Per un Partito Comunista Popolare

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Per un Partito Comunista Popolare Occorre un radicale progetto di trasformazione sociale e politica ed un partito comunista popolare punto di riferimento del popolo...

Che cosa voglia dire la parola “comunista”, nel nostro Paese, lo ricordano milioni di italiani, ancora viventi, che nel corso della loro esistenza hanno contribuito a creare ed a sviluppare col loro impegno, la loro passione ed, anche, con il loro voto, la più grande esperienza di Partito Comunista di massa e popolare in un paese dell’occidente capitalistico, mentre coloro che, troppo giovani per averla vissuta ne hanno sentito parlare dai loro genitori e dai loro nonni. Si tratta, è ovvio, di percezioni di diversa intensità, ma tutto ciò concorre a fare si che la parola “comunista”, in Italia, sia ancora oggi amata ed onorata.

È nostro compito, quindi, corrispondere coerentemente alla realizzazione del secondo termine caratterizzante l’identità del partito che vogliamo creare, cioè “popolare”, da intendersi come impegno di una schiera, sempre più ampia, di quadri politici dotati di una cultura comunista moderna ad uno sforzo divulgativo della stessa presso le masse popolari, fondata su un programma e su finalità di carattere generale in grado di dare risposte ai bisogni politici e sociali popolari.

8 milioni di operai, 17 milioni di lavoratori dipendenti, 18 milioni di pensionati in gran parte poveri, 5 milioni di lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, piccoli contadini, etc.) in via di progressivo impoverimento, 4 milioni di imprenditori il 97% dei quali titolari di micro e piccole imprese minacciate ogni giorno dalla competizione e dalla concorrenza delle grandi multinazionali, sono figure sociali che, pur nella loro diversità, concorrono a definire il concetto di “popolo”. Si, popolo, che, in forme e con intensità diverse, subisce lo sfruttamento e la oppressione sociale del capitalismo imperialista mondiale, europeo e nazionale, costituito dai grandi gruppi industriali e bancari che, dettando le politiche economiche ai rispettivi governi ed agli organi economici internazionali (FMI, UE, BCE), rafforzano il loro potere con la appropriazione di gran parte della ricchezza prodotta dal lavoro. Per fare fronte a tale situazione occorre un grande progetto di trasformazione sociale e politica ed, appunto, un partito comunista popolare punto di riferimento del popolo, in grado di esprimerlo e realizzarlo, con l’impegno di tutti coloro che lo condividono.

LA RIVOLUZIONE D'OTTOBRE Nella ricorrenza dell'anniversario della Rivoluzione d'ottobre ( 7 novembre, 25 ottobre secondo...
24/10/2026

