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🔴 IL BUIO PER LEGGE SUI CPR 🔶️ QUESTO DDL E' UNA DICHIARAZIONE DI GUERRA ALLE PERSONE MIGRANTI (MA ANCHE AI NOCPR)
Abbiamo dato uno sguardo alla bozza del disegno di legge in materia di immigrazione che sta circolando in queste ore, al quale il Consiglio dei Ministri avrebbe dato il via, per vedere che cosa fosse previsto in materia di CPR e detenzione amministrativa.
Ebbene, è qualcosa di abominevole, una vera e propria dichiarazione di guerra non solo contro le persone migranti (solo per il fatto di essere tali), con il solito approccio emergenziale tanto utile alla propaganda di regime; ma anche contro l'attivismo (si pensi all'atroce "blocco navale"), compreso quello a favore della abolizione dei CPR.
Abbiamo sorvolato, per il momento, sulle norme che non attengono più strettamente a questo aspetto, per concentrarci su quello che ci riguarda più da vicino.
E, nel giorno in cui è stata pronunciata la sentenza di condanna della direttrice del CPR di Torino per la morte di Moussa Balde, e si è registrata l'ennesima morte di Stato nel centro di Bari Palese per l'ennesimo "arresto cardiaco" di un 25enne, ci è toccato leggere disposizioni che mirano a riportare la detenzione amministrativa nel buio totale, proprio ora che con il Patto UE Migrazione asilo questo approccio detentivo sta per dilagare e diventare la normalità.
Perchè - tra norme di coordinamento di questo Patto (quello della privazione di massa della libertà delle persone richiedenti asilo e delle deportazioni nei paesi terzi sicuri) e disposizioni varie che allargano a dismisura i casi nei quali si può disporre l'espulsione delle persone straniere - ci è toccato imbatterci in quanto segue:
🔶 STOP AGLI SMARTPHONE
In un nuovo articolo 17 quinques del Testo Unico dell'Immigrazione verrebbe ad essere contenuta la consacrazione per legge di quello che fino a ieri era invece un abuso: il sequestro dei telefoni cellulari all'ingresso del CPR e la possibilità di utilizzarne solo di "privi di telecamera" e solo per il tempo "strettamente necessario" ad effettuare o ricevere telefonate: per farlo sarà necessario avvisare un lavorante del centro per consentire "la necessaria organizzazione degli spazi e dei tempi disponibili".
E' evidente che questa disposizione mira non solo ad aggiungere ulteriore afflizione per i detenuti limitando la comunicazione con le famiglie e con i legali, così gravemente pregiudicando anche il diritto alla difesa. Ma ha come obiettivo anche quello di riportare nell'oscurità quel che accade nei CPR, dai quali non potranno più uscire immagini. Neppure da Milano, che per noi costituiva l'ultimo spiraglio socchiuso su questo abisso, grazie ad una pronuncia del Tribunale del 2021, ora spazzata via per legge.
🔶 LIMITAZIONE DEL POTERE DI ACCESSO ANCHE DE* PARLAMENTAR*. E I CONSIGLIER* REGIONAL*?
L'art. 17 septies fa calare invece una mannaia sui soggetti autorizzati ad entrare senza autorizzazione e preavviso all'interno dei CPR: innanzitutto non troviamo la facoltà di accesso dei consiglieri regionali (più vicini ai territori e quindi ai centri), ai quali tante volte ci siamo rivolt* per accessi lampo nell'imminenza di gravi fatti urgenti.
E soprattutto anche i membri del parlamento italiano ed europeo si trovano con le armi praticamente spuntate, potendo parlare solo con i detenuti che ne facciano richiesta (?) e non potendosi avvalere di collaboratori esperti della materia, essendo l'accompagnamento d'ora in poi circoscritto a collaboratori "incardinati" nel loro ufficio parlamentare, che ovviamente non possono essere preparati su una materia così tecnica.
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Diciamo che a leggere queste norme ci fischiano le orecchie: se questo ddl andasse in porto dovremmo dire addio alle immagini trasmesse sui nostri social e alle nostre lunghe incursioni nei CPR dai quali siamo quasi sempre uscit* con report, che abbiamo diffuso ampiamente, e ricchi esposti per la Procura. Sarà un caso?
Ma questo è solo un (macabro) aspetto dei tanti orrori previsti da un ddl che NON PUO' diventare legge: non possiamo permettercelo, per la tutela dei diritti di tutte e di tutti.
Invitiamo fin d'ora chi è sedut* sulle poltrone che più contano, e in passato si è detto vicin* alle nostre lotte, a fare di tutto per evitare che ciò accada, perchè questo è il momento della concretezza.
Allo stesso tempo, si impone che si innalzino BARRICATE perché norme liberticide come quelle degli ultimi decreti sicurezza, e di questo immondo disegno di legge non diventino mai legge.
