02/11/2026
🕯️ 𝐌𝐄𝐌𝐎𝐑𝐈𝐀 𝐃𝐈 𝐂𝐀𝐑𝐓𝐀 - Questa settimana, in occasione della commemorazione dei defunti, la nostra rubrica anticipa il consueto appuntamento!
📜 Un cimitero dimenticato, il recupero di un luogo sacro e un racconto singolare.
Un atto del 1707, conservato nel volume 301 delle minute del notaio Pinna, ci fa conoscere un dettaglio interessante della storia del cimitero annesso all’Ospedale Grande di Messina.
Il padre spirituale, al fine di indurre i fedeli a pregare per le anime dei defunti, racconta che il cimitero annesso all’Ospedale versava da anni in pessimo stato a causa dei danni provocati dal tempo, dalla vegetazione incolta e dalle intemperie, tanto che nemmeno la ca****la veniva più utilizzata per celebrare la Messa.
Dopo aver commissionato a quattro uomini la pulizia dalle erbacce, «comparve più distinto lo sconquasso di quei Sepolchri». Uno degli uomini si rese disponibile a lavorare alla riparazione delle tombe in cambio «dell’ordinaria mercede con più un poco d’aceto per difendersi dal fetore, che mandavan quelle putredini».
Grazie agli interventi di pulizia e riparazione, il cimitero riacquistò il suo decoro e la ca****la tornò a ospitare le celebrazioni, venendo successivamente arricchita con nuovi altari e due «maestrevoli» porte.
🧐 Ma l’atto custodisce anche un particolare inatteso: il racconto del sacerdote che, dopo aver seguito i lavori, si ammalò gravemente e rimase per giorni privo di sensi. Durante la malattia, racconta di aver avuto accanto a sé due bellissimi giovanetti 👼🏼👼🏼 che lo confortavano e gli infondevano speranza di vita.
Una testimonianza in cui storia, devozione e memoria si intrecciano, restituendoci uno spaccato della Messina del Settecento e del rapporto con il culto dei defunti.
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