LA RIVOLUZIONE D'OTTOBRE

Nella ricorrenza dell'anniversario della Rivoluzione d'ottobre ( 7 novembre, 25 ottobre secondo il calendario giuliano ), cioè della prima rivoluzione proletaria e socialista vittoriosa, da quando Marx ed Engels, nel XIX secolo, posero le basi, con la loro analisi della società, del pensiero politico denominato " socialismo scientifico ", fondato sul metodo d'indagine del " materialismo storico e dialettico ", vogliamo, quest'anno, partire dalla nascita e dallo sviluppo del pensiero politico che, nel corso del XIX secolo, prese il nome di " marxismo ", per comprendere le motivazioni profonde che lo porteranno, successivamente, ad essere definito " marxismo-leninismo ", per il contributo determinante ed eccezionale, di studio ed elaborazione politica, dato ad esso da Lenin, fino a farlo diventare il pensiero " guida " della mobilitazione operaia e popolare, fino alla vittoria, nella rivoluzione.
Bisogna, infatti, chiedersi perché, in un panorama politico e sociale così variegato e contraddittorio, come quello della Russia, sconvolto dalla Prima guerra mondiale imperialista, in presenza di più soggetti politici e culturali che si contendevano aspramente il primato, nella " battaglia delle idee ", al fine di esercitare la direzione politica del movimento di lotta in corso, infine, fu la figura di Lenin e del suo partito, a vincere tale battaglia e la rivoluzione stessa.
A tale scopo, bisogna risalire a molti anni prima del 1917.
Il XIX secolo, con la rivoluzione industriale guidata dalla borghesia, in Europa, aveva visto, pur fra alti e bassi, con balzi in avanti e periodi di restaurazione sociale, la vittoria definitiva della borghesia e del capitalismo contro la nobiltà, l'assolutismo ed il feudalesimo, dopo la Rivoluzione francese del 1789.
Da ciò, era nato il " marxismo ", come pensiero della nuova classe operaia e proletaria, emersa come protagonista della scena politica e sociale dominata dalla classe borghese e dal capitalismo, come portatrice, a partire dalla propria collocazione sociale, di un movimento di " opposizione ed alternativa " ai nuovi assetti economici e sociali.
Il Manifesto del Partito Comunista, di Marx ed Engels, non a caso pubblicato nel 1848, l' anno che " sconvolse l'Europa ", ne era stato il primo e basilare punto di elaborazione ed approdo, per poi accedere alla analisi socio-economico de " Il Capitale " come pietra miliare analitica delle motivazioni del nuovo pensiero politico rivoluzionario.
Ma, già sul finire del secolo XIX, dopo i primi decenni di lotta ed accumulazione di esperienze politiche e sociali, da parte delle organizzazioni del movimento operaio, di tale pensiero si incominciava a dare interpretazioni che ne snaturavano, profondamente, le basi e le finalità.
È, appunto, in tale contesto, che si inserisce il lavoro politico e culturale di Lenin, di escavazione delle radici storiche del marxismo, per riportarlo alla ribalta della propria attualità e dei suoi capisaldi teorici, ormai comunemente travisati e deformati.
Così, troviamo scritto, nelle prime righe della sua opera " Che fare ? " del 1902:
" In che cosa consista la " nuova " tendenza che " critica " il marxismo " vecchio, dogmatico ", Bernstein lo ha detto e Millerand lo ha dimostrato, con sufficiente precisione.
La socialdemocrazia, deve trasformarsi da partito di rivoluzione sociale in partito democratico di riforme sociali. Bernstein ha appoggiato questa rivendicazione politica, con tutta una batteria di " nuovi " argomenti e considerazioni, abbastanza ben concatenati.
Si nega la possibilità di dare un fondamento scientifico al socialismo e di provare che, dal punto di vista della concezione materialistica della storia, esso è necessario ed inevitabile;
si nega il fatto della miseria crescente, della proletarizzazione, dell'inasprimento delle contraddizioni capitalistiche; si dichiara inconsistente il concetto stesso di " scopo finale " e si respinge categoricamente l'idea della dittatura del proletariato; si nega la opposizione di principio fra liberalismo e socialismo; si nega la teoria della lotta di classe, che sarebbe inapplicabile in una società rigorosamente democratica, amministrata secondo la volontà della maggioranza..".