Quando le leggi si fanno ingiuste, o peggio espressione di regime come sta ora accadendo, la mobilitazione per la loro abolizione diventa un dovere civico.
Mai come ora vi chiediamo massima condivisione e solidarietà, o quel che accade nei centri di detenzione amministrativa rischia seriamente di essere inghiottito dal buio e dimenticato per sempre, trascinando con sé diritto di parola e la stessa dignità di esistere di migliaia di persone rinchiuse senza colpa.
Ciascun* ora faccia la propria parte!
👇🏽
https://www.fanpage.it/politica/immigrazione-approvato-in-cdm-nuovo-disegno-di-legge-le-novita-su-cpr-paesi-sicuri-e-blocco-navi-migranti/
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🔴 10 APRILE h. 18 MILANO 🟡THIS PACT KILLS PEOPLE ⚫️ NO MIGRANT DETENTION IN ITALY OR ALBANIA
Il 2 aprile il Ministero degli Interni ha reso evidente il progetto su cui opera con l’annuncio che i controlli eseguiti nelle “zone rosse” sono stati 365.000, e ben il 74,5 % degli allontanati sono state persone di origine straniera.
In un colpo solo il governo ci vuole dire che la sua azione di repressione è efficace e che questa repressione colpisce in modo prioritario le persone straniere: ecco cosa intendiamo quando parliamo di razzismo istituzionale.
Un annuncio che segue il nuovo decreto legge (l'ennesimo di questo governo parafascista in materia d'immigrazione) che omologa il centro di detenzione per migranti aperto in Albania a un Centro di Permanenza per i Rimpatri (CPR) con una operazione di dubbia legittimità giuridica e di forte sapore di colonizzazione del territorio albanese. Il tutto in attesa della sentenza della Corte Europea sui paesi sicuri (su cui non riponiamo alcuna fiducia).
Rastrellamenti nelle dilaganti "zone rosse", selezioni sulla base del colore della pelle e dello Stato di provenienza, deportazioni, assegnazione di un numero a sostituire il nome, violenze, pestaggi, annullamento totale della persona confinata in prigionia, lontano dal proprio paese di origine e domani anche da quello di elezione. Questo il panorama di quanto accade in Italia.
E con l’omologazione del centro in Albania, con 140 posti disponibili, non tantissimi, tutto questo sarà ancora più nascosto.
Si comprende che l’unica cosa che conta è il pugno di ferro, e l’azione decisa nei confronti delle persone migranti, unica loro priorità, mentre il Paese è in piena crisi e corre verso la guerra.
Purtroppo, la marcia verso un regime autoritario e razzializzante non si ferma ai confini italiani ma si sta estendendo a tutta l'Europa.
💥Il 10 aprile sarà l'anniversario della emanazione del Patto Europeo per l'Immigrazione e l'Asilo, approvato sia dal Parlamento europeo che dal Consiglio dell'Unione Europea.
Questo patto svuota ancora di più il diritto di asilo, rende sistematica la detenzione amministrativa, incrementa i processi di profilazione etnica delle persone, finanzia l'esternalizzazione delle frontiere.
Un patto, per cui è già stato annunciato un regolamento applicativo che introduce, tra le altre cose, un foglio di espulsione europeo in modo da cercare di impedire il passaggio di profughi/e ed immigrati/e da un paese all'altro dell'Europa.
Ci stanno prospettando un mondo disumano ancora più di quello di oggi.
Ma le persone migranti, che fuggono dalla fame o dalla guerra o semplicemente inseguendo un sogno, non si faranno fermare neppure da questo, e noi continueremo a stare al loro fianco perché il loro futuro è anche il nostro.
Per ribadire la nostra ferma opposizione alla deriva securitaria e razzista continueremo la battaglia per la chiusura di tutti i CPR e contro tutti questi provvedimenti intollerabili.
📌Giovedì 10 aprile, alle ore 18,
nell'ambito di una mobilitazione che si svolgerà in diversi paesi europei, saremo in
📌presidio davanti alla sede del Parlamento europeo a Milano
in corso Magenta angolo Piazza Santa Maria delle Grazie.
Per condannare l'anniversario della promulgazione del patto europeo.
💥QUESTO PATTO UCCIDE
⚫️ NO AI CPR:
🟡 NÉ IN VIA CORELLI, NÉ IN ITALIA, NÉ IN LIBIA,
🔴 NÉ IN ALBANIA.
💥THIS PACT KILLS PEOPLE - NO MIGRANT DETENTION IN ITALY OR ALBANIA
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Ubicazione
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Indirizzo
Via Varchi, 3
Milan
Orario di apertura
| Lunedì | 21:00 - 23:00 |

11/05/2025