Manifatturiamo

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Un progetto sociale per la comunità lucchese riguardo alla Manifattura Tabacchi di Lucca. Via i privati che tolgono alla città i suoi beni pubblici.

09/07/2021

🔥🗣 Finalmente l'amministrazione comunale si è accorta che non c'è interesse pubblico da parte di Coima e Fondazione CRL.

Meglio tardi che mai.

Il recente rifiuto da parte dell'amministrazione della proposta di project financing da parte di Coima e Fondazione CRL non fa altro che certificare le enormi criticità più e più volte denunciate di questa evidente manovra speculativa su un importante edificio e area pubblica della città come l'ex Manifattura Tabacchi.

La mobilitazione popolare ha sortito i suoi effetti, gettando luce sulle criticità e gli aspetti oscuri di un'operazione imposta dall'alto a esclusivo tornaconto dei soliti noti: fondazione CRL, immobiliaristi senza scrupoli, notabili cittadini.

Peccato che siano dovuti passare due anni di trattative poco trasparenti e di attacchi continui ai comitati, gruppi e associazioni che cercavano strenuamente di far luce e chiedere un percorso realmente partecipativo per questo importante edificio pubblico.

L'amministrazione che ora accusa i comitati di essere "organici all'opposizione" si è dimenticata o forse fa finta di non vedere che una larga parte di cittadini, gruppi e associazioni tra cui MANIFATTURIAMO ben poco hanno a che fare con certi esponenti della destra locale, avendo a più riprese chiesto partecipazione e trasparenza, ribadendo comunque di ispirarsi ai valori dell'antifascismo, dell'antirazzismo, dell'antisessismo e dell'ambientalismo (vedasi per esempio il forte accento posto sulla grave contraddizione dei parcheggi ampliati e il disimpegno nella gestione della mobilità locale per i prossimi decenni con gli obiettivi dell'agenda 2030 sottoscritti nel 2018).

Liquidare questo ampio fronte sociale e ambientalista accusandolo di essere funzionale alle destre è una risposta scorretta e miope da parte dell'amministrazione che farebbe meglio a porsi in ascolto delle istanze della cittadinanza, sebbene non lo abbia mai fatto in tutti questi anni e forse iniziare ad un anno dalle elezioni porrebbe seri dubbi sul reale interesse a dare risposte finora rimandate.

Un merito va riconosciuto a questa amministrazione: aver spinto un vastissimo fronte di soggetti sociali, politici e ambientalisti a muoversi per la difesa di un bene pubblico, della trasparenza e della partecipazione che l'amministrazione stessa ha messo in serio pericolo assieme alla fondazione CRL e alla società immobiliare Coima.

Ma ora è necessario mettere da parte le polemiche e ripartire da zero con un dialogo serrato con la città, a partire dai giovani, dall'emergenza scolastica e abitativa, dalla cultura e dall'arte, dalle esigenze ambientali e fare della Ex Manifatura Sud un esempio di collaborazione sociale e politica, creatività artistica e sperimentazione ecologica.

Facciamone un laboratorio di elaborazione e crescita collettiva per una riqualificazione veramente sostenibile al passo con le grandi sfide del nostro tempo e i bisogni concreti della nostra città.

07/07/2021

🔻👉🏻 MANIFATTURA SUD: STOP dell'amministrazione comunale alla finanza di progetto di Coima e Fondazione CRL. FINALMENTE SI SONO ACCORTI CHE NON C'È INTERESSE PUBBLICO! 🔥✊🏻

La mobilitazione popolare ha sortito i suoi effetti!

Ha gettato luce sulle criticità e gli aspetti oscuri di un'operazione imposta dall'alto a esclusivo tornaconto dei soliti noti: Fondazione CRL, immobiliaristi senza scrupoli, notabili cittadini.

Ora dobbiamo ripartire da zero con un dialogo serrato con la città, a partire dai giovani, dall'emergenza scuola, dalla cultura e dall'arte, dall'esigenza ambientalista e fare della Ex Manifattura Sud un esempio di collaborazione sociale e politica, creatività artistica e sperimentazione ecologica.

Facciamone un laboratorio di elaborazione e crescita collettiva per una riqualificazione veramente sostenibile, al passo con le grandi sfide del nostro tempo e i bisogni concreti della nostra città.

