14/01/2025
Nati dalle “ Ossa” delle macerie del Cimitero di Poggioreale
Annamaria Donnarumma
14/01/2025
Napoli, 5 Gennaio 2022 - Crollano le Congreghe di San Giacchino e dei Dottori Bianchi al cimitero Monumentale di Poggioreale – Napoli
Crolla parte del primo cimitero Europeo, crolla un Patrimonio Culturale che custodisce ad ora nomi di personaggi che hanno dato lustri non solo alla città di Napoli, ma all’intero paese con il loro ingegno, con il loro talento e addirittura con la loro vita – caduti della Prima e Seconda Guerra Mondiale nonché delle IV Giornate di Napoli-
Crollano gli affetti più cari della comunità napoletana e campana – figli, genitori, nonni, zii – crolla la famiglia, le origini di ognuno di noi.
Il Comune di Napoli, proprietario del suolo dove sorgono le congreghe della Curia, garantisce assistenza ai familiari, il recupero dei defunti, non escludendo il test del DNA ai parenti di quei resti mortali impossibilitati al riconoscimento ”analoghe disposizioni adottate dal cimitero CAMOGLI in Liguria”
Sono trascorsi quasi tre anni dal crollo ritrovandoci in una situazione di disperazione, poiché non tutti i nostri cari sono stati recuperati e quelli recuperati ammucchiati alle intemperie e prede di roditori
Chiediamo:
- informative e la tempistica in merito al totale recupero dei nostri familiari
- informative per i resti mortali impossibilitati al riconoscimento
- la tempistica della definitiva locazione dei nostri cari recuperati dal crollo, ma lasciati incustoditi alle intemperie, per il loro dovuto riposo eterno
Per informazioni rivolgersi alla associazione AL.UT.OP.CI.CA ALLEANZA UTENTI ED OPERATORI CIMITERIALI CAMPANI
tel 081.19572832 cell 339.2520655
12/04/2024
In arrivo mega bollette truffa , sempre pagato ! premettendo che e una casa non abitata!
21/10/2023
La Storia ci insegna come il potere teme i miti anche dopo anni dalla loro dipartita,
ed inizia ad usare l’unica ignobile arma in possesso. Uno dei tantissimi esempi possiamo ritrovarlo nella Storia del più noto lazzaro napoletano, Tommaso Aniello d’Amalfi detto “Masaniello”, un giovane di 27 anni di mestiere pescivendolo, divenne Capopopolo napoletano e protagonista della rivolta popolare insorgendo dal 7 al 16 luglio 1647, contro la pressione fiscale imposta dal governo ‘vicereale’ Spagnolo ed il patriziato napoletano che ridussero il popolo ad una estrema povertà.
Tradito ed ingiuriato fece il suo ultimo discorso: “Amice miei, popolo mio, gente: vuie ve credite ca je so’ pazzo e forze avite ragione vuie: je so’ pazze overamente. Ma nunn’ e’ colpa da mia, so state lloro che m’hanno fatto asci’ afforza n’fantasia! Io ve vulevo sulamente bbene e forze sarra’ chesta a pazzaria ca tengo ncapa”. Il viceré di Spagna fu costretto a scendere a patti con quel manipolo di disperati e a riconoscere al loro capo il titolo di “Capitano generale del fedelissimo popolo”.
Catturato ed ucciso, il suo corpo decapitato e fu gettato tra i rifiuti poi sepolto nella Basilica del Carmine fino al 1799. ‘Probabilmente’ secondo le fonti cosiddette ‘ufficiali’ anche se sempre da mettere in discussione, con il rientro in città di Ferdinando IV di Borbone vi fu la dispersione dei resti mortali dell’ eroe Masaniello, perchè visto come l’anima rivoluzionaria della città. In realtà ad oggi è sempre più difficile capire quel periodo, dato che ci sono due fazioni contrastanti, specialmente per ciò che riguarda il 1799.
In seguito alla dispersione dei resti mortali di Masaniello, i Frati Carmelitani, i veri custodi della Storia, apposero nella Basilica del Carmine una targa commemorativa nel punto esatto dove l‘Eroe fu sepolto per la prima volta, proprio per ricordare il periodo del disposito vicereame Spagnolo che aveva ridotto la città alla fame ed alla povertà.
Ancor oggi Masaniello è la testimonianza tramandata di quella storia che molti affermano che non abbiamo, ma che invece si mostra sempre quando ampliamo la nostra curiosità, un pò come una caccia al tesoro. Viva la Napoli Rivoluzionaria.
21/10/2023
di Lucia la Cuccurullo
Pulcinella, vi siete mai chiesti perché sia la maschera più conosciuta nel Mondo? Forse perché vive un po’ in ognuno di noi essendo la rappresentazione dell’ uomo comune, consapevole dei suoi mille problemi da dover affrontare e che riesce a venirne fuori sempre con umorismo, ironia ed una impetuosa determinazione. È una centrifuga di tutti i sentimenti positivi della cultura partenopea, nonché una personalità contradditoria, trasgressiva, insolente, ribelle, ma estremamente “generosa“, sarà per questo che finisce poi per affascinare ed essere amata diventando un emblema oltre che un vero e proprio culto, tanto da che dare vita al “Museo Pulcinella” ad Acerra.
Le sue origini sono antichissime, il suo inventore a quanto pare fu l’ attore Silvio Fiorillo nel ‘600, ispirato da una figura contadina di Acerra “Puccio d’Aniello”, questi reso famoso da un ritratto di Ludovico Caracci, chi invece sostiene che i suoi natali si ebbero già dal 1300 , discendente di Macchus di cui una statuetta è esposta al Museo del Louvre , viaggiando poi in tutta l’ Europa, in Italia nel lungo ed in largo fino a raggiungera la sua città partenopea.
Non posso dilungarmi oltre sulla nota storia di Pulcinella, credetemi è tanta ed è molto coinvolgente .�Molti furono coloro che lo interpretarono, ma nell’800 qualcuno pensò di rinventare il suo costume, portò via la barba e baffi, cappello bicorno e gobba …. e da regista nonché da attore teatrale, drammaturgo fu il più celebre ed apprezzato interprete della famosa maschera. Vi svelerò il suo nome… e come avrebbe detto Pulcinella “uagliu’, che rimanga tra di noi!”.
Venite con me vi porto nel più grande museo a cielo aperto d’Europa, nella culla della Storia partenopea e meridionale il “cimitero Monumentale“ di Poggioreale, zona “La Catena” viale delle Congreghe qui riposa il più famoso Pulcinella “Antonio Petito” nato a Napoli il 22 giugno 1822,morì il 24 marzo 1876 in scena mentre stava interpretando il suo amato personaggio, fu portato morto sul palcoscenico con ancora indosso il camiciotto bianco e la mascera nera con il naso a becco, una sola voce di dolore si udì, quella del suo impresario al pubblico presente: “Nun è muorto n’attore, è muort’ ‘o teatro!
�Ma Pulicinella non muore mai, resta in ognuno di noi, perché è lo spirito e l’anima di ogni popolo che vive per la propria libertà!�“Visitabile tutti i giorni dalle 8:00 alle 13:00”
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Ubicazione
Sito Web
Indirizzo
Naples
