La Città dei Territori

La Città dei Territori

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LA CITTÀ DEI TERRITORI
Lista Ecologista, Solidale, Civica
Città Metropolitana di Milano

16/07/2025

IL TEMPO È GALANTUOMO.
La decisione di non voler correre con il centrosinistra milanese, sia alle elezioni comunali che alle elezioni di Città Metropolitana era e resta quella giusta.
Al di là delle vicende giudiziarie, il quadro politico che oggi emerge chiaramente è quello che gli ambientalisti e i comitati che non sono mai stati ancillari al PD milanese denunciavano da molti anni, ovvero quello di un territorio e di una città trattati come spazi da consumare e da far "fruttare", con la politica che invece di guidare la gestione del territorio ispirata esclusivamente dalla sola bussola dell'interesse collettivo, si è fatta interprete dei principi del liberismo applicato all'urbanistica, che "succhia" profitti" dai beni comuni.
Domenico Finiguerra
Consigliere Metropolitano Città di Milano
Sindaco di Cassinetta di Lugagnano

22/12/2024

CIAO CIAO PARCO AGRICOLO
Nell'area a sud di Milano, in questa mezzaluna fertile, la cavalcata del cemento ha trovato nel Parco Agricolo Sud Milano (il più grande d'Europa) un minimo di argine che ha limitato la devastante azione nel mostro divoratore di suolo. Si badi bene, limitato e non bloccato, perché comunque gli effetti della speculazione sono evidenti sia attorno alle grandi arterie stradali che in piena zona agricola dove centri commerciali e condomini sono nati come funghi.
Ma pur con tutti i suoi limiti, il Parco Sud ha svolto un'azione per limitare i danni. Si pensi all'idea di Regione di realizzare, dopo la TEM (tangenziale est esterna), anche la TOEM (tangenziale ovest esterna), progetto che ha visto tutti i comuni coordinati nel Parco Sud pronunciare un secco NO.
È in questo quadro che si è inserita la nuova legge regionale che ha di fatto tolto il Parco Agricolo Sud Milano dalle competenze di Città Metropolitana, portando tutto a Palazzo Lombardia.
Lo scorso mercoledì in Consiglio Metropolitano si è votato il nuovo statuto del Parco Sud che di fatto ratifica la volontà di Regione Lombardia.
Lo statuto è stato approvato da centrosinistra e centrodestra.
Unici voti contrari il mio e quello del presidente uscente del Parco Sud Daniele Del Ben.
Domenico Finiguerra

05/01/2024

𝗠𝗔𝗡𝗚𝗘𝗥𝗘𝗠𝗢 𝗚𝗜𝗚𝗔𝗕𝗬𝗧𝗘
Abbiamo un'infinità di capannoni vuoti e abbandonati, sdraiati come carcasse di dinosauri in decomposizione.
Cresciuti come funghi, venduti agli elettori come "falsi miti di progresso", hanno preso il posto di campi coltivati, di rogge, di filari, di aree naturali. Questo malato modello di sviluppo lo possiamo osservare benissimo tutto intorno alla grande Milano. Basta percorrere una qualsiasi delle tangenziali o vagare per le periferie per contare le centinaia di scatoloni vuoti, abbandonati al degrado, addobbati con striscioni affittasi e vendesi.
Eppure ancora oggi si pensa di costruirne di nuovi. Andando ad occupare gli ultimi fazzoletti di terra libera rimasta. Potrebbe accadere a Corsico, uno dei comuni più cementificati d'Italia, dove Legambiente e Unione Popolare hanno denunciato il rischio che vicino alla tangenziale Ovest possa atterrare uno dei nuovi ritrovati della modernità: un data center grande quanto 15 campi da calcio. Oppure ad Abbiategrasso dove proprio di fronte all'immensa area dismessa della Siltal (esempio da manuale del declino industriale del nostro paese) ed a fianco dell'ex Convento dell'Annunziata (anno 1469), arriveranno su area attualmente verde decine di scatoloni commerciali.
A pochi km da centri commerciali aperti, chiusi ed abbandonati nel giro di pochissimi anni.
Il semplice buonsenso farebbe sorgere una semplice domanda.
Perché non si utilizzano le aree dismesse?
Perché costerebbe un po' di più.
Perché sono le regole del mercato.
Mercato che per aumentare gli utili preferisce terra vergine ed incontaminata invece di suoli da bonificare.
Ma le sorti (o meglio le malasorti) del territorio non possono essere lasciate nelle mani del mercato e di chi pensa solo al profitto o agli oneri di urbanizzazione. Ed infatti la legge prevede che a decidere sia la politica.
E la politica decide.
Il problema è cosa decide.
Alcuni mesi fa in Città Metropolitana di Milano sono stati bocciati tutti i miei emendamenti che proponevano, vista l'emergenza ambientale di cui tutti si riempiono la bocca, zero consumo di suolo in tutta l'Area Metropolitana di Milano, capoluogo compreso.
Bocciati. Troppo radicali. Troppo ambientalisti.
Bocciati, perché altrimenti sarebbe stato impossibile costruire ancora su aree libere.
Così avremo colate per altri milioni di metri cubi di cemento da sommare a quelli già colati ed abbandonati al degrado.
Perché oltre gli slogan green, gratta gratta, sotto la vernice verde, spunta sempre il rassicurante grigio cemento. Buono per logistica, centri commerciali o per più moderni data center.
Mangeremo gigabyte.
Domenico Finiguerra

