Autonomia Napolitana

Autonomia Napolitana

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Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Autonomia Napolitana, Organizzazione politica, Naples.

Autonomia Napolitana è un movimento politico, culturale e identitario che nasce per rivendicare il diritto di Napoli e della sua area metropolitana all’autogoverno, partendo dalla propria storia, lingua, cultura e specificità sociale.

14/06/2026

"La proposta dell’autonomia differenziata è demenziale, è un centralismo mascherato nonché una proposta che non potrà mai funzionare. L’autonomia è il contrario del centralismo, è la capacità di conoscere e interpretare i bisogni reali del territorio.
Il centralismo ha solo un “vantaggio”: muove masse enormi di soldi e così chi vuol rubare lo può fare meglio. Quando si danno responsabilità ai comuni il controllo da parte della popolazione è molto più facile, questa è la realtà".

Roberto Visentin - Patto per l’Autonomia F-VG

Puntata di Autonomia Napolitana del 10 Giugno 2026

13/06/2026

"In un’epoca in cui c’è una grave difficoltà economica un amministratore deve essere innanzi tutto amico dei cittadini. Facciamo un esempio: se non pago un grattino perché me lo sono dimenticato o perché mi è scaduto, per un euro mi trovo a pagare 64 euro di sanzione, se non la pago diventano 90, con la notifica 100. Tecnicamente questo stato e questo comune applicano sanzioni che vanno oltre l’usura e mette i cittadini nelle condizioni di essere sovra-indebitati.

Se un’attività ha difficoltà ad avere dei permessi perché non c’è un’amministrazione chiara, non hai con chi parlare e ti trovi solo con chi viene a verbalizzare, quel verbale ha ammazzato una attività. Trasformare il rapporto tra amministrazione, cittadinanza e settore produttivo in un rapporto di amicizia e non di ostilità è la prima cosa che dovrebbe fare una buona amministrazione”.

Avv. Riccardo Guarino

Puntata di Autonomia Napolitana del 10 Giugno 2026

12/06/2026

"L’unica cosa che vedo fare molto bene all'attuale sindaco è il presenzialismo: ovunque ci sia un nastro da tagliare, lui è presente.

Se ha il tempo per questo, avrebbe potuto anche averlo per andare a Bagnoli, dove una lobby molto potente, tra l’altro aiutata dal sindaco, non vuole più spiagge ma ormeggi per yacht, oltre ad appropriarsi di tutto quello che c’è intorno”

Alessandro Citarella

Puntata di Autonomia Napolitana del 10 Giugno 2026

12/06/2026

QUESTA È NAPOLI, FAVORITE. BUON APPETITO.

Il sindaco Gaetano Manfredi (buttato di lato a sinistra) ha incontrato John Elkann a Napoli in occasione dell'inaugurazione della nuova Galleria delle Porcellane di Capodimonte, realizzata grazie al contributo del Ministero della Cultura e di otto mecenati privati, tra cui la famiglia Elkann.
Possibile che una delle più grandi ricchezze culturali della nostra storia debba essere restaurata e celebrata grazie al patrocinio delle grandi dinastie economiche del Nord?
Noi crediamo invece che Napoli debba tornare protagonista della propria storia, non spettatrice riconoscente. I nostri monumenti, la nostra cultura, le nostre eccellenze non hanno bisogno di padrini e di sindaci che lasciano il posto al potere anche in una foto. I Napoletani hanno bisogno di una città che torni ad avere consapevolezza del proprio valore. Orgogliosa. Mai doma. Non piegata al potentato di turno.
Napoli non dovrebbe mai essere costretta a ringraziare uno dei simboli dello sfruttamento meridionale della storia, per conservare ciò che è già suo.

11/06/2026

Napoli più viva e attrattiva? I cittadini chiedono risposte concrete

“Stiamo lavorando per una Napoli sempre più viva e attrattiva”. Sono le parole con cui il sindaco Gaetano Manfredi descrive il percorso della città. Un’affermazione che però si scontra con la percezione di molti cittadini, sempre più preoccupati per le condizioni di numerosi quartieri e per i problemi irrisolti che incidono sulla qualità della vita quotidiana.

Passeggiando per diverse zone della città si incontrano strade dissestate, marciapiedi danneggiati, rifiuti accumulati e una manutenzione spesso insufficiente. Situazioni che non solo compromettono il decoro urbano, ma rappresentano anche un disagio concreto per residenti, commercianti e turisti.

A queste criticità si aggiunge il tema della sicurezza. In molte aree cresce la sensazione di abbandono e i cittadini denunciano episodi di criminalità, degrado e scarsa presenza delle istituzioni. La richiesta che arriva dai quartieri è chiara: servono controlli più efficaci, maggiore presidio del territorio e interventi rapidi contro ogni forma di illegalità.

