Ente Nazionale Risi - Filiera

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Ente Nazionale Risi - Filiera Pagina istituzionale dell’Ente Nazionale Risi dedicata agli operatori della filiera - www.enterisi.it

L'Ente Nazionale Risi, ente pubblico economico sottoposto alla vigilanza del Ministero per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali, svolge un'intensa attività mirante alla tutela di tutto il settore risicolo: promuove il riso "made in Italy" con campagne d'informazioni e concorsi, fornisce assistenza tecnica agli agricoltori e servizio di analisi e conduce azioni volte al miglioramento della produzione.

CORSO AMBASCIATORI DEL RISO - II EDIZIONEA seguito del grande successo della prima edizione, il 30 novembre e il 1° dice...
16/10/2026

CORSO AMBASCIATORI DEL RISO - II EDIZIONE

A seguito del grande successo della prima edizione, il 30 novembre e il 1° dicembre, presso il Centro Ricerche sul Riso, si terrà la seconda edizione del Corso Ambasciatori del Riso.

📌 Sono aperte le iscrizioni!

Compila il Google Form al link seguente per partecipare: https://forms.gle/iLPNdqAaQUwz5wLR6

Info: [email protected] - www.enterisi.it

  Pubblicato l'ultimo numero di RisoNews n. 830.
16/10/2026

Pubblicato l'ultimo numero di RisoNews n. 830.

“L'EUROPA IMPARI DA ANKARA A DIFENDERE I PROPRI PRODUTTORI”Imposto un dazio fisso di 630 euro alla tonnellataLa notizia ...
12/10/2026

“L'EUROPA IMPARI DA ANKARA A DIFENDERE I PROPRI PRODUTTORI”

Imposto un dazio fisso di 630 euro alla tonnellata

La notizia arriva come una doccia fredda al settore. La manovra turca, che impone un dazio fisso di ben 630 euro a tonnellata per tutte le transazioni sotto la soglia dei 1.400 euro, raddoppia i costi per gli importatori e chiude brutalmente le porte al riso italiano ed europeo.

Esportare in Turchia alle attuali condizioni sarà materialmente impossibile a meno dell’apertura di contingenti che Ankara aprirà a fronte di una scarsa produzione di riso.

La rabbia della Presidente dell'Ente Nazionale Risi si scaglia contro le istituzioni comunitarie, accusate di abbandonare le aziende agricole in nome di politiche commerciali distruttive.

“La misura è colma. – attacca duramente Bobba – Mentre Bruxelles resta a guardare in silenzio, la Turchia erige barricate insormontabili perché, prima di tutto, pensa a sostenere la propria produzione interna e a proteggere i suoi agricoltori. La Commissione europea la smetta di pontificare e impari da Ankara cosa significa difendere la sovranità alimentare del proprio Paese. È una vergogna assoluta: da una parte l’Europa subisce passivamente il protezionismo spietato dei paesi extracomunitari, dall’altra spalanca le nostre porte, allargando le maglie delle importazioni a dazio zero e inondando il mercato interno di prodotto estero, senza pretendere alcuna reciprocità e calpestando ogni tutela per il produttore europeo”.

“Siamo stanchi di essere l'agnello sacrificale di un'Europa debole e complice. - prosegue Natalia Bobba - Chiediamo un intervento immediato di Bruxelles: servono contromisure vere e barriere a protezione del nostro lavoro. Se la Commissione europea non è in grado di difendere i propri agricoltori con la stessa aggressività con cui gli altri paesi difendono i loro, decreterà la fine irreversibile della nostra agricoltura”.

Oggi, al Centro Ricerche sul Riso di Castello d’Agogna, si è conclusa la raccolta della seconda stagione di sperimentazi...
06/10/2026

Oggi, al Centro Ricerche sul Riso di Castello d’Agogna, si è conclusa la raccolta della seconda stagione di sperimentazione in campo del progetto Ris8imo, coordinato dalla prof.ssa Vittoria Brambilla della Facoltà di Scienze Agrarie e Alimentari dell’Università degli Studi di Milano.
Al centro della sperimentazione ci sono piante di riso ottenute attraverso le Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA) e la tecnologia CRISPR-Cas9.

🔬 Non si tratta di OGM: le TEA permettono di intervenire in modo mirato sul patrimonio genetico della pianta, senza introdurre DNA estraneo, per sviluppare caratteristiche utili a una risicoltura più resiliente e sostenibile. L’obiettivo è ottenere piante di riso più resistenti alle malattie, come il brusone, e più capaci di affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici, contribuendo al tempo stesso a ridurre l’impiego di fitofarmaci e acqua. Questa seconda raccolta rappresenta un nuovo e importante passo nel percorso di sperimentazione: dalla ricerca al campo, per valutare concretamente come l’innovazione biotecnologica possa contribuire al futuro della risicoltura italiana.

