02/10/2026
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𝗗𝗜𝗦𝗔𝗚𝗜𝗢 𝗚𝗜𝗢𝗩𝗔𝗡𝗜𝗟𝗘: "𝗦𝗘 𝗟𝗔 𝗥𝗜𝗦𝗣𝗢𝗦𝗧𝗔 𝗘' 𝗟𝗔 𝗦𝗧𝗘𝗦𝗦𝗔, 𝗠𝗔 𝗜 𝗣𝗥𝗢𝗕𝗟𝗘𝗠𝗜 𝗥𝗘𝗦𝗧𝗔𝗡𝗢, 𝗘' 𝗡𝗘𝗖𝗘𝗦𝗦𝗔𝗥𝗜𝗢 𝗖𝗔𝗠𝗕𝗜𝗔𝗥𝗘 𝗔𝗣𝗣𝗥𝗢𝗖𝗖𝗜𝗢"
I consiglieri comunali del Partito Democratico di Modena Anna De Lillo e Fabio Poggi hanno commentato l’ultimo decreto del governo per contrastare la devianza giovanile, criticando un approccio che in quattro anni non ha visto risolvere la situazione relativa a questi fenomeni
“Da quattro anni, di fronte al tema dei giovani e della sicurezza, il Governo risponde nello stesso modo, con più pene, divieti e repressione. Una linea che non ha risolto il problema e che continua a riproporre la stessa risposta di fronte a fenomeni che richiedono interventi ben più profondi e articolati.
I ragazzi entrati all’MD di via Rainusso se ne sono completamente infischiati del cosiddetto decreto anti-maranza, a dimostrazione di quanto funzioni e che è solo l’ultimo tassello di una politica che dopo quattro anni di misure sempre più restrittive, vedono continuare a manifestarsi i fenomeni di devianza giovanile. E' proprio ciò che dovrebbe imporre una riflessione seria, perchè se la risposta continua a essere la stessa e i problemi restano, allora è necessario cambiare approccio.
Per noi del PD è giunto il momento di cambiare approccio, che non significa abbassare la guardia sulla sicurezza. Chi sbaglia deve rispondere delle proprie azioni e le regole devono essere rispettate, ma è necessario riconoscere che fenomeni con radici educative, sociali e relazionali profonde non possono essere affrontati soltanto aumentando pene e divieti.
L’alternativa che vogliamo costruire parte da consapevolezza, responsabilità e opportunità, andando anche oltre la sola prevenzione. Dove è possibile il disagio va prevenuto, ma quando è già presente bisogna comprenderlo in profondità, essere presenti nei luoghi e nelle relazioni in cui si manifesta e costruire risposte educative concrete, sia per chi si avvicina a determinate dinamiche per emulazione o superficialità, sia per chi le sta già traducendo in comportamenti problematici o illeciti.
Al contrario della destra, che ritiene che accanto alla repressione non serva il lato educativo, noi invece crediamo che proprio da quello si debba iniziare ed è in questa prospettiva che condividiamo il lavoro del Tavolo sui giovani, che vede coinvolti più assessorati del Comune di Modena, e la costruzione di un patto educativo capace di coinvolgere istituzioni, scuole, famiglie, servizi, sport e realtà associative del territorio, tenendo insieme sicurezza e politiche educative, sociali, sanitarie, sportive e giovanili. E’ nella corresponsabilità tra tutti questi soggetti che si costruisce una vera comunità educante.
In questa rete, le famiglie hanno un ruolo centrale e non vanno lasciate sole né colpevolizzate, ma coinvolte pienamente nel percorso educativo, sostenute quando necessario e richiamate alle responsabilità che derivano dal loro ruolo. Responsabilizzare chi sbaglia significa anche chiedergli di riconoscere le conseguenze delle proprie azioni e a ogni comportamento deve corrispondere una risposta proporzionata e un’opportunità di riparazione nella famiglia, nella scuola, nella comunità e, quando si entra nell’ambito penale, attraverso gli strumenti della giustizia riparativa.
Educativa di strada, sportelli di ascolto, attività sportive e culturali, laboratori e protagonismo civico sono strumenti concreti per costruire queste opportunità e raggiungere i ragazzi anche nei loro luoghi di vita e di relazione. Non si tratta di essere meno rigorosi con chi sbaglia, ma responsabilizzare, chiedere di riparare e, allo stesso tempo, offrire strumenti per cambiare significa provare a evitare che un errore diventi l’inizio di un percorso di marginalità ed esclusione.
È su questa capacità di tenere insieme regole, consapevolezza, responsabilità e opportunità che vogliamo investire. Il lavoro portato avanti dal Comune di Modena va in questa direzione e come Partito Democratico cittadino intendiamo sostenerlo e rafforzarlo”.