L’impressione diffusa è che l’amministrazione comunale sia troppo spesso impegnata nella comunicazione e negli annunci, mentre i problemi quotidiani continuano a pesare sulle spalle dei napoletani. Una città davvero viva e attrattiva non si misura soltanto dagli eventi organizzati o dai flussi turistici, ma dalla capacità di garantire servizi efficienti, strade sicure e spazi pubblici decorosi.

Napoli possiede risorse straordinarie, una storia unica e un patrimonio culturale che la rendono una delle città più affascinanti d’Europa. Proprio per questo i cittadini chiedono che le istituzioni affrontino con maggiore decisione le emergenze urbane e restituiscano ai quartieri l’attenzione che meritano.

Le parole e gli slogan non bastano. I napoletani aspettano risultati concreti, interventi visibili e una presenza costante dell’amministrazione sul territorio. Solo allora si potrà parlare di una Napoli davvero più viva e attrattiva.

di Ciro Bossis

11/06/2026

“Autonomia Napolitana nasce dalle istanze del meridionalismo identitario, e si propone come casa comune dei due grandi filoni del pensiero meridionalista: dal un lato il revisionismo storico che contesta quella narrazione che non ha mai voluto fare i conti con la MalaUnità del 1861 e che ha negato a Napoli la sua cultura e le sue radici magnogreche, dall’altro l’analisi economica che ha individuato nel Sud la colonia interna dell’Italia, a sua volta colonia di altri poteri internazionali.

Autonomia Napolitana si propone di esprimere la visione culturale ed economica della Capitale del Sud, una visione mediterranea basata sui concetti di stato sociale e mutuo soccorso, soffocata dall’imposizione di un modello mitteleuropeo e neoliberista”.

L'editoriale di Gigi Lista - Puntata del 10 Giugno 2026

Petizione sull'abusivismo: intervista a Max Grillo di Autonomia Napoletana 11/06/2026

Petizione sull’abusivismo: intervista a Max Grillo di Autonomia Napolitana.

"Il nostro è un percorso indipendente: siamo il primo movimento politico puramente identitario nato a Napoli. Il dissenso va espresso contro chi crea le condizioni per l’abusivismo, non con iniziative di facciata."

Petizione sull'abusivismo: intervista a Max Grillo di Autonomia Napoletana Intervista a Massimiliano Grillo sulla petizione contro l'abusivismo dei commercianti nei Quartieri Spagnoli e non solo.

11/06/2026

❤️

10/06/2026

La storia della Fondazione di Napoli è antica, così antica, che si perde nella notte dei tempi. Da culti ancestrali, conserviamo ancora la nostra peculiarità: luce ed ombra. Una forza che dà al nostro popolo la possibilità di sopravvivere al mondo moderno.

questa sera alle 22.30 canale 95 del digitale

10/06/2026

LE RAGIONI DEL MEZZOGIORNO:
Il deputato milanese Ferrari parla di Napoli.
Di Enrico Fagnano