  Published the last number of RiceNews, n.179.
06/10/2026


Published the last number of RiceNews, n.179.

Published RiceNews n. 179

06/10/2026

"Ai risicoltori serve reddito!"

A cura della Presidente dell’Ente Nazionale Risi

"Nella delicata fase di apertura dei mercati, con quotazioni di base che destano preoccupazione, il settore agricolo si conferma il più colpito. I risicoltori, alle prese con costi di produzione mai così alti, hanno bisogno di risposte concrete e di una redditività che riconosca il loro immenso lavoro; condizioni diverse da quelle che sono presenti oggi alla ripresa dei mercati.
Siamo chiamati a mantenere un equilibrio di filiera senza muovere accuse o recare offesa al settore industriale, ma abbiamo il dovere di essere chiari: tutti ci attendiamo un mercato profondamente diverso da quello della scorsa campagna di commercializzazione. E quando dico tutti mi riferisco anche al settore industriale che ha bisogno di mantenere una risicoltura nel nostro Paese.
Le dinamiche oggi sono radicalmente cambiate. La scorsa campagna è stata segnata da prezzi depressi a causa di una vera e propria "tempesta perfetta": svalutazione del dollaro, listini internazionali ai minimi e costi dei noli marittimi stracciati. Oggi le condizioni si sono ribaltate. Assistiamo ad una rivalutazione del dollaro, mentre i noli ed i prezzi internazionali del riso di importazione si attestano su livelli decisamente superiori. È pertanto indispensabile ed urgente una modifica dei listini con quotazioni in aumento, che siano finalmente in grado di remunerare un settore produttivo messo a dura prova.
Per mantenere viva la risicoltura in Italia, serve un patto di filiera vero, fatto di azioni e non solo di parole. Ed i numeri, purtroppo, ci dicono che nell'ultimo periodo questo patto ha vacillato. Se guardiamo ai dati, balza all'occhio come nella scorsa campagna, rispetto a quella precedente (dove i prezzi di mercato per gli agricoltori erano già ai minimi), le importazioni in Italia siano passate da 189.000 tonnellate – di cui 95.000 non hanno pagato dazio (il 51%) – a ben 216.000 tonnellate, di cui circa 129.000 (il 60%) entrate a dazio zero.
Aumentare gli acquisti di prodotto estero agevolato mentre i nostri produttori soffrono non è stato certo un segnale di vicinanza al settore, né un aiuto per evitare quel ridimensionamento della risicoltura che tutti a parole dicono di voler scongiurare.
Altrove in Europa, invece, non mancano azioni virtuose e coraggiose per restare davvero accanto al settore produttivo. Guardiamo alla Spagna, dove la più grande industria risiera nazionale ha dichiarato ufficialmente di voler dare un segnale forte di vicinanza ai propri agricoltori, impegnandosi a non acquistare per due anni prodotto proveniente da Cambogia e Myanmar.
Restare uniti in un discorso di vera filiera. Questa è la strada! Anche perché il regime SPG (Sistema delle Preferenze Generalizzate) si sta confermando la causa di tutti i nostri mali. Oggi, drammaticamente, il 60% del riso che fa ingresso nell'Unione europea non paga il dazio. Bruxelles, in nome del libero mercato, ha spalancato le porte alle importazioni, rinnegando la sua stessa politica del passato che un tempo tutelava le nostre produzioni e garantiva la sicurezza alimentare comunitaria. Il risultato è che i nostri agricoltori sono costretti a competere ad armi impari contro le produzioni asiatiche, in un quadro di totale asimmetria etica, ambientale ed economica.
Serve un'unità d'intenti ed uno sforzo comune da parte dell'intera filiera. Ma serve, prima di ogni altra cosa, una quotazione di mercato che restituisca redditività alle aziende agricole. In assenza di un reddito dignitoso, l'agricoltore non potrà fare altro che orientarsi verso scelte agronomiche diverse, abbandonando il riso e vanificando decenni di sforzi e di crescita di un intero comparto d'eccellenza.
Difendere le nostre risaie non è solo una battaglia economica: è la difesa della nostra terra, della nostra storia e del futuro di tutta la filiera. "

05/10/2026
05/10/2026

La Cucina Italiana è Patrimonio UNESCO e noi, quest’anno, all’Autunno Pavese 2026, abbiamo voluto raccontare quanto il riso sia profondamente presente nella nostra tradizione culinaria, attraverso il grande allestimento didattico all’ingresso della manifestazione.

Oggi è l’ultimo giorno per venirci a trovare prima della chiusura! Vi aspettiamo dunque a Pavia presso il Palazzo delle Esposizioni per scoprire insieme questo affascinante racconto dedicato al riso e alla nostra cultura gastronomica.

Non mancate!

Indirizzo

Via San Vittore 40
Milan
20123

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 12:30
13:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 12:30
13:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 12:30
13:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 12:30
13:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 12:30
13:00 - 17:00

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