27/10/2026
Venerdรฌ 30 ottobre lasciamo il Poggiolo in silenzio e scendiamo in piazza per unirci alla mobilitazione nazionale.
Perchรฉ ciรฒ che succede in cittร non si ferma alle sue porte ma arriva fin quassรน .
Vivere e fare presidio sul crinale significa scontrarsi ogni giorno con un sistema che ci vorrebbe isolat3, docili o rassegnat3.
Il caro vita e il caro affitti sono arrivati fin sopra i monti. Ma qua restare significa fare i conti con una mobilitร pubblica che di fatto non esiste, dove anche solo studiare, curarsi o andare a lavorare vuol dire dipendere dallโauto e dal caro benzina.
Significa veder chiudere scuole e asili perchรฉ per i calcoli di palazzo "manca il numero minimoโ.
Siamo barist3, camerier3, cuoch3, organizzator3 culturali e sociali. Siamo persone che fanno cinque lavori in uno, caricandosi sulle spalle ogni singola contraddizione di questo tempo. E a 30 o 40 anni, dopo un decennio di precarietร e salti mortali per tenere aperti spazi di socialitร , veniamo ancora trattat3 come โi giovani che ci provanoโ, lasciat3 da sol3 a fare il lavoro di cura che le istituzioni hanno abbandonato.
Spazi come il Poggiolo โ che provano a fare della memoria viva, della cultura accessibile, presidio di montagna โ si scontrano con un modello economico che premia la speculazione e desertifica i territori.
Abitare lโAppennino e prendersi cura di questa terra รจ una scelta politica. Garantire i servizi primari :la casa, lo studio, la sanitร e la dignitร non รจ un favore che ci viene concesso: รจ un diritto fondamentale.
Il 30 ottobre spegniamo i fornelli
Ci vediamo in piazza.