Il deputato milanese Giuseppe Ferrari, politico rigorosamente estraneo a ogni consorteria dell’epoca, sosteneva che l’Italia dovesse unirsi in una confederazione di Stati e per questo era contrario alla pura e semplice annessione delle altre province della pen*sola da parte del Piemonte.
Giuseppe Ferrari, che fu storico e filosofo di levatura internazionale, è noto perché il 2 dicembre 1861 con un durissimo intervento denunciò in Parlamento l’eccidio di Casalduni e Pontelandolfo dopo aver visitato di persona i paesi distrutti. Il suo fu un vero e proprio atto di accusa nei confronti del governo e si concluse con queste parole: ‘Non potete negare che intere famiglie vengono arrestate senza il minimo pretesto; che vi sono in quelle province uomini assolti dai giudici e che sono ancora in carcere. Si è introdotto un nuovo diritto; il diritto dico di fucilare un uomo preso con le armi in mano. Questa si chiama guerra di barbari, guerra senza quartiere. Ed all’interno come si chiama? Dateci voi un nome, io non so darlo. E se il vostro senso morale non vi dice che camminate nel sangue, io non so più come spiegarmi.’
Il politico milanese fu sempre critico nei confronti delle pretese di supremazia del piccolo Piemonte. La sua miope classe dirigente volle ostinatamente conservare nelle proprie mani il controllo della vita pubblica nell’intera pen*sola, dando così vita al fenomeno del Piemontesismo, che compromise irrimediabilmente la crescita della nuova nazione.
A questo riguardo ricordiamo l’intervento tenuto alla Camera l’11 aprile 1870 da Ferrari, il quale (come riporta l’attento studioso della nostra storia Luigi Iroso ne ‘Lo sgoverno d’Italia’, D’Amico, 2018) accusò la classe dirigente sarda di voler monopolizzare la scena politica italiana, aggiungendo che ‘la prova più lampante di tale tracotante persistenza si nota nella struttura stessa di qualsiasi governo, nell’immediato e nel presente, in cui si vede il Piemonte dar sempre una metà dei ministri.’
Quando fu chiaro che gli uomini al potere in Piemonte non intendevano realizzare una vera unificazione, ma intendevano assoggettare gli altri Stati, e in particolare le Due Sicilie, il coraggioso intellettuale milanese con un intervento nel Parlamento del Regno di Sardegna l’8 ottobre 1860 (due settimane prima del cosiddetto plebiscito) denunciò il progetto egemonico subalpino.
Nel suo discorso, di altissimo profilo da un punto di vista politico e da un punto di vista culturale, parlò di Napoli, che all’epoca era la più importante e più popolosa città italiana, dimostrando di essere un profondo conoscitore della sua storia e della sua civiltà.
Ecco quello che tra l’altro disse: ‘Per riassumervi, mi limiterò a trasmettervi l’impressione che reco da Napoli, da me prima non vagheggiata se non nei miei sogni o ammirata se non nei libri suoi. Ho visto una città colossale, ricca, potente. Innumerevoli sono i suoi palazzi, costruiti con titanica negligenza sulle colline, sulle alture, nei vichi, nelle piazze, quasi che indifferente fosse la scelta del luogo in una terra da per tutto incantevole. Ho visto strade meglio selciate che a Parigi, monumenti più splendidi che nelle prime capitali dell’Europa, abitanti fratellevoli, intelligenti, rapidi nel concepire, nel rispondere, nel sociare, nell’agire. Napoli è la più grande capitale italiana e quando domina i fuochi del Vesuvio e le ruine di Pompei sembra l’eterna regina della natura e delle nazioni… Napoli è abbagliante di splendori e voi volete prenderla incondizionatamente, volete che sia data a voi, che si dia a Torino. Non dico che voi vogliate, intendiamoci; ma il moto economico lo vuole, la vostra politica lo esige, la geografia del Piemonte e delle sue ambizioni ingenite lo richiede, e, astrazione fatta dalle volontà individuali, il vostro principio conduce alla confisca immediata e incondizionata della più grande delle città italiane a profitto di una città senza dubbio coltissima e dotata di invincibili attrattive, ma della metà inferiore alla grandezza di Napoli. Quando diceste che Napoli deve darsi incondizionatamente, voi pesaste le parole… La sua dedizione incondizionata significa che sarà libero il Piemonte di distruggere tutte le leggi napoletane per sostituirvi tutte le leggi piemontesi. Chi dice annessione incondizionata, dice che vuole che uno Stato si dia in modo tale che lo Stato che lo prende ne possa disporre a proprio piacimento. La parola incondizionata implica che il regno napoletano si troverà in balia di un Re o di un Senato piemontesi… Qui si tratta di capire se sotto l’aspetto economico l’alta Italia vale la bassa, e se il suo governo sia autorizzato a trascinare nella sua corrente il Regno delle Due Sicilie, il suo diritto di darsi le leggi, il suo potere di reggere la propria antichissima autonomia. Le leggi delle Due Sicilie sono ottime, paragonate con quelle delle altre nazioni incivilite; esse sono da preferirsi a tutte; in una parola i codici francesi sono vigenti nella bassa Italia, e voi volete che Napoli si sottometta incondizionatamente e subito ad occhi chiusi a un regno i cui codici sono nel dubbio della discussione, le cui finanze ondeggiano nell’urto delle autonomie e il cui ordinamento geografico è un mistero per i membri stessi del Gabinetto piemontese? Or bene, s’io avessi l’onore d’essere nato nella patria di Vico, e se l’alta Italia volesse annettervisi senza condizione e subito, io direi: no, non confondiamoci, ma confederiamoci. E difatti, giacché la storia non volle che l’Italia appartenesse alla classe delle nazioni unitarie, colla federazione possiamo giungere a ogni più gloriosa meta. Colla federazione ogni città si trasforma in capitale e regna sulla sua terra, colla federazione ogni Stato italiano si riconosce con una propria assemblea erede delle proprie glorie.’
Le parole di Giuseppe Ferrari erano frutto della sua straordinaria cultura e della sua profonda conoscenza delle realtà italiane e non averne tenuto conto, come ha dimostrato la storia, ebbe conseguenze gravissime.

OTTAVA PUNTATA. I libri di Enrico Fagnano IL SUD DOPO L’UNITÀ, IL PIEMONTESISMO e I POETI DELLA NOTTE sono disponibili presso la libreria del caffè letterario ‘L’Identitario’ in Via Lucrezia d’Alagno 28, Napoli (adiacenze Archivio di Stato).

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