03/06/2026
È cominciato il mese del Pride. E non siamo qui per chiedere gentile concessione.
In Italia e nell’Unione Europea le persone LGBTQIA+ vivono ancora una cittadinanza spezzata: riconosciute in alcuni luoghi, tollerate in altri, cancellate altrove. Una coppia può esistere per uno Stato e diventare un problema burocratico per un altro. Una famiglia arcobaleno può avere diritti da una parte del confine e perderne pezzi appena si sposta. Una persona trans o intersex può ritrovarsi davanti a istituzioni che discutono il suo corpo come fosse materia di propaganda.
Questa è disuguaglianza organizzata.
Alla destra che urla “ideologia” rispondiamo: l’ideologia è pretendere che alcune vite restino invisibili per non disturbare la vostra idea di normalità. Riconoscere diritti non cancella nessuno. Negarli sì.
Servono matrimonio egualitario, piena genitorialità, adozioni, educazione al rispetto, protezione contro odio e violenza, autodeterminazione, tutele per le persone trans e intersex, riconoscimento delle famiglie arcobaleno in tutta l’Unione Europea.
Il Pride non è folklore. Non è marketing. Non è una festa.
È la risposta politica di chi è stato reso vulnerabile e ha deciso di non arretrare.
Per Volt, diritti LGBTQIA+ significa cittadinanza piena. In Italia. Nell’Unione Europea. Ovunque.
Libertà senza confini. Uguaglianza senza permesso. 🏳️🌈🏳️⚧️✊🇪🇺💜
02/06/2026
Ottant’anni dopo il 2 giugno 1946, la Festa della Repubblica non si riduce ad una celebrazione formale per noi.
Quel voto, il primo a suffragio universale nella storia italiana, aprì la strada alla Costituzione e a un’idea precisa di democrazia: libertà, uguaglianza, partecipazione, giustizia sociale.
Oggi quella promessa va difesa dove viene messa alla prova: nei diritti negati, nelle disuguaglianze che crescono, nella crisi climatica, nella sicurezza comune, nella fragilità delle democrazie europee.
Per Volt, essere fedeli alla Repubblica significa guardare oltre lo Stato-nazione.
Non per cancellare la storia italiana, ma per darle futuro: costruendo un’Unione Europea più democratica, più sociale, più solidale e finalmente federale.
Dalla Repubblica italiana ad una Repubblica federale europea: libera, antifascista, capace di proteggere le persone e di agire nel mondo.
Buona Festa della Repubblica! 🇮🇹💜🇪🇺
30/05/2026
Il sottosegretario Butti è volato a Parigi (al G7 su Digitale e Tecnologia) per chiedere agli enti internazionali di metrologia di rinominare il volt in "volta". Tutto in nome del supposto orgoglio nazionale.
Peccato che, mentre Roma si occupa di nomenclatura scientifica, il Rapporto Istat 2026 fotografa un'Italia che nel 2025 è cresciuta dello 0,5%, fanalino di coda nell'Unione Europea; i salari reali restano ancora sotto i livelli del 2019, e il nostro debito pubblico è al 137% del PIL: secondo solo alla Grecia in tutta l'eurozona.
Ha senso, in effetti: quando non riesci a cambiare la realtà, cambi i nomi.
Noi preferiamo occuparci delle cose vere. Il volt resterà volt, e Volt resterà Volt: il partito paneuropeo che lavora ogni giorno per costruire l'Europa Federale, sociale, verde, inclusiva che l'Italia, e il continente intero, si meritano davvero.
29/05/2026
Con il tuo 730 puoi dare forza a una politica nuova: più concreta, più europea, più coraggiosa.
Destinare il 2x1000 a Volt significa sostenere chi lavora per un’Italia più giusta, innovativa, capace di contare davvero in un’Europa Federale.
C’è chi l’ha già fatto: scegli anche tu Volt con il codice Y59 💜