14/03/2023

RIDER
LAVORO, DIRITTI, MOBILITÀ
Conferenza a Palazzo Isimbardi
Sala degli Affreschi
Giovedì 16 marzo
Ore 15:00

12/11/2022

𝗟𝗔 𝗦𝗢𝗩𝗥𝗔𝗡𝗜𝗧𝗔̀ 𝗔𝗟𝗜𝗠𝗘𝗡𝗧𝗔𝗥𝗘 𝗡𝗢𝗡 𝗦𝗧𝗔 𝗜𝗡 𝗨𝗡𝗔 𝗕𝗘𝗧𝗢𝗡𝗜𝗘𝗥𝗔.
𝗡𝗢 𝗔𝗟𝗟𝗔 𝗩𝗜𝗚𝗘𝗩𝗔𝗡𝗢-𝗠𝗔𝗟𝗣𝗘𝗡𝗦𝗔!
Appena insediato il nuovo Ministro delle Infrastrutture Salvini ha dichiarato alla stampa che occorre sbloccare le grandi opere, e tra queste la famigerata Vigevano-Malpensa, l’autostrada che dovrebbe congiungere la Lomellina all’aeroporto di Malpensa.
Un progetto vecchissimo, che da oltre vent’anni minaccia il Parco del Ticino, Riserva della Biosfera tutelata dall’Unesco, ultimo polmone verde a sud della Città di Milano.
Un progetto che nonostante le ripetute bocciature ottenute a più livelli (legale, politico e amministrativo) la politica romana e del Pirellone, ad ogni ricambio di legislatura, continuano a voler calare a ridosso del Naviglio Grande, tagliando intere aziende agricole che da mezzo millennio coltivano questa terra fertile, compromettendo fontanili, rogge e canali scavati a mano nei secoli dall’uomo, ferendo parchi pregiati voluti dai cittadini e dagli agricoltori, sfregiando paesaggi e giardini incantevoli in Ville del ‘600 e del ‘700 che nulla hanno da invidiare ad alcuni Castelli della Loira.
Se il nuovo governo ha voluto istituire il Ministero dell’agricoltura e della Sovranità Alimentare sorge quindi subito il dubbio che si tratti dell’ennesima operazione di camuffamento ipocrita. Perché se il nuovo governo si ponesse davvero l’obiettivo di perseguire la Sovranità Alimentare del Paese l’ultima cosa a cui dovrebbe pensare sarebbe quella di asfaltare proprio l’agricoltura. A meno che Meloni e Salvini non pensino che le zucchine ed i pomodori possano essere coltivati sulle aiuole spartitraffico o lungo i raccordi autostradali.
In tutti questi anni chi si è opposto a questo progetto scellerato è sempre stato tacciato di essere un estremista ambientalista, un sovversivo comunista, un radicale ecologista. Ancora oggi, sul giornale locale Settegiorni, l’articolista che riportava il proposito del neo Ministro alle Infrastrutture Salvini di voler sbloccare la strada nel Parco del Ticino, attribuiva ai comuni di Cassinetta e Albairate, da sempre contrari al progetto, di esserlo per motivo ideologici.
Bene, allora mi domando se è una cattiva ideologia quella che vuole salvare l’agricoltura. Soprattutto oggi che proprio il governo si pone l’obiettivo della sovranità alimentare.
L’Italia oggi è in gran parte dipendente dalle importazioni di prodotti alimentari. Per fare la pasta importiamo il 40% dei grani, l'olio d'oliva lo facciamo con il 60% di olive prodotte all’estero, importiamo farine per il 45%, prodotti da forno per il 28%, conserve ittiche per il 95%, carni preparate e salumi per il 40%. L'alimentazione animale (mangimi) proviene da oltre confine per il 65%. E non siamo autosufficienti neanche per il riso (ne importiamo il 5%), per il latte e i formaggi (ne importiamo il 6%) e per l’ortofrutta trasformata (compriamo sui mercati internazionali il 16% delle materie prime).
Allora? E’ ideologia sovversiva lottare per difendere l’agricoltura del nostro paese?
E’ ideologia estremista voler tutelare la pianura padana in Lombardia dal cemento e dall’asfalto?
Se è sovversivo mettere in discussione il modello di sviluppo basato sul consumo di suolo, allora sì, lo ammetto: sono un sovversivo.
E da sovversivo ricordo al Governo Neosovranista Alimentare di Meloni, Salvini e Berlusconi, che la Regione Lombardia è la regione italiana che produce il maggior valore agricolo, che uccidere le aziende agricole e la produzione in Lombardia allontana ulteriormente il Paese dalla sovranità alimentare tanto proclamata e aumenterà la dipendenza delle nostre tavole dalle importazioni.
Fermare il consumo di territorio e le grandi opere funzionali al trasporto “privato e fossile” sono l’unico modo per salvaguardare quel patrimonio unico che abbiamo la fortuna di avere, quel paesaggio e quella agricoltura che fanno dell’Italia il Belpaese, del buon cibo, unico e tipico (ma lo siamo ancora?).
Non capirlo, e voler continuare con l’asfalto e il cemento buoni per l'energia fossile, inseguendo un modello ormai decotto e decadente, è sintomo della vera ideologia devastatrice che ha animato la politica italiana negli ultimi 30 anni, portandola verso la morte naturale ed economica.
Anziché srotolare i soliti progetti ingialliti che da vent’anni disegnano complanari e stazioni di servizio a ridosso di Cassinetta di Lugagnano, il Ministro Salvini pensi a come realizzare un valido trasporto pubblico locale ed a sistemare strade minori colabrodo e pericolose, che tuti i governi, di tutti i colori politici, a livello nazionale, regionale e provinciale, hanno dimenticato perché troppo presi dai grandi sogni, dai grandi anelli autostradali, dai grandi ponti, dai grandi tunnel.
𝙇𝙖 𝙨𝙤𝙫𝙧𝙖𝙣𝙞𝙩𝙖̀ 𝙖𝙡𝙞𝙢𝙚𝙣𝙩𝙖𝙧𝙚 𝙣𝙤𝙣 𝙨𝙩𝙖 𝙞𝙣 𝙪𝙣𝙖 𝙗𝙚𝙩𝙤𝙣𝙞𝙚𝙧𝙖.

