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10/10/2026

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09/10/2026

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𝗦𝗢𝗦𝗧𝗘𝗚𝗡𝗢 𝗔𝗟 𝗖𝗢𝗠𝗠𝗘𝗥𝗖𝗜𝗢 𝗗𝗜 𝗣𝗥𝗢𝗦𝗦𝗜𝗠𝗜𝗧𝗔': "𝗟𝗔 𝗧𝗥𝗔𝗦𝗙𝗢𝗥𝗠𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗗𝗘𝗟 𝗦𝗘𝗧𝗧𝗢𝗥𝗘 𝗜𝗠𝗣𝗢𝗡𝗘 𝗡𝗨𝗢𝗩𝗘 𝗦𝗙𝗜𝗗𝗘, 𝗡𝗘𝗖𝗘𝗦𝗦𝗔𝗥𝗜𝗢 𝗣𝗥𝗢𝗦𝗘𝗚𝗨𝗜𝗥𝗘 𝗜𝗟 𝗖𝗢𝗡𝗙𝗥𝗢𝗡𝗧𝗢"

I consiglieri comunali del Partito Democratico cittadino Lucia Connola e Mattia Gualdi hanno commentato l’approvazione lunedì in consiglio comunale della mozione a sostegno del commercio di prossimità esprimendo inoltre apprezzamento e sostegno alla proposta di legge di iniziativa popolare “Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità”

“Con l'approvazione di questa mozione affermiamo come principio che il commercio di prossimità non è soltanto una componente economica, ma è una parte fondamentale della nostra idea di città. Un negozio aperto, un'attività artigiana, un pubblico esercizio o un mercato sono presenze che contribuiscono a mantenere vivi i quartieri, creare relazioni e rendere gli spazi pubblici più frequentati e vissuti.

La trasformazione del commercio è ormai strutturale e riguarda anche Modena, che vede la crescita dell'e-commerce, il cambiamento delle abitudini di consumo, l'aumento dei costi di gestione, l'evoluzione demografica e la presenza di locali commerciali sfitti come nuove sfide che le amministrazioni e agli operatori economici si trovano ad affrontare. Non possiamo quindi pensare di affrontare questi cambiamenti con interventi occasionali, ma serve una strategia di lungo periodo che metta insieme rigenerazione urbana, mobilità, sicurezza, cultura, eventi, accessibilità e sviluppo economico. In questo senso, la mozione rappresenta un ulteriore passo nel percorso che Modena ha già intrapreso.

Oltre a riconoscere il lavoro già svolto dall'Amministrazione comunale attraverso gli interventi di rigenerazione del centro storico e dei quartieri, il sostegno ai mercati, la collaborazione con le associazioni di categoria e la Camera di Commercio, i Distretti del Commercio e le iniziative finalizzate a migliorare la qualità e l'attrattività degli spazi urbani, un’attenzione particolare viene dedicata al tema dei locali commerciali sfitti, al ricambio generazionale e all'imprenditoria giovanile e femminile, alla digitalizzazione delle piccole imprese e alla necessità di rendere più accessibili bandi, contributi e strumenti di finanza agevolata.

Sostenere il commercio di prossimità non significa difendere un modello del passato, ma creare le condizioni perché nuove imprese possano nascere, i giovani possano investire e le attività esistenti possano innovare e affrontare la transizione digitale.

Le amministrazioni locali possono fare molto, ma non possono fare tutto, per questo è necessario un maggiore intervento dello Stato allo scopo di sostenere una strategia nazionale che metta a disposizione dei territori risorse, strumenti fiscali, semplificazioni e misure specifiche per la rigenerazione commerciale. Il commercio di prossimità produce un valore che va oltre la singola impresa e che riguarda l'intera comunità.

Tra gli impegni assunti figurano anche il rafforzamento del confronto con le associazioni di categoria e gli operatori economici, il monitoraggio dell'andamento del commercio e dei locali sfitti e l'avvio di un percorso partecipato per una strategia comunale sul commercio di prossimità, coinvolgendo istituzioni, imprese, Camera di Commercio, Università e cittadini.

