Movimento Equità Territoriale

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Il Movimento Equità Territoriale, fondato da Pino Aprile, si propone come voce e strumento dei cittadini del Sud impegnati nella lotta contro le disuguaglianze territoriali che da troppo tempo i cittadini meridionali sono costretti a subire.

14/10/2026
13/10/2026

Non c'è nemmeno il Minculpop a imporre ai giornali e tv di tacere sulle proteste al Sud: i servi anticipano l desiderio del padrone

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  ed export, il MET   lancia un piano in tre punti: «  diventi un hub del fresco» Lettera aperta alla Regione: il Movime...
13/10/2026

ed export, il MET lancia un piano in tre punti: « diventi un hub del fresco»
Lettera aperta alla Regione: il Movimento Equità Territoriale propone una moratoria fiscale di 24 mesi, incentivi al trasporto aereo delle merci e un consorzio unico per l’export .

Il quotidiano di cronaca pugliese

12/10/2026

Il Movimento Equità Territoriale è al fianco dei cittadini di che rappresentano l'emblema della condizione di sottrazione di che subiscono i del . Le , i , i lontani dai grandi centri urbani rischiano di soccombere difronte all'indifferenza delle .

10/10/2026

BOCCHIGLIERO (COSENZA): I GENITORI SCENDONO IN PIAZZA PER DIFENDERE IL DIRITTO ALL’ISTRUZIONE. IL MET AL LORO FIANCO!

A Bocchigliero, piccolo comune montano della Calabria, i genitori hanno organizzato un sit-in pacifico per denunciare le difficoltà della scuola primaria e chiedere per i propri figli gli stessi diritti e le stesse opportunità garantiti altrove.

Al centro della protesta ci sono tre questioni fondamentali:

* Il mancato riconoscimento del tempo pieno a 40 ore, richiesto dalle famiglie, mentre la scuola risulta organizzata su 24 ore.
* Le carenze nelle dotazioni tecnologiche e la presenza, secondo i genitori, di apparecchiature non utilizzabili dagli alunni.
* La difficoltà a ottenere risposte chiare dalle istituzioni scolastiche.

Il Movimento Equità Territoriale è sceso in piazza accanto alle famiglie, attraverso il proprio referente locale, il dottor Luigi Vincenzo, trasformando la protesta in un’azione concreta.

Il 2 ottobre il MET ha presentato due richieste formali di accesso civico:

La prima all’Ufficio Scolastico Territoriale di Cosenza, per verificare perché non sia stato attivato il tempo pieno, quali risorse siano state richieste e assegnate e se siano state valutate le deroghe previste per le scuole dei comuni montani.

La seconda all’Istituto Omnicomprensivo Longobucco-Bocchigliero, per fare chiarezza sull’utilizzo di 101.400 euro di fondi PNRR destinati all’innovazione tecnologica dell’intero istituto, verificando quali apparecchiature siano state acquistate e quali effettivamente destinate alla primaria di Bocchigliero.

Non lanciamo accuse senza prove: pretendiamo trasparenza, documenti e risposte.

Questa vicenda racconta una contraddizione tutta italiana: mentre la politica dichiara di voler combattere lo spopolamento dei piccoli comuni e delle aree interne, le famiglie che scelgono di restare devono lottare persino per ottenere servizi scolastici adeguati.

Non si può chiedere ai cittadini di non abbandonare il proprio territorio e poi negare ai loro figli le stesse opportunità degli altri bambini italiani.

Il Movimento Equità Territoriale continuerà a seguire la vicenda e a sostenere le famiglie di Bocchigliero fino a quando non arriveranno risposte concrete.

Dove sono i partiti nazionali quando si parla di sud?di mancanza di diritti CERTIFICATI?della morte dei comuni e comunità MERIDIONALI?
Tutto “annacquato” dalla retorica nazionale che si occupa di tutti i temi tranne di quello più importante : 20 milioni di abitanti derivati dallo Stato italiano e costretti alla povertà e all’emigrazione

PROTESTE IN AULA MA CH*****NE NELLE SEGRETERIE ROMANEDi Giuseppe Ercolino.Gaudium magnum habemus Papam, dopo mesi di tre...
09/10/2026

PROTESTE IN AULA MA CH*****NE NELLE SEGRETERIE ROMANE

Di Giuseppe Ercolino.
Gaudium magnum habemus Papam, dopo mesi di trepida attesa abbiamo la nuova legge elettorale, proporzionale con sbarramento al 3%, con ripescaggio del miglior perdente nelle coalizioni che superino il 10%, eventuale premio di maggioranza per la coalizione che superi il 42% sia alla Camera dei Deputati che al Senato, indicazione del premier, preferenze per i candidati non capilista che invece saranno bloccati e verranno eletti direttamente e senza preferenze.

