17/04/2026
❤️🔥LA CURA COME ATTO DI RESISTENZA ❤️🔥
Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Collettivo Zam, Organizzazione politica, Via sant'abbondio 4, Milan.
17/04/2026
❤️🔥LA CURA COME ATTO DI RESISTENZA ❤️🔥
09/04/2026
I centri sociali ci saranno!
Il 18 aprile Salvini ha chiamato a raduno le sue schiere per ospitare un ripugnante comizio che, nella piazza centrale di Milano, città riconosciuta capitale della Resistenza partigiana, invocherà odio, razzismo, sessismo, repressione, controllo dei corpi, militarizzazione e suprematismo.
Nel contesto della stretta virata a destra dell'occidente, i Patrioti per l'Europa sono protagonisti di una battaglia politica suprematista e guerrafondaia all'insegna del riarmo, del sovranismo e della "remigrazione". La Lega, ovviamente, è tra i primi sostenitori e tirapiedi dell'iniziativa e cerca spazio nelle strade e nelle piazze di Milano, dove non ne troverà. Nella nostra città non c'è spazio per fascisti e aspiranti dittatori, non c'è spazio per razzismo e segregazione, non c'è spazio per imperialismo, falsi miti e falsi dei.
Ovunque governino, uno dei primi terreni d’attacco delle destre nazionaliste è il controllo dei corpi femminili, marginalizzati e non conformi: attaccando l’autonomia riproduttiva, ostacolano l’accesso all’aborto, imponendo la norma binaria e l’immagine di madre come unica possibile.
Parlano di sicurezza strumentalizzando le violenze di genere e vendono repressione e profilazione razziale nei quartieri, parlano di libertà di espressione e criminalizzano il dissenso, proponendo persino una taglia per l'antifascismo.
Ebbene, ai nostri posti ci troveranno. Milano è antirazzista, Milano è transfemminista, Milano è partigiana, Milano è il 25 aprile, Milano è antifa.
Parliamo di casa, parliamo di lavoro, parliamo di sanità, parliamo di cittadinanza, parliamo di consenso e desiderio, parliamo di autoderminazione, parliamo di accesso all’interruzione volontaria di gravidanza, parliamo di istruzione, difendiamo il diritto alla Resistenza.
Dopo la liberazione dal nazifascismo è esasperante trovarsi di fronte a certe parole d'ordine e una settimana prima del 25 aprile è inaccettabile un palco del genere in piazza del Duomo.
Non vogliamo padroni, né in casa né altrove, né ora né mai. Ci vediamo il 17 aprile per un controconvegno in statale per smantellare le loro narrazioni.
Il 18 aprile scendiamo in piazza e accerchiamo piazza del Duomo, i centri sociali ci saranno.
Piazza Tricolore ore 14
Combatti la paura, distruggi il fascismo
10/03/2026
🔥Se le nostre vite non valgono, noi lottiamo.
L’8 e il 9 marzo sono stati due giorni potenti, in cui le strade di Milano sono state sommerse da gioia, rabbia, radicalità e lotta. Un corteo da 50.000 persone ha espresso un messaggio chiaro: il sistema patriarcale deve cadere e con esso tutte le sue diramazioni, che lo rendono strutturale.
Questo significa esigere un legge sulla violenza sessuale che ponga al centro il consenso, ma anche una educazione sessuo-affetiva reale nelle scuole, capace di scardinare alla radice le relazioni tossiche e violente prima che non degenerino, nel peggior dei casi, nell’ennessimo femminicidio. Come il 25 novemebre, abbiamo ribadito che non ci vogliamo solo vive, ma anche felici, in una società che smetta di opprire tutto ciò che non è conforme agli scopri produtivi, riproduttivi e belllici.
Quest’anno, l’8 marzo è stato profondamente antimilitarista e antimperialista: ogni guerra è patraricale, dal genocidio in Palestina all’attacco all’Iran e al Libano. La guerra non è che un ulteriore strumento di prevaricazione sui corpi e sui territori, ai quali viene negata ogni forma di autodeterminazione. Il trasfemmnismo sta al fianco dei popoli oppressi e per questo ribadiamo che non esiste femminismo senza Palestina libera.