28/05/2021

🗣 MANIFATTURIAMO C'AVEVA VISTO BENE ✊🏻

Ex Manifattura Tabacchi: è l’ora di dire basta e ripartire con il piede giusto.
È bastata una lettura più accurata, al nuovo dirigente comunale all’urbanistica (del quale non sappiamo nulla, da dove venga né come la pensa) per capire che il progetto Coima - Fondazione era carta straccia: non conformità urbanistiche, vincoli, piani economici e finanziari che non tornano e chi più ne ha più ne metta.

Ma allora è vero che i dirigenti comunali non sanno fare il loro lavoro? Possibile che non solo non riescano ad arrivare alla massa di soldi pubblici che adesso è a portata di mano ( fondi del Recovery Plan e altri), ma non sappiano nemmeno leggere le carte?

Il nostro Movimento cittadino MANIFATTURIAMO queste critiche le ha mosse da subito, e nonostante non vi sia al momento una sponda politica favorevole in consiglio comunale e non sia possibile avere un trasparente accesso agli atti, era evidente che il gioco fosse sporco.

Le nebbie che avvolgono il tentativo di svendita ai privati di una parte imprescindibile della città si stanno diradando?

Resta la posizione imbarazzante del sindaco e quella di Bertocchini presidente della Fondazione CRL che sembra rischiare una penale salata, se non renderà disponibili a Tagetik i locali ad essa destinati nel tempo pattuito ( si parla di 40.000€ al mese).

In questo assurdo gioco delle parti, sulla stampa locale appare tutto e l’incontrario di tutto: ultimamente Tagetik ha affermato che non esistono atti formalizzati tra la multinazionale e la fondazione CRL, eppure solo un anno fa era stato pubblicizzata la firma della lettera di intenti tra Coima, Fondazione e Tagetik.

Detta alla lucchese: stiamo proprio assistendo a tutti gli atti in commedia!

Noi, che per primi siamo andati nelle piazze e nelle strade a informare i cittadini, diciamo che avevamo visto giusto e che ancora vediamo bene: si stava facendo un gioco disonesto alle spalle dei lucchesi, si voleva regalare ai privati un pezzo importante della città, una risorsa fondamentale per una riqualificazione urbana che tenga conto delle esigenza della nostra città: spazi per la scuola e per i giovani, la cultura, la musica, l’arte, l’artigianato, la memoria e non per ultimi l’ambiente e l’ecologia.

ll sindaco e il presidente della fondazione devono subito convocare la stampa e rendere conto in pubblico del loro operato.

È l’ora di smettere di giocare, è l’ora di chiudere il teatrino, è necessario palesare la realtà e assumersi le proprie responsabilità di fronte alla cittadinanza.

Vogliamo mettere la parola fine a questa br**ta commedia e ripartire con il piede giusto: coinvolgendo la cittadinanza in un dialogo partecipato, trasparente e costruttivo.

01/05/2021

MANIFATTURIAMO: OGGI SI COMMEMORA LA MORTE DELLA CITTA' E DEL LAVORO.

Ci ritroviamo oggi, primo maggio 2021, per lanciare un messaggio forte di ascolto, attenzione e solidarietà con le situazioni socio-economiche più fragili e precarie, con le persone e le famiglie
più in difficoltà: c’è bisogno di aiuto reciproco, di coraggio e di determinazione per difendere i
diritti dei lavoratori e delle lavoratrici e il futuro dei nostri giovani e della nostra città. Parliamo di
lavoratori e lavoratrici, disoccupati e disoccupate, precari e precarie, ma anche degli esercenti
ignorati e delle piccole attività produttive sacrificate sull’altare del profitto delle grandi catene commerciali, delle multinazionali e del commercio on line.

In questa logica si inserisce anche il progetto della società immobiliare milanese Coima e della
Fondazione CRL di accaparramento della parte sud dell’ex Manifattura Tabacchi di Lucca.
Progetto che prevede la creazione di un grande centro commerciale nel cuore storico della
nostra città, in collegamento con le Mura. Se non fermeremo questo progetto, fortemente voluto
dall’amministrazione comunale, verrà disgregato per sempre il tradizionale tessuto economico
del centro storico e numerose attività, già sofferenti a causa della crisi attuale, rischieranno la chiusura definitiva.

Abbiamo più che mai bisogno di portare alla luce le vecchie e le nuove povertà e i giochi di potere sulla pelle della gente comune.
Da diversi mesi il gruppo Manifatturiamo è attivo per denunciare questo scempio: nonostante la
comunicazione carente e la scarsa trasparenza da parte dell’amministrazione comunale,
attraverso numerose iniziative di mobilitazione, la cittadinanza è stata informata sulle enormi
criticità del progetto di svendita, presentato dall’amministrazione comunale come l’unico
percorribile, senza mai fare chiarezza e aprire un vero dialogo con la città.