Lenin, inoltre, fa propria l' osservazione di Engels ( 1874 ), in base a cui " il socialismo, da quando è diventato una scienza, va trattato come una scienza, cioè va studiato " e dato che " La storia di tutti i paesi attesta che la classe operaia, con le sue sole forze, è in grado di elaborare soltanto una coscienza tradunionista, cioè la convinzione della necessita di unirsi in sindacati, di condurre la lotta contro i padroni, di reclamare dal governo questa o quella legge necessaria agli operai..", la coscienza politica " poteva essere loro apportata soltanto dall'esterno ". Serve quindi, l'educazione politica, egli afferma, ma si chiede, anche, in che cosa essa consista, affermando:
" Bisogna fare dell'agitazione a proposito di ogni manifestazione concreta della oppressione politica ed economica. E poiché questa oppressione si esercita sulle più diverse classi sociali della società, poiché si manifesta nei più diversi campi della vita e della attività professionale, civile, privata, famigliare, religiosa, scientifica ecc..." su tutti questi aspetti bisogna intervenire.
" Ma - continua Lenin - ci domanderanno, e già ci domandano i partigiani troppo zelanti del legame stretto ed organico con la lotta proletaria, se noi dobbiamo incaricarci di organizzare denunce che interessino veramente tutto il popolo, come si manifesterà il carattere di classe del nostro movimento ??!!
Si manifesterà, appunto, nel fatto che l'esposizione di tutte le questioni sollevate nell'agitazione, sarà fatta con uno spirito coerentemente socialdemocratico, e senza nessuna concessione alle deformazioni, volute o no, del marxismo, nel fatto che questa multiforme agitazione politica sarà sviluppata da un partito che lega, in un tutto indissolubile, la offensiva contro il governo, in nome di tutto il popolo, l'educazione rivoluzionaria del proletariato, la salvaguardia della sua indipendenza politica, la direzione della lotta economica della classe operaia e l'utilizzazione degli urti spontanei con i suoi sfruttatori al fine di attrarre, continuamente, nel nostro campo sempre nuovi strati proletari !!! ".
Tuttavia, sarà proprio nei decenni di sviluppo relativamente pacifico del capitalismo, dal 1871 al 1914, in cui esso si viene configurando, anche, nella sua moderna strutturazione di " imperialismo ", che verranno " dimenticati " i capisaldi teorici del marxismo.
Ma la Prima guerra mondiale imperialista, produce le condizioni materiali della rivoluzione. Nel febbraio 1917, la crisi politica si manifesta, in Russia, nella forma acuta che provoca la caduta dell'autocrazia zarista e la nascita della repubblica democratica e borghese, caratterizzata, tra l'altro, dal dualismo di potere fra parlamento e governo, da un lato, e soviet, dall'altro, come espressione diretta degli operai e dei contadini poveri in divisa.
È nel divampare di questa lotta, fra democrazia borghese e democrazia proletaria, che Lenin, nei mesi di agosto e settembre 1917, alla vigilia della rivoluzione, scriverà " Stato e Rivoluzione " per " riportare alla memoria ", facendoli vivere nella concreta realtà della crisi politica e sociale che si andava determinando, i contenuti " dimenticati " del marxismo, particolarmente sul tema dello Stato.
Per Marx ed Engels, afferma Lenin, lo Stato è l'organo del dominio di classe, un organo di oppressione di una classe da parte di un'altra, mentre gli ideologi borghesi e piccolo-borghesi
" correggono Marx " descrivendolo come l'organo della " conciliazione delle classi ", di cui vi sarebbe necessità, data la crescente complessità della vita sociale.
" I democratici-piccolo borghesi, questi sedicenti socialisti, come li definisce Lenin, hanno sostituito alla lotta delle classi, le loro fantasticherie sull'intesa fra le classi, e si sono rappresentati, anche la trasformazione socialista, come una fantasticheria, non come l'abbattimento del dominio della classe sfruttatrice, ma come la sottomissione pacifica della minoranza alla maggioranza, consapevole dei propri compiti ".
" La Repubblica democratica, che è il migliore involucro possibile, per il capitalismo, fonda il potere del capitale, in modo talmente saldo e sicuro, che nessun cambiamento, né di persone, né di istituzioni, né di partiti, nell'ambito della Repubblica democratica borghese, può scuoterlo ".
E quindi, per Marx come per Lenin, solo il proletariato è capace di essere la guida di tutti i lavoratori e di tutte le masse sfruttate contro il dominio della borghesia, come classe sfruttatrice, per sconfiggere la quale ed avviare l'opera di costruzione dell'economia socialista, serve l'organizzazione centralizzata della forza per " spezzare " il funzionamento della macchina burocratico-militare dello Stato borghese, ed avviare la concentrazione della proprietà dei principali mezzi di produzione nelle mani dello Stato e sotto il controllo dei lavoratori.