Oltre alla situazione di guerra globale, questi ultimi mesi hanno confermato una realtà di cui eravamo già consapevol3: gli uomini più ricchi del mondo non sono che stupratori e pedofili. La pubblicazione degli Epstein Files mostra come il sistema patriacale agisca ad ogni livello della società: non importa se è il CEO o il presidente statunitense o tuo marito, il corpo femminile è considerato un oggetto a disposizione. Il disgusto che tutto ciò suscita ha alimentanto una rabbia collettiva, che è la stessa rabbia che ci protegge e che anime le lotte.
Non accettiamo più i contentini e le finte tutele di un governo fascista, ma rispondiamo politicizzando il nostro sentire, creando autogestione, immaginando e lavorando per creare città trasfemministe, sciperando, lottando e disertando ogni giorno.
26/02/2026
🛠️Le felpe di ZAM sono tornate, è il tempo di ordinare! 💖
I colori disponibili saranno questi in foto: bianco, fucsia, giallo, su sfondo nero. Vi chiediamo di specificare colore e taglia quando ci scrivete.
Taglie unisex (grandi) dalla XS alla 4XL (sono le stesse delle ultime felpe prodotte per Alter Bej 2026).
Prezzo €25.
Il ritiro degli ordini sarà a ZAM.
Per chi le vuole ci scriva in DM.
Chiusura ordini domenica!
19/02/2026
🎭Carnevale Popolare 2026:
Il 2026 segna il ritorno nelle strade del Carnevale Popolare!
Mentre i palazzi del potere parlano di riarmo e investono in distruzione, noi rispondiamo invadendo le strade con l’unica forza capace di costruire il futuro: la gioia collettiva e il dissenso creativo.
Quest’anno il nostro grido è unico e inconfondibile: NO ALLA GUERRA!
🎉Carri, Carretti e Resistenza a Colori
Le nostre periferie non saranno più il margine della città, ma il cuore pulsante di una protesta che corre sulle ruote di carri auto-costruiti e carretti di recupero. Portiamo in strada l’ironia che smaschera i signori della guerra e il rumore della festa che copre il fragore delle armi.
✨Perché sfilare ed insieme festeggiare?
Contro il Riarmo: Più scuole e ospedali, meno missili. Le risorse devono tornare alle persone, non alle armi.
Per il Rifiuto della Guerra: Non siamo spettatori passivi di conflitti lontani o vicini. Diciamo “Basta” a ogni logica bellica.
Per la Comunità: Il Carnevale è di chi lo vive. Riprendiamoci lo spazio pubblico con i nostri corpi e la nostra voce.
📍 Appuntamento nelle strade di Gratosoglio, Ticinese, San Siro e Stadera!
Prepara il tuo cartone, i tuoi colori e la tua voglia di urlare no alla guerra. Non serve essere esperti: serve essere uniti, critici e rumorosi.
🎭Il Carnevale popolare è tornato: l’unica invasione che vogliamo è quella dei nostri carri perché la rivoluzione è una festa del popolo.
18/02/2026
Guardo mio fratell* dormire.
Mio fratell* respira.
Mio fratell* esiste.
E già questo, oggi, non è garantito.
Non c’è futuro.
Non quello che promettono.
Non quello che vendono.
Non quello che costruiscono sopra le nostre teste.
Io lo so.
Lo sento nel corpo.
Lo sento qui, a Baia del Re, Milano sud.
Milano sud come nel mondo.
Ogni strada, ogni cortile, ogni barriera racconta la stessa storia:
chi comanda reprime, chi lotta resiste.
Milano sud come nel mondo.
Ovunque il fascismo si presenti.
Sono Disertoru.
Q***r. Transfemm. Antifascista.
Vivo dove il potere arriva solo per controllare.
Per reprimere.
Per ricordarci che comandano loro.
La polizia è l’esercito del re.
Anche se il re cambia volto.
Difende i ricchi.
Punisce chi resiste.
Guardo mio fratell*.
E penso a tutte le guerre.
Sempre la stessa.