Il sindaco e la giunta, spinti dalle pressioni dei gruppi e delle associazioni, hanno per ben tre
volte richiesto a Coima e Fondazione CRL di rivedere gli accordi iniziali, senza però mai fare un
dietrofront definitivo per avviare un percorso partecipativo e trovare forme di finanziamento
pubblico come i fondi europei (tra cui le risorse del Recovery Plan), ma anche quelli ministeriali
e regionali finalizzati alla riqualificazione di edifici e spazi pubblici: alternative mai contemplate
dall’amministrazione comunale.

L’ultima versione del progetto, discussa dal sindaco a tavolino con la Fondazione e con Coima, sbattendo fuori dalla giunta l’unica voce critica dell’assessore Marchini, prevede la costruzione di 25 appartamenti di lusso, di cui uno di 360 metri quadrati, ed un grande centro commerciale di 4 mila metri quadrati, con annessa passerella di collegamento alle Mura.
Queste destinazioni d’uso di fatto contraddicono i vincoli posti sulla storica Manifattura Tabacchi
dal Ministero dei Beni Culturali e tengono fuori giovani, studenti, associazioni e gran parte della
città, a vantaggio esclusivo di Fondazione CRL e Coima, con pochi privilegiati che riusciranno
ad aggiudicarsi gli appartamenti a prezzi prevedibilmente inaccessibili alle famiglie medie
lucchesi. Per non parlare dell’arrivo di altre grandi catene che già da anni assaltano la città e le
periferie spazzando via i piccoli commercianti: ultimi recentissimi esempi il supermercato in
costruzione ad Antraccoli nell’area dell’ex Kuku e quello autorizzato pochi giorni fa dalla
Conferenza dei servizi all’Arancio sulla via Romana.

Il tessuto sociale ed economico lucchese verrebbe quindi ulteriormente disgregato dall’ennesima scelta contestata di un’amministrazione che fin dal primo mandato si è sempre definita progressista, ambientalista e attenta alle istanze sociali, salvo poi portare avanti sistematicamente progetti in totale contraddizione con gli obiettivi dell’agenda 2030 per la sostenibilità ambientale e sociale.

Una città sempre più morente e addobbata ad esclusivo servizio del turismo di lusso e dei
grandi interessi economici, vedrebbe quindi scomparire definitivamente i pochi piccoli
commercianti rimasti, oltre ad allontanare ulteriormente dal centro i giovani e le famiglie in cerca di spazi e case accessibili, ma costrette a girare al largo per i costi esorbitanti, come dimostra l’analisi di pochi mesi fa che denuncia il 26% di immobili sfitti a Lucca.

Il tutto in un anno in cui sono stati persi 945mila posti di lavoro in Italia, senza dimenticare il
lavoro sempre più precario e privo di tutele di categorie come i riders, i braccianti e i lavoratori
nei settori del turismo e della ristorazione, rimasti fermi per il Covid o comunque costretti a
lavorare a nero o grigio perché privi di reddito oppure con sussidi inaccessibili o assolutamente
insufficienti.

Un esempio di lotta contro la regressione dei diritti sociali è sicuramente quello dei lavoratori
dell’azienda Texprint di Prato, in sciopero da oltre 4 mesi per ottenere diritti lavorativi di base e
scesi in piazza lo scorso 24 aprile col sostegno di centinaia di persone provenienti da tutta
Italia. La vertenza sostenuta dal sindacato SI Cobas ha portato alla luce un sistema di fabbrica
mafioso basato sullo sfruttamento sistematico dei lavoratori, per lo più stranieri, facendo leva
sul ricatto del permesso di soggiorno. Operai costretti a lavorare a nero o grigio per 12 ore al
giorno, 7 giorni su 7, senza diritto a ferie, copertura contro gli infortuni o malattia, in completo spregio ai contratti di lavoro nazionali e alla dignità e alla salute dei lavoratori. Oltre alla violenza dello sfruttamento, gli operai e i sindacalisti hanno dovuto far fronte alla ferocia dei dirigenti della fabbrica e delle forze dell’ordine.

L’arroganza del potere si manifesta non solo nei confronti dei lavoratori e delle lavoratrici per
mano delle grandi aziende e delle multinazionali ma anche nella complicità delle istituzioni - dal
governo nazionale alle amministrazioni regionali e locali - completamente asservite ai loro
interessi economici e lontane dai bisogni della cittadinanza e del territorio.

