08/10/2026
Le radici rappresentano la struttura verticale della personalità. Sono la risposta alla domanda implicita del bambino: "Da dove vengo? Di chi mi posso fidare?".
Per un bambino in affido é ancora più complicato tenere insieme il passato e il presente per potersi immaginare il domani.
• La famiglia come nucleo originario: Le prime radici si piantano nei primissimi anni di vita attraverso il legame con i genitori (attaccamento). Un bambino con radici sane sa di essere amato a prescindere dai suoi successi o fallimenti. Spesso le storie di questi bimbi sono partite già in salita (ricordiamolo)
• La memoria e la storia: Le radici si nutrono di racconti, tradizioni familiari, ricordi e persino della conoscenza del proprio territorio. Questo crea una "continuità temporale": il bambino capisce di avere un passato, e questo lo aiuta a proiettarsi nel futuro.
Spesso avere qualche elemento che ci aiuti a narrare il suo passato é importante.
• L'appartenenza: Sentirsi parte di una comunità, di una cultura o di una lingua specifica dona al bambino un senso di protezione collettiva.
Curare quelle radici significa restituire al bambino che proviene da qualcosa di buono, da qualcuno che lo ha regalato alla vita e anche se non conosciamo tanti dettagli, narrarli e integrare il nuovo. Noi gli stiamo semplicemente regalando un legame in più.
"Non ho mai conosciuto il tuo papà ma, vedendoti immagino che fosse proprio in gamba come te. La nonna racconta che giocava benissimo a calcio e che quando era piccolo era curioso come te"
"Dobbiamo farci raccontare dalla mamma e dal papà qualcosa di quando eri piccolo piccolo. E farci dare delle belle foto di voi insieme.."
"Lo sai che quando abbiamo visto la mamma fuori dallo spazio neutro mi ha detto che quando sei nato facevi quella faccina buffa? E proprio non ti piaceva il rumore del treno? Ora per fortuna abbiamo superato quella paura".