, che nel 1943 vide la costruzione della casa di cura "della Madre e del Bambino",
un ospedale fondamentale per le partorienti.
■■ Settembre 1943 – L'occupazione e la fame: Gli anglo-americani sbarcarono sulla
spiaggia di San Pietro, considerando Ischia un punto d'appoggio ideale per la conquista di
Napoli. Gli inglesi bombardarono il piroscafo Santa Lucia (pensando vi fosse a bordo
Mussolini) e Sant'Angelo. Fu un periodo di grande fame: venne imposto il divieto di pesca e
gli ischitani si ritrovarono a mangiare solo mele.
■ La rinascita culturale con "Ischia Nuova": Il lungimirante Vincenzo Telese (già dirigente
del servizio fascista) ottenne dal comandante inglese Waters il permesso di stampare "Ischia
Nuova". Su quelle pagine scrissero i più grandi letterati dell'epoca, tra cui l'archeologo
Giorgio Buchner, celebre per la scoperta della Coppa di Nestore. Nel 1948 Telese vinse le
elezioni e gettò le basi per lo sviluppo turistico dell'intera isola.
■ Il boom del turismo e la trasformazione urbana: Negli anni '50 e '60 arrivò Angelo
Rizzoli, che cambiò radicalmente l'assetto di Lacco Ameno, costruendo il Regina Isabella al
posto delle antiche terme. A Ischia Porto sorse lo storico Hotel Jolly, e vennero edificati
grandi alberghi nella zona di Ischia Lido (come il Regina Palace). Il boom portò alla nascita
del Parco delle Ginestre e di nuove case per i turisti con la firma di Marzotto per il secondo
piano delle terme comunali. Ma ci fu anche la distruzione di molti pezzi di storia.
■ Il mare nel DNA e la politica locale: Perché Ischia non ha un lungomare storico continuo
in alcune zone? Perché il mare nel DNA ischitano significava pericolo e pirati! La politica
dell'epoca era animata da Democrazia Cristiana, Partito Comunista e Partito Socialista, e
ognuno pubblicava il proprio giornale. Telese fonderà poi "Ischia nel Mondo". La tradizione
tipografica risaliva al 1915, nata all'Epomeo grazie a uno zio prete della famiglia
Serpico/Maresca. Negli anni '70 arrivarono infrastrutture storiche come la strada per i Maronti,
il lungomare di Forio, via Michele Mazzella verso Barano e la scuola media di Ischia.
■ Dall'economia florida ai giorni nostri: Già nel 1980, durante il terremoto di Napoli e
Avellino, Ischia vantava un'economia floridissima. Basti pensare che un tempo Ischia e Capri
avevano lo stesso numero di alberghi (65). Oggi Capri ne conserva 65, mentre a Ischia ci
sono più di 500 alberghi! Nel 1995 esplose definitivamente l'editoria locale grazie
all'intuizione di Domenico Di Meglio con la nascita del quotidiano "Il Golfo" e del settimanale
"Il Dispari".
Un ringraziamento di cuore a Benedetto Valentino per averci aperto le porte di questo tesoro
inestimabile fatto di carta, memoria e identità dell'isola d'Ischia.