31/03/2026
📌 SETTIMANA DELLA LIBERTÀ (7-12 aprile 2026)
👉 L'8 aprile 2026, in occasione della settimana della Libertà, l'Archivio di Stato di Lucca torna ad esporre i documenti fondativi originali della Libertas lucchese, a cominciare dal celebre privilegio dell'imperatore Carlo IV datato 8 aprile 1369.
📜 🧐 Di questo prezioso documento ci sono pervenuti due originali, che oggi appartengono alla grande raccolta del nostro Diplomatico, ma che anticamente erano custoditi nella Tarpea, ovvero l'archivio segreto della Repubblica, collocato nell'attuale Palazzo Ducale.
👀 Poiché in mostra vedrete la parte anteriore del documento, ossia quella contenente il testo del privilegio, che è la più conosciuta e la più vista, oggi noi abbiamo scelto di mostrarvi piuttosto alcuni dettagli della parte posteriore, quella destinata a restare nascosta, per lo più nota solo agli specialisti.
🔸 I dettagli che pubblichiamo riguardano le diverse collocazioni che furono date ai privilegi imperiali nella Tarpea, in seguito ad interventi di riordinamento che interessarono quell'archivio.
Sul retro di entrambi gli originali si legge infatti "Tarpea. arm(ari)o 11", e la scritta è seguita dai numeri 117 e 118 (i numeri assegnati ai due privilegi).
In un altro punto del retro leggiamo però "Arm(ari)o 33".
📖 Oggi noi siamo in grado di datare queste diverse collocazioni grazie ad una serie di inventari o, più propriamente, topografici, redatti per ordine del governo dell'antica Repubblica di Lucca, perfettamente conservati ed oggi appartenenti alla raccolta "Archivi pubblici", nella quale sono comprese le carte prodotte dall'antico Offizio sopra le scritture, magistratura che vigilava sulla corretta tenuta degli archivi pubblici.
🔸 Sfogliando questi volumi, di cui vi mostriamo alcune carte, apprendiamo che la collocazione nell' "armario 11" fu l'ultima data ai due privilegi.
Andando a ritroso, scopriamo che nel 1648, i privilegi imperiali "ottenuti dall'anno 1369" erano stati collocati nell'armario 33, mentre nel 1605 erano stati sistemati negli armari IV e V. In quell'anno il locale della Tarpea era stato ricostruito "e disposto in miglior forma", come si legge nella nota introduttiva al volume.
👉 Vi aspettiamo l'8 aprile in Archivio. Sono previste due visite guidate gratuite, alle ore 10 e alle ore 11:30, previa prenotazione al numero 0583 491465 o tramite e-mail all'indirizzo [email protected]
13/02/2026
🧐 📖 Oggi vi mostriamo alcune lettere capitali decorate a inchiostro che caratterizzano i protocolli del notaio Cristoforo "de Bernardis".
Di questo notaio, rogatario dal 1650 al 1701, si sono conservati ben 50 protocolli e 5 repertori che ne agevolano la consultazione.
Il protocollo relativo all'anno 1699 contiene una nota relativa ad un'interruzione dell'attività di notaio per il bimestre maggio-giugno, conseguente all'elezione di Cristoforo nel Collegio degli Anziani. Gli Anziani, infatti, lo ricordiamo, restavano in carica due mesi, durante i quali non potevano allontanarsi dal Palazzo se non in particolari circostanze ufficiali.
🔸 Il motivo prevalente che si riscontra nelle decorazioni è quello del serpente, declinato in molteplici forme.
Scorrendo le immagini, troverete anche due figure maschili abbracciate e collegate alle lettere capitali dei due nomi "Petrus" e "Laurentius". Dalla lettura del documento apprendiamo che i due erano fratelli ed entrambi attori dell'azione giuridica.
La decorazione, pertanto, ci sembra ricercata e pertinente.
02/10/2025
🔖 In occasione della Domenica di Carta, quest'anno dedicata agli archivi di famiglia, il nostro Istituto propone una mostra documentaria dal titolo “I terrilogi negli archivi delle antiche famiglie lucchesi”.