L'approvazione di questa mozione non è un punto di arrivo, ma un impegno a continuare il lavoro, perché vogliamo una città nella quale i centri storici e i quartieri siano vivi, accessibili e attrattivi, nella quale chi apre un'attività trovi condizioni favorevoli e nella quale il commercio sia riconosciuto come parte integrante delle politiche di rigenerazione urbana”.

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02/10/2026

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𝗗𝗜𝗦𝗔𝗚𝗜𝗢 𝗚𝗜𝗢𝗩𝗔𝗡𝗜𝗟𝗘: "𝗦𝗘 𝗟𝗔 𝗥𝗜𝗦𝗣𝗢𝗦𝗧𝗔 𝗘' 𝗟𝗔 𝗦𝗧𝗘𝗦𝗦𝗔, 𝗠𝗔 𝗜 𝗣𝗥𝗢𝗕𝗟𝗘𝗠𝗜 𝗥𝗘𝗦𝗧𝗔𝗡𝗢, 𝗘' 𝗡𝗘𝗖𝗘𝗦𝗦𝗔𝗥𝗜𝗢 𝗖𝗔𝗠𝗕𝗜𝗔𝗥𝗘 𝗔𝗣𝗣𝗥𝗢𝗖𝗖𝗜𝗢"

I consiglieri comunali del Partito Democratico di Modena Anna De Lillo e Fabio Poggi hanno commentato l’ultimo decreto del governo per contrastare la devianza giovanile, criticando un approccio che in quattro anni non ha visto risolvere la situazione relativa a questi fenomeni

“Da quattro anni, di fronte al tema dei giovani e della sicurezza, il Governo risponde nello stesso modo, con più pene, divieti e repressione. Una linea che non ha risolto il problema e che continua a riproporre la stessa risposta di fronte a fenomeni che richiedono interventi ben più profondi e articolati.

I ragazzi entrati all’MD di via Rainusso se ne sono completamente infischiati del cosiddetto decreto anti-maranza, a dimostrazione di quanto funzioni e che è solo l’ultimo tassello di una politica che dopo quattro anni di misure sempre più restrittive, vedono continuare a manifestarsi i fenomeni di devianza giovanile. E' proprio ciò che dovrebbe imporre una riflessione seria, perchè se la risposta continua a essere la stessa e i problemi restano, allora è necessario cambiare approccio.

Per noi del PD è giunto il momento di cambiare approccio, che non significa abbassare la guardia sulla sicurezza. Chi sbaglia deve rispondere delle proprie azioni e le regole devono essere rispettate, ma è necessario riconoscere che fenomeni con radici educative, sociali e relazionali profonde non possono essere affrontati soltanto aumentando pene e divieti.

L’alternativa che vogliamo costruire parte da consapevolezza, responsabilità e opportunità, andando anche oltre la sola prevenzione. Dove è possibile il disagio va prevenuto, ma quando è già presente bisogna comprenderlo in profondità, essere presenti nei luoghi e nelle relazioni in cui si manifesta e costruire risposte educative concrete, sia per chi si avvicina a determinate dinamiche per emulazione o superficialità, sia per chi le sta già traducendo in comportamenti problematici o illeciti.

Al contrario della destra, che ritiene che accanto alla repressione non serva il lato educativo, noi invece crediamo che proprio da quello si debba iniziare ed è in questa prospettiva che condividiamo il lavoro del Tavolo sui giovani, che vede coinvolti più assessorati del Comune di Modena, e la costruzione di un patto educativo capace di coinvolgere istituzioni, scuole, famiglie, servizi, sport e realtà associative del territorio, tenendo insieme sicurezza e politiche educative, sociali, sanitarie, sportive e giovanili. E’ nella corresponsabilità tra tutti questi soggetti che si costruisce una vera comunità educante.

