04/02/2026
Fermo di polizia. Se ne parla in 991 numeri su 1437 del ""
Questo trafiletto è del 14 marzo 1975.
Periodicamente si riparte da zero.
https://www.quotidianodeilavoratori.it/zend/?q=%E2%80%9Cfermo+di+polizia%E2%80%9D
19/12/2025
Fino al 1982 la testata del QdL, diventata periodica, cerca di interpretare - assieme a Democrazia Proletaria - le nuove situazioni e le nuove condizione del Lavoro e dei Movimenti.
Possiamo ritrovarla su
https://www.quotidianodeilavoratori.it/percorsi
con le date 1979, 1980, 1981 e 1982.
14/12/2025
📅 Giugno 1979: si chiude un ciclo - Con questa rassegna mensile si completano le 56 rassegne del Quotidiano dei Lavoratori, a partire dal novembre 1974. È l’ultimo mese del giornale come quotidiano: da qui in poi la storia continua in forma settimanale.
🔍 In ogni pagina è attivo il motore di ricerca, per seguire gli eventi mentre accadevano, giorno dopo giorno, dentro il loro contesto reale.
Un archivio che non è solo memoria, ma strumento di lettura del tempo.
https://www.quotidianodeilavoratori.it/percorsi/156
28/11/2025
🔍 *1974-1977 – Rileggere quegli anni attraverso il “Quotidiano dei Lavoratori”. Perché il cambiamento sociale è ancora una pagina aperta.
Sono online due nuove sezioni: *i Percorsi mensili* e *il nuovo Motore di ricerca*.
Strumenti per leggere, confrontare e collegare ciò che allora si muoveva nella politica, nel lavoro, nei movimenti e nella società. Per riconoscere ciò che, di quelle domande, rimane vivo nei problemi e nelle speranze di oggi.
🗂️ *I “Percorsi” mese per mese*
Schede che mettono in relazione:
• gli articoli del quotidiano pubblicati quel mese
• gli eventi italiani e internazionali
• un quadro sintetico del contesto
• musica e film più visti
Una lettura sistematica, utile per capire come si intrecciavano fatti, i conflitti, le proposte.
🔎 *Il motore di ricerca avanzato*
Consente di esplorare tutti i numeri del giornale cercando persone, gruppi, eventi, temi, ritrovare l'origine storica di eventi internazionali ancora attuali, ritrovare discussioni che hanno ancora qualcosa da dire.
📅 *Le Cronologie annuali*
Per orientarsi in pochi passi nell’intero periodo e individuare subito l’anno o il mese da approfondire.
È un lavoro pensato per chi fa ricerca, per chi vuole ricordare con precisione, ma anche per chi sente che interrogativi come *giustizia sociale, lavoro, diritti, partecipazione* non appartengono solo al passato.
👉 **Da qui si può partire:**
https://www.quotidianodeilavoratori.it/percorsi
Archivio
ARCHIVIO DEL "QUOTIDIANO DEI LAVORATORI"
05/07/2025
Ricordando Emilio Molinari - Il libro "Volevamo cambiare il mondo - Storia di Avanguardia Operaia 1968-1977" nasce da numerose interviste, tra esse quella a Emilio Molinari e a Tina Mastrolonardo - Milano, 29 maggio 2018.
L'intervista inizia così:
*Qual era il clima politico in cui sei cresciuto, nella famiglia o tra gli amici?
Sono nato nel 1939. Sono figlio di un operaio confinato politico a Lipari, morto troppo presto. Mia mamma aveva lavorato alla Borletti di Milano, e io entrai alla Borletti presto, alla scuola aziendale. Avevo 10 anni. Non sono mai stato iscritto al Pci, ma in una famiglia comunista, con tutti i parenti comunisti, non potevo che frequentare militanti del Pci.
*Come ti sei avvicinato alla politica?
In fabbrica, in reparto in mezzo a operai comunisti.
Poi ci sono state le lotte degli elettromeccanici e poi c'è stato il Vietnam, il 68, l'incontro con Ao e l'impegno a costituire un Cub che nasce nel 1969, in seguito alla lotta degli impiegati della Borletti.