📖 Il termine “terrilogi” si riferisce a volumi nei quali sono raccolti disegni e mappe, accompagnati da descrizioni testuali, relativi ai beni immobili di un determinato soggetto (famiglia o ente). Secondo le ricerche di Leonardo Ginori Lisci, in Toscana, gli esempi più antichi di terrilogio sarebbero proprio lucchesi. Il primo terrilogio individuato è infatti datato 1540-1542 e proviene dall’archivio della famiglia Bernardini.
La redazione di questi documenti, per lo più curata da agrimensori e pubblici periti, rispondeva generalmente ad una finalità pratica, che era quella di avere esatta cognizione e memoria del patrimonio immobiliare, sia a fini fiscali, sia come prova da esibire in caso di controversie.
Tuttavia, molti terrilogi si caratterizzano, oltreché per la precisione delle descrizioni, anche per un certo gusto estetico, che trova espressione negli apparati decorativi e nell’uso dei colori, talvolta molto ricercati. In questi casi il terrilogio può configurarsi non solo come strumento di gestione amministrativa, ma anche come mezzo di espressione del prestigio famigliare.
🔸 Scopo della mostra è quello di documentare la grande varietà dei terrilogi presenti negli archivi delle antiche famiglie lucchesi (dalle redazioni più semplici e primitive a quelle più elaborate), e metterne in luce l’importanza come fonte cartografica, per lo studio della storia del territorio e delle sue trasformazioni nel corso del tempo.
✅ 𝗤𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼: domenica 12 ottobre, 9:30-12:30
✅ 𝗗𝗼𝘃𝗲: Archivio di Stato di Lucca – Palazzo Guidiccioni, piazza Guidiccioni 8
ℹ️ Ingresso gratuito su prenotazione. Visite guidate alle 9:30 e alle 11:00.
👉 Per informazioni e prenotazioni, telefonare al n. 0583 491465 dal lunedì al mercoledì (ore 8-13), e al n. 0583 955909 il giovedì e il venerdì (ore 8-13), oppure scrivere all'indirizzo mail [email protected].
16/09/2025
📌 In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, quest'anno dedicate al tema “Architetture: l’arte di costruire”, l'Archivio di Stato di Lucca propone la mostra documentaria "Lucca non è Parigi. Elisa Bonaparte e Piazza Napoleone, un omaggio imperiale nel cuore della città".
🔹 Il titolo della mostra, dal tono volutamente provocatorio, riflette la tensione di un’epoca. Un invito a riflettere sul rapporto tra autorappresentazione del potere, attraverso arti e urbanistica, e identità collettiva. Da un lato Elisa Bonaparte, sorella di Napoleone, principessa di Lucca e Piombino e granduchessa di Toscana, che dovette misurarsi con i limiti di una piccola capitale nel tentativo di replicare la grandeur francese; dall’altro i lucchesi, orgogliosi della propria secolare tradizione repubblicana, chiamati a confrontarsi con riforme e trasformazioni urbanistiche imposte dall’alto, in un complesso dialogo, spesso conflittuale, tra consuetudine e modernità.
🧐 📖 Attraverso documenti, tra cui la Costituzione del Principato lucchese sottoscritta dall’imperatore Napoleone, stampe, progetti architettonici e mappe, il percorso espositivo ricostruisce la nascita del Principato di Lucca e Piombino nel 1805 e l’introduzione delle riforme napoleoniche, dal Codice Napoleonico al sistema metrico decimale. Particolare rilievo è dato alla grande stagione di interventi urbanistici intrapresa dalla principessa Elisa. Questi lavori culminarono nella progettazione di Piazza Napoleone, la cui costruzione comportò la demolizione dei preziosi edifici di un intero quartiere, tra cui la chiesa di San Pietro Maggiore che custodiva la venerata immagine della Madonna dei Miracoli.
✅𝗤𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼: 27 – 28 settembre 2025, 9:30-12:30
✅𝗗𝗼𝘃𝗲: Archivio di Stato di Lucca – Palazzo Guidiccioni, piazza Guidiccioni 8
ℹ️ Ingresso gratuito su prenotazione. Visite guidate alle 9:30 e alle 11:00.
