22/10/2026
17 anni senza Stefano Cucchi. 17 anni di battaglie per arrivare alla verità, contro i depistaggi e contro chi pensava di poter nascondere la responsabilità dietro una divisa.
Stefano è stato arrestato, picchiato e lasciato morire. E mentre una famiglia distrutta chiedeva verità e giustizia, c’è stato chi ha lavorato per depistare e insabbiare.
Non è stata soltanto una vicenda giudiziaria. È una questione di potere, di responsabilità, di diritti. È il confine tra uno Stato democratico e uno Stato che pretende obbedienza senza accettare di essere giudicato o contestato.
La divisa non è un lasciapassare. L’autorità non è impunità. Lo Stato di diritto non si ferma davanti a una caserma.
Eppure, ancora oggi, dobbiamo difendere il diritto di chiedere conto a chi esercita il potere. Perché quando lo Stato abusa della propria forza e qualcuno prova a coprirlo, non è soltanto la singola vittima a essere tradita: è la democrazia stessa.
Diciassette anni dopo, ricordare Stefano Cucchi significa scegliere da che parte stare. Noi, da sempre, siamo contro gli abusi, contro i depistaggi e contro ogni cultura dell’impunità.
Stefano Cucchi non è soltanto memoria. È un monito politico, e una responsabilità collettiva.