Anche la svendita del patrimonio pubblico, di cui l’ex Manifattura Tabacchi è un esempio a noi
molto vicino, e le grandi opere inutili e dannose per l’ambiente e la salute, come il TAV in
Piemonte e gli Assi Viari nella nostra Piana lucchese, sono altri esempi di prevaricazione del
potere ai danni di una larga fetta di popolazione che oggi e da tempo scende in piazza a Lucca,
come a Prato e in tante altre città, per far sentire la propria voce e pretendere un cambio di rotta.

Le risorse per garantire un futuro equo e sostenibile a tutte e a tutti ci sono, serve la volontà
politica di usarle, non nell’interesse di pochi, ma di molti.
Lucca, 1 maggio 2021

28/04/2021

❗1 MAGGIO 2021: IL LAVORO È MORTO❗

LAVORATORI, LAVORATRICI, DISOCCUPATI/E ED ESERCENTI IGNORATI. ADESSO BASTA!

Il progetto Coima - Fondazione CRL prevede la creazione di un grande centro commerciale nella ex manifattura tabacchi.
Se non fermeremo l'amministrazione comunale, verrà disgregato il tradizionale tessuto economico del centro storico e numerose attività, già sofferenti a causa della crisi attuale, rischieranno la chiusura definitiva.

Ci opponiamo alla distruzione dell'economia lucchese. Pretendiamo che l'ex Manifattura venga destinata a spazi di socialità, scolastici e lavorativi locali, non ad appartamenti di lusso e grandi negozi totalmente estranei al tessuto sociale e culturale lucchese.

Scendiamo tutti/e in piazza San Michele alle 10:30. Alle 12:00 saremo invece davanti la Manifattura in Piazzale Verdi. Raggiungici in bicicletta!

Il microfono sarà aperto a chiunque voglia condividere la propria testimonianza di studente o studentessa, lavoratore o lavoratrice, precaria/o o disoccupata/o.
Il nostro obiettivo è l'incontro e la protesta, manteniamo le distanze per il rispetto di ognuno/a.

17/04/2021

Comune di Lucca e Fondazione CRL: non è più tempo di inganni

Alla luce dei gravi episodi concernenti la vicenda della ex Manifattura Tabacchi, il comitato Manifatturiamo fa il punto della situazione.
La priorità resta la rinuncia al progetto COIMA e l'avvio di un percorso partecipativo con i cittadini. Il presupposto irrinunciabile è che la ex Manifattura resti, ora e per sempre, di proprietà della città di Lucca.
Dopo che le forze di opposizione hanno reso pubblico il progetto di privatizzazione nel dettaglio, il sindaco Tambellini ha voluto smentire l’attendibilità di quelle carte annunciando la volontà (a giochi fatti) di instaurare un processo partecipativo nel piano attuativo del progetto. Dunque, prima l’amministrazione comunale decide di privatizzare l’ex Manifattura dando una sostanziale libertà di azione alla società milanese, poi lascia le briciole ai cittadini facendole passare per democrazia.

Le immediate dimissioni di Tambellini e della sua giunta sono oramai un esito inevitabile in quanto, negando ai cittadini il diritto a partecipare alle decisioni su uno spazio fondamentale per il centro storico, l’amministrazione comunale si comporta esattamente come la destra peggiore, complice in prima linea, là dove è al potere, di privatizzazioni in tutta Italia. A Lucca avviene il contrario: negli ultimi mesi l'opposizione si è scoperta strenua difensora del patrimonio pubblico: potere delle imminenti elezioni amministrative.
Il comportamento dell'amministrazione, così, sta di fatto regalando la città alle destre. Probabilmente, Manifattura pubblica o privata, politiche ambientaliste o inquinanti, l’importante per la destra e la pseudo-sinistra è battersi per la poltrona, posizione che a quanto pare annebbia tutti i princìpi in nome della convenienza.
Inoltre, secondo Manifatturiamo, corresponsabile di tutto lo sfacelo che si tenta di portare avanti è la Fondazione Cassa di Risparmio. Il presidente Bertocchini è il primo sponsor di COIMA e si atteggia ad angelo custode, filantropo della città, delle piccole associazioni e delle società sportive o culturali, che finanzia con pochi spiccioli in cambio della cieca fiducia e del servilismo di ogni amministrazione, quando nel frattempo trama per le più bieche e pericolose speculazioni immobiliari e finanziarie. Non soltanto la Fondazione CRL ha promosso le menzogne sulla socialità e l’ecosostenibilità del progetto, ma è stata complice con il Comune della mancata trasparenza sugli accordi. Se prima era rimasto taciuto che sarebbe stata COIMA, e non la Fondazione, ad avere la maggior percentuale di proprietà dell’ex Manifattura, ora l'occultamento dei progetti già depositati è un palese tentativo di "passarla liscia" alla faccia dei cittadini.
Manifatturiamo è convinta che solo i cittadini e le cittadine di Lucca siano in grado di portare consiglio sulla riqualificazione della ex Manifattura, perché solo chi vive la città ogni giorno è a conoscenza delle esigenze lavorative, culturali, scolastiche e ludiche di cui Lucca necessita. Se pensiamo al finanziamento dei Quartieri Social a San Concordio, o alla gestione delle scuole nei container, capiamo come l’amministrazione comunale e le forze politiche istituzionali non siano dalla parte della città e di chi la abita.

