Collettivo Kasciavìt

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02/06/2026

🔴Presentazione del libro “Diario di un invisibile. Nell’inferno di un centro di detenzione amministrativa italiana” di Sunjay Gookooluk

“26 anni da “clandestino” nel nostro paese, Sunjay Gookooluk, cittadino delle isole Mauritius, ha vissuto la strada, il lavoro irregolare, il carcere. Ha iniziato a scrivere a Rebibbia. [...] Recluso per ben due volte nel CPR (ex CIE) di Ponte Galeria (Roma) è riuscito a tenere un diario nascondendo fogli, quaderni e penne. Questo libro raccoglie i suoi scritti, presentando per la prima volta al pubblico un’opera letteraria prodotta da dentro l’inferno della detenzione amministrativa italiana.”

“A fronte di un divieto di possedere strumenti utili a documentare le condizioni umanamente degradanti in cui Sunjay e i suoi compagni sono costretti a vivere [...], una penna introdotta illegalmente e della carta da imballaggio alimentare diventano un’arma di denuncia e resistenza.”

“Nella sua quasi trentennale esistenza, la macchina della detenzione - amministrativa - ha infatti ucciso almeno quaranta persone. Una gestione necropolitica delle vite che mira a lasciar morire portando al deperimento del corpo e della mente.”

Libro a cura di Francesca Esposito, Emilio Caja, Arianna Grasso. Con illustrazioni e testi di accompagnamento di diversi autori e autrici.

18.30 apertura spazio e apericena
19.30 dialogo con l’autore e dibattito sul razzismo di stato, sulla violenza detentiva e dei confini

Photos from Collettivo Kasciavìt's post 28/05/2026

CASA E SPAZI SOCIALI: DIRITTI UNIVERSALI

Questa notte, con un’azione coordinata e condivisa, diverse realtà sociali hanno rivendicato il diritto alla casa e alla città.

“Il diritto all’abitare non può ridursi al solo accesso a una casa, da rivendicare come fondamentale e universale, ma deve essere pensato come diritto a una forma di vita relazionale.
L’abitare diventa così l’atto politico di vivere la città nel suo insieme di relazioni, legami, cura, conflitto e possibilità collettive: pratiche che sottraggono la metropoli al suo ridursi a merce e permettono di restituirla alla funzione di ecosistema relazionale e vitale.

La casa è imprescindibile per garantire il diritto a un’esistenza dignitosa e al benessere psicofisico dell’individuo: senza di essa ogni possibilità di partecipazione rimane precaria e ricattabile. Contemporaneamente, una casa senza relazioni attorno produce individui alienati e passivi. È attraverso gli spazi sociali, tra cui i centri sociali autogestiti, che l’individuo può uscire dal suo isolamento e scoprirsi essere relazionale, soggetto di trasformazione, smettendo di subire passivamente il mondo e divenire protagonista della propria esistenza.

Gli spazi sociali rappresentano, infatti, la roccaforte di un’alternativa di esperienze di autogestione e di democrazia dal basso nel contesto urbano: sono luoghi sottratti alla mera logica del consumo, ambiti di contesa e di conflitto dove l’immaginazione osa tradursi in progetto collettivo, microcosmi in cui realizzare utopie concrete e proporre modelli di società accessibili e in continua decostruzione rispetto alle discriminazioni e alle logiche dominanti del profitto. Sono centri di libertà e liberazione, in cui superare l’individualismo senza rinunciare alla propria individualità. Qui, attraverso l’esercizio della propria capacità trasformativa del Mondo, la moltitudine prende forma e acquisisce la capacità di agire sulla realtà che ci circonda; il presente viene messo in discussione e lo si supera, mantenendo una tensione costante verso la realizzazione di un futuro migliore.
[Continua nei commenti]

13/05/2026

Sabato 16 vi aspettiamo per un doppio appuntamento:

🍉 Dalle 14:30 vi aspettiamo in piazza XXIV Maggio per il corteo nazionale a sostegno del popolo Palestinese in vista dello sciopero generale del 29 maggio per la Palestina e contro la guerra.

🎶 Dalle 21 fino a tarda notte vi aspettiamo a LOcK per scatenarvi.

IN CAPANNONE vi aspetta: Concerto Rap di Griin .grinn e Mikush

A seguire per farvi scaldare Dancehall / afrobeat / shatta By Haffimove ( )

E per finire Trash che vi lascerà senza fiato gentilmente offerta da: Il cardiochirurgo Mi(A)o e Scir0k

IN CINEMINO: “black& brown fritto misto / Intelligent trash” by Rufettimusic

✊️🪛 5 ANNI DI LOCK
Occupa. Organizzati. Sovverti.

