I Partiti Sono Morti, ma la Sinistra è Ancora Viva. Siamo persone comuni provenienti da tanti ambienti della società. Siamo la sinistra diffusa.
Quando diciamo che la sinistra siamo noi, vogliamo dire che la sinistra siamo tutti noi, quelle/i che si sentono di sinistra e si battono per idee e proposte di sinistra: io, tu, lei, lui e chiunque altr@. Ciò che vogliamo dire chiaro e forte ai partiti e alle organizzazioni della sinistra italiana è che la sinistra vera siamo tutti noi: elettori e persone attive e non loro, leader e burocrati pro
tagonisti di decisioni incomprensibili e dannose, che vanno contro il nostro interesse e i nostri valori di gente di sinistra. Quello che proponiamo con #lasinistrasiamonoi è di dar vita a un movimento orizzontale organizzato in rete, nelle case e nelle piazze che partecipi alla rivoluzione democratica in corso in tutta Europa, sapendo che quelle/i di sinistra non sono che una porzione del più ampio movimento contro l'austerità e i tagli imposti dalla tecnocrazia europea nell'interesse dei mercati finanziari. Con lo sciopero generale paneuropeo, il primo della storia, il 14 novembre (#14n) vedremo la portata della concatenazione di movimenti e lotte da Milano a Roma, Madrid ad Atene, da Londra a Parigi fino a Bruxelles. Noi che siamo di sinistra ci riconosciamo in questi semplici ma vasti principi:
libertà, uguaglianza, femminismo, ecologia. La sinistra siamo noi, perché la sinistra esistente ha fallito. Gli attuali dirigenti di PD, SEL, FdS (si è appena scissa) sono quelli che ci hanno condotto alla cocente sconfitta del 2008 contro la destra che ha fatto sparire la sinistra dal Parlamento. Devono farsi da parte. Non sappiamo se vincerà Bersani o Renzi alla primarie, ma sappiamo che chi uscirà vincitore dalla competizione e riuscirà a ba***re le destre e il Movimento 5Stelle non farà una politica di sinistra una volta al governo, ma farà la stessa politica di Monti: sacrifici per chi lavora, sconti a banchieri e industriali. Per dirla con una battuta: vogliamo mandare a casa i quadri della sinistra formatisi dal '68 al '77 e vogliamo organizzarci in rete ma senza leader né capi carismatici. Tutte le decisioni di La Sinistra Siamo Noi saranno prese in modo democratico e trasparente, tramite discussione e deliberazione sia online sia in incontri di quartiere, città, paese, regione. Fra di noi c'è chi vota e chi non vota. Chi ha figli e chi no. Chi è gay e chi no. C'è chi lavora e chi è disoccupato. Chi è vegana e chi è carnivoro. Chi è figlio del popolo oppure della classe media. C'è chi è iscritto alla CGIL, all'USB o altro sindacato oppure non è mai stato sindacalizzato. Ci sono precarie e lavoratori autonomi. Studenti e quarantenni. C'è chi ha la tessera dell'Arci e chi aveva quella di SEL. C'è chi si sente rosso, verde, oppure rosa dentro, chi è riformista e chi è sovversivo. Alcuni erano noglobal o oggi sono occupy. C’è chi sa cantare “Addio Lugano Bella” e chi solo “Bella Ciao”. C’è chi è stato scout e chi è stata punk. Tutti amiamo la democrazia: diretta, partecipata, attiva. Non siamo famose/i e non vogliamo essere i leader carismatici di nulla. Sarà la democrazia della rete a far emergere chi è più capace e determinata/o a portare avanti le idee e le proposte discusse e decise insieme. La sinistra siamo noi è fatti di individui: intelligenti, appassionati, arrabbiati. Individui che discutono e decidono insieme le politiche che vogliamo e le persone per portarle avanti. Nei quartieri, nelle città, nelle regioni, in Italia e in Europa. Le adesioni sono individuali. Un nome e un cognome è ciò che basta. Se si vuole si può menzionare il proprio lavoro o l’appartenenza a una ONG, associazione, sindacato ecc. I primi che sostengono quest'appello con il proprio mi piace, retweet o firma non avranno più importanza degli ultimi che si uniscono al movimento giorno dopo giorno attraverso i social network. Siamo tutte/i uguali e decideremo insieme come agire pubblicamente. Abbiamo un’unica ambizione: far partire un movimento di sinistra che sostituisca la sinistra istituzionale esistente, sorda ai nostri bisogni e alle nostre istanze per tornare a far di nuovo politica con onesta ed equità, immaginazione e solidarietà. Perché loro non sono più la sinistra. La sinistra siamo noi.