Manifatturiamo, pertanto, ritiene necessario continuare a incentrare l’azione sulle istanze della mobilitazione cittadina degli ultimi mesi, con iniziativa autonoma rispetto ai gruppi e ai comitati di destra e ai partiti politici, e chiede le dimissioni del sindaco Tambellini e del presidente della Fondazione Bertocchini per i motivi etici e politici sopraelencati. I personaggi politici istituzionali devono fare un passo indietro per far subentrare nella decisione della destinazione pubblica dell’ex Manifattura Tabacchi le categorie maggiormente colpite dalla crisi sociale, economica e sanitaria. Studenti e studentesse, giovani, lavoratori e lavoratrici fermi da un anno o precari, disoccupati: loro vivono la città, e la città è di chi la vive!

13/04/2021

La vicenda del recupero della ex Manifattura Tabacchi di Lucca: partecipazione e democrazia

Assenza di trasparenza e arroganza del potere: di fronte alle richieste di informazioni e alle
specifiche contestazioni che venivano mosse al progetto Coima – Fondazione CRL, da un vasto e trasversale schieramento sociale, politico, culturale, le forze politiche del governo cittadino hanno saputo solo offendere e rifiutare in modo sprezzante qualsiasi forma di dialogo, dimostrando così una mancanza assoluta di cultura politica e di visione strategica.
Il sindaco e la giunta si sono
proclamati ecologisti e hanno aumentato la cementificazione, hanno esaltato i beni pubblici intendendo privatizzarli: democratici a parole, autoritari nei fatti. Va sottolineato inoltre che il progetto che investe la Manifattura sud non facesse parte del programma elettorale di Tambellini
e, conseguentemente, quanto sarebbe arrogante imporre ora, a fine mandato, con un puro atto autoritario, una scelta così rilevante e destinata a incidere sul tessuto urbano per i prossimi decenni.
La partecipazione negata: già in un recente consiglio regionale la proposta di attivare un percorso partecipativo in relazione alla porzione sud della Manifattura di Lucca era stata respinta dalla stessa maggioranza PD; nel consiglio comunale di Lucca tenutosi l’8 aprile scorso il PD ha nuovamente respinto una mozione analoga presentata da un consigliere dell’opposizione. In questo modo il
Partito Democratico si assume tutta la responsabilità di negare l’avvio di un processo partecipativo richiesto da ben ventuno associazioni e comitati lucchesi e protocollato presso il comune di Lucca.
Viene così calpestato un diritto costituzionale garantito ed elusa la legge regionale 46/2013 sulla partecipazione, nel caso specifico, il diritto della cittadinanza a discutere le linee guida e le possibili destinazioni d’uso della ex Manifattura. Per fare questo è necessario sospendere la trattativa con Coima e organizzare il dialogo concreto con la città. È singolare che dove è all’opposizione, come a
Pisa, il pd chieda lo stesso processo partecipativo che a Lucca nega. È un gioco delle parti, dove, chiunque detenga la maggioranza fa il bello e il cattivo tempo, negando ai cittadini e alle cittadine il diritto ad essere coinvolti e a decidere del futuro delle loro città.
I comitati “Uniti per la Manifattura” e “Manifatturiamo” chiedono a gran voce di discutere in un confronto aperto e leale le scelte da operare nell’interesse della collettività. Denunciano questo
vergognoso attacco ai diritti costituzionali e chiedono l’intervento dell'autorità indipendente regionale per la garanzia e la promozione della partecipazione. Sottolineano, inoltre, come la
questione della partecipazione debba essere risolta una volta per tutte: nella nostra regione ci devono essere regole e modalità certe e non dipendenti dalle composizioni delle giunte locali.
Appare evidente come si sia, ormai, in un regime di oligarchia e come sia necessario ribadire e riconquistare i principi politici del vivere democratico.