Domenico Finiguerra
Sindaco di Cassinetta di Lugagnano
Consigliere Metropolitano Città di Milano

28/07/2022

CEMENTO E ASFALTO SUL BELPAESE
+34%. È l'incremento del consumo di suolo in Italia dal 2020 al 2021.
19 ettari. È il consumo giornaliero di terra in Italia.
70 km quadrati. È l'area sigillata dal cemento e dall'asfalto in Italia in un solo anno.

Photos from La Città dei Territori's post 29/06/2022

PERCHÈ LE NINFEE DELLE BRUGHIERE POSSANO CONTINUARE A VOLARE TRA I BRUGHI E LE GINESTRE DEL PARCO DEL TICINO.
La brughiera è un habitat unico, uno scrigno che preserva biodiversità.
Quella che abbiamo nel Parco del Ticino, a ridosso di Malpensa preserva specie animali e vegetali uniche e protette. Come la meravigliosa Coenonympha oedippus o Ninfa delle Brughiere.
SEA (Comune di Milano) vuole seppellirla sotto il cemento dell'ennesimo intervento, la Cargocity.
Uno dei tanti progetti che la politica dello "sviluppo costi quel che costi" vuole portare avanti. Portare avanti nonostante i tempi che viviamo, nonostante le sberle che la natura ci sta restituendo quotidianamente, nonostante la chiara ed evidente dimostrazione che dobbiamo fermarci e far respirare tutto il pianeta.
Oggi abbiamo partecipato al presidio davanti a Palazzo Marino a Milano per fermare il Masterplan, insieme ai comitati, agli ecologisti, agli ambientalisti ed ai sindaci.
Perché le Ninfee della Brughiera possano continuare a volare tra i brughi e le ginestre del nostro Parco del Ticino.
Domenico Finiguerra