👉 Per informazioni e prenotazioni, telefonare al n. 0583 491465 dal lunedì al mercoledì (ore 8-13), e al n. 0583 955909 il giovedì e il venerdì (ore 8-13), oppure scrivere all'indirizzo mail [email protected].
07/08/2025
Un aspetto particolarmente interessante e suggestivo della documentazione epistolare conservata in Archivio è la presenza di note a margine o digressioni nel corpo della lettera su argomenti che esulano dall'affare principale di cui si tratta.
👉 Ve ne mostriamo due esempi tratti da un volume del fondo dell'Offizio sopra la giurisdizione, magistratura istituita con decreto del Consiglio Generale del 10 novembre 1562, allo scopo di difendere le prerogative giurisdizionali della Repubblica di Lucca, e soppressa nel 1801.
Il volume in questione, relativo al periodo 1720-1727, contiene abbondante carteggio tra Giuseppe Vincenzo Nicolini e il canonico Giovanni Giacomo Fatinelli, rispettivamente Cancelliere Maggiore e agente a Roma della Repubblica di Lucca.
🔹 Nel primo esempio, il canonico Fatinelli, scrivente da Roma, dopo aver dato puntuali ragguagli su una serie di questioni che interessavano il governo e il vescovo di Lucca, terminava la lettera raccontando di "Sua Santità" che "ieri sera [25 maggio 1725] andò a San Giovanni, doppo essersi trattenuta per qualche ore alla Chiesa Nuova per la vigilia di S. Filippo Neri, e questa mattina ha tenuto in quelle Basilica l'Ordinazione solita delle Quattro Tempora né si stracca mai".
Segue il segno di una nota riportata a margine, che ricorda un'invasione di locuste nelle campagne romane: "Son cominciate a comparire in queste campagne le locuste in gran quantità, che cagionano molta apprensione, onde sono usciti gl'Editti per procurarne l'estirpazione, ma se sono eserciti di Dio, poco o niente serviranno le umane industrie".
🔹 Nel secondo esempio Giuseppe Vincenzo Nicolini, prima di affrontare l'argomento della sua lettera, ricordava i danni causati a Lucca dalla tramontana di quei giorni al "raccolto della foglia de' vermi da seta, quando già per l'anticipata dolcezza della stagione era bella grande, e conseguentemente con grave danno di questo paese, quello della seta medesima". Aggiungeva che il vento "molto e considerabile nocumento ancora ha apportato alle semente de' grani, alle vigne e agl'altri frutti, sicché si va incontro ad un'annata calamitosa"; e concludeva con una nota di speranza sulla "mano del Signore che può far nascere l'abbondanza anche all'improvviso".
25/04/2025
🔖 In occasione dell' 80° anniversario della Liberazione dell'Italia dal nazifascismo, condividiamo due documenti riferiti al giorno della liberazione di Lucca (5 settembre 1944), e la scheda personale del partigiano Evangelisti Italo, caduto sul monte Ornato (Stazzema) il 30 luglio 1944.
I documenti provengono dall'archivio del Comitato di Liberazione Nazionale provinciale e da quello della Prefettura di Lucca.
🔸 rapporto di servizio del Maresciallo Ferdinando Maggiordomo datato 6 settembre 1944, relativo ai fatti del giorno prima.
Ferdinando Maggiordomo era a capo di una "squadra di patrioti" che avevano occupato la Porta di Sant'Anna "nuova e vecchia" «per impedire l'accesso di armati tedeschi nell'interno della città e sorvegliare le immediate adiacenze delle porte stesse»
🔸 verbale dell'adunanza dei membri del C.L.N. nel "Palazzo del Governo" di Lucca, i quali «dopo aver costatato che la città di Lucca è di fatto e di diritto in potere del C.L.N. di Lucca», aprivano la seduta.
