Partito dei CARC

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Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza - per il Comunismo Noi non siamo mai stati e non saremo mai in concorrenza con altri partiti comunisti.

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Il primo passo è iniziare un percorso di attività pratica continuativa e conoscenza reciproca. Se nella tua città (o in una città vicina) è presente una Sezione del Partito, contattala e inizia da subito a partecipare alle attività. Se non è presente alcuna Sezione, contatta la Segreteria Federale della tua regione o della regione più vicina. Vai alla pagina dei contatti www.ca

Le chat di Fratelli d’Italia e l’uso dell’antisemitismo selettivo • Partito dei CARC 01/06/2026

Frasi antisemite nelle chat di Fratelli d’Italia derubricate a bravata, a libera espressione personale. Insomma “una tempesta in un bicchiere d'acqua” come la definisce Donzelli. E tutto sommato a tutti va bene così. Vicenda chiusa.
Denunce, multe e indagini per istigazione all’odio razziale e antisemitismo alle organizzazioni che animano il movimento in solidarietà alla Palestina, a chi denuncia e contesta la presenza di sionisti nei propri territori, negli autogrill o sul posto di lavoro. Insomma, un’applicazione anzi tempo del Decreto Romeo tutta riservata a chi oggi parla di genocidio in Palestina, a chi si organizza e si mobilita per fermarlo a partire dal nostro paese.
Due pesi e due misure? Le vicende effettivamente sono diverse. È giusto e sacrosanto distinguerle. Facciamolo.

Le chat di Fratelli d’Italia e l’uso dell’antisemitismo selettivo • Partito dei CARC Due pesi… “Peggio degli ebrei non so cosa possa esserci” e “I le*****lo dei giudei” sono questi i messaggi e le frasi antisemite espresse dal candidato alla presidenza provinciale di FdI Cristian Zanetti, dal consigliere comunale di Trento Daniele Demattè e dalla responsabile del dipartim...

2 giugno per un’Italia partigiana della Costituzione • Partito dei CARC 31/05/2026

Nessuna unità nazionale o pacificazione è possibile con chi promuove la guerra. E la guerra oggi è in casa nostra e ha precisi promotori nel nostro paese: gli imperialisti statunitensi, la Nato come loro braccio armato, e i partiti delle Larghe Intese loro complici.
Per un 2 giugno di lotta contro i promotori della Terza guerra mondiale. Per un’Italia libera dalla Nato, dagli imperialisti Usa, sionisti e Ue. Per un’Italia partigiana della Costituzione!

2 giugno per un’Italia partigiana della Costituzione • Partito dei CARC Per il prossimo 2 giugno, Festa della Repubblica, sono diverse le realtà che nel paese stanno organizzando iniziative e mobilitazioni alternative, in rottura con la promozione dell’unità nazionale con cui i partiti della Larghe intese cercano di ammantare la giornata. Nessuna unità nazionale o ...

Dopo la manifestazione del 23, scioperiamo il 29 maggio! • Partito dei CARC 25/05/2026

Chi aspira a cacciare il governo Meloni e a sostituirlo con un governo che rompa con la sudditanza agli Usa e ai sionisti, che metta in campo un intervento pubblico nei settori strategici, redistribuzione della ricchezza, centralità del lavoro nelle scelte economiche allora deve cominciare a costruirlo oggi. Oggi deve darsi l'obiettivo di far cadere il governo Meloni e oggi deve costruire l'alternativa per sostituirlo. Perché la forza collettiva in grado di farlo già esiste in embrione e può dispiegarsi se chiamata a muoversi su questo obiettivo immediato.

Dopo la manifestazione del 23, scioperiamo il 29 maggio! • Partito dei CARC Sabato 23 maggio a Roma si è svolta la manifestazione nazionale promossa da USB contro la guerra e il carovita per aumentare salari e diritti. Migliaia di persone hanno sfilato per le strade della città portando la parola d’ordine abbassare le armi e alzare i salari. C’erano i lavoratori dell....

