06/06/2026
Da 40 anni ribadiamo che la violenza maschile contro le donne e le ragazze è un fenomeno sistemico, culturale e sociale. Prevenirla, a partire dalla scuola, spetta alla politica: non può essere una scelta demandata solo alle famiglie.
La violenza di genere aumenta tra i più giovani e preoccupa soprattutto i genitori, che non si sentono pronti ad affrontarla. Come Centro Antiviolenza riceviamo sempre più spesso richieste di aiuto e formazione da parte delle famiglie.
Ma il governo ostacola le azioni di prevenzione necessarie. Trattando l’educazione affettiva e sessuale come un affare privato, vietandola per le bambine e i bambini più piccoli, viene meno alla sua responsabilità politica.
Il ministro dice di voler rafforzare l’alleanza con le famiglie, in realtà mette a rischio ragazze e ragazzi, soprattutto quelli che saranno esclusi, e abbandona i genitori privandoli di risorse preziose.
L’educazione all’affettività e alla sessualità è la base di relazioni libere dalla violenza: sane, positive, orientate alla felicità delle donne e degli uomini.
Per questo, è anche una responsabilità della scuola, e deve essere una priorità per il governo.
05/06/2026
IO ESISTO è un racconto fotografico che riporta al centro chi troppo spesso non viene visto: figli e figlie delle vittime di femminicidio, bambini, bambine, ragazzi e ragazze costretti a ricostruirsi tra assenze, silenzi e nuove fragilità.
Il percorso espositivo dà voce a cinque orfani e orfane che hanno scelto di raccontarsi, portando alla luce un aspetto del fenomeno ancora troppo poco riconosciuto. Le loro testimonianze restituiscono la dignità e la forza non solo dei figli e delle figlie, ma anche delle loro madri: cinque donne uccise dai propri partner.
Un progetto che parla delle loro storie, assieme a quelle delle famiglie affidatarie che stanno al loro fianco.
📍 Casa delle Donne di Milano - Via Marsala, 8/10
📆La mostra sarà visitabile dal 18 al 20 giugno 2026
INAUGURAZIONE
Giovedì 18 giugno ore 18,30
Interverranno:
Cristina Barbieri, operatrice di accoglienza di CADMI
e Maria Grazia Russo, presidente di Cerchi d’Acqua
Sarà presente l’artista Stefania Prandi e Marco Sancandi e orfano di femminicidio.
ℹ️ Con l’obiettivo di rendere gli spazi che attraversiamo più accessibili, la mostra è fruibile anche da persone cieche e ipovedenti. Scannerizzando il QR code all’inizio del percorso sarà possibile accedere alle didascalie in Linguaggio Facile da Leggere e alle descrizioni audio dell’esposizione.
Foto di .prandi
La mostra si inserisce nel progetto “Orphan of Femicide Invisibile Victim”, progetto selezionato da nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.
Il progetto “Orphan of Femicide Invisible Victim” coinvolge un’ampia rete di figure specialistiche, imprese, enti del terzo settore, istituzioni. Si segnala, in particolare, il ruolo centrale dei Centri antiviolenza della rete nazionale Di.Re. e si estende su cinque regioni italiane (Veneto, Emilia-Romagna, Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige).
04/05/2026
40 anni di CADMI - 16 aprile abbiamo dato il via alle iniziative per i nostri 40 anni con un incontro a Palazzo Marino dedicato all’impatto del nostro lavoro.
Il confronto con istituzioni, aziende, amiche e amici ci ha restituito un’immagine di cui siamo orgogliose. Il nostro ruolo tra le fondatrici del sistema antiviolenza di Milano e della rete nazionale, la competenza nata dall’esperienza quotidiana al fianco delle donne, la natura politica e femminista della nostra azione, tutto questo era presente in ogni testimonianza.
Per il futuro ci è stato augurato di non dover più esistere. È anche il nostro obiettivo. Ma il momento non è ancora arrivato: il nostro lavoro oggi è più necessario che mai.