Uniti per la Manifattura e Manifatturiamo Lucca

10/04/2021

Condividiamo l'articolo di Antonio Fiorentino uscito sulla rivista Per un'altra città.
Con un'analisi delle vicende che si sono susseguite da circa un anno a questa parte, nell'articolo vengono portate alla luce le criticità che persistono nel progetto di privatizzazione della ex Manifattura. I cambiamenti ai progetti proposti dalla società Coima ci sono stati, grazie alle potenti mobilitazioni e critiche della comunità lucchese, ma sostanzialmente niente cambia: un bene pubblico sarà comunque sottratto alla città e alle finalità richieste da chi la vive.
Proprio per questo, sulle basi delle criticità della privatizzazione e della negazione di un processo realmente partecipativo, la mobilitazione deve continuare per impedire la svendita dell'ex Manifattura.

🔻 Riproponiamo l'articolo integrale 🔻

RISPEDITO AL MITTENTE IL REWASHING DELLA PRIVATIZZAZIONE DELLA EX MANIFATTURA TABACCHI DI LUCCA
DI LUCA FIORENTINO

La Giunta comunale di Lucca, sulla base della persistente e attiva presenza dei cittadini nel dibattito sulla privatizzazione della Ex Manifattura Tabacchi, nei giorni scorsi è stata costretta a riesaminare la proposta di project financing presentata da Coima sgr e sostenuta dalla locale Fondazione bancaria.
Il Comune, a tal fine ha costituito un gruppo di lavoro cui è stata affidata la verifica delle condizioni tecnico giuridiche, immobiliari ed economico finanziarie poste dalla società milanese di Manfredi Catella, già pupillo di Salvatore Ligresti.
Questa istruttoria, molto probabilmente, avrebbe potuto avere una maggiore incisività se il Comune avesse coinvolto competenze tecniche esterne all’ambiente lucchese, già ampiamente animato da un vivace dibattito sulla questione Manifattura. Comunque nulla da eccepire sulle relazioni e i pareri presentati, formalmente impeccabili.
Al di là delle valutazioni tecniche ed economiche, sulle quali l’Amministrazione sembra porre l’attenzione, restano sul tappeto le due questioni pregiudiziali che invalidano l’intera procedura di questa proposta di finanza di progetto: il mancato rispetto dei vincoli di tutela della Soprintendenza e la privatizzazione di un bene che invece deve restare pubblico.
I vari attori pubblici e privati devono considerare una volta per tutte che la Ex Manifattura Tabacchi è un complesso monumentale, dichiarato tale dal MIBACT con provvedimento n. 530 del 18.11.2013: “il complesso mantiene importanti porzioni del tessuto urbano storico e strutture architettoniche di notevole valore […] nel suo insieme e nelle originarie parti che lo compongono, riveste particolare interesse storico ed architettonico”. Come è ben evidente, la Manifattura Tabacchi e la storia sociale ed architettonica della città sono strettamente integrate e non è possibile immaginare interventi che non siano quelli prescritti dalle ordinanze della Soprintendenza. Queste, come sappiamo, escludono nel complesso monumentale la funzione residenziale e alberghiera e prescrivono, sulla base del Codice dei Beni Culturali, solo interventi di manutenzione e di restauro. Nulla di più, pena la risoluzione di diritto dell’atto di alienazione del bene da parte del Soprintendente, in ciò obbligato dal Codice dei Beni culturali e dall’art. 1456 del Codice Civile.
La cultura urbanistica più avanzata, e talune amministrazioni più responsabili, ormai da anni fanno sempre più riferimento alle potenzialità rigeneratrici delle dotazioni pubbliche delle comunità locali. Queste, se sottratte alla speculazione immobiliare e opportunamente considerate in chiave relazionale e progettuale, offrono l’opportunità di un arricchimento dell’intero sistema urbano, in questo caso dell’intera città di Lucca.
Sottraiamo la Manifattura alla privatizzazione speculativa, confermiamo il suo carattere peculiare di Bene Comune Collettivo, rigettiamo la sterile diffusione di alberghi e residenze di lusso, modello ormai vecchio e nocivo, per aprirla alla diffusione di servizi sociali e culturali, scuole ed anche di servizi sanitari di base, oggi così tanto indispensabili.
Entrando poi nel merito dell’istruttoria promossa dal Comune dobbiamo constatare la sonora bocciatura degli elaborati tecnici presentati dall’immobiliare Coima. Il gruppo di lavoro così si esprime: “Alla luce della documentazione fornita da parte dei professionisti […] risultano NON RAGGIUNTI gli obiettivi richiesti dalla Progettazione di fattibilità tecnico economica (da porre a base di gara)” E più oltre si legge che questa, “ai fini della validazione […] è verificata con esito negativo”.