Photos from Collettivo Kasciavìt's post 09/05/2026

✊️🍉RESISTENZE IN MOVIMENTO
Dalle marce del ritorno alla flotta della solidarietà

📅 Venerdì 15 maggio
🕖 Ore 18:00
📍 Laboratorio Occupato Kasciavìt (Via San Faustino, 62)

🚴 Gaza Sunbirds — Incontro in presenza con la squadra paraciclistica di Gaza: dalla loro fondazione, all'intervento umanitario durante il genocidio, fino a rappresentare la Palestina nelle gare internazionali.


⛵ Global Sumud Flotilla — Proiezione del documentario "Dalla terra al mare" con attivistə GSF che racconteranno l'esperienza del movimento: dalla prima partenza agli scioperi generali che hanno bloccato l'Italia.


🍽️ A seguire cena benefit per la Global Sumud Flotilla
📩 Prenotazioni: [email protected]

✊️🪛 5 ANNI DI LOCK
Occupa.Organizzati.Sovverti.

30/04/2026

MOBILITAZIONE DI URGENZA - LA FLOTILLA È STATA INTERCETTATA

La Marina israeliana, operante a centinaia di miglia al di fuori delle proprie acque territoriali, sta intercettando le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla.

Si tratta dell'ennesimo attacco di pirateria, dove civil3 provenienti da 55 paesi sono stat3 minacciati con armi e droni in acque greche mentre trasportavano aiuti umanitari diretti a Gaza, nella totale violazione del diritto internazionale.

Tutto questo con la complicità della Grecia e nel silenzio della comunità internazionale.

Il diritto Internazionale è inequivocabile. Le missioni umanitarie nelle acque internazionali sono protette dalla legge. Non esiste alcun fondamento giuridico per l’azione di “Israele”.

La richiesta è chiara: non vogliamo semplici dichiarazioni di solidarietà, vogliamo azioni concrete.

Chiediamo:
protezione diplomatica immediata per le attiviste

Condanna formale da parte dei governi ed interruzione di ogni rapporto con Israele

In questo il tempo è fondamentale. La Palestina e il Libano continuano a subire attacchi. La flottiglia è in movimento. La minaccia non è passata. Ogni ora di inazione da parte dei governi è un’ora in cui delle vite rimangono a rischio. L’urgenza non è retorica: è la realtà.

Ci troviamo domani alle 17:00 in corso Monforte davanti alla Prefettura

Perché l'inazione è complicità
Quindi noi insorgiamo, resistiamo, blocchiamo tutto!

Photos from Collettivo Kasciavìt's post 28/04/2026

TW violenza
In che mondo stiamo vivendo?
Ce lo siamo domandatx il 25 aprile davanti al CPR di via Corelli, abbiamo raccontato di questo luogo patogeno, in cui regnano violenze fisiche, psicologiche e mediche.
Abbiamo raccontato di come questi luoghi stiano diventando in modo sempre più esplicito spazi di tortura e annientamento.
Abbiamo raccontato di come si voglia permettere di vietare l’utilizzo degli smartphone con telecamera all'interno del CPR e di come questo isolerà ulteriormente le persone che sono lì rinchiuse.

Oggi è il 27 aprile.
Ci arrivano due notizie, la prima è che le persone rinchiuse nel CPR hanno sentito la nostra presenza fuori dalle mura il 25 mattina.
La seconda è che ieri mattina una delle persone rinchiuse all'interno di questo lager si è tagliata la gola e altre due hanno poco dopo tentato una “corda”, uno dei due subito dopo ha avuto una crisi epilettica.

La spirale della violenza si sta stringendo sempre di più.
Queste persone non solo non ricevono il supporto di cui avrebbero bisogno, al contrario sono
continuamente esposte alla violenza che gli viene perpetrata da polizia e medicx. Fanno così schifo le condizioni di detenzione che le persone rinchiuse preferiscono togliersi la vita piuttosto che sopravvivere dentro un CPR.
Immaginatevi se nessunx avesse potuto fare video, foto di ciò che è successo ieri, noi che il CPR lo vediamo solo da fuori avremmo saputo quello che è successo dentro?

Per noi la libertà è un basilare diritto di tutti i popoli eppure appartiene solamente a pochi, a chi è bianco, a chi è nato nei pochi paesi “giusti”, a chi può permettersi di guardare da un’altra parte. Crediamo che la libertà non sia reale se c’è qualcunx meno libero di qualcun’altro, soprattutto se strutture come queste possono continuare a esistere creando traumi, feriti e morti indisturbatamente.
Strutture che se si ha il “privilegio” di entrare sani lí dentro, se non deportati,si esce, come minimo, malati in qualche modo.

I confini non sono che delle linee immaginarie, che però ogni anno si fanno cimiteri e carceri, diventando terribilmente tangibili. Così la civilissima Europa porta avanti la sua democrazia colonialista e omicida nel

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