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Borgo dei Vergini - Neapolis fuori le mura
Borgo dei Vergini - Neapolis fuori le mura
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Neapolis fuori le mura, il Borgo Vergini è un antico quartiere di Napoli ricco di monumenti, arte, sotterranei e chiese, con un colorato mercato popolare.
Il Borgo dei Vergini
Si pensa che l'antica città greca di Neapolis sia stata costruita ai margini di un vulcano spento, o meglio, del suo cono eruttivo, il cui centro si trovava nella valle dei Vergini. Valle dei Vergini... Valle dei morti
Dalla porta ci si sposta in direzione via fuori porta S.Gennaro, la strada che in antichità molti abitanti della città percorrevano almeno una volta nella vi
ta; era la strada che li conduceva alla sepoltura. La legislazione greco-romana impediva la sepoltura all'interno delle mura e pertanto venivano individuate aree extra moenia per tale funzione. Questa usanza è durata fino a tutto il XIII secolo, con l'eccezione della sepoltura dei Santi che a partire dal IX secolo furono accolti all'interno delle mura a riparo di saccheggi. Fuori dalla porta si apriva il largo delle Pigne. Nel XIII secolo gran parte di questi luoghi appartenevano alla nobile famiglia Carmignano, una delle più influenti della città. Dalle Pigne delli Signori Carmignani partivano numerosi sentieri diretti verso le alture circostanti. Tra la città antica e Capodimonte si snodava un itinerario cimiteriale che partiva dal foro (attuale piazza S.Gaetano) ed usciva da porta S.Gennaro e seguitava per S.Gennarello Spogliamorti, una piccola chiesa aperta in età medievale fuori le mura. In questa chiesa venivano raccolti e spogliati i cadaveri dei poveri per essere poi sepolti nelle catacombe, mentre i loro abiti erano rivenduti dagli ebrei che abitavano nei dintorni. A metà della via che stiamo percorrendo sulla sinistra incontriamo vico Impagliafiaschi, memoria di una passata attività artigianale, ed a destra vico Buongiorno, un educato benvenuto ai visitatori del Borgo. Perchè Borgo dei Vergini
Siamo giunti in via Vergini, nel cuore del Borgo. La denominazione sembra sia legata alla presenza di fratrie religiose greche. Vivo è rimasto il ricordo della Fratria degli Eunostidi, i cui consociati erano dediti ad una vita di temperanza, strettamente vincolati a castità e verginità. Il loro sepolcreto era sito in quest'area, in atri e caverne scavati nel tufo delle colline. Dalla frequentazione degli adepti del dio Eunosto, i Napoletani, cui non ha mai fatto difetto la fantasia, chiamarono il sito: ai Vergini. Il nome della fratria derivava da Eunosto figlio di Elieo, un giovane dal corpo flessuoso e prestante sempre in prima fila nelle cerimonie pubbliche. Per la presenza fisica era gradito alle fanciulle. Tra tutte, Ocna, la figlia di un magistrato, cresciuta volitiva e capricciosa come una cortigiana cretese, se n'era follemente invaghita. Messaggi e ambascerie per fargli sapere che le porte del suo palazzo erano sempre aperte di giorno e soprattutto di notte, erano stati spesso e volentieri ignorati da Eunosto; sicché la volitiva cacciatrice, cocciuta e ferma come tutti quelli che inseguono un obiettivo sfuggente, giurò che avrebbe avuto quel giovane a tutti i costi. Fingendo una offerta per il tempio riuscì ad incontrarlo nel bosco di ligustri al tramonto; Eunosto intuite le vere intenzioni di Ocna - altro che devozione per gli dei - e attonito per tanta prorompente bellezza, si ritrasse e lottando per liberarsi dai tentativi violenti della fanciulla per sedurlo le diede uno schiaffo. Ocna fuggì di corsa. Il giorno dopo mentre Eunosto era sulla via del ritorno dal tempio trovò i fratelli di Ocna che lo attendevano dietro un cespuglio. Credendo alle menzogne della sorella che giurava di essersi opposta alle avance del ragazzo lo succisero per vendicare l'onore di Ocna. Il padre del ragazzo saputa la verità, fece imprigionare gli assassini; Ocna presa dal rimorso si suicidò ed i cittadini commossisi per il crudele destino di Eunosto gli dedicarono un tempio. La fratria a lui votata ne mantenne il culto per secoli, anche a Napoli, rivendicando il rispetto e l'orgoglio di castità e verginità. La lava dei Vergini
Nella seconda metà del 1500 e del 1600, a seguito della riscoperta delle antiche catacombe e basiliche paleocristiane, si ebbe nella zona dei Vