27/02/2026
Sulla legge elettorale l’ennesimo disastro italiano. Avevo, come socialisti, chiesto di dare mandato ad un gruppo di costituzionalisti. Invece ci ritroviamo con un accordo notturno che non ha l’obiettivo di costruire regole per tutti ma di salvare chi è al timone oggi.
Nella Prima Repubblica la legge elettorale fu modificata una sola volta. Nella Seconda Repubblica, invece, siamo arrivati a sei cambiamenti, soprattutto a partire dagli anni Novanta. Un record negativo nel panorama europeo che racconta un’anomalia tutta italiana: qui chi ha la maggioranza non pensa a rafforzare il sistema democratico, ma a come garantirsi la permanenza al potere.
Nei principali Paesi europei le leggi elettorali sono rimaste stabili per decenni: in Germania il sistema è in vigore dal 1949, in Spagna dal 1985, nel Regno Unito il modello maggioritario dura da oltre un secolo, in Francia il doppio turno per l’Assemblea nazionale è stabile dal 1986. In Italia, invece, ogni cambio di stagione politica diventa l’occasione per riscrivere le regole del gioco.
La legge elettorale non può essere una ‘porcheria’ per salvare i soli noti e costruita con liste bloccate che sottraggono ai cittadini il diritto di scegliere i propri rappresentanti. Almeno si abbia il coraggio di restituire le preferenze, contro la logica delle nomine dall’alto. Sarebbe un segnale
01/02/2026
DOPO NAPOLI E ROMA, A MILANO “AVANTI X L’ITALIA” DIVENTA ANCORA PIÙ CONCRETO.
Si è chiuso ieri a Milano il terzo incontro, dopo Roma e Napoli, sul futuro del Psi a livello nazionale.
Dall’evento, che ha fatto registrare un gran numero di presenze, è nata la necessità di un radicamento forte sul tutto territorio in vista delle politiche 2027.
Da quel laboratorio politico che è stato la Campania, il partito punta, attraverso il progetto “Avanti x l’Italia”, a proporsi come reale alternativa alle destre, in nome della giustizia sociale e della difesa Costituzionale dei diritti di tutti i cittadini e le cittadine.
Il ciclo di incontri che si è concluso ha ribadito che una fusione tra le istanze riformiste, cattoliche, civiche, moderate e socialiste è possibile e necessaria. È importante far sentire la propria libera voce, abbandonando l’ideologia del “no” a tutti i costi e tornando a essere protagonisti attivi nel dibattito politico.
13/08/2025
Non ho mai chiesto le dimissioni del ministro Santanchè per vicende giudiziarie, né mi sono mai unito al coro di chi invocava passi indietro per motivi strumentali. Ma oggi la situazione è diversa: i numeri dell’estate 2025 parlano chiaro: le cose non vanno.
Il turismo balneare ha registrato cali tra il 20% e il 30%, con punte del 25% in alcune regioni del Mezzogiorno; le agenzie di viaggio segnalano vendite in caduta del 21,6% e gli italiani che partono sono meno rispetto allo scorso anno. È un segnale allarmante. Certo, le cause non sono solo attribuibili al suo operato, ma il ministro deve prendere atto che le strategie adottate non hanno funzionato, che manca una visione. E quando una politica fallisce, la responsabilità di chi la guida è di trarne le conseguenze.
La Meloni e la maggioranza evitino una difesa ad oltranza del Ministro, è ora di avviare un dibattito serio sul turismo, è il tempo di trovare soluzioni per chi ha avuto perdite, di programmare futuro. E’ora, su ragioni politiche, di chiedere un dibattito vero sul comparto e di pretendere un passo indietro del Ministro.
22/05/2025
Assolutamente sì!
Luigi Di Dato, segretario del Partito Socialista Italiano per la provincia di Napoli, tuona ai suoi: «Il 5 e 6 giugno il PSI, compatto, andrà alle urne in tutti i comuni, seggio per seggio, per man…
21/05/2025
Dopo il terribile 7 ottobre, Gaza è sprofondata in un inferno.
Oggi, circa 20.000 bambini non ci sono più.
Migliaia sono sotto le macerie, tanti altri lottano contro la fame.
Non è più il tempo delle analisi geopolitiche da tastiera. È il tempo dell’umanità.
Una foto.
Un palloncino.
Un foglio.
Uno slogan semplice:
Che sia questo l’inizio di una mobilitazione nazionale.
Serve svegliare le coscienze, non alimentare le tifoserie.
Perché nessuna causa può giustificare l’orrore sui bambini.