Alla fine del 1968 avevamo costituito il gruppo “operai studenti”. Abbiamo iniziamo con riunioni che definirei semi clandestine, con operai specializzati del mio reparto e operaie degli altri reparti di produzione. Quella modalità di intervento, dall'interno, dal basso, parlando con pochi lavoratori per volta, partendo dai problemi reali della loro e della nostra condizione perché eravamo interni alla fabbrica, è stata una modalità di intervento ripresa da tutti i cub ed è stata un grande elemento strategico. Partivi da ciò che pensavano, dal disagio. Le donne che erano la maggioranza e lavoravano alla catena di montaggio, parlavano delle pause sempre più strette, del cottimo individuale o di gruppo, dei marcatempo, dei capetti. Mettevamo tutto per iscritto nei volantini, anche i nomi dei capetti che, oltre a tirar loro il collo con i tempi, a volte le molestavano e le ricattavano. Si creavano situazioni di oppressione tali che a volte erano le operaie stesse a offrirsi… (nulla di nuovo oggi).
Mettevamo tutto per iscritto e magari vi aggiungevamo delle vignette per essere ancora più chiari e distribuivamo i volantini. All'inizio li facevamo distribuire dagli studenti dei Cub studenteschi di Scienze. Se ci fossimo scoperti subito avremmo avuto contro tutti, sindacato compreso, e forse ci avrebbero licenziati. Borletti era un duro della Confindustria, dopo ogni sciopero, negli anni 50 e nei primi anni 60, c’erano sempre uno o due attivisti della Cgil che finivano licenziati. (...)
I CUB ed Emilio: lo ricordiamo, Emilio, con il numero del 18 marzo 1975 del "Quotidiano", a pagina 4
https://www.quotidianodeilavoratori.it/QdL/1975/03/QdL19750318.pdf
"«Contro l'attacco padronale, contro il cumulo dei redditi, rilanciamo le lotte»: questo il tema dell'assemblea dei Cub milanesi tenuto sabato a Milano - Le conclusioni del compagno Emilio Molinari"
22/06/2025
Indimenticabile Rina Barbieri, fondatrice di AO, animatrice dei CUB. Qui in una tavola rotonda, ma presente più volte nel giornale. Intervistata per il libro "Volevamo cambiare il mondo" (6. Il movimento dei Cub) Rina Barbieri, del Cub Borletti, racconta in questi termini la nascita del movimento dei Comitati unitari di base a Milano: "Era cambiata l’organizzazione del lavoro in fabbrica e il sindacato non rispondeva ai nuovi bisogni. Abbiamo cercato di capire se fosse possibile creare un gruppo di operai che denunciasse le condizioni di lavoro, insomma di fare ciò che il sindacato non vedeva e non faceva. Nacque così il gruppo operai e studenti. Era composto da compagni bravissimi, alcuni provenienti dal Pci… Io sono andata anche alla Om, anche lì ho messo in piedi un gruppo. Poi ho svolto attività come esterna alla Innocenti, alla Osram, alla Farmitalia. In questo modo ci siamo allargati. Così si sono sviluppati i Cub e così è nata Ao".
https://www.quotidianodeilavoratori.it/pdfview/web/viewer.html?file=https://www.quotidianodeilavoratori.it/QdL/1977/11/QdL19771110.pdf =8
28/05/2025
Strage di Piazza della Loggia - Brescia - 28 maggio 1974. Il nostro archivio assieme ad altri ricostruisce un frammento di storia degli anni '70, ma non copre quel giorno. Altri archivi ci aiutano a ricostruire il dolore, la rabbia, la speranza di allora. Perché il silenzio e l'oblio fanno scomparire anche le idee. Fanno scomparire anche il tentativo collettivo di affrontare i problemi, di darne uno sbocco nuovo.
Gli archivi sono quel passato che vive nel presente.
Ricordiamo i nostri militanti uccisi quel giorno, e tutti gli altri con loro.