E l'esempio di ciò con cui sostituire il " potere borghese ", per Lenin, così come era stato per Marx, viene dalla Comune di Parigi del 1871, nonostante la sua breve durata e la sua rapida sconfitta.
" La Comune, è la forma, finalmente scoperta della Rivoluzione proletaria !!! ", dice Lenin in " Stato e Rivoluzione " e, poche settimane dopo, il 7 novembre, 25 ottobre secondo il calendario giuliano allora in vigore, l'insurrezione, degli operai e dei soldati contro il governo Kerenskij, col successivo appoggio del " Congresso dei contadini " al governo sovietico degli operai, dei contadini e dei soldati, forte, anche, della " ritrovata " attualità del marxismo, sotto la direzione di Lenin, si accingerà a costruire " il nuovo ordine socialista ".
Così trionfò la prima Rivoluzione proletaria e socialista del mondo, con l'iniziativa rivoluzionaria degli operai, dei contadini e dei soldati e con la " riscoperta " della attualità e forza del marxismo come scienza della Rivoluzione.
Questa, seppe resistere e trionfare contro l'invasione di 15 eserciti di paesi imperialisti, intervenuti a sostegno delle classi proprietarie spodestate.
Seppe costruire, in 20 anni, con l'Unione Sovietica, la seconda potenza industriale del mondo che, resistendo, nel corso della Seconda guerra mondiale, alla nuova invasione delle armate nazi-fasciste, fino alla loro sconfitta totale, contribuì grandemente ad espandere il " campo socialista ", con nuove rivoluzioni proletarie vittoriose, sotto la guida di Stalin, che, dopo la morte di Lenin, del " marxismo-leninismo " sarà l'interprete fedele e creativo.
Quando, dai principi rivoluzionari " riscoperti ", si tornò, da parte del movimento operaio e comunista, ad allontanarsi, tornarono le sconfitte, fino all'autodistruzione del " campo socialista " e dell' Urss, negli anni 1989/91.
Si disse, da parte dei " revisionisti moderni ", che si era " esaurita la spinta propulsiva della Rivoluzione d'Ottobre ".
In realtà, quella che si era esaurita, era la loro adesione ai principi del marxismo-leninismo, che hanno ispirato e guidato alla vittoria le grandi rivoluzioni proletarie e socialiste del XX secolo, a partire dalla Rivoluzione d'Ottobre, nel 1917, in Russia.
Oggi viviamo in un mondo, segnato pesantemente dalle sconfitte, subite alla fine del XX secolo, dal movimento operaio e comunista.
Dilaga il dominio e lo sfruttamento, da parte dell'imperialismo, dei popoli, in tutto il mondo.
Il 20% della popolazione mondiale, usufruisce dell'80% delle ricchezze mondiali prodotte, mentre l'80% della popolazione mondiale, usufruisce, soltanto, del 20% della ricchezza mondiale prodotta.
La " guerra permanente " fra gli stati, per il dominio del mondo ed il controllo delle sue ricchezze, caratterizza i rapporti fra le potenze imperialiste ed " il resto del mondo ".
In ogni parte del mondo, il dominio e lo sfruttamento della borghesia monopolista ed imperialista, sui popoli, provocano impoverimento, miseria ed emigrazione, alla ricerca di una vita migliore.
In Africa, Asia, America Latina, ma anche in Europa, i popoli, dopo anni in cui si è fatto sentire il peso delle sconfitte del passato, rialzano la testa, avanzando le loro rivendicazioni di libertà, giustizia, uguaglianza, pace, sovranità ed indipendenza nazionale, contro l'imperialismo, il capitalismo e lo sfruttamento delle nuove, voraci, classi dominanti !!!
Ovunque nel mondo, un uomo, una donna, un bambino soffrano, trovando, tuttavia, la forza per lottare, rieccheggi il ricordo, portato dai comunisti, del valore politico delle " salve " dei cannoni dell'incrociatore " Aurora " che il 25 ottobre ( 7 novembre ) del 1917, in Russia, diedero il segnale di avvio della Rivoluzione d'Ottobre, che aprì una nuova pagina della storia dell'umanità, contrassegnata dell'emancipazione politica e sociale di tutti gli sfruttati ed oppressi dal capitalismo e dall'imperialismo !!!
Viva la Rivoluzione Proletaria e Socialista d'Ottobre !!!
Viva la lotta della classe operaia e di tutti gli sfruttati dal capitalismo e dall'imperialismo, per la libertà, l'uguaglianza e la giustizia sociale, la pace, la sovranità ed indipendenza nazionale dei popoli e degli stati.
Contro il capitalismo, l'imperialismo, per il socialismo !!!

