La Città dei Comuni

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Costruire la Città Metropolitana di Milano: un percorso costituente dal basso, per favorire la partecipazione, valorizzare tutte le realtà della Provincia

02/12/2024

ANCORA SULLA FRANA DI PADERNO D’ADDA,
LE FRANE SI SPOSTANO SIA QUANDO INTERROMPONO UNA STRADA SIA QUANDO INTERROMPONO UNA PISTA CICLABILE PERALTRO MOLTO FREQUENTATA
È da sette mesi che la pista ciclabile che costeggia il Naviglio di Paderno e che nella sua continuità consente di raggiungere da Milano il lago di Como è interrotta da una frana. Non solo noi dell’Associazione Riaprire i Navigli chiediamo che questa frana venga rimossa per restituire la percorribilità dell’intero tracciato, si sono mossi i Comuni di Paderno d’Adda e Cornate d’Adda, le provincie interessate e naturalmente tutti gli amanti della natura che frequentato da anni quel territorio, uno dei più belli della regione Lombardia. Chiedono il ripristino della strada anche i frequentatori della cooperativa sociale “Lo Stallazzo”, antico luogo di sosta delle barche che una volta navigavano sul naviglio di Paderno, che oggi non può più garantire il ristoro ai ciclisti ed a coloro che fanno trekking lungo quell’itinerario. Non è giusto che se una frana interrompe una strada ed il traffico veicolare venga subito rimossa, se invece interrompe una pista ciclabile, peraltro molto frequentata, non succede niente e la Regione non interviene.

Puoi aiutarmi firmando anche tu questa petizione?
https://chng.it/WSWt4YdJYL

23/01/2023

Naviglio della Martesana a Milano in via Gioia, presso il ponte di via Monte Grappa

02/12/2022

🔵 MILANO- OLANDA In tutto il mondo cresce la voglia di navigare lungo le sponde dei vecchi canali, ma noi che a Milano li abbiamo chiusi vogliamo navigare lungo le sponde dei nuovi Navigli
dal Corriere della Sera inserto PIANETA 2030 del 30 novembre 2022

14/05/2022

il mio saluto a Valerio Onida, un esempio di discrezione e di disponibilità

09/05/2022

Peppino Impastato, per sempre un esempio.

29/04/2022

L'uccisione di Sergio Ramelli non aveva alcun senso anche dentro allo scontro militare diffuso tra servizi d'ordine e squadristi. Fu l'esito di un percorso di iniziazione che necessitava di un obiettivo sul quale esercitarsi. L'ulteriore conferma dello squallore autoreferenziale fu il successivo tentativo di attribuire informalmente la responsabilità del pestaggio omicida ai collettivi del Casoretto e Stadera, antifascisti militanti che mai avevano colpito persone inermi. L'attribuzione informale della responsabilità ai due collettivi fu a cura dell'organizzazione cui appartenevano gli autori dell'azione. Il segno di una logica degenerativa collettiva dei gruppi. La morte di Ramelli costrinse e consentì una riflessione critica sull'estetica della violenza e sulla riduzione simbolica dell'antinomia destra/sinistra.Per molti giovani del movimento 1976/77 ciò costituì un importante fondamento libertario di laicità e rispetto delle differenze.

15/04/2022

Certamente Eliott vorrebbe vendere il Milan compreso il nuovo stadio e l'insieme di nuovi immobili annessi...ma non tutte le ciambelle riescono col buco ;)

07/04/2022

Chiudere la pratica amministrativa dopo tre anni

“Avere uno stadio nei tempi più brevi possibili”.
C’è già: è lo stadio Meazza in San Siro.
I signori Scaroni e Antonello continuano a raccontare b***e: loro vogliono una operazione edilizia, la loro operazione edilizia, giustificata dalla costruzione di un nuovo, modesto e anonimo, stadio, passando per la demolizione del Meazza (demolizione che sarebbe una gigantesca bomba ecologica e ambientale). Lo stadio nuovo nel loro progetto occupava solo il 14% dell’area pubblica su cui volevano mettere le mani con un indice di edificabilità dello 0,63 mq/mq, quasi il doppio di quello consentito dalle norme vigenti.
Ma a loro delle norme vigenti non interessa nulla. Hanno la sfrontatezza di parlare di ostacoli burocratici quando da quasi tre anni il Comune aspetta un progetto, con uno studio di fattibilità, e con un piano economico finanziario adeguato, che non è mai stato presentato dalle due società cino-americane. Hanno presentato ai giornalisti un progetto a dicembre 2022 di uno stadio nella foresta amazzonica, progetto mai depositato in Comune. Più imbroglio mediatico di questo non si poteva immaginare.