I ricchi contro i poveri.
Il potere contro la vita.
Il presente contro ogni possibilità di domani.
Penso alla Palestina.
All’occupazione.
Al genocidio che fa schifo.
Fa schifo perché è sistematico.
Fa schifo perché è giustificato.
Fa schifo perché è sostenuto.
Fa schifo perché viene chiamato sicurezza.
Il sionismo come progetto coloniale fa schifo.
Ruba terra.
Cancella popoli.
Uccide il futuro.
E il riarmo fa la stessa cosa.
Ovunque.
Sempre.
Trasforma il futuro in arsenale.
Non c’è futuro nelle bombe.
Non c’è futuro nei carri armati.
Non c’è futuro nelle Olimpiadi.
Le Olimpiadi sono una menzogna.
Impoveriscono la città.
Cacciano chi vive nei quartieri.
Militarizzano le strade.
Costruiscono vetrine per i ricchi.
Macerie sociali per tutt* l’altr*.
Disertare significa questo.
Rifiutare una politica che uccide il futuro.
Rifiutare il governo italiano che offende la Resistenza.
Rifiutare il fascismo che torna, ordinato, pettinato, istituzionale.
Accarezzo mio fratell*, piano.
E sussurro all’orecchio di mio fratell*:
“Diserta.
Diserta, perché non c’è futuro in quello che vogliono.
Diserta dal governo che governa con la paura.
Diserta dalla politica che investe nella morte.
Diserta dalle Olimpiadi.
Diserta dalla gentrificazione.
Diserta dalla città militarizzata.
Diserta dalla guerra dei ricchi contro i poveri.
Diserta perché stare con gli esclusi è l’unica scelta.
Diserta perché la resistenza non è un ricordo: è adesso.
Diserta perché rifiutare è già costruire altro.”
So che la mia diserzione avrà un prezzo.
Carcere.
Multe.
Punizioni.
Ma non è accettazione passiva.
Sono strumenti di controllo.
Figli del potere.
Figli del fascismo.
Figli del patriarcato.
Non li accetto.
Li affronto.
La mia lotta è attiva.
Ogni sanzione diventa terreno di resistenza.
Ogni minaccia conferma che disertare è necessario.
Disertare è partigianato.
Resistere significa affrontare il potere senza tregua.
Resistere significa combattere qui, a Baia del Re, Milano sud.
Resistere significa combattere ovunque il fascismo si presenti.
Milano sud come nel mondo.
Milano sud come nel mondo.
Milano sud come nel mondo.
Ovunque il fascismo si presenti.
Mio fratell* dorme.
Io veglio.
Veglio sul presente.
Veglio contro il fascismo.
Veglio per un futuro che ancora non esiste
ma che non smetterò di pretendere.
Disertare è necessario.
Disertare è partigianato.
Disertare è antifascismo vivo.
Qui.
Ora.
Finché servirà.
16/02/2026
🎭Verso il carnevale popolare 2026: 20-21-22 Febbraio
✨La guerra è bella anche se fa male
"La guerra è la cosa più br**ta che ci sia" ripeteva sempre il nonno del nostro piccolo amico. Quando era bambino andava al parco giochi con suo nonno e passavano per una via del quartiere i cui muri erano pieni zeppi di scritte, alcune casuali e incomprensibili, altre molto chiare. Una di queste diceva: "no alla guerra! la guerra la organizzano i ricchi ma ci muoiono i poveri!". Il nonno si lamentava di tutte quelle scritte. "Questi scarabocchi rovinano i muri di questo bel quartiere" diceva; ma quella scritta contro la guerra gli piaceva, il nonno sottolineava sempre che in mezzo agli scarabocchi quella era l'unica scritta da conservare.
Il nostro amico da bambino non capiva esattamente cosa volesse dire suo nonno ma fatto sta che lui e suo fratello, di 8 anni più grande, erano cresciuti con un'idea della guerra lontana ma negativa, terrificante quasi. Purtroppo qualche anno dopo suo nonnno non c'era più ma la scritta, quella rimaneva. E quando qualche antipatico vampiro vestito di blu la cancellava puntualmente un folletto, una fata o uno gnomo la rifaceva.