I VALORI DELLA RIVOLUZIONE D'OTTOBRE ED IL DISPOTISMO CAPITALISTICO ED IMPERIALISTA La rivoluzione proletaria e socialis...
24/10/2026

I VALORI DELLA RIVOLUZIONE D'OTTOBRE ED IL DISPOTISMO CAPITALISTICO ED IMPERIALISTA

La rivoluzione proletaria e socialista d'Ottobre, la prima vittoriosa contro l'ordinamento capitalistico ed imperialista mondiale, fu portatrice di grandi valori di emancipazione politica e sociale, delle classi oppresse, a lungo maturati e coltivati, nel corso del XIX secolo e, più in generale, durante la lotta di classe di molti secoli, della storia umana.
La libertà, la lotta contro ogni forma di oppressione e sfruttamento sociale, da parte dell' uomo sull' uomo, la realizzazione di una vera democrazia, fondata sul potere del popolo, la distribuzione della ricchezza prodotta dal lavoro umano, secondo i bisogni fondamentali delle più vaste masse popolari, sono state al centro delle lotte di classe che hanno caratterizzato tutta la storia umana.
Nel pieno della prima grande guerra mondiale imperialista, del XX secolo, appunto, nell'anno 1917, si è reso possibile un grande moto popolare contro la guerra, per la pace, la terra ed il controllo operaio della produzione industriale, in grado di sconvolgere l'ordine imperialista internazionale, proprio mentre dava prova del peggio di sé, la guerra appunto.
Questo fu la Rivoluzione d'Ottobre, guidata da Lenin e dai bolscevichi, nel cuore dell'Europa.
Si, perché, contrariamente a quanto tradotto dalla storiografia borghese, le rivoluzioni avvengono, nel punto più alto dello sviluppo delle contraddizioni del sistema capitalistico ed imperialista, che fu, appunto, allora, la Russia zarista.
L'Europa ed il mondo furono scossi, da tale evento, ma le classi dominanti borghesi ed i loro governi, reagirono prontamente ad esso, con l'invasione, da parte di 15 eserciti stranieri della giovane Repubblica Sovietica che, per sopravvivere e respingere i propri nemici, interni ed esterni, dovette combattere per quattro anni, prima di poter annunciare, nel dicembre del 1922, la nascita della Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche ( URSS ).
L' Unione Sovietica, fu uno Stato che, oltre a costruire un ordinamento socioeconomico interno socialista, iniziò a praticare una politica internazionale, volta al raggiungimento ed al mantenimento della pace, anche cercando alleanze con alcuni dei suoi precedenti invasori, soprattutto dopo l'avvento del fascismo in Italia e del nazismo in Germania, riconoscendo, in quest'ultimi regimi, il principale pericolo per la pace mondiale.
Così fu, nella difesa della Repubblica in Spagna, contro l'insurrezione fascista di Francisco Franco, a difesa del Fronte popolare in Francia, ed offrendo la propria alleanza alle potenze " democratiche ", che fossero state disposte ad unirsi in una alleanza con l'URSS stessa, a difesa dall'aggressione, da parte del nazifascismo internazionale, contro stati liberi e sovrani, come avvenne contro il fascismo e neocolonialismo italiano in Africa, contro il Giappone, nella sua invasione della Cina, fino ad ergersi a difesa di Austria, Cecoslovacchia e Polonia, nell'imminenza della aggressione, da parte del nazismo.
La seconda guerra mondiale, infine scatenata dalle potenze nazifasciste, anche grazie al non crearsi, nell'immediatezza dei fatti che la prepararono, di un'ampia alleanza di Stati democratici ed antifascisti, in grado di opporsi ad essa, videro nuovamente l'URSS, subire una atroce e devastante invasione del proprio territorio, nel giugno 1941, da parte delle armate nazifasciste, che provocò 30 milioni di morti.
Nonostante ciò, la sconfitta del nazifascismo, vide come protagonista determinante l' URSS e la sua Armata Rossa, con l'occupazione di Berlino e la fine del regime che alla seconda guerra mondiale aveva dato origine.
Dopo la seconda guerra mondiale, gli USA, in termini di ruolo di potenza imperialista aggressiva, animata dalla volontà di dominare il mondo, sostituirono il nazismo tedesco, dando vita, negli ultimi 70 anni, ad altrettanti aggressioni e colpi di Stato contro Paesi liberi e sovrani, per determinarne l'orientamento politico e gli assetti economici e sociali, al fine di inserirli, nel proprio sistema di " alleanze ".
Nel 1991, l'URSS stessa, venne sciolta, contro la volontà dei propri cittadini, che, in un referendum, del mese di marzo dello stesso anno, avevano espresso, a stragrande maggioranza, la volontà del suo mantenimento, come Stato socialista, pur nel necessario rinnovamento dello stesso.
Nacquero, così, con la restaurazione del capitalismo, la Federazione Russa e l' Unione degli Stati indipendenti che, tuttavia, ebbero garantito, nel loro trattato costitutivo, da parte delle potenze occidentali, che mai, la NATO, come l'organizzazione politica e militare dell' imperialismo USA e successivamente UE, si sarebbe espansa nei territori dell'est europeo.
È avvenuto precisamente l'opposto, ed oggi, si combatte, sul territorio dell'Ucraina, una lunga guerra, avviata dalla NATO stessa, otto anni or sono, per portare il proprio dominio ai confini della Federazione Russa e del suo sistema di alleanze internazionali, mettendone in pericolo la sua sovranità ed indipendenza nazionale.
Di fronte a tale situazione, è legittimo chiedersi, da parte di tutti coloro che amano la verità storica, quale sia stato il sistema di valori espresso, durante i lunghi decenni che ci lasciamo alle spalle, da parte dei regimi politici e sociali che hanno caratterizzato i paesi occidentali e, prevalentemente, USA ed UE, non potendo fare a meno di constatare che lo siano stati la guerra, l'oppressione sociale e lo sfruttamento di classe, assieme ad un sistema istituzionale che non tollera " alternative ", accompagnato da un sistema di informazione rigidamente totalitario che, come si vede in questi giorni, non tollera voci altrettanto alternative, nella divulgazione delle notizie e nei commenti riportati.
Questa è la realtà che abbiamo vissuto e conosciuto, nella storia del novecento, fino ai giorni nostri.
Perciò, i comunisti, forti della esperienza accumulata nella loro storia, ed alla luce della vasta esperienza accumulata dalla umanità intera, oggi più che mai, lottano per la libertà, sovranità ed indipendenza nazionale dei popoli e degli Stati, contro il capitalismo e l'imperialismo, per il socialismo !!!

𝗟’𝗜𝗧𝗔𝗟𝗜𝗔 𝗖𝗢𝗡𝗙𝗘𝗥𝗠𝗜 𝗔𝗟𝗟’𝗢𝗡𝗨 𝗜𝗟 𝗦𝗨𝗢 𝗦Ì 𝗔𝗟𝗟’𝗔𝗕𝗢𝗟𝗜𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗗𝗘𝗟 “𝗕𝗟𝗢𝗤𝗨𝗘𝗢” 𝗨𝗦𝗔 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗢 𝗖𝗨𝗕𝗔Il PCI aderisce ai presidi di solidariet...
23/10/2026

𝗟’𝗜𝗧𝗔𝗟𝗜𝗔 𝗖𝗢𝗡𝗙𝗘𝗥𝗠𝗜 𝗔𝗟𝗟’𝗢𝗡𝗨 𝗜𝗟 𝗦𝗨𝗢 𝗦Ì 𝗔𝗟𝗟’𝗔𝗕𝗢𝗟𝗜𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗗𝗘𝗟 “𝗕𝗟𝗢𝗤𝗨𝗘𝗢” 𝗨𝗦𝗔 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗢 𝗖𝗨𝗕𝗔

Il PCI aderisce ai presidi di solidarietà con Cuba organizzati in diverse città italiane per il 27 ottobre, vigilia del voto dell'Assemblea Generale ONU.