🔍 Sul portale storico della Presidenza della Repubblica, un breve documentario trasmesso il 5 settembre 2007, della serie "Un minuto di storia" di Gianni Bisiach, dedicato alla liberazione di Lucca e all'eccidio di Marzabotto (https://archivio.quirinale.it/aspr/gianni-bisiach/AV-002-001360/5-settembre-1944-liberazione-lucca-4)
👉 Nel ringraziare le persone che in questi giorni hanno visitato la nostra mostra (alcune delle quali hanno arricchito il percorso espositivo condividendo le loro memorie famigliari), vi ricordiamo che la mostra sarà aperta al pubblico anche l'8 e il 9 maggio.
23/04/2025
📌 Il 1° dicembre 1945, l'Ufficio Centrale Archivi del Regno del Ministero dell'Interno emanò una circolare (la n. 37) con la quale comunicava la ripresa, a partire dal 1946, della pubblicazione del periodico "Notizie degli Archivi" (divenuto, nel 1955, "Rassegna degli Archivi di Stato"), con un fascicolo unico per gli anni 1944-1945 interamente dedicato agli Archivi durante la guerra.
La preziosa pubblicazione (facilmente reperibile online) è articolata in due parti, dedicate, l'una agli Archivi di Stato e Sezioni di Archivio di Stato, l'altra, agli "Archivi di qualunque genere" (Comunali, Notarili, Giudiziari, Finanziari etc.) su cui erano state raccolte informazioni grazie alla collaborazione di altri ministeri.
🔍 Nel caso di Lucca, la scheda redatta per l'Archivio di Stato, ricorda il trasferimento delle "carte più preziose" nella Certosa di Farneta, avvenuto nel 1942, il successivo ritiro delle medesime nel 1944, e la loro sistemazione prima al piano terreno e poi nel sottosuolo di Palazzo Guidiccioni, dove alcune pergamene patirono un po' di umidità.
Nel complesso però il patrimonio documentario dell'Istituto risultava "indenne" e l'eccezione più significativa era rappresentata da una serie di documenti che, prestati all'Archivio di Stato di Napoli per la Mostra Triennale d'Oltremare, erano andati distrutti nell'incendio di Villa Montesano.
Gli altri archivi lucchesi ricordati nella pubblicazione sono l'Archivio Notarile (sede danneggiata, atti indenni), l'archivio del distretto militare (tutti i documenti distrutti con poche eccezioni), gli archivi dell'Unione Commercianti (lievi danni) e dell'ex Federazione Fasci Combattenti (in parte distrutto).
Nel protocollo interno del nostro Istituto abbiamo ritrovato tutti i documenti da cui furono tratte le informazioni trasmesse all'Ufficio Centrale Archivi del Regno.
Vi mostriamo:
✅ la circolare n. 37 del 1° dicembre 1945 dell'Ufficio Centrale Archivi del Regno, in merito alla ripresa della pubblicazione del periodico "Notizie degli Archivi"
✅ la comunicazione del Ministero dell'Interno relativa alla perdita dei documenti dell'Archivio di Stato di Lucca prestati all'Archivio di Stato di Napoli
✅ l'elenco dei documenti allora ritenuti "di maggior pregio" e perciò trasferiti nella Certosa di Farneta. Erano i seguenti: Diplomatico, Manoscritti della Biblioteca, Statuti del Comune di Lucca e Statuti delle Comunità soggette, Capitoli, Atti di Castruccio e degli Antelminelli, Curia dei Rettori, Anziani avanti la libertà, Signoria di Paolo Guinigi, Lettere originali agli Anziani della Repubblica, Ambascerie, carte originali, Riformagioni pubbliche e Riformagioni segrete.
✅ la comunicazione del Ministero dell'Interno, datata 8 febbraio 1944, nella quale si rappresentava la necessità di cercare un'altra località nella quale trasferire "gli atti pregevoli" dell'Archivio di Stato di Lucca, «qualora per lo sviluppo degli eventi bellici la Certosa di Farneta non appaia più idonea allo scopo» (come poi effettivamente accadde).
👉 Mostra documentaria: "1943-1945: la Liberazione di Lucca nei documenti dell'Archivio di Stato" (18, 22, 23 e 24 aprile, 8 e 9 maggio 2025, ex Complesso dei Pubblici Macelli).
17/04/2025
🔖 Apre domani al pubblico la mostra documentaria dedicata alla liberazione di Lucca dal nazifascismo (1943-1945).