In questa rete, le famiglie hanno un ruolo centrale e non vanno lasciate sole né colpevolizzate, ma coinvolte pienamente nel percorso educativo, sostenute quando necessario e richiamate alle responsabilità che derivano dal loro ruolo. Responsabilizzare chi sbaglia significa anche chiedergli di riconoscere le conseguenze delle proprie azioni e a ogni comportamento deve corrispondere una risposta proporzionata e un’opportunità di riparazione nella famiglia, nella scuola, nella comunità e, quando si entra nell’ambito penale, attraverso gli strumenti della giustizia riparativa.

Educativa di strada, sportelli di ascolto, attività sportive e culturali, laboratori e protagonismo civico sono strumenti concreti per costruire queste opportunità e raggiungere i ragazzi anche nei loro luoghi di vita e di relazione. Non si tratta di essere meno rigorosi con chi sbaglia, ma responsabilizzare, chiedere di riparare e, allo stesso tempo, offrire strumenti per cambiare significa provare a evitare che un errore diventi l’inizio di un percorso di marginalità ed esclusione.

È su questa capacità di tenere insieme regole, consapevolezza, responsabilità e opportunità che vogliamo investire. Il lavoro portato avanti dal Comune di Modena va in questa direzione e come Partito Democratico cittadino intendiamo sostenerlo e rafforzarlo”.

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02/10/2026

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🚸𝗦𝗜𝗖𝗨𝗥𝗘𝗭𝗭𝗔 𝗦𝗧𝗥𝗔𝗗𝗔𝗟𝗘: "𝗦𝗣𝗘𝗥𝗜𝗠𝗘𝗡𝗧𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗗𝗜𝗩𝗘𝗡𝗧𝗜 𝗠𝗜𝗦𝗨𝗥𝗔 𝗦𝗧𝗥𝗨𝗧𝗧𝗨𝗥𝗔𝗟𝗘"

I consiglieri comunali Fidanza Francesco e Gianluca Fanti hanno commentato l'avvio del progetto pilota della Regione dedicato alla sicurezza stradale e alla mobilità sostenibile

“Con l’avvio di questo progetto, la nostra città raccoglie i frutti di un percorso politico e istituzionale ben preciso sul tema della sicurezza stradale in questi anni abbiamo concentrato il nostro impegno in consiglio comunale, del quale ricordiamo l’interrogazione presentata un anno fa in cui si sollecitavano interventi concreti, controlli mirati, prevenzione e campagne educative su scala urbana e metropolitana.

La sicurezza stradale non è una questione teorica, ma un’emergenza quotidiana fotografata dai dati e dalle rilevazioni ISTAT nella cronaca locale. Nella sola provincia di Modena si registrano ogni anno oltre un migliaio di incidenti con lesioni e un bilancio tragico che sfiora o supera costantemente i mille feriti e le decine di decessi.

A livello regionale oltre il 70% degli incidenti si verifica nei centri urbani, coinvolgendo sempre più spesso gli utenti fragili della strada, come pedoni, ciclisti, conducenti di micromobilità e sulle arterie extraurbane si concentra il maggior numero di sinistri mortali. Oltre il 60% degli incidenti con morti o feriti è riconducibile a tre fattori comportamentali ben precisi: la distrazione alla guida dettata in primis dall’uso dello smartphone, il mancato rispetto della precedenza e l’eccesso di velocità.

L'avvio di questo progetto pilota il 1° ottobre dimostra che la Regione e le amministrazioni locali lavorano nella stessa direzione per la prevenzione e la tutela della vita umana. Ciò che chiedevamo in Consiglio Comunale un anno fa trova oggi una risposta concreta e auspichiamo fortemente che questa fase sperimentale possa dare i risultati attesi in termini di riduzione dei sinistri e maggiore consapevolezza.

Come PD ribadiamo inoltre l'importanza della continuità temporale della misura, che non deve limitarsi ad una parentesi solo semestrale, ma deve rappresentare un primo tassello di un modello permanente di mobilità sicura e integrata con le politiche della città 30, la riqualificazione degli attraversamenti e l’educazione stradale nelle scuole, perché la sicurezza sulle nostre strade è un diritto fondamentale e una priorità politica del nostro territorio”.

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