23/09/2026
COSA È ACCADUTO IN CONSIGLIO COMUNALE:
I FATTI, LE NORME, IL GIUDIZIO
La sera del 21 settembre noi 11 consiglieri comunali appartenenti alle liste di minoranza Ambientalmente, AVS (Alleanza Verdi-Sinistra), Fattore Lecco e Partito Democratico abbiamo lasciato l’aula al termine della votazione dei membri della Commissione speciale di Controllo e Garanzia.
Per capire le vere ragioni di tale gesto - una motivata presa di posizione, assunta all’unanimità, non certo un colpo di testa - occorre attenersi ai fatti e ai documenti.
I FATTI
Chi ha preso la parola a nome della maggioranza aveva indicato – in sede di dichiarazione di voto – i nomi di Colella, Bianchi, Caravia e Meles, mentre la minoranza ha fatto confluire i suoi voti, dopo averlo detto apertamente, sui consiglieri Rosa, Regazzoni e Manzoni.
Il voto, però, ha dato un risultato radicalmente diverso da quanto annunciato: il consigliere Fumagalli (Orizzonte per Lecco) è risultato eletto; dal momento che la minoranza ha votato compatta per i 3 consiglieri che aveva annunciato, evidentemente è stato sostenuto da una cospicua parte della maggioranza.
Visto l’esito del voto, abbiamo deciso - dopo aver dato parola ai rispettivi capigruppo per esporre le ragioni della scelta - di abbandonare l’aula in segno di protesta.
Una decisione, sia chiaro, sofferta, ma adottata in modo convinto e compatto.
LE NORME
- All’art. 12 dello Statuto comunale si definiscono senso e scopi di quella che è tecnicamente chiamata “Commissione speciale permanente di controllo e garanzia”. “Speciale” significa che è particolarmente delicata, in quanto svolge «verifiche periodiche»
circa «trasparenza, regolarità, correttezza, efficienza ed efficacia delle attività e dei processi amministrativi dell’ente» (comma 8 dell’articolo 22 del Regolamento comunale);
- Il comma 2 specifica che la commissione è composta da 7 consiglieri comunali, di cui 4 della maggioranza e 3 della minoranza. Ogni consigliere ha diritto a un massimo di 4 preferenze; eletti risultano i primi 4 della maggioranza e i primi 3 della minoranza;
- Alla votazione per la presidenza della Commissione controllo e Garanzia «prendono parte - art. 22 comma 3 – SOLTANTO i consiglieri dei gruppi di minoranza (…); è eletto il consigliere di minoranza che ottiene il maggior numero di voti»: il che evidenzia il ruolo di “equilibrio” e “contrappeso” assegnato dalla legge ai rappresentanti della minoranza.
IL GIUDIZIO
- Il clamoroso gesto compiuto l’altro ieri si lega alla natura specifica dell’organismo in questione e alle scelte operate dalle forze al governo: quanto accaduto è grave, perché la maggioranza ha messo le mani su un organismo che per sua natura dovrebbe essere super partes.
- Ad una prima lettura dei fatti potrebbe sembrare che la maggioranza, con questo voto, abbia voluto “far posto” alla minoranza dentro la Commissione. La verità è che Fratelli d’Italia, la Lista civica Filippo Boscagli sindaco, Lega e Forza Italia non hanno rinunciato a un loro nome in modo far entrare Fumagalli, ma li hanno occupati tutti e 4 con propri consiglieri; poi, nel segreto dell’urna, hanno pure scelto uno dei 3 membri della minoranza. Se avessero voluto dare realmente un segnale di pluralismo, avrebbero dovuto comportarsi in altro modo.
- Ad oggi rimane escluso dalla suddetta commissione il consigliere Regazzoni, capogruppo del PD, il partito che in assoluto ha ottenuto il maggior numero di voti alle ultime amministrative; ciò rappresenta il contrario dell’ascolto della volontà dei cittadini.
- Val la pena nuovamente precisare – come gli interventi fatti dai capigruppo in Consiglio comunale hanno sostenuto in modo inequivocabile - che la questione non è il nome di Fumagalli in sé, ma fondamentalmente il metodo perseguito nell’elezione dei membri di una Commissione così strategica e delicata.
La nostra preoccupazione è che essa possa svolgere davvero il suo ruolo di controllo e garanzia. Riuscirà a farlo, visto come si configurano i rapporti fra maggioranza e minoranza, alla luce del voto di ieri?
Da parte nostra il dialogo rimane sempre aperto con chiunque, a condizione che sia chiaro il rispetto dei ruoli e delle norme.
Gerolamo Fazzini (capogruppo), Mauro Gattinoni e Veronica Rosa, Consiglieri comunali di Fattore Lecco
Giacomo Galli, presidente dell’Associazione Fattore Lecco