25/04/2026
🚩✊️ Viva il !
In un mondo che il sta trascinando di nuovo nel baratro della guerra, la nostra lotta è quella che fu la lotta dei .
Collettivo politico dell'Università Statale di Milano
Demos – Alternativa Rossa è un collettivo politico che nasce dentro all’Università degli Studi di Milano nel 2007, come lista elettorale. Ha sempre avuto dentro varie anime riferite a diversi gruppi politici o partitici, nell’ottica dell’unità della lotta. Negli anni ha portato avanti le tematiche che la contraddistinguono, come l’antifascismo militante, la lotta per un’Università pubblica, libera
25/04/2026
🚩✊️ Viva il !
In un mondo che il sta trascinando di nuovo nel baratro della guerra, la nostra lotta è quella che fu la lotta dei .
06/04/2026
⚫️ “Strage del mare”. Basta cercarlo su Google per capire la portata del massacro.
Ieri, ancora una volta, vite spezzate nel Mediterraneo. 70 dispersi, poche speranze. 32 salvati e portati a Lampedusa. E domani? Ancora morti, ancora silenzio?
Ci raccontiamo che “non possiamo accoglierli tutti”, parliamo di flussi da regolare, mentre la realtà è sotto gli occhi di tutti: continueranno ad arrivare. Fuggono da guerre, crisi climatica, povertà. E il nostro sistema li vuole: ma deboli, senza diritti, ricattabili.
Questa non è emergenza. È un sistema. E credendo alle menzogne dei politicanti xenofobi al suo servizio, cedendo alla paura, ne diventiamo complici.
Finché non avremo il coraggio di cambiare davvero — nelle politiche, nell’economia, nella nostra idea di società — ogni morte in mare peserà come un macigno sulla nostra coscienza individuale e collettiva.
📖 Approfondisci ➡️ link nel primo commento.
05/04/2026
🕊 Per molti, la giornata di oggi è dedicata agli affetti, alla riflessione sulla mortalità e sul senso dell'esistenza.
🌼 Da laici, l'augurio che ci sentiamo di rivolgere oggi è un augurio di pace. Non la pace dei vincitori, costruita sul silenzio dei cimiteri e sull'oppressione dei vivi, ma una pace durevole, con libertà, dignità e giustizia per tutti i popoli.
❗️Ci sembra l'augurio più pertinente da rivolgere, in un momento oscuro della Storia in cui governanti criminali, marionette di mercanti di morte e speculatori, operano per riportare nazioni intere "all'età della pietra" e le grida di sofferenza per i loro massacri si levano da ogni parte.
PACE PACE PACE
31/03/2026
☠️ La Knesset, il parlamento del regime di Tel Aviv, ha approvato la legge che introduce la pena di morte per atti di "terrorismo" compiuti da palestinesi. In sostanza, pianificano omicidi sistematici e "legalizzati" di combattenti della Resistenza palestinese.
❌️ Si noti: la pena è comminata, per atti analoghi, solo ai palestinesi e non agli israeliani.
🌑 Esulta il boia Ben Gvir, il sionista orgoglioso di definirsi fascista. Esultano i fanatici religiosi di Bezalel Smotrich. Esulta Netanyahu.
➡️ "Un altro passo verso l'apartheid", commenta il premier Spagnolo Sanchez, e non c'è sintesi migliore.
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27/03/2026
📉 Tentare d'imporre una riforma costituzionale a colpi di maggioranza e fallire la prova del referendum è un punto di non ritorno, e Meloni se ne sta rendendo conto.
👯♂️ Tra i Berlusconi che tentano di silurare l'insulso Tajani minacciando di far collassare Forza Italia, il tentativo di pulizia degli impresentabili con la resistenza della "pitonessa" Santanchè e l'imminente naufragio della proposta di legge elettorale, il governo lotta per sopravvivere a una crisi politica impossibile da nascondere.
🇪🇺 Nel frattempo, l'Unione Europea approva una direttiva anticorruzione che costringerà l'Italia a ripristinare il reato di abuso d'ufficio, smascherando il regalo fatto dal governo delle destre a corruttori e corrotti.
🌑🇮🇹 D'altra parte, la realtà incalza: salari da fame, precarietà del lavoro, un'economia che boccheggia, prezzi in aumento costante, crisi demografica. L'Italia ha bisogno di un cambiamento radicale!
🇺🇸 Insomma: il servilismo atlantico non salverà l'accozzaglia dell'estrema destra di governo dai suoi fallimenti.