L'Amministrazione Trump e in particolare il Segretario di Stato, Marco Rubio, sta conducendo una operazione di pressione contro i singoli Stati affinché mutino il loro tradizionale voto favorevole all'abolizione del blocco economico, finanziario e commerciale che da circa 65 anni gli Stati Uniti esercitano contro Cuba, allo scopo di rovesciare il Governo Rivoluzionario e il sistema socialista scaturito dalla Rivoluzione.

Non è esclusa la possibilità che queste pressioni abbiano effetto sull'atteggiamento del governo italiano, prono da sempre a quello statunitense e impegnato in una politica internazionale che, in America Latina, sostiene governi di estrema destra come quello argentino di Milei e punta a riportare il subcontinente americano sotto il pieno controllo politico ed economico degli USA e dei suoi alleati europei.

L'Amministrazione USA ha inasprito sensibilmente il blocco economico e commerciale contro Cuba, iniziato nel 1960, un anno dopo il trionfo della Rivoluzione.

Il chiaro ed esplicito obbiettivo di questo inasprimento e dell'assedio petrolifero che impedisce il rifornimento energetico dell'Isola, è quello di abbattere una volta per tutte il Socialismo e la Rivoluzione cubani, che dal 1959 rappresentano una sfida permanente all'imperialismo USA, a sole 90 miglia dalle sue coste e di restaurare il capitalismo.

Vige il quasi assoluto divieto per i cittadini statunitensi di viaggiare a Cuba. Si cerca di impedire il rifornimento di combustibile, vengono impedite le rimesse dall'estero verso Cuba, vengono attuate misure contro i governi di paesi terzi che si sono avvalsi dei servizi medici cubani per rafforzare i propri sistemi sanitari nazionali.

Vengono esercitate pressioni contro le entità commerciali e finanziarie di ogni parte del mondo per impedire loro di commerciare con Cuba, attraverso la calunniosa inclusione dell'Isola nella lista degli Stati che patrocinerebbero il terrorismo, con le nefaste conseguenze che ne derivano nelle transazioni economiche internazionali.

Dal 1992 l'Assemblea Generale dell'ONU dichiara quasi all'unanimità che deve essere posto fine al blocco economico, commerciale e finanziario, che viola il diritto internazionale e pretende di ridurre un paese sovrano all'obbedienza per mezzo della coercizione economica.

Particolarmente odiosa è l'accusa che viene fatta allo Stato cubano di aver ridotto in stato di "moderna schiavitù" le migliaia di medici e paramedici che invia in tutto il mondo e che sono universalmente apprezzati per la loro competenza e umanità da milioni di beneficiari che spesso non avevano mai visto un medico, per l'impossibilità di pagarlo.

Da anni una brigata medica cubana composta da centinaia di professionisti sta costituendo una vera e propria ancora di salvezza per gli utenti della disastrata Sanità calabrese, che era prossima al collasso.

Il PCI aderisce ai presidi di solidarietà con Cuba organizzati in diverse città italiane per il 27 ottobre, vigilia del voto dell'Assemblea Generale ONU e invita tutto l'associazionismo democratico e antifascista a fare sentire la propria voce al governo italiano.

NO AL BLOCCO E ALL'ASSEDIO ENERGETICO CONTRO CUBA! AUTODETERMINAZIONE DEL POPOLO CUBANO SENZA INGERENZE ESTERNE!

PCI - Dipartimento Esteri

𝗡𝗢𝗜 𝗖𝗢𝗡𝗗𝗔𝗡𝗡𝗜𝗔𝗠𝗢 𝗟𝗔 𝗩𝗢𝗦𝗧𝗥𝗔 𝗩𝗜𝗢𝗟𝗘𝗡𝗭𝗔!La violenza di un sistema che aumenta le disuguaglianze, nega le opportunità, emargin...
22/10/2026

𝗡𝗢𝗜 𝗖𝗢𝗡𝗗𝗔𝗡𝗡𝗜𝗔𝗠𝗢 𝗟𝗔 𝗩𝗢𝗦𝗧𝗥𝗔 𝗩𝗜𝗢𝗟𝗘𝗡𝗭𝗔!

La violenza di un sistema che aumenta le disuguaglianze, nega le opportunità, emargina milioni di persone e riduce in povertà, non si cura delle condizioni dei più fragili e dei minori: un milione e 140mila minori in Italia secondo dati ufficiali si trovano in famiglie in condizioni di povertà assoluta; il 26,7% dei minori sotto i 16 anni è a rischio di povertà ed esclusione sociale.