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Nel maggio 1974 il Quotidiano era appena nei progetti. Qui il numero d L'Unità. Lasciamo in commento l'indirizzo di alcuni archivi (cui manca - non disponibile pubblicamente - il "manifesto" quotidiano, purtroppo)
https://archivio.unita.news/browse/1974/05/29
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18/05/2025
Il 22 maggio 1975 viene promulgata la "Legge Reale" (Disposizioni a tutela dell'ordine pubblico). L'uso delle armi da parte della Polizia veniva esteso; vietato coprirsi il volto (così si potrà essere identificati nelle manifestazioni); custodia preventiva e perquisizione vengono rese più facili. Il terrorismo e le formazioni clandestine non ne soffrirono molto.
Casualmente negli stessi giorni venne perquisita la sede romana di AO.
Ci fu anche un contentino contro la ricostituzione del Partito Fascista, ma lo scioglimento di Avanguardia Nazionale (1976) sarebbe comunque avvenuto.
Nelle leggi sull'ordine pubblico bisogna distinguere l'obiettivo proclamato e i reali effetti sull'agibilità delle lotte, spesso vero obiettivo nascosto.
https://www.quotidianodeilavoratori.it/images/PrimePagine/1975/05/
09/05/2025
Aldo Moro, Peppino Impastato. Stesso giorno. Indelebile ricordo.
https://www.quotidianodeilavoratori.it/pdfview/web/viewer.html?file=https://www.quotidianodeilavoratori.it/QdL/1978/05/QdL19780510.pdf
06/05/2025
Il 6 maggio 1976 un terribile terremoto colpì le genti del Friuli. Nella tragedia si aprirono spazi di solidarietà e partecipazione.
https://www.quotidianodeilavoratori.it/images/PrimePagine/1976/05/
Avanguardia Operaia di Gemona e Udine furono in prima linea, con i terremotati, i lavoratori, la popolazione. Nelle tendopoli, nelle fabbriche, nelle scuole.
Le prime pagine di quel mese cruciale mostrano l'informazione partecipata del "Quotidiano". Una lotta che durò molti anni, ben oltre la vita di AO.
30/04/2025
Primo Maggio. Il Quotidiano dei Lavoratori ne ha passati sette. Li potete leggere tutti su https://www.quotidianodeilavoratori.it/archivio
Le notizie di apertura sono diverse:
- 1975: Il Vietnam dimostra che la Rivoluzione può vincere
- 1976: E' morto il compagno Amoroso. Milano antifascista in piazza
- 1977: La forza proletaria in piazza deve diventare opposizione al governo
- 1978: 1° Maggio di lotta contro il terrorismo, contro lo Stato, per l'unità proletaria. [Moro sarà ucciso pochi giorni dopo]
- 1979: Uniti si vince, "uniti" si perde. [Dove le virgolette si riferiscono anche alla "solidarietà nazionale"]. Il quotidiano chiuderà a giugno per ripresentarsi in seguito in altra forma.
- 1980: Contro i signori della guerra
- 1981: Carniti, Benvenuto e adesso anche Lama. I vertici sindacali sono tutti disponibili a raffreddare la scala mobile. Questo è l'ultimo Primo Maggio con il quotidiano, una avventura ideale e politica che ha fatto parte di noi, almeno per una parte del nostro agire nella Società.
25/04/2025
"Donne nella Resistenza: un pezzo di storia nostra da riconquistare"
Si discute, anche nel 1944 sul giornale "La Compagna": "Ma quando tutto questo sarà finito, allora si vedrà il risultato: allora voi che avete sacrificato anni ed anni della vostra vita a lavorare nelle fabbriche e negli uffici, come gli uomini, improvvisamente vi sentirete dire che la donna deve stare in casa, fare l'angelo della famiglia, deve mettere al mondo tanti bambini".
Una pagina di discussione e ridiscussione sul "Quotidiano" del 16 aprile 1977.
https://www.quotidianodeilavoratori.it/pdfview/web/viewer.html?file=https://www.quotidianodeilavoratori.it/QdL/1977/04/QdL19770416.pdf =3