Il caro nonno non c'era più, la scritta rimaneva e il nostro amico cresceva.
Nel quartiere tutti odiavano la guerra, chiunque voleva la pace e non la sofferenza. Tutti sapevano bene che la guerra non ha nulla di bello.
Un giorno, parlando col suo fratellone, il nostro amico aveva capito che improvvisamente qualcosa stava cambiando; "sicuramente la guerra è br**ta, uccidere le persone è triste, ma pensa a quelli che ci vogliono invadere!, ho sentito che sono brutti, parlano in modo assurdo e mangiano i cani e i gatti! e vogliono che lo facciamo anche noi!", "vogliono abolire i giochi e imporci i loro giochi!".
Il nostro protagonista giocava ogni giorno con gli altri bambini figli dei vicini: "Mohammed, Said, Vincenzo, Fabio, Giulia, Liu, Alice non mi hanno mai imposto di giocare come dicevano loro. Abbiamo sempre giocato insieme a nascondino allo stesso modo. Certo, ogni tanto Said e Fabio barano, ma lo fanno perchè se no perdono sempre ahahah".
Più gli anni passavano e più si parlava della guerra, talvolta in modo non tanto negativo. Nella scatola parlante (tv,ecco come si chiama!) quella col cognome fruttoso (Me, Mel, Mei, Mela? No, era più lungo... niente, ancora non me lo ricordo) parlava di cattivi, terroristi, pazzi che volevano invaderci, che volevano rinchiuderci (non si è mai capito dove). E tanti altri mostri con lei come quel Matto Salvini (sì, sempre lui!), un certo strano tipo che aveva a che fare con delle dosi e delle piante e un Cosetto o Corsetto o Crocetto (perdonatemi, ricordo bene solo le cose importanti...)
Loro parlavano di guerra come se fosse una cosa bella, da fare. Il nostro amico non era convinto, lui aveva ancora in mente le parole del nonno. Suo fratello, forse, le aveva dimenticate. Aveva 16 anni e a colazione mormorava:"ormai è necessaria, la guerra deve essere fatta per conservare la pace. Per la patria. Ovviamente io non voglio andarci, io voglio studiare e fare il medico. Ma tanto non andrò sicuramente io, la faranno altri. Quindi, che bellezza la guerra!".
Affermava questo ogni mattina, poco prima di prendere lo zaino e andare a scuola sorridente con gli amici e le amiche.
14/02/2026
🎭CARNEVALE POPOLARE 2026🎭
❤️🔥 20-21-22 FEBBRAIO ❤️🔥
🔥A Milano Sud, nel quartiere Stadera, si scorge nel cielo il ritorno del dirigibile rosso Baia del Re...il Carnevale Popolare è tornato!
Bambine e bambini, grandi e piccini, e' il momento piu festoso, irriverente e scherzoso dell'anno, evviva!
Personaggi già conosciuti e nuovi amici e amiche, si riuniranno per dare vita ai tre giorni più scherzosi e festosi dell’anno!
Quest'anno c'è una nuova figura che resiste a venti di guerra e riarmi. In una città grigia nonostante il finto bagliore delle luci olimpiche, Disertoru difende il suo quartiere e porta alta la voce della solidarietà e delle comunità resistenti che abitano e lottano nelle strade dei nostri quartieri.
🪁 Venerdì 20 aspettateci per le strade del quartiere per tornare tutt3 a ZAM per teatro, giochi e merende!
🎭 Sabato 21 febbraio alle 11 di fronte a Baia del Re in Via Palmieri 8 per una bellissima PARATA DI CARNEVALE!
🎉Dopo la parata, grande festa di Carnevale al Parco Chiesa Rossa con pranzo condiviso, giochi di ogni tipo, favole, sport popolare e tanto altro!
❤️🔥Lunga vita alle comunità resistenti e alle feste popolari. Lunga vita al Carnevale!
10/02/2026
🎭 Verso il carnevale popolare 2026 - 20-21-22 febbraio
🔔La campanella del riarmo
Erano le 10 del mattino e Sofia era seduta al suo banco durante l’ora di matematica, quando, improvvisamente la campanella suona. È uno di quei suoni ripetuti, uno, due, tre, quattro volte. Drin, Drin, drin, drin. È una campanella inaspettata, segnala la presenza di un pericolo.
Tutti i bambini e le bambine accompagnati dalle maestre e i maestri, si radunano nei luoghi di ritrovo sicuri al di fuori della scuola.
Sofia parla con le sue compagne e compagni di classe e tutti si chiedono
“È un incendio? Si è allagata la cucina? Qualcuno è stato male?”
La preside dice “bambini e bambine state tranquille, questa era una prova, nel caso in cui scoppiasse una guerra, saremmo preparate per un piano di evacuazione”.
Sofia pensa “una guerra? In Italia? Non ne ho mai sentito parlare”.
Sofia ha 8 anni ed è la prima volta che sente parlare di guerra.
Il fratello di Sofia ha 16 anni e si chiama Andrea. Andrea pensa che la guerra non sia così male, pensa che se si viene attaccati bisogna rispondere, occhio per occhio, dente per dente dice.
Entrambi tuttavia pensano che il pericolo di una guerra non sia così imminente, anche se a scuola, in famiglia, ai giardinetti e in televisione non si parla di altro.
Riarmo, leva militare.
Sofia non sa cosa significhino queste parole.
Chiede a scuola e ai genitori e, a poco a poco, capisce che riarmo significa quando il governo usa i soldi per comprare le armi o per assumere più soldati, oppure quando li usa per mandare armi ad altri paesi responsabili di genocidio.
Sofia è preoccupata e chiede alla maestra “ma se i soldi vengono usati per le armi, ci saranno soldi per i giocattoli?”
La maestra le risponde che ci saranno sempre giocattoli, tuttavia non sa se ci saranno più soldi per la salute o per la scuola, quindi di stare attenta a non farsi male e di imparare quanto più possibile ora.
Andrea invece spiega a Sofia cosa significa leva militare, lui l’ha imparato a sue spese recentemente.
I suoi amici ne parlavano a scuola, dicevano che la leva militare è quando i cittadini possono prestare servizio nelle forze armate per un periodo di tempo. Il nonno di Giuseppe gliel’aveva spiegato. Il nonno di Giuseppe è un uomo anziano e da giovane aveva disertato la leva militare obbligatoria perchè era contro la guerra. Per questo era stato imprigionato e torturato, ma era rimasto vivo. Molti dei suoi amici, che erano andati in guerra, lì c’erano morti.
Gli amici di Andrea erano entusiasti. Sarebbero stati eroi, avrebbero difeso la patria, sarebbero stati fortissimi e tutti li avrebbero stimati e rispettati.
Andrea, che ha sempre pensato che la guerra non fosse poi così male, in quel momento si sentì molto solo e molto triste. Non sapeva bene spiegarsi il perché, ma sentiva che aveva paura. Andrea non voleva morire, Andrea voleva vivere, voleva continuare a giocare a basket con gli amici, voleva trovare il coraggio di chiedere a Lucia, la ragazza che tanto gli piaceva, di uscire.
Andrea e Sofia si abbracciano perché entrambi hanno paura ora. Sentire parlare di guerra li spaventa e li mette in allarme. Sentono che il modo per attraversare insieme questo periodo è stare uniti, ancora più di prima, e aiutarsi a vicenda nei tempi a ve**re.
❗️SOLDI AI QUARTIERI ( e ai giocattoli e ai sogni), NON ALLA GUERRA
🎭 Lunga vita alle periferie, lunga vita alle feste popolare!
23/12/2025
SCHENGEN POLICE CONNECTION
Sull'uso delle misure amministrative preventive in Europa
A cura dell'Assemblea per la costruzione delle Giornate per Dax (Milano - Dicembre 2025)
"Come è possibile che unə cittadinə europeə venga fermatə, controllatə, interrogatə, addirittura espulsə o anche arrestatə e detenutə per aver attraversato un confine UE, senza essere accusatə di nessun reato?"
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