Tutto ampiamente annunciato da mesi con la variante delle preferenze che sostanzialmente è una colossale presa per il c**o del popolo votante infatti tenuto conto del numero di parlamentari eleggibili negli attuali singoli collegi plurinominali e della dimensione percentuale degli attuali vari partiti italiani saranno ben pochi gli eletti con le preferenze e solamente con i resti, quindi incerto il collegio dove scatterebbe un quorum per ottenere un seggio e ancora più incerto il numero di preferenze necessario.

Un capolavoro che meritava un brindisi che sicuramente ci sarà stato con il migliore ch*****ne nelle segreterie romane dei partiti già presenti in Parlamento che decideranno come prima anzi più di prima i nominati capilista che saranno sostanzialmente poi i designati eletti considerato che non ci saranno più neanche i collegi uninominali, leader che da domani avranno in senso figurato il potere di vita e di morte sui rappresentanti del popolo e che da domani decideranno la sopravvivenza o il licenziamento degli attuali parlamentari uscenti, il tutto mentre oggi nell’aula della Camera si rappresentava la sceneggiata della protesta contro la “legge truffa” che invece piace a tutti dalla destra alla sinistra dalla maggioranza all’opposizione già presenti in Parlamento.

L’unica più spregevole novità, che fino all’approvazione del testo di legge in Senato non era neanche contemplata, è l’aumento abnorme delle firme/sottoscrizioni richieste, non meno di 6.000 per collegio plurinominale e quindi complessivamente non meno di 350.000 per la Camera e di 150.000 per il Senato in tutta Italia, senza possibilità di raccolta per via telematica, necessarie per presentarsi alle elezioni per le nuove formazioni politiche non presenti attualmente in Parlamento e quindi non esentate dalla raccolta firme, un numero monstre che forse non ha precedenti nella storia repubblicana e che insieme alla richiesta, altra novità, di candidature in almeno il 50% delle Circoscrizioni, in pratica mezza Italia, rende di fatto impossibile a qualunque neo formazione politica di presentarsi alle elezioni nazionali, imbalsamando sostanzialmente il quadro partitico attualmente esistente, una schifezza immonda che non ha precedenti storici e di fatto un impedimento all’esercizio della rappresentanza democratica popolare.

Vedremo nelle prossime settimane e mesi il prosieguo dell’iter di questa nuova legge elettorale, dal vaglio del Quirinale a quello eventuale della Corte Costituzionale, intanto registriamo questo improvviso e inaspettato imbarbarimento del senso di partecipazione democratica nel passaggio dal testo della legge approvata in prima battuta alla Camera al testo modificato in Senato, in pochi giorni, e non si scorge neanche la necessità tattica dell’attuale maggioranza che possa giustificare una tale manovra che invece quasi sicuramente gli si ritorcerà contro.

Comunque se pensano, tra l’altro, di imbavagliare la voce del Sud che rivendica i propri diritti e spazio politico autonomo costringendolo ad intrupparsi e diluirsi, ancora una volta, nell’attuale sistema partitico costituito portando voti ai soliti noti si sbagliano di grosso, forse al prossimo appuntamento elettorale nazionale loro ci saranno ma chissà se ci sarà pure l’elettorato.

CAMPI FLEGREI, IL TEMPO È SCADUTO! IL MOVIMENTO EQUITÀ TERRITORIALE OGGI IN PIAZZA A ROMA AL FIANCO DEGLI SFOLLATI.Oggi ...
08/10/2026

CAMPI FLEGREI, IL TEMPO È SCADUTO! IL MOVIMENTO EQUITÀ TERRITORIALE OGGI IN PIAZZA A ROMA AL FIANCO DEGLI SFOLLATI.

Oggi il Movimento Equità Territoriale ha partecipato a Roma alla manifestazione per i Campi Flegrei, al fianco di cittadini, famiglie, comitati e amministratori locali che chiedono risposte concrete a un’emergenza che non può più essere ignorata.