Infatti la maggior parte delle voci prese in considerazione è considerata Non Favorevole (NF), quali per esempio la non conformità dei parcheggi al superamento delle barriere architettoniche, l’incerta previsione della passerella di collegamento alle Mura Urbane subordinata all’autorizzazione della Soprintendenza ed unica via di fuga in caso di incendio del parcheggio interrato e della piazza sopraelevata, la mancata definizione della fondazione di appoggio della passerella sulle Mura Urbane, la mancata Valutazione di Sicurezza statica degli edifici esistenti, l’assenza delle relazioni relative agli aspetti acustici e geologici, la mancata valutazione degli effetti di un eventuale incendio sulle attività/strutture limitrofe, e così via.
Sorprende constatare le numerose criticità del progetto di fattibilità del project, emerse solo in seguito alle reiterate prese di posizione di associazioni, comitati, singoli cittadini e tecnici che avevano già individuato i limiti della proposta immobiliare/speculativa e che hanno costretto il Comune, dopo anni di estenuanti battaglie, a riconsiderare quanto andava sottoscrivendo.
A questo punto una domanda sorge lecita: e se non ci fosse stato questo profondo lavoro di documentazione e di partecipazione sociale, cosa sarebbe successo? L’Amministrazione avrebbe sottoscritto un project pieno di contraddizioni e di incertezze? E la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca sarebbe stata a guardare e a finanziare tutta l’operazione?
Inoltre, la perizia giurata con la quale si determina il più probabile valore di mercato del complesso monumentale della Manifattura conferma il prezzo di 3,2 milioni. Non entrando nel merito della valutazione, bisogna dire che questa non vincola affatto l’Amministrazione comunale a confermare tale valore da considerare solo una soglia minima al di sotto della quale non è possibile andare ma che, all’interno di una contrattazione, può benissimo essere rivalutata. Nulla lo impedisce, salvo l’incapacità negoziale degli attori pubblici.
Infine, non per ordine di importanza, dobbiamo constatare che il Gruppo di lavoro propone una bozza di convenzione che tenta di riequilibrare le condizioni capestro che Coima imporrebbe e che, ribadiamo, in assenza dei movimenti sociali di questi mesi, molto probabilmente sarebbero state accettate, anche se è da sottolineare che permangono molte delle condizioni favorevoli alla società meneghina, altrove già segnalate.
Prendiamo atto di questo tentativo dell’Amministrazione comunale di ridimensionare i propri iniziali e ingiustificati entusiasmi, anche se nel complesso riteniamo insufficiente questa operazione di rewhashing di un progetto che non ha mai entusiasmato la comunità locale, che si sente tradita nelle aspettative di difesa degli interessi pubblici proprio da parte dell’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Tambellini.
Le vicende di Lucca e della straordinaria capacità di mobilitazione della sua comunità locale stanno proprio ad indicarci la strada maestra del governo delle trasformazioni della città e del territorio: l’ascolto, la partecipazione attiva e non di facciata, la definizione e la cura dei bisogni delle persone sono la cartina al tornasole di un’amministrazione pubblica che vuol essere degna di questo nome.
In caso contrario è ben evidente che ne pagherà tutte le conseguenze sul piano della sua credibilità politica.

08/04/2021

CINEMANIFATTURIAMO

La sempre più probabile privatizzazione dell'ex Manifattura di Lucca non fermerà la mobilitazione... E nemmeno la nostra ironia!

07/04/2021

Lucca, 07/04/2021

Impediamo il furto: la Manifattura deve rimanere proprietà pubblica, a gestione pubblica, al servizio della città e di chi la vive. In questi ultimi giorni la vicenda Manifattura è stata segnata da tre fatti importanti: una delibera di Giunta, con numerosi allegati, contenente proposte di modifiche ulteriori al progetto Coima; il siluramento dell’Assessore Marchini, reo di avere più di un dubbio su tale progetto tanto da non presentarsi alla riunione della Giunta comunale; la consegna all’ufficio protocollo del Comune di Lucca di una richiesta di sospensione del progetto e l’attivazione di un percorso di processo partecipato, sulla base della legge regionale 46/2013, presentato da Legambiente, Italia Nostra e da altre 19 realtà associative, sindacali, ambientaliste, comitati locali, tra cui ovviamente Manifatturiamo, che in questi anni si sono opposti ai progetti di cementificazione e di privatizzazione di patrimoni e spazi pubblici che hanno investito la città di Lucca.

Alla luce di queste novità Manifatturiamo intende precisare che, con la delibera di Giunta, il Comune di Lucca ha praticamente formulato la quarta proposta da sottoporre ai proponenti, cioè Coima e Rocco & Puccetti, da cui si attende in tempi brevi una risposta definitiva. Le modifiche più importanti, consigliate da un nucleo di valutazione formato da tecnici, consistono in una perizia (stavolta giurata) sul valore economico di 3,2 milioni attribuito al complesso della Manifattura Sud, la gestione operativa dei parcheggi che ritorna alla Metro srl, e la garanzia che al Comune spetti una redditività minima, da incrementare in caso di maggiori ricavi. Inoltre le piazze devono rimanere aperte al pubblico, vengono ripristinate le tasse sull’uso di suolo pubblico e il controllo dell’Amministrazione sulla gestione degli eventi. Viene poi lanciato un appello a Wolters e Kluwer (ex Tagetik) affinché affitti parte dell’immobile anche nel caso in cui le tempistiche si allunghino. La Fondazione CRL, che mantiene un ruolo opaco e ambiguo, minaccia apertamente il fallimento del progetto se Wolters e Kluwer non consentirà lo sforamento dei tempi. La presentazione dell’ormai quarta proposta, da dove scaturisce? Dalla presa d’atto del fallimento delle prime tre, criticate ferocemente e in modo inoppugnabile da studiosi, urbanisti, esperti indipendenti per il carattere fraudolento del project financing e del sicuro danno erariale che ne sarebbe derivato al Comune; dalla crescita di un’estesa mobilitazione sociale, politica e culturale, contraria alla svendita della Manifattura e critica verso la mancata trasparenza dell’operazione; dalla paura di guai giudiziari per l’amministrazione, che ha fatto sentire l’esigenza di costruire uno schermo a difesa dell’Amministrazione stessa.

Con la critica argomentata e inattaccabile, la corretta informazione e la mobilitazione nelle piazze, abbiamo evitato guai peggiori per le casse comunali, anche se rimangono ancora, comunque, zone d’ombra e di assoluta mancanza di trasparenza in tutto il procedimento che ancora non si è concluso. Diventa sempre più palese il fatto sostanziale: il Comune e i suoi partner vogliono sottrarre la Manifattura alla città, magari in modo più raffinato, e i cittadini dovrebbero pure ringraziare (si vedano gli ultimi interventi sulla stampa del gruppo politico Sinistra con e dell’Assessore Mammini). Come può accettare la città di Lucca che la Manifattura sia privatizzata, svenduta a Coima o a un fondo chiuso di diversi soggetti privati, con un progetto fumoso ma che prevede alloggi privati, uffici, negozi e parcheggi o, in alternativa, il nulla? Lucca ha bisogno di questo? Noi di Manifatturiamo combattiamo per la proprietà e la gestione pubblica della Manifattura, al servizio della città. Le soluzioni alternative ci sono: dal reperimento di finanziamenti pubblici (attualmente disponibili) alla progettazione e realizzazione di servizi per la città e per chi ci vive. La Manifattura non è un semplice e banale contenitore, è un bene pubblico storico e culturale e come tale deve essere trattato. Qualcuno ha detto che questo è il momento delle scelte: è vero. Scelte a difesa del patrimonio e degli spazi pubblici rimasti, o a favore di privatizzazioni e mercificazione delle città? Decementificazione e tutela del verde, o ulteriori colate di cemento, come a S. Concordio, come il progetto degli assi viari nella Piana, voluti dal centrodestra e dal centrosinistra? Prevenzione territoriale e valorizzazione della sanità pubblica, o sua penalizzazione e diffusione del disagio? Risorse per le scuole e assunzioni, o classi pollaio e studenti nei container? Allarghiamo la piattaforma, unifichiamo le lotte. Nei prossimi giorni Manifatturiamo chiamerà ad un’ampia mobilitazione tutte le forze e tutte le realtà sociali per costruire dal basso un ampio fronte di resistenza civile, per fermare il progetto e pretendere l’attivazione del processo partecipato.
Su la testa, unire il basso, nemico in alto, impediamo i furti.

Manifatturiamo.

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