‼️ Ma attenzione: la crisi di Meloni non vuol dire necessariamente che le cose andranno meglio, per noi che viviamo del nostro lavoro. Un'opposizione come quella parlamentare, in larga parte priva d'identità e credibilità, non può rappresentare la necessaria alternativa.
💪🚩 L'opposizione va costruita partendo dalle ambizioni e dai bisogni del nostro popolo: pace, solidarietà, diritti, antirazzismo, lotta alle discriminazioni.
⚠️ Senza dar risposta a queste urgenze, Meloni potrebbe anche succedere a se stessa.
📣 ALLA LOTTA!
23/03/2026
🔥💪 REFERENDUM: ABBIAMO VINTO NOI
L'Italia che lavora, l'Italia della Costituzione, ha vinto! Quell'Italia siamo noi.
La riforma costituzionale di Nordio voleva essere l'ultimo passo per spianare la strada ai crimini di colletti bianchi e politicanti clientelari.
Li abbiamo sconfitti, ma resta molto da fare.
LA LOTTA NON SI FERMA! 🚩
21/03/2026
⛔️ UMBERTO BOSSI: NESSUNA RIVALUTAZIONE POSTUMA
Qual è l'eredità politica di Umberto Bossi, scomparso ore fa dopo il lungo oblio cui l'aveva condannato la Lega di Salvini, impegnata a garantirsi nuovi spazi di parassitismo ai danni degli italiani seppellendo la memoria degli scandali passati?
Eccone un riassunto:
1. Etnonazionalismo e secessionismo, inoculati nella nostra società come un veleno approfittando di contraddizioni irrisolte dai tempi dell'unità nazionale, ci hanno divisi e resi facile preda per gli interessi dei grandi capitalisti nazionali ed esteri;
2. Il razzismo, prima contro i meridionali e poi contro i migranti, ha offerto un facile capro espiatorio per sfogare le paure delle fasce più deboli della società di fronte allo stupro neoliberista delle loro condizioni di vita, incanalandole nella più distruttiva guerra tra poveri;
3. La xenofobia, normalizzata nel dibattito politico quotidiano, ha lordato la coscienza di tutta la nazione delle conseguenze letali della demonizzazione e persecuzione sistematica dei migranti, che ha avuto nella legge Bossi-Fini uno snodo fondamentale.
Tutto questo è stato fatto, metodicamente e consapevolmente, al servizio della svendita del nostro Paese agli speculatori, italiani ed esteri, e alle clientele e cricche di potere che ancora s'ingrassano sottraendoci, giorno dopo giorno, futuro, dignità e diritti.
I 49 milioni rubati allo Stato, i diamanti sporchi di Belsito, le lauree comprate a spese nostre in Albania al figlio scemo, sono state l'inevitabile, squallido corollario di un progetto politico ordito e sviluppato ai danni dell'Italia intera, alimentando e sfruttando ad arte l'ignoranza, l'odio, la grettezza.
Di fronte alle spoglie del defunto, come da copione, molti si stracciano le vesti. Politicanti e pennivendoli riverniciati di ogni colore si affannano a profondere lacrime di cordoglio e nostalgia.
Ma noi non dimentichiamo il male che ci è stato fatto.
20/03/2026
‼️ Il sarà un voto su quella che crediamo essere la qualità della nostra vita democratica.
Votare NO significa non permettere che il potere giudiziario venga indebolito a fronte di una politica sempre più imbelle, corrotta e al servizio di potentati internazionali e clientele.
⚠️ e camerati vogliono i pieni poteri e nessun controllo.
🔥 Noi rispondiamo NO.
18/11/2025
🇨🇭☭ 𝗜𝗟 𝗣𝗖𝗜 𝗔𝗟 𝗖𝗢𝗡𝗚𝗥𝗘𝗦𝗦𝗢 𝗗𝗘𝗟 𝗣𝗔𝗥𝗧𝗜𝗧𝗢 𝗖𝗢𝗠𝗨𝗡𝗜𝗦𝗧𝗔 𝗦𝗩𝗜𝗭𝗭𝗘𝗥𝗢
Si è tenuto ad Arbedo-Castione (vicino Bellinzona) sabato 8 novembre e domenica 9 novembre 2025 il 25mo congresso del Partito Comunista - Svizzera: un partito, originato da una costola del Partito del Lavoro, ovvero la “sezione” del Canton Ticino dello stesso, e divenuto negli anni una forza politica autonoma con aspirazione nazionale anche sugli altri cantoni, che ha molto da insegnare a tanti, anche in Italia, su cosa sia la forza di volontà, il lavoro politico e l’aspirazione ad essere un partito “di quadri a vocazione di massa”, che non significa essere nel presente “di massa”, ma avere le carte in regola per reggere ogni tipo di confronto politico anche verso forze attualmente maggioritarie.
