25/05/2026
L'intervento del nostro compagno Marco Pappalardo al III forum antifascista internazionale in corso a Mosca
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Cari compagni, ringraziamo il Partito Comunista della Federazione Russa per aver organizzato questo incontro. È per noi un onore trovarci nel Paese in cui, per la prima volta nella storia, operai e contadini hanno costruito il proprio potere, fondando il primo Stato socialista.
Compagni, viviamo in tempi di guerra. La Prima Guerra Mondiale, scatenata dalla borghesia imperialista, fu fermata dalla Rivoluzione d’Ottobre. La Seconda Guerra Mondiale, che fu essenzialmente un atto di aggressione contro l’Unione Sovietica, si concluse con la creazione del campo socialista. Oggi siamo nel mezzo di una nuova guerra mondiale, scatenata dai gruppi imperialisti statunitensi insieme ai loro vassalli sionisti ed europei. Questa nuova guerra mondiale può servire e servirà per un nuovo grande balzo in avanti nella lotta per sradicare l’imperialismo dalla storia e instaurare il socialismo. Ma ciò dipende dalla misura in cui i comunisti di ogni paese sono in grado di sviluppare piani strategici e obiettivi tattici che il movimento di massa possa realizzare.
Il governo del nostro paese sta trascinando l’Italia in guerra. Non solo attraverso l’uso di basi, infrastrutture militari e logistica, ma l’intero apparato istituzionale, produttivo e di ricerca viene sfruttato a fini bellici da una classe di parassiti guerrafondai.
L’economia di guerra comporta condizioni di lavoro precarie, tanto che in Italia muoiono tre lavoratori al giorno, e comporta il licenziamento di centinaia di migliaia di lavoratori man mano che sempre più aziende chiudono.
Quindi, mentre la guerra è l’unico modo che la classe dominante ha per far fronte alla crisi generale del proprio sistema, la partecipazione alla guerra è contraria agli interessi immediati della stragrande maggioranza del popolo. Ecco perché il governo italiano ricorre alla repressione di massa contro il movimento per la pace, al terrorismo istituzionale, all’avvelenamento delle menti della gente con la propaganda di guerra. Lo fa perché teme il popolo. Ma così facendo,
rivela la sua debolezza, si strappa la maschera e mette a n**o la sua vera natura di criminale e traditore della patria.
Quindi, diciamo: attraverso il terrorismo e la repressione di massa, sta spianando la strada alla nascita del Fronte Popolare che lo seppellirà.
Compagni, come ci ha insegnato Lenin, siamo in un’epoca di guerra e rivoluzione, e noi comunisti abbiamo opportunità di azione senza precedenti negli ultimi decenni. Noi della Carovana del (Nuovo) Partito Comunista Italiano abbiamo studiato l’esperienza storica del primo movimento comunista. In particolare, la linea del Fronte Popolare Antifascista e del Governo di Fronte Popolare presentata da Dimitrov al 7° Congresso dell’Internazionale Comunista nel 1935. Questa linea ha svolto un ruolo decisivo nella mobilitazione delle masse, in particolare nei paesi imperialisti, per difendere i loro interessi materiali e per rompere l’assedio contro l’Unione Sovietica di allora.
In Italia – e lo stesso vale per la Francia e altri paesi imperialisti – questa linea ha contribuito alla vittoria della Resistenza contro il nazifascismo. Ma dopo la Liberazione, i comunisti non hanno applicato questa linea per avanzare verso il socialismo. Ecco perché ci troviamo ancora nella situazione in cui siamo oggi. Questo è il limite che dobbiamo superare.
Lo scorso autunno in Italia, milioni di persone sono scese in piazza in solidarietà con il popolo palestinese. Le mobilitazioni popolari hanno svolto un ruolo decisivo nell’indebolire il fronte interno dei paesi imperialisti. Le masse in Italia hanno risposto all’appello dei collettivi di lavoratori auto-organizzati nei porti, nelle scuole e negli ospedali. Tali collettivi esistevano già in opposizione alle chiusure delle fabbriche e stanno emergendo persino nelle fabbriche d’armi. Noi comunisti stiamo lavorando non solo per rafforzare e moltiplicare questi collettivi di lavoratori, ma anche per dare
all’intero movimento popolare un obiettivo politico: paralizzare il nostro paese attraverso le manifestazioni fino a quando il governo non cadrà e non avverrà un cambio di regime politico.
Siamo chiari, compagni: un cambio di regime in Italia non passa attraverso un governo liberale o socialdemocratico. Può avvenire solo con un governo che abbia un programma politico elaborato dal movimento popolare organizzato. Un governo che mobiliti le masse per lottare per l’attuazione del loro programma politico. Un governo che, per questo motivo, possa adottare misure di emergenza per spezzare la sottomissione economica, politica e militare dell’Italia ai gruppi imperialisti statunitensi, sionisti ed europei. Questa è la natura del Governo di Fronte Popolare oggi.
Sappiamo di operare in un contesto – l’Italia – in cui la crisi generale del capitalismo è maturata più rapidamente dello sviluppo di un nuovo movimento comunista, che è ancora debole e frammentato. Sappiamo quindi che per imporre il governo di Fronte Popolare dovremo fare affidamento su molte persone – persino su alcuni leader – che non sono comunisti, ma che tuttavia odiano l’attuale regime, godono della fiducia delle masse e possono essere coinvolti nella lotta se non agiamo in modo dogmatico.
Lottare per costruire un Fronte Popolare e per un Governo di Fronte Popolare è anche il miglior contributo che noi comunisti italiani possiamo dare alla lotta per la liberazione dei popoli oppressi in tutto il mondo.
Il movimento comunista nel nostro Paese avanzerà e rinascerà nella lotta per imporre il governo di Fronte Popolare e attuare il suo programma, nella lotta per contrastare il sabotaggio dei gruppi imperialisti stranieri e interni, nella lotta per epurare la leadership della nostra attuale amministrazione statale e delle forze armate dagli individui più corrotti e servili - anche di fronte alla guerra civile, se oseranno scatenarla. Ma questa volta porteremo la Liberazione fino in fondo, realizzando ciò che era l’obiettivo dei nostri partigiani: fare dell’Italia un paese socialista.
Compagni, le masse stanno scrivendo la storia in tutto il mondo; l’imperialismo è una tigre di carta! Osiamo lottare e osiamo vincere!