28/06/2022

NO AI 44 ETTARI DI CEMENTO NEL PARCO DEL TICINO TARGATI COMUNE DI MILANO!
SALVIAMO LA BRUGHIERA!
Sea (ovvero il Comune di Milano) vuole far atterrate l'ennesima colata di cemento di 44 ettari per la Cargo City a sud di Malpensa, distruggendo la Brughiera del Parco del Ticino, area MAB tutelata dall'Unesco.
Per contrastare questo progetto, che verrà discusso in Commissione Consiliare a Palazzo Marino mercoledì 29 giugno, La Città dei Territori aderisce alla mobilitazione indetta dai comitati e dalle associazioni ambientaliste a partire dalle 14 e sarà presente al presidio con Domenico Finiguerra, Consigliere Metropolitano di Milano e Sindaco di Cassinetta di Lugagnano.
"Alla prova dei fatti si dimostra, come al solito, che le logiche economiche prevalgono sulla cura dell'ambiente e sulla tutela del territorio - afferma Domenico Finiguerra - Si vuole sancire la morte della brughiera del Parco del Ticino, uno scrigno di biodiversità, un patrimonio non rinnovabile e prezioso. Dobbiamo fermare questo Masterplan, dobbiamo fermare l'azione devastatrice di chi sotto la mano di vernice verde mostra la propria vera natura ed i propri obiettivi e non si fa alcuno scrupolo nel sacrificare la terra ed i boschi per far posto a scatoloni di cemento".

15/06/2022

Sì, l'acqua del Naviglio Grande è notevolmente più bassa del solito. E' iniziato il razionamento dell'acqua, anche in Lombardia.
Siamo nel mezzo di una delle peggiori crisi idriche.
Il Po non registra livelli così bassi da 70 anni. Ed anche nella nostra mezzaluna fertile, nel Parco del Ticino e nel Parco Agricolo Sud Milano, vediamo i fontanili in secca, le rogge vuote, la terra arida.
L'agricoltura soffre, proprio nel momento in cui c'è più bisogno d'acqua.
Chi lanciava allarmi, da almeno vent'anni, sull'arretramento dei ghiacciai veniva tacciato di disfattismo ambientalista.
Chi diceva che gli equilibri ecosistemici si stavano "guastando" veniva invitato a tacere perché non si poteva inceppare la macchina economica ad energia fossile, perché il PIL, perché lo sviluppo, perché la crescita...
Eppure, nonostante l'evidente fallimento di questo modello di sviluppo, la politica, spesso dietro la foglia di fico del "green", prevede ancora colate di cemento per condomini, magari adornati da un bel bosco verticale, prevede l'asfalto di autostrade e parcheggi commerciali, magari mitigati da barriere con pannelli fotovoltaici, perché cosa vuoi... mica puoi inceppare la macchina economica ad energia fossile, perché il PIL, perché lo sviluppo, perché la crescita...
Ed oggi eccolo il conto che ci presenta questo bel modello.
Figlio dell'avidità di chi saccheggia beni comuni da almeno mezzo secolo, per il profitto di pochi ai danni di molti. Perché oltre ai disequilibri ecologici, vediamo anche lo squilibrio totale e fuori controllo tra i ricchi e i poveri, con una forbice sempre più ampia prodotta dalla mano invisibile del mercato. Mano invisibile che naturalmente garantisce le risorse scarse ai primi (i ricchi) e le mette in palio alla lotteria per i secondi (i poveri).
È la globalizzazione bellezza.
Domenico Finiguerra

03/06/2022

DOVE VA IL PARCO SUD?
Scenari e criticità del parco agricolo periurbano più grande d'Europa.
16 GIUGNO 2022
ORE 15.30
PALAZZO ISIMBARDI
SALA AFFRESCHI
Via Vivaio, 1 - Milano

Intervengono:

Domenico Finiguerra
Consigliere Metropolitano
Sindaco di Cassinetta di Lugagnano

Simone Negri
Consigliere Metropolitano Delegato all'Ambiente
Sindaco di Cesano Boscone

Daniele Del Ben
Consigliere Metropolitano, Presidente Parco Sud
Consigliere Comunale Rosate

Renato Aquilani
Associazione Parco Sud

Dario Olivero
Agricoltore
ex consigliere del Parco Sud

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