25/05/2026

L'intervento del nostro compagno Marco Pappalardo al III forum antifascista internazionale in corso a Mosca

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Cari compagni, ringraziamo il Partito Comunista della Federazione Russa per aver organizzato questo incontro. È per noi un onore trovarci nel Paese in cui, per la prima volta nella storia, operai e contadini hanno costruito il proprio potere, fondando il primo Stato socialista.
Compagni, viviamo in tempi di guerra. La Prima Guerra Mondiale, scatenata dalla borghesia imperialista, fu fermata dalla Rivoluzione d’Ottobre. La Seconda Guerra Mondiale, che fu essenzialmente un atto di aggressione contro l’Unione Sovietica, si concluse con la creazione del campo socialista. Oggi siamo nel mezzo di una nuova guerra mondiale, scatenata dai gruppi imperialisti statunitensi insieme ai loro vassalli sionisti ed europei. Questa nuova guerra mondiale può servire e servirà per un nuovo grande balzo in avanti nella lotta per sradicare l’imperialismo dalla storia e instaurare il socialismo. Ma ciò dipende dalla misura in cui i comunisti di ogni paese sono in grado di sviluppare piani strategici e obiettivi tattici che il movimento di massa possa realizzare.
Il governo del nostro paese sta trascinando l’Italia in guerra. Non solo attraverso l’uso di basi, infrastrutture militari e logistica, ma l’intero apparato istituzionale, produttivo e di ricerca viene sfruttato a fini bellici da una classe di parassiti guerrafondai.
L’economia di guerra comporta condizioni di lavoro precarie, tanto che in Italia muoiono tre lavoratori al giorno, e comporta il licenziamento di centinaia di migliaia di lavoratori man mano che sempre più aziende chiudono.
Quindi, mentre la guerra è l’unico modo che la classe dominante ha per far fronte alla crisi generale del proprio sistema, la partecipazione alla guerra è contraria agli interessi immediati della stragrande maggioranza del popolo. Ecco perché il governo italiano ricorre alla repressione di massa contro il movimento per la pace, al terrorismo istituzionale, all’avvelenamento delle menti della gente con la propaganda di guerra. Lo fa perché teme il popolo. Ma così facendo,
rivela la sua debolezza, si strappa la maschera e mette a n**o la sua vera natura di criminale e traditore della patria.
Quindi, diciamo: attraverso il terrorismo e la repressione di massa, sta spianando la strada alla nascita del Fronte Popolare che lo seppellirà.
Compagni, come ci ha insegnato Lenin, siamo in un’epoca di guerra e rivoluzione, e noi comunisti abbiamo opportunità di azione senza precedenti negli ultimi decenni. Noi della Carovana del (Nuovo) Partito Comunista Italiano abbiamo studiato l’esperienza storica del primo movimento comunista. In particolare, la linea del Fronte Popolare Antifascista e del Governo di Fronte Popolare presentata da Dimitrov al 7° Congresso dell’Internazionale Comunista nel 1935. Questa linea ha svolto un ruolo decisivo nella mobilitazione delle masse, in particolare nei paesi imperialisti, per difendere i loro interessi materiali e per rompere l’assedio contro l’Unione Sovietica di allora.
In Italia – e lo stesso vale per la Francia e altri paesi imperialisti – questa linea ha contribuito alla vittoria della Resistenza contro il nazifascismo. Ma dopo la Liberazione, i comunisti non hanno applicato questa linea per avanzare verso il socialismo. Ecco perché ci troviamo ancora nella situazione in cui siamo oggi. Questo è il limite che dobbiamo superare.
Lo scorso autunno in Italia, milioni di persone sono scese in piazza in solidarietà con il popolo palestinese. Le mobilitazioni popolari hanno svolto un ruolo decisivo nell’indebolire il fronte interno dei paesi imperialisti. Le masse in Italia hanno risposto all’appello dei collettivi di lavoratori auto-organizzati nei porti, nelle scuole e negli ospedali. Tali collettivi esistevano già in opposizione alle chiusure delle fabbriche e stanno emergendo persino nelle fabbriche d’armi. Noi comunisti stiamo lavorando non solo per rafforzare e moltiplicare questi collettivi di lavoratori, ma anche per dare
all’intero movimento popolare un obiettivo politico: paralizzare il nostro paese attraverso le manifestazioni fino a quando il governo non cadrà e non avverrà un cambio di regime politico.
Siamo chiari, compagni: un cambio di regime in Italia non passa attraverso un governo liberale o socialdemocratico. Può avvenire solo con un governo che abbia un programma politico elaborato dal movimento popolare organizzato. Un governo che mobiliti le masse per lottare per l’attuazione del loro programma politico. Un governo che, per questo motivo, possa adottare misure di emergenza per spezzare la sottomissione economica, politica e militare dell’Italia ai gruppi imperialisti statunitensi, sionisti ed europei. Questa è la natura del Governo di Fronte Popolare oggi.
Sappiamo di operare in un contesto – l’Italia – in cui la crisi generale del capitalismo è maturata più rapidamente dello sviluppo di un nuovo movimento comunista, che è ancora debole e frammentato. Sappiamo quindi che per imporre il governo di Fronte Popolare dovremo fare affidamento su molte persone – persino su alcuni leader – che non sono comunisti, ma che tuttavia odiano l’attuale regime, godono della fiducia delle masse e possono essere coinvolti nella lotta se non agiamo in modo dogmatico.
Lottare per costruire un Fronte Popolare e per un Governo di Fronte Popolare è anche il miglior contributo che noi comunisti italiani possiamo dare alla lotta per la liberazione dei popoli oppressi in tutto il mondo.
Il movimento comunista nel nostro Paese avanzerà e rinascerà nella lotta per imporre il governo di Fronte Popolare e attuare il suo programma, nella lotta per contrastare il sabotaggio dei gruppi imperialisti stranieri e interni, nella lotta per epurare la leadership della nostra attuale amministrazione statale e delle forze armate dagli individui più corrotti e servili - anche di fronte alla guerra civile, se oseranno scatenarla. Ma questa volta porteremo la Liberazione fino in fondo, realizzando ciò che era l’obiettivo dei nostri partigiani: fare dell’Italia un paese socialista.
Compagni, le masse stanno scrivendo la storia in tutto il mondo; l’imperialismo è una tigre di carta! Osiamo lottare e osiamo vincere!

