28/05/2026
Nel nostro ultimo abbiamo chiesto alle imprese quali effetti si aspettino o abbiano già riscontrato a seguito dell’escalation del conflitto in Medio Oriente.
Il 62% testimonia un aumento dei costi, seguono il timore per le interruzioni nelle catene di approvvigionamento (35%) e la difficoltà nell’impiego di personale dall’estero (6,15%).
21/05/2026
Il 16% delle imprese intervistate prevede un aumento degli investimenti nei prossimi mesi, un numero in leggero calo rispetto alla scorsa rilevazione (in autunno era il 27%). Il 26% prevede invece una diminuzione e il 12% nessun investimento. È quanto rivela il nostro ultimo .
Si segnala però che il 31% delle aziende prevede un aumento dell’occupazione da qui ai prossimi 12 mesi, a fronte di un 46% che la manterrà stabile.
14/05/2026
Diminuisce il numero di imprese associate ad che dichiara un peggioramento nella situazione economica della propria azienda: dal 14,9% dello scorso autunno al 9% della primavera 2026, a fronte di un aumento del 5% tra chi racconta di una situazione positiva.
Aumenta però la preoccupazione sui prossimi 12 mesi: il 25% degli intervistati prevede un peggioramento della propria situazione (lo scorso autunno era l’8%), a fronte di un calo del numero di imprese che prevede stabilità.
Parallelamente, la percentuale di imprese che prevede un peggioramento della congiuntura economica nei prossimi 12 mesi aumenta dal 16,2% al 59%. A pesare è l’incertezza dovuta al contesto geopolitico internazionale.
06/05/2026
A seguito dell’escalation in Medio Oriente, il 62,5% delle imprese dichiara di registrare già rincari sui costi di materie prime e semilavorati. È quanto emerso dal nostro nuovo .
A ciò si aggiunge la preoccupazione per le future scelte politiche, la cui incertezza, ha spiegato il nostro Consigliere delegato Jörg Buck a ItalyPost, “continua a frenare investimenti e innovazione in modo strutturale”.
La speranza è che il Piano d’Azione, siglato tra Italia e Germania nel 2023 e rinvigorito dal non-paper di quest’anno, sia “non solo un documento di intenti – aggiunge - ma un impegno politico a cui le istituzioni devono dare seguito operativo”.
23/04/2026
Le regioni italiane contribuiscono in maniera diversa all’ tra Italia e : la , ad esempio, si caratterizza per le maggiori importazioni (oltre 33 miliardi di euro nel 2025), che portano la loro bilancia commerciale a -13,5 miliardi.
Ci sono però numerose regioni con una bilancia commerciale in positivo. Il , ad esempio, esporta beni per 8,2 miliardi, importandone solo 6,1 miliardi. Una bilancia positiva di +2,1 miliardi di euro.
Scopri di più su: https://italien.production.ahk.de/ahk_italy_it/pubblicazioni/studi-e-ricerche/interscambio-italo-tedesco/interscambio-commerciale-italia-germania-ritorno-alla-crescita-dopo-due-anni-di-cali
15/04/2026
Anche quest’anno la Lombardia, con i suoi 52,5 miliardi di euro, si conferma la prima regione nell’interscambio tra Italia e Germania, superando – oltre che le italiane – anche i numerosi Länder tedeschi.
Si segnala tuttavia la crescita di Lazio (+7,1% rispetto al 2024 e 9 miliardi di euro complessivi di interscambio) ed Emilia-Romagna (+6,5% e 19,8 miliardi), precedute dal Niedersachsen (+10%, 9,9 miliardi di euro).
L’analisi completa su: https://italien.production.ahk.de/ahk_italy_it/pubblicazioni/studi-e-ricerche/interscambio-italo-tedesco/interscambio-commerciale-italia-germania-ritorno-alla-crescita-dopo-due-anni-di-cali
08/04/2026
Con oltre 25 miliardi di euro, l’automotive è il primo settore di interscambio tra Italia e Germania, il secondo per crescita rispetto al 2024 (+7,3%) preceduto dall’agroalimentare (+8,6%).
Quest’ultimo è anche il principale settore dell’export italiano verso la Germania (11,2 miliardi), seguito dal siderurgico (10,8) e macchinari (9,7).
Per quanto riguarda le esportazioni dalla Germania verso l’Italia, al primo posto troviamo l’automotive (15,9 miliardi), seguito dal chimico (13,4) e dall’elettronico (11,4).
Tutti i numeri su: https://italien.production.ahk.de/ahk_italy_it/pubblicazioni/studi-e-ricerche/interscambio-italo-tedesco/interscambio-commerciale-italia-germania-ritorno-alla-crescita-dopo-due-anni-di-cali
01/04/2026
Superando Francia (112,3 miliardi di euro), Stati Uniti (105,1 miliardi) e Cina (74,9 miliardi), la Germania si conferma il primo partner commerciale per l’ .
Per la invece, l’Italia rimane al sesto posto, preceduta da Polonia, Francia, Paesi Bassi, Stati Uniti e – in prima posizione – Cina (con 251,9 miliardi di euro di interscambio).
Scopri di più su: https://italien.production.ahk.de/ahk_italy_it/pubblicazioni/studi-e-ricerche/interscambio-italo-tedesco/interscambio-commerciale-italia-germania-ritorno-alla-crescita-dopo-due-anni-di-cali
25/03/2026
L’ economico tra e nel 2025 ha raggiunto il terzo valore più alto di sempre: 157,8 miliardi di euro, in crescita dell’1,2% rispetto all’anno precedente.
L’Italia ha esportato beni verso la Germania per 72,2 miliardi di euro, circa il 46% del valore complessivo dell’interscambio, 1,2 miliardi in più del 2024.
Maggiori informazioni su: https://italien.production.ahk.de/ahk_italy_it/pubblicazioni/studi-e-ricerche/interscambio-italo-tedesco/interscambio-commerciale-italia-germania-ritorno-alla-crescita-dopo-due-anni-di-cali