Mentre da noi, come in altri paesi, ci si vergogna della parola “Comunista” e si attivano processi politici per mascherare o dissimulare la stessa definizione, con la scusa di un “coinvolgimento più ampio”, in Svizzera un giovane gruppo dirigente già nel 2007 decise di invertire questa tendenza e di cambiare il nome di una sezione cantonale, divenendo nel tempo un partito a tutti gli effetti con aspirazione nazionale, oltre a mantenere un saldo radicamento nel Canton Ticino.
Sempre più giovani nella politica elvetica si sono avvicinati a questo partito, rendendo nei fatti l’età media dei militanti attorno ai 30 anni, una delle più basse sicuramente tra i partiti presenti in Svizzera, ma anche rispetto a partiti di molti altri paesi europei.
Una composizione della militanza, quella del Partito Comunista Elvetico, che attinge anche dall’esperienza della forte organizzazione studentesca SISA (Sindacato Indipendente Studenti e Apprendisti), e che forma quadri preparati a tutti i livelli.
Il segretario rieletto, Massimiliano Arif Ay, ha incentrato la sua analisi su un tema che dovremo imparare a riportare in auge anche in Italia, ovvero quello del “patriottismo operaio”, che permette di fare chiarezza in maniera più incisiva su quello che è divenuta oggi l’Unione Europea e sul ruolo sempre più dedito alle politiche di guerra che l’Alleanza Atlantica persegue. In particolare la Svizzera sta subendo un pesante influsso, attraverso la politica delle destre e delle sinistre “liberali”, convergenti come è solito verso il centro politico (ma non contenutistico o ideologico) per una rottura della storica neutralità che ha caratterizzato nel XX° secolo il paese elvetico, portandolo ad un lento avvicinamento al binomio UE-NATO. In particolare gli “Accordi Bilaterali III” fanno parte di un pacchetto legislativo, sostenuto in prima battuta da PLR e Socialisti, che con la scusante della cooperazione con l’Unione Europea inserisce elementi sempre più pervasivi di deregolamentazione e di perdita di sovranità dello stato su importanti settori economici e strategici, tra i quali il settore agricolo e i trasporti.
Sempre nel solco del “patriottismo operaio” è stata rivendicata la campagna che il Partito Comunista ha portato avanti sulla neutralità, attraverso la costruzione del “Fronte per la neutralità e il lavoro”, che i comunisti svizzeri guidano politicamente e indirizzano in chiave anti-NATO: poiché almeno sul tema della neutralità si sono sviluppate delle sincronie di carattere tematico, almeno nelle intenzioni, con il partito UDC (destra nazionale conservatrice), i comunisti sono stati accusati, sia da forze di centrosinistra che da altre forze movimentiste di sinistra, di essere in qualche modo “collusi” con le destre, ma questo, come hanno prontamente risposto in diversi interventi del loro congresso, rappresenta semplicemente, soprattutto rivolgendosi ad altre forze della sinistra movimentista, una sostanziale immaturità di visione nella strategia politica e una totale mancanza di capacità di connettersi con il sentire popolare e dei lavoratori, che sul tema della pace e della guerra sentono molto di più le loro aspettative ed esigenze, e semmai, se questi votano a destra o non votano, la colpa è in gran parte di quella “sinistra” o di quel “centrosinistra” incapace di rappresentarli nelle loro esigenze e difficoltà, ponendosi esclusivamente in maniera pedagogica senza un minimo di connessione ed analisi dei fabbisogni e delle problematiche concrete; così facendo, si lascia il campo libero a forze populiste di destra che utilizzano alcune tematiche dove la sinistra è carente per portare poi la loro visione anti operaia e piccolo borghese all’interno del corpo elettorale dei lavoratori.
Parole comuni e un sentire comune, col Partito Comunista Svizzero, che possono essere un patrimonio per rilanciare, come buona prassi e buon esempio, anche l’azione del Partito Comunista Italiano, che si trova a dover affrontare le numerose contraddizioni e insidie di una politica italiana e di un sentire comune stritolato dal solito binomio “centrodestra-centrosinistra”; oggi peraltro, come italiani scontiamo l’aggravante della degenerazione politica, che a destra si manifesta con Salvini e Meloni, mentre a sinistra si era già manifestata ampiamente con Renzi, lasciandosi dietro numerose macerie e rovine, non solo elettorali - cosa più risolvibile - ma soprattutto culturali e di visione, espungendo ogni impostazione che potesse essere pur minimamente considerata realisticamente improntata a un minimo di socialismo.
Dipartimento Esteri PCI