Come si confeziona un’inchiesta per terrorismo… • Partito dei CARC 23/05/2026

Ciò che con questo comunicato aggiungiamo alle tante cose che abbiamo già detto sul “teorema terrorismo” contro il P.Carc e tutta la Carovana del (n)Pci sono alcuni elementi pratici che le rafforzano.

Per ragioni a noi sconosciute il PM De Marco della Procura di Napoli, in buona compagnia di investigatori e dirigenti della Digos di Napoli, ha accolto le richieste provenienti dal Ministero dell’interno e ha fornito alla cricca dei nostalgici del Ventennio e agli agenti sionisti che operano in Italia l’opportunità di mo***re un “caso terrorismo” contro il P.Carc. Lo ha fatto confezionando male una serie di “elementi di indagine” raccogliticci, lo ha fatto attraverso palesi forzature e menzogne, lo ha fatto imbastendo una struttura e un’argomentazione tragicomica e, a tratti, ridicola.

Sul piano politico, si tratta di un’evidente forzatura: quella di far passare la formazione politica e la cura ideologica dei membri e simpatizzanti di un partito comunista e dei giovani che si avvicinano alla lotta di classe come addestramento al terrorismo.

Sul piano fattuale e concreto, gli unici indizi sono i profili sui social e relativi post, le foto di “riproduzioni di armi”, come hanno il pudore di scrivere, per indicare le armi giocattolo sequestrate.

Quello che emerge chiaramente dalle carte è che hanno usato e usano l’inchiesta per spiare (intercettazioni telefoniche, telecamere, pedinamenti) decine di compagni, per cercare danneggiare economicamente e praticamente l’attività dei nostri dirigenti e militanti (sequestro di telefoni, computer, ecc.), a conferma ancora una volta che l’obiettivo delle inchieste politiche non mira a colpire eventuali reati ma a dannneggiare le organizzazioni colpite, a cercare di intimidire e isolare i compagni colpiti.

Gli atti lo dimostrano. Li pubblichiamo in modo che tutti gli interessati possano farsene un’idea.