Vogliamo fare prevenzione nelle scuole (e non solo) con la nostra conoscenza specifica e la nostra capacità di ascolto e relazione. Vogliamo continuare a formare le operatrici e gli operatori che si occupano di violenza, anche per combattere la violenza istituzionale e la vittimizzazione secondaria. E vogliamo continuare a fare rete, presenti con la nostra identità e con il coraggio di stare anche nel conflitto, quando serve, per produrre cambiamento reale.
Grazie a chi è con noi, a chi ci sostiene, a chi ha camminato al nostro fianco in questi 40 anni. ❤️
🔗 Il racconto dell'evento >> https://cadmi.org/40-anni-alessi/
📸
Manuela Ulivi, Cristina Carelli, , , , Fabio Roia, Claudia Pecorella, , , , , Elena Grossi, .bertole
04/05/2026
Il consenso non è un dettaglio tecnico e non è materia di compromesso.
Il comitato ristretto ha proposto “mediazioni”. Noi diciamo NO: sul consenso non si tratta.
Il consenso può essere solo libero, attuale, revocabile. Ogni “mediazione” sposta il confine: dalla libertà della persona a scegliere, alla necessità di dimostrare qualcosa. È un arretramento che non accetteremo.
Per questo scendiamo ancora una volta in piazza. Con i nostri corpi. Con la nostra voce.
4 maggio — Roma
Una presenza visibile, collettiva, politica, in rappresentanza di tutte le donne.
4–5 maggio — su tutto il territorio nazionale
Iniziative diffuse per ribadire, ancora una volta, la nostra posizione.
Nessuna mediazione sui nostri corpi.
Milano
4 maggio - Ore 18.30
Presidio, Via Sforza Angolo Porta Vittoria
21/04/2026
Oggi per tutte noi è un giorno triste, in cui dobbiamo salutare Lia Cigarini, una delle donne che ha dato vita e illuminato il femminismo e la sua pratica politica.
Lia, soprattutto a partire dall’esperienza della Libreria delle donne di Milano , ha affermato che fare politica significa agire attraverso una pratica delle donne differente, rispondente alla nostra presa di coscienza, per dare significato alla realtà a partire da noi. Politica è dare un senso alla realtà a partire dal nostro desiderio.
Lia ha fatto la rivoluzione perché voleva cambiare il mondo, riconoscendo e valorizzando l’esperienza delle donne.
Noi continueremo a farlo, ricordando gli scambi preziosi con lei, le sue parole, i suoi gesti e anche le sue critiche. ❤️
08/04/2026
Ci mobilitiamo in tutta Italia per difendere un principio che riguarda la libertà di tutte: sul consenso non si arretra.
Il DDL Bongiorno va bloccato perché rischia di indebolire ciò che dovrebbe essere il fondamento di ogni norma sulla violenza sessuale: il riconoscimento del consenso come criterio centrale. Quando il consenso viene trattato come qualcosa da dedurre, da leggere tra le righe, da “riconoscere” nel contesto, il risultato è sempre lo stesso: più ambiguità, più spazio per la colpevolizzazione e la rivittimizzazione di chi denuncia.
Noi chiediamo esattamente il contrario: chiarezza.
Consenso libero. Consenso attuale. Consenso revocabile.
E lo chiediamo insieme, con presìdi e iniziative nei territori, perché la società civile lo ripete da tempo: la libertà non è negoziabile.
Fermiamo il DDL Bongiorno, insieme.
06/03/2026
Ogni giorno da 40 anni CADMI è accanto alle donne e alle ragazze che vogliono uscire dalla violenza. Nel 2025 sono state oltre 660. A loro abbiamo messo a disposizione ascolto esperto e senza giudizio, nel rispetto della riservatezza e dell’anonimato, consulenza legale gratuita, sostegno psicologico individuale e di gruppo, orientamento e coaching professionale, ospitalità nelle case rifugio nelle situazioni di rischio elevato.
In questi mesi abbiamo lavorato quotidianamente anche per favorire il cambiamento culturale necessario a superare la violenza, attraverso la prevenzione e la sensibilizzazione nelle scuole, nelle aziende, nelle istituzioni e grazie a ogni singolo incontro che abbiamo fatto.
Tutto questo è stato reso possibile soprattutto dalle donazioni.
Sostienici anche tu
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28/02/2026
A Roma per dire NO al DDL BONGIORNO.
Senza consenso é stupro.