Circa 8.000 persone sono state costrette ad abbandonare le proprie abitazioni a seguito delle diverse crisi sismiche. Famiglie che chiedono il diritto a una casa sicura, contributi adeguati per gli immobili danneggiati, sostegno alle attività economiche e interventi strutturali per mettere in sicurezza il territorio.

Sono ormai anni che il Movimento Equità Territoriale denuncia l’immobilismo del Governo e l’insufficienza degli interventi destinati ai Campi Flegrei.

Si annunciano stanziamenti milionari, si approvano decreti, si promettono risorse. Ma tra i fondi annunciati e quelli che arrivano concretamente ai cittadini continua a esserci una distanza inaccettabile.

E mentre migliaia di persone aspettano risposte, persino le proposte per aumentare i finanziamenti e accelerare gli interventi sono state respinte durante l’esame parlamentare dell’ultimo decreto.

È il solito copione che denunciamo da anni: quando l’emergenza riguarda il Mezzogiorno, le risorse diventano insufficienti, gli interventi si trascinano e le famiglie vengono lasciate nell’incertezza.

Quando invece le emergenze colpiscono il Nord, assistiamo a una ben diversa capacità di mobilitare ingenti risorse pubbliche.

Dobbiamo forse aspettare i morti prima che lo Stato intervenga davvero?

La prevenzione non può essere un privilegio territoriale. La sicurezza dei cittadini campani non può valere meno di quella dei cittadini del Nord.

Il Governo ha annunciato un nuovo decreto. Ma non bastano altri annunci: servono finanziamenti effettivamente disponibili, tempi certi, interventi immediati e una programmazione pluriennale.

Il Movimento Equità Territoriale continuerà a stare al fianco delle popolazioni dei Campi Flegrei, perché il diritto alla sicurezza, alla casa e alla dignità non può dipendere dal luogo in cui si nasce o si vive.

NON SIAMO TUTTI UGUALI. E CONTINUEREMO A DENUNCIARLO.

"CHI PAGA L'ENERGIA ITALIANA?"Il futuro energetico dell’Italia potrebbe passare in misura crescente dal Mezzogiorno, ma ...
05/10/2026

"CHI PAGA L'ENERGIA ITALIANA?"
Il futuro energetico dell’Italia potrebbe passare in misura crescente dal Mezzogiorno, ma la questione decisiva, secondo il Movimento Equità Territoriale, è capire dove resteranno il valore economico, il lavoro e le competenze prodotti dalla transizione. È il tema sollevato da Massimo Mastruzzo, componente del Direttivo nazionale del MET (Movimento Equità Territoriale)
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IN SICILIA TORNANO I TRENI STORICI, MA QUANDO FS CI RENDERÀ DEGNI DELLA MODERNITÀ ?In Sicilia tornano i treni storici e ...
04/10/2026

IN SICILIA TORNANO I TRENI STORICI, MA QUANDO FS CI RENDERÀ DEGNI DELLA MODERNITÀ ?

In Sicilia tornano i treni storici e la Regione festeggia: dodici itinerari, carrozze d’epoca, turismo lento e valorizzazione del paesaggio.

Peccato che per i siciliani la lentezza non sia un’esperienza turistica: è la normalità.

Su 1.370 km di rete ferroviaria siciliana, 1.106 km sono ancora a binario unico e 578 km non sono elettrificati. Persino una parte degli interventi previsti sulla Palermo-Catania risulta ancora non finanziata.

Eppure la politica regionale esulta per i treni d’epoca.

I treni storici possono certamente essere un’attrazione turistica. Ma allora pretendiamo anche trasparenza: quanto costa l’iniziativa? Quanti passeggeri trasporta? Quanto incassa? Qual è il ritorno economico reale per il territorio?

Nel 2024 il progetto regionale valeva oltre 557 mila euro, di cui più di 517 mila destinati a Fondazione FS.

Il problema non sono quindi i treni storici. Il problema è una politica talmente abituata all’arretratezza infrastrutturale del Sud da riuscire persino a trasformarla in una cartolina.

E anche il Gruppo Ferrovie dello Stato dovrebbe spiegare perché nel Mezzogiorno si debba continuare a celebrare il “viaggio lento”, mentre ciò che serve sono treni moderni, collegamenti veloci, elettrificazione e doppio binario.

La Sicilia ha paesaggi meravigliosi. Ma possono essere ammirati anche dal finestrino di un treno moderno.

Il passato deve essere un’attrazione turistica. Non il destino infrastrutturale del Sud.

Indirizzo

Piazza Giulio Rodinò, 24
Naples
80121

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