Come si confeziona un’inchiesta per terrorismo… • Partito dei CARC Abbiamo già avuto modo di chiarire che le perquisizioni a carico dei nostri compagni e delle nostre compagne eseguite lo scorso 21 aprile su ordine del PM De Marco della Procura di Napoli sono il frutto di una esplicita richiesta dei parlamentari di Fratelli d’Italia al Ministro Piantedosi e dell...

22/05/2026

A Cavallo fra lo sciopero generale del 18 maggio e lo sciopero generale del 29 maggio (lasciamo solo intendere il carattere tragicomico della faccenda), è in distribuzione il volantino preparato per il corteo operaio promosso da Usb il 23 maggio a Roma. tolto il riferimento specifico a quella manifestazione, il testo è un contributo per superare gli ostacoli che impediscono alla classe operaia di dispiegare tutta la sua forza.

"L’esempio di cosa significa organizzare la classe lavoratrice in modo da far valere la sua forza lo abbiamo avuto nelle settimane fra il 22 settembre e il 3 ottobre dell’anno scorso.
Scioperi unitari, milioni di persone in piazza, blocchi, assemblee. Quel movimento ha perso slancio perché per svilupparsi ancora necessitava di un obiettivo politico: non chiedere cose al governo Meloni, ma cacciare a calci in c**o il governo Meloni.
L’esempio degli ostacoli di cui stiamo parlando è rappresentato dalla debole partecipazione allo sciopero generale del 18 maggio, che sarà probabilmente analoga in occasione dello sciopero del 29 maggio.
Noi siamo dell’avviso che tutto quello che divide i lavoratori è un ostacolo che deve essere superato, dobbiamo imparare a superarlo.
Siamo dell’avviso che chiunque ostacola l’organizzazione e la mobilitazione dei lavoratori deve essere superato.
Siamo dell’avviso che per quanto esistano posizioni diverse, idee diverse, sensibilità diverse NON è più possibile accettare che piccoli interessi di bottega siano spacciati per inconciliabili divergenze sulla prospettiva che dobbiamo costruire.
Compagni e compagne, siamo in guerra. La Terza guerra mondiale promossa dagli imperialisti Usa e dai sionisti si sta dispiegando. Con essa si dispiega la guerra che la classe dominante di ogni paese conduce contro la classe operaia e le masse popolari di ogni paese. Guerra esterna e guerra interna. Solo la classe operaia organizzata può cambiare il corso delle cose imposto dalla classe dominante.
Qualunque sia il sindacato a cui sei iscritt*, qualunque sia il partito che intendi votare alle elezioni, qualunque sia la particolarità – vera o presunta – che spinge a dividere e settorializzare: dobbiamo rafforzare la rete dei lavoratori organizzati, dobbiamo imparare a ragionare insieme e ad agire insieme.
Aspettare settembre, aspettare le elezioni, aspettare le condizioni per il prossimo sciopero generale, aspettare, aspettare, aspettare fa parte delle liturgie.
Se non vuoi aspettare contattaci.".
https://www.carc.it/2026/05/22/volantino-per-il-corteo-operaio-del-23-maggio-a-roma/

Appello alla solidarietà contro la repressione e alla mobilitazione per un governo che attua la Costituzione • Partito dei CARC 22/05/2026

Appello alla solidarietà contro la repressione e alla mobilitazione per un governo che attua la Costituzione

Appello alla solidarietà contro la repressione e alla mobilitazione per un governo che attua la Costituzione • Partito dei CARC Parteggio Appello alla solidarietà contro la repressione e alla mobilitazione per un governo che attua la Costituzione Da mesi gli esponenti di FdI incitavano il Ministro Piantedosi e la polizia a “smantellare il P.Carc” perché aveva osato scrivere sui volantini che bisogna “cacciare il gove...

