25/09/2026
LA POSIZIONE DEL PD SULLA CRISI AMMINISTRATIVA
Ricostruire i fatti, chiarire le responsabilità e continuare a lavorare nell’interesse di Leverano
Abbiamo letto con attenzione la nota sottoscritta da alcuni consiglieri comunali, nella quale vengono rivolte accuse pesanti al Partito Democratico di Leverano, alla segretaria e la segreteria del PD, al Sindaco e alla Presidente del Consiglio Comunale, oltre a una ricostruzione di alcuni episodi che riteniamo necessario chiarire.
Lo facciamo senza alcuna volontà di alimentare uno scontro personale, ma con la convinzione che sia necessario ristabilire il rispetto dei fatti, dei ruoli e delle diverse responsabilità.
Da tempo alcuni consiglieri della maggioranza contestano il modo di amministrare del Sindaco, sostenendo che avrebbe assunto decisioni autonomamente, senza il necessario coinvolgimento della maggioranza. Si tratta di affermazioni politicamente legittime, ma proprio perché si tratta di accuse precise sarebbe stato necessario accompagnarle con fatti altrettanto precisi.
Nel confronto che si è successivamente aperto il 28 agosto, quelle contestazioni sono state affrontate una per una. Il Sindaco ha risposto puntualmente, ricostruendo i fatti e spiegando come le scelte politico-amministrative oggetto della contestazione fossero state assunte nell’ambito del confronto e delle decisioni della maggioranza.
Nelle note protocollate attraverso le quali è stata alimentata questa crisi, al di là delle accuse rivolte personalmente al Sindaco e ad altri esponenti politici, non emergono proposte alternative, questioni programmatiche precise o contestazioni puntuali su scelte politico-amministrative che possano costituire la base di un diverso percorso per l’amministrazione.
Se un componente del PD esprime pubblicamente una valutazione politica sulle scelte compiute da alcuni consiglieri, criticando quello che riteneva un comportamento politicamente irresponsabile nei confronti dell’amministrazione, non sta facendo un attacco personale, né sta giudicando l’onorabilità o l’integrità morale delle persone. Sta facendo una critica politica.
Ed è singolare che proprio coloro che richiamano nel proprio documento la pluralità delle idee, il confronto e la legittimità del dissenso sembrino considerare la critica alle proprie scelte come qualcosa di diverso dal normale confronto politico. Non è così. Il diritto al dissenso non comprende soltanto il diritto di dissentire dagli altri. Comprende anche il diritto degli altri di dissentire da noi. Il confronto democratico non può funzionare a senso unico.
Anche sulla riunione del 28 agosto riteniamo doveroso ristabilire alcuni elementi di chiarezza. Quello non era un Consiglio Comunale, né un’altra seduta istituzionale. Era un incontro di natura politica, tenutosi nella sala consiliare per ragioni logistiche.
La nota dei consiglieri attribuisce alla Presidente del Consiglio Comunale un comportamento che viene descritto come offensivo e irridente nei confronti dell’Assessore Valentino. La ricostruzione di quanto accaduto, tuttavia, è diversa. Nel momento in cui l’Assessore faceva riferimento alla propria correttezza e integrità personale, la reazione della presidente è consistita esclusivamente in un cenno non verbale di dissenso, senza alcuna espressione vocale offensiva o ingiuriosa.
Analoga chiarezza va fatta sulla vicenda relativa alla presenza di rappresentanti di Europa Verde - Verdi alla riunione. La domanda posta dalla segretaria del PD nei giorni successivi all’incontro non aveva alcuna finalità di delegittimazione politica. Chiedere chi rappresenti una forza politica e a quale titolo partecipi a un incontro non significa mettere in discussione quella forza politica. Significa riconoscere l’importanza della rappresentanza.
Dopo il confronto del 28 agosto, nonostante le diverse e confuse posizioni emerse, il Sindaco non ha scelto la strada della rottura. Ha proposto un patto di fine mandato, con l’obiettivo di trovare un punto di equilibrio politico e consentire alla maggioranza di arrivare alla conclusione del mandato amministrativo nell’interesse del paese.
Gli stessi consiglieri sono stati invitati in seguito a partecipare a incontri e riunioni di maggioranza, proprio con l’obiettivo di confrontarsi direttamente e condividere anche i contenuti del possibile patto di fine mandato. Quegli inviti non sono stati accolti.
Parallelamente, il Partito Democratico ha avviato un percorso di ascolto e confronto con il Sindaco e gli altri gruppi politici della maggioranza, raccogliendo posizioni, disponibilità e proposte e cercando di arrivare a una sintesi. Questo percorso ha richiesto tempo. Ma il tempo necessario a confrontarsi, convocare le persone, riunire gli organismi politici, ascoltare posizioni e fare sintesi non può essere descritto come inerzia o perdita di tempo.
Il percorso era quindi in corso e la proposta era arrivata alla sua definizione. Proprio nella mattina in cui quella proposta di apertura stava per essere trasmessa, è stata resa pubblica la nota con la quale i consiglieri hanno rimesso le proprie deleghe. Ma nonostante questo, come segno di ulteriore apertura, il PD pochi giorni fa ha inviato la proposta di patto di responsabilità di fine mandato ai consiglieri del gruppo misto.
Il Partito Democratico non intende sottrarsi al confronto politico e non chiede a nessuno di rinunciare alle proprie posizioni. Chiede però che, insieme alla libertà di dissentire, venga riconosciuta anche la responsabilità che deriva dall’essere stati scelti dai cittadini per ricoprire un incarico pubblico.
Il Partito Democratico di Leverano continuerà a svolgere il proprio ruolo con responsabilità, tutelando il Sindaco, la Presidente del Consiglio Comunale e tutti i propri rappresentanti da ricostruzioni che ritiene ingiuste o non corrispondenti ai fatti.
Continueremo a sostenere il confronto, il pluralismo e il diritto al dissenso. Ma chiediamo semplicemente che le regole del confronto siano uguali per tutti. Chi ha il diritto di criticare deve riconoscere agli altri il diritto di essere critici. Chi invoca il pluralismo deve accettare il pluralismo. Chi chiede confronto deve essere disposto a partecipare al confronto quando gli viene offerto.
E al di là delle diverse posizioni politiche, dei rapporti tra partiti e delle legittime aspirazioni di ciascuno, c’è una cosa che viene prima di tutto: la responsabilità verso Leverano e i suoi cittadini. Ed è a loro che, prima di ogni altra considerazione, chi è stato chiamato a rappresentarli deve continuare a rispondere.