La violenza di un Governo che di fronte alla protesta sociale di lavoratori e studenti che in queste settimane attraversa l’Italia non sa far altro che varare inasprimenti repressivi.

La violenza dei burocrati dell’Unione Europea che a Bruxelles, con il consenso dei partiti di governo in Italia e del PD, hanno varato un colossale Piano di riarmo di 800 miliardi, sottraendoli alla spesa sociale, in primis sanità e istruzione.

La violenza di politici che mentre approvano aumenti della spesa militare e mandano armi nei teatri di guerra sostenendo stragi e genocidi, se ne fregano che in Italia due terzi degli edifici scolastici sono privi delle certificazioni per la sicurezza.

La violenza di un sistema capitalistico, dove per lavoro si muore quotidianamente (mille morti all’anno), perché il profitto dei capitalisti viene prima di tutto, per cui si sono smantellate regole sugli appalti e subappalti, esponendo i lavoratori al ricatto di dover subire condizioni di lavoro stressanti, a salari per altro tra i più bassi.

La violenza di una cultura suprematista euro-atlantista, diffusa a piane mani dalle élite fasciste e pseudo-liberali e perfino imposta nei nuovi programmi scolastici, secondo cui ci sarebbero popoli civilmente superiori e popoli inferiori.

La violenza di chi vuol dividere bambini e ragazzini nelle scuole secondo la provenienza dei genitori, additando gli “stranieri” come il problema.

La violenza di un sistema mass-mediatico che propone modelli di vita il lusso, il consumismo e un arrembante cinico individualismo.

La violenza della cultura della guerra, dell’indifferenza per lo sterminio del popolo palestinese e le stragi di bambini, delle complicità con lo stato sionista genocida di Israele, contro cui non si è varato nemmeno uno straccio di sanzioni.

"Chi distrugge deve pagare", ci viene detto e ripetuto sui media da chi governa e da chi aspira a governare. Giusto! Essi si commuovono specialmente per le vetrine infrante dei negozi di lusso. Noi diciamo che deve e dovrà pagare chi è causa e complice della distruzione di tante vite e della miseria di tante famiglie, dei morti sul lavoro, come delle privatizzazioni imposte alla sanità pubblica che impediscono a molti di accedere alle cure. Tutto si pagherà, i popoli non dimenticano!

Il PCI è a fianco dei giovani che lottano per riconquistare il loro futuro, in Italia come in Albania, in Francia come in Spagna, in Palestina… Condanniamo la violenza del capitale, che succhia sangue per consentire a pochi di accumulare ricchezze su ricchezze, e diciamo con chiarezza che questo sistema non va, che occorre battersi per un sistema nuovo, cooperativo e socialista.

Partito Comunista Italiano

4 ANNI DEL GOVERNO MELONIIl governo che giurò, sabato 22 ottobre 2022, alle ore 10, nelle mani del Presidente della Repu...
22/10/2026

4 ANNI DEL GOVERNO MELONI

Il governo che giurò, sabato 22 ottobre 2022, alle ore 10, nelle mani del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, rappresentava, fin dall'inizio, nella sua linea politica, nazionale ed internazionale, la più ferrea continuità con quello che l'aveva preceduto, filo NATO, USA ed UE, e proiezione delle politiche economiche, sociali e militari volute dall'imperialismo internazionale, da queste aggregazioni rappresentato.
Per dare ad esso adeguata solidità, date le fibrillazioni di quei giorni, vennero nominati due vicepremier, Taiani, Ministro degli Esteri, di Forza Italia e Matteo Salvini, Ministro degli Infrastrutture, della Lega, a garanzia degli equilibri interpartitici, e della rappresentanza dell'intera coalizione di centrodestra.
In tale direzione andarono anche le altre nomine dei principali ministri, con una forte caratterizzazione " politica " del governo, anche data dall'esiguo numero di " tecnici " in Ministeri fondamentali, quali Nordio alla Giustizia, Sangiuliano alla Cultura e pochi altri.
Un governo, quindi, di destra, guidato dalla leader di Fratelli d'Italia, come promanazione del filone politico di MSI, Alleanza Nazionale, espressione del neofascismo italiano, nella storia postbellica del nostro Paese.
Contro questo governo, per ciò che esso rappresentava, nazionalmente ed internazionalmente, affermammo, fin da allora, che andasse condotta una ferma ed incisiva opposizione, fondata sulla più estesa ed intensa mobilitazione popolare, partendo dalla classe operaia, dai lavoratori e lavoratrici, e tutti gli sfruttati ed oppressi dal capitalismo e dall'imperialismo, che sarebbero stati tanto più colpiti, nei loro fondamentali interessi e bisogni, politici e sociali, dalle politiche economiche del nuovo governo.
Fin da allora, quindi, la priorità, per i comunisti, fu promuovere e dare continuità ed intensità a tale mobilitazione, che attualmente continua:
PER LA PACE, LA LIBERTÀ, SOVRANITÀ ED INDIPENDENZA NAZIONALE DEI POPOLI E DEGLI STATI, CONTRO L'IMPERIALISMO USA ED UE, TRAMITE LE POLITICHE DI GUERRA DELLA NATO.
PER LA TUTELA DEI SALARI, DEI REDDITI POPOLARI, SEMPRE PIÙ COLPITI DAI TAGLI DELLA SPESA SOCIALE, PER SOSTENERE LE SPESE MILITARI.
PER COSTRUIRE, CON UNA LUNGA, FORTE ED INTENSA MOBILITAZIONE POPOLARE, UNA VERA ALTERNATIVA AGLI ATTUALI EQUILIBRI POLITICI, ECONOMICI, SOCIALI ED ISTITUZIONALI.
CONTRO IL CAPITALISMO, L'IMPERIALISMO, PER IL SOCIALISMO !!!