I signori Scaroni e Antonello pensano che quanto proposto dalle loro società debba essere preso a scatola chiusa: questa è la loro mentalità, vogliono “l’unità di intenti” sul loro progetto, le regole e le norme per loro sono un ostacolo, fanno perdere tempo.
Le loro affermazioni sono un insulto alla verità: hanno avuto tre anni per presentare un progetto in linea con il Piano Generale del Territorio e senza la demolizione dello stadio Meazza, un bene pubblico. Ma se qualcuno si presentasse al Comune a chiedere la demolizione dell’Arena per costruire un nuovo stadio di atletica leggera, non avreste chiamato l’ambulanza?
Il travisamento della verità con le ultime dichiarazioni del duo cino-americano sono una offesa al Sindaco e al Consiglio, oltre che agli uffici comunali.

A questo punto sarebbe giusto che il Comune chiudesse la pratica amministrativa perché la proposta, con le condizioni e prescrizioni richieste da ben due delibere di Giunta 2019-2021, non è mai pervenuta. Questo anche per insegnare il rispetto delle istituzioni a due personaggi, che pensano di essere i “padròn della melonéra”.
A proposito, anche il Real Madrid aveva chiesto al Comune di costruire un hotel e un centro commerciale, e dopo la risposta negativa del Comune di Madrid, la società ha proceduto ad ammodernare il suo stadio con le sue risorse.
Vadano pure altrove a fare la loro operazione immobiliare: soldi di tasca propria le due società non li tirano fuori, anzi adesso, con il rincaro del costo delle costruzioni del 40%, chiederanno maggiori volumetrie ancora. Si accomodino dunque.

Consideriamo poi che in una visione moderna dello sport spettacolo, ogni squadra dovrebbe avere lo stadio di sua proprietà o in gestione esclusiva, ma le due società cino-americane in questo momento non hanno né la forza economica né la volontà di mettersi al pari con il resto d’Europa: raccontano solo barzellette, poiché in realtà lo stadio a cui pensano è in concessione a due: una soluzione vecchia.
Per il Meazza si può prevedere subito un bando per la gestione con un progetto di ammodernamento (copertura, campo retrattile con più superfici e realizzazione di altre opere che avrebbero dovuto fare i gestori dello stadio in questi venti anni) per farne una arena multifunzionale.

C’è da rilevare però che i signori Scaroni e Antonello hanno un grande senso dell’umorismo “Lo stadio è il primo ingrediente per aver successo”: pensavamo che fossero i giocatori, ma per conquistare il consenso dei tifosi sono disposti a far ridere tutto il mondo. Poco lontano da qui vi è una squadra che è proprietaria dello Stadio, ha comprato anche uno dei migliori giocatori del mondo, ma sembra che non abbia molto successo in Europa. Forse per il calcio italiano c’è bisogno di una visione diversa, più moderna, senza la tentazione di usare le speculazioni edilizie per far quadrare i conti.

Luigi Corbani
Per il Comitato SiMeazza
(giovedì 7 aprile 2022)

www.comitatosimeazza.it

Il dito di Cassandra 06/04/2022

Il dito di Cassandra

Evidentemente questa è la ragione scatenante della divaricazione sociale in atto 'Cosa mai potranno fare quei cinque milioni di italiani , che vivono sotto la soglia della povertà, di fronte agli aumenti stratosferici di tutto: energia, gas, prodotti alimentari (pane, pasta)? Nulla, se non ringraziare Greta e i gretini: "Bene, bravi,bis".'. Colpisce che la reazione stizzita e insultante sia carica di tanta ignoranza dei fatti e che invece di fare i conti con le ragioni delle emergenze in atto si individui il colpevole in coloro che le indicano.

Il dito di Cassandra 'Hitech magazine' è un quindicinale cartaceo di informazioni sul mercato dell'elettronica di consumo, entertainment, ecc. Nel numero di gen...

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