Ribaltare gli attacchi repressivi – passare al contrattacco • Partito dei CARC 22/05/2026

Chi oggi nel nostro paese è sotto accusa per terrorismo, per associazione sovversiva, per devastazione, saccheggio e blocchi deve ribaltare le accuse e puntare il dito contro i suoi accusatori. Usare ogni appiglio per alimentare la partecipazione e la mobilitazione contro questi, con presidi, iniziative, mobilitazioni. Mettere in campo ogni iniziativa che può usare questi attacchi per far salire di tono le mobilitazioni e elevare le azioni comuni. Per estendere la solidarietà pratica ed economica. Per strutturare più concretamente il fronte che già esiste nei fatti e fare decisi passi avanti nella battaglia per liberare il paese dai guerrafondai.

Ribaltare gli attacchi repressivi – passare al contrattacco • Partito dei CARC L’ondata di repressione al movimento contro la guerra e in solidarietà alla Palestina sta proseguendo. Il 13 maggio la Questura di Milano ha notificato 20 denunce e 10 misure cautelari per la manifestazione dello scorso 22 settembre e 4 denunce per la manifestazione in sostegno alla Flotilla del ...

Dalla conferenza stampa nella sala stampa della Camera dei deputati: serve un governo che attua l'articolo 11 della Costituzione • Partito dei CARC 21/05/2026

Si è svolto martedì, 19 maggio 2026, alle ore 19:00 a Roma, presso la Sala Stampa Camera dai Deputati in via della Missione, l’incontro dal titolo Per un Governo che attui l’articolo 11 della Costituzione “L’Italia ripudia la guerra”.

Nell’appuntamento si è discusso delle crescenti politiche militariste e guerrafondaie del governo italiano subordinate alle logiche della NATO e della catena internazionale dei gruppi imperialisti che allarga la terza guerra mondiale, calpesta i diritti umani e ogni residuo del cosiddetto “diritto internazionale”. Si è discusso anche di quale sia la soluzione praticabile per uscire da questa situazione e mettere in piedi un governo espressione del movimento popolare del nostro paese e che mette al centro della sua agenda l’attuazione delle parti progressiste della Costituzione.

Sono intervenuti Stefania Ascari, Movimento 5 Stelle, Antonio Mazzeo, docente, giornalista e attivista pacifista, Chiara Masini, Coordinamento nazionale NO NATO, Mario Sanguinetti, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università con la moderazione della giornalista Giulia Bertotto.

Dalla conferenza stampa nella sala stampa della Camera dei deputati: serve un governo che attua l'articolo 11 della Costituzione • Partito dei CARC Si è svolto martedì, 19 maggio 2026, alle ore 19:00 a Roma, presso la Sala Stampa Camera dai Deputati in via della Missione, l’incontro dal titolo Per un Governo che attui l’articolo 11 della Costituzione “L’Italia ripudia la guerra”. Nell’appuntamento si è discusso delle crescenti po...

Louise Michel e l’emancipazione sociale delle donne nella Comune di Parigi • Partito dei CARC 21/05/2026

Il 21 maggio 1871 prese avvio la “settimana di sangue” con cui venne soppresso il primo tentativo di instaurazione rivoluzionaria del potere proletario, la Comune di Parigi. Quest’esperienza rappresenta uno snodo decisivo della storia dell’umanità e della lotta per il comunismo.

La Comune, infatti, rappresenta il primo tentativo storico della classe operaia di assumere direttamente la direzione politica della società. Come scrisse Karl Marx nella sua opera sulla guerra civile in Francia, essa fu “la forma politica finalmente trovata” per l’emancipazione del lavoro. Non si trattò semplicemente di un cambio di governo, ma di un esperimento di potere proletario che metteva in discussione le basi stesse dello Stato borghese.

Dentro questo processo le donne non furono una presenza marginale. Al contrario, la Comune dimostrò che quando le masse popolari entrano sulla scena della storia come soggetto politico autonomo, anche le donne delle classi oppresse assumono un ruolo attivo e trasformativo. La figura che più di ogni altra incarna questo passaggio è quella di Louise Michel.

Louise Michel e l’emancipazione sociale delle donne nella Comune di Parigi • Partito dei CARC Il 21 maggio 1871 prese avvio la “settimana di sangue” con cui venne soppresso il primo tentativo di instaurazione rivoluzionaria del potere proletario, la Comune di Parigi. Quest’esperienza rappresenta uno snodo decisivo della storia dell’umanità e della lotta per il comunismo. La Comune, ...

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