𝗖𝗢𝗡 𝗜𝗟 𝗖𝗢𝗠𝗣𝗔𝗚𝗡𝗢 𝗥𝗔𝗨𝗟 𝗘 𝗟𝗔 𝗥𝗜𝗩𝗢𝗟𝗨𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗖𝗨𝗕𝗔𝗡𝗔Il Partito Comunista Italiano condanna il mandato d'arresto contro il compag...
21/10/2026

𝗖𝗢𝗡 𝗜𝗟 𝗖𝗢𝗠𝗣𝗔𝗚𝗡𝗢 𝗥𝗔𝗨𝗟 𝗘 𝗟𝗔 𝗥𝗜𝗩𝗢𝗟𝗨𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗖𝗨𝗕𝗔𝗡𝗔

Il Partito Comunista Italiano condanna il mandato d'arresto contro il compagno Raul Castro per "cospirazione finalizzata all'omicidio di primo grado", annunciato dal procuratore generale della Florida, James Uthmeier.

Dopo il sequestro del legittimo Presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Nicolas Maduro e della compagna Cilia Flores, effettuato il 3 gennaio con un blitz delle forze USA e costato la vita a 32 militari cubani della scorta presidenziale, si cerca di creare le condizioni per una eventuale ripetizione di quell'atto terroristico, questa volta contro Cuba.

Il pretesto di questo atto, per compiere il quale i tribunali degli Stati Uniti non hanno né la legittimità né la giurisdizione, è l’abbattimento di due velivoli di un’organizzazione terroristica cubano-americana, avvenuto nel 1996 nello spazio aereo cubano, nel pieno rispetto delle convenzioni internazionali e del principio di sovranità, dopo molte altre provocazioni dello stesso tipo compiute dall’organizzazione terroristica e dopo che Cuba, senza ricevere alcuna risposta, aveva più volte avvisato le autorità statunitensi che quei voli partivano dal loro territorio.

Per comprendere quanto pretestuosa e strumentale sia questa “incriminazione”, basti pensare a cosa gli Stati Uniti avrebbero fatto se aerei del Governo Rivoluzionario di Cuba avessero sorvolato il loro spazio aereo reiteratamente e senza autorizzazione.

La Repubblica di Cuba e il suo popolo hanno il diritto di difendere il loro Paese e la Rivoluzione da qualsiasi aggressione militare esterna.

La successione di accuse e provocazioni da parte di Trump e, in ultimo, la sentenza del detto tribunale, sono accompagnate da un assedio economico sempre più stringente, che colpisce con rappresaglie economiche e dazi commerciali gli operatori e gli Stati che intendono commerciare e inviare petrolio a Cuba, bloccando le petroliere prima che possano attraccare e lasciando così al buio l'Isola.

Il Partito Comunista Italiano ribadisce e sottolinea la sua profonda stima e ammirazione al compagno Raul Castro Ruz, colonna portante della lotta contro Batista, della guerriglia che portò al trionfo rivoluzionario del 1° gennaio 1959, della costruzione del socialismo a Cuba e della sua difesa contro l’imperialismo.

Esprime la sua disponibilità a promuovere e partecipare alle iniziative che, in Italia, verranno organizzate in difesa della Rivoluzione cubana e contro ogni tentativo di aggressione armata nei suoi confronti.

Occorre che coloro i quali hanno a cuore il diritto dei popoli a determinare liberamente il proprio destino comprendano che la battaglia che il popolo e il governo rivoluzionario di Cuba stanno combattendo per riaffermare il diritto alla vita e alla difesa della Rivoluzione riguardano anche tutti gli altri popoli, indipendentemente dalle ideologie politiche: gli USA vogliono cancellare il diritto internazionale sancito dalla sconfitta del nazifascismo e stabilire un nuovo “diritto” che sia quello statunitense ad impossessarsi delle risorse di ogni nazione e ad assoggettarne le politiche.

PCI - Dipartimento Esteri

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