Tra i documenti in esposizione, i faldoni della CAS (Corte d'assise straordinaria) di Lucca, conservati nella nostra sede sussidiaria.
🔸 Istituite con decreto legislativo luogotenenziale n. 142 del 22 aprile 1945, le CAS erano chiamate a giudicare le persone accusate del reato di collaborazionismo, secondo la definizione contenuta nell'art. 5 del decreto lgs. luogotenenziale n. 159 del 27 luglio 1944 "Sanzioni contro il fascismo":
«Chiunque, posteriormente all'8 settembre 1943, abbia commesso o commetta delitti contro la fedeltà e la difesa militare dello Stato, con qualunque forma di intelligenza o corrispondenza o collaborazione col tedesco invasore, di aiuto o di assistenza ad esso prestata, è punito a norma delle disposizioni del Codice penale militare di guerra. Le pene stabilite per i militari sono applicate anche ai non militari. I militari saranno giudicati dai Tribunali militari, i non militari dai giudici ordinari»
A domani! 🙂
15/04/2025
📌 Manifesto 11 settembre 1943 con il quale si annuncia alla popolazione lucchese l'assunzione del comando su tutte le Autorità civili e militari da parte del comandante della zona di Lucca, Randolf.
fonte: ASLu, fondo del Comitato Provinciale di Liberazione Nazionale.
👉 documento in esposizione: "1943-1945: la Liberazione di Lucca nei documenti dell'Archivio di Stato" (18, 22, 23 e 24 aprile, 8 e 9 maggio 2025, ex Complesso dei Pubblici Macelli).
07/04/2025
Tra i fondi conservati in Archivio di Stato ai quali abbiamo attinto per la mostra sugli anni della liberazione di Lucca spiccano i seguenti:
✔️ Comitati di Liberazione Nazionale di Lucca (provinciale e comunali)
✔️ Prefettura e Gabinetto della Prefettura di Lucca
✔️ Commissione provinciale di epurazione di Lucca (ex decreto legislativo luogotenenziale n. 159 del 27 luglio 1944 "Sanzioni contro il fascismo")
✔️ Carcere di San Giorgio
✔️ Corte straordinaria di Assise di Lucca (ex decreto legislativo luogotenenziale n. 142 del 22 aprile 1945)
✔️ Fogli matricolari
Segnaliamo anche il fondo donato all'Istituto da Casimiro Barsotti: una raccolta di articoli di giornale, di argomento per lo più musicale e teatrale locale, ma con nuclei di materiale relativo alla cronaca cittadina degli anni trenta-quaranta, corredato di note manoscritte dello stesso Barsotti, e dal quale abbiamo tratto la vignetta riportata in locandina.
🔹 I documenti che oggi vi mostriamo provengono dal fondo del Gabinetto della Prefettura di Lucca.
Il primo documento, datato 5 ottobre 1944, è una comunicazione del Prefetto Giovanni Carignani, indirizzata al Comando Gruppo Carabinieri Reali, nella quale si richiedono informazioni in merito agli «atti di atroce violenza contro civili italiani» compiuti dai militari tedeschi nel periodo immediatamente precedente alla loro ritirata.
A tale comunicazione seguì l'invio di schede (in buona parte pervenute) nelle quali sono riportati: data e ora del fatto; località in cui avvenne il fatto; generalità complete e ogni altro dato utile relativo: alle vittime, agli autori delle violenze, ai testimoni del fatto; cenno sintetico del fatto.
Alle schede sono spesso allegate relazioni e testimonianze sui fatti.
Pubblichiamo un esempio di scheda, e la testimonianza relativa alla morte del maresciallo dei carabinieri e patriota Domenico Botindari, ucciso dai tedeschi il 4 settembre 1944.
In via Vittorio Veneto, dove avvenne il fatto, è apposta una targa commemorativa.
👉 documenti in esposizione: "1943-1945: la Liberazione di Lucca nei documenti dell'Archivio di Stato" (18, 22, 23 e 24 aprile, 8 e 9 maggio 2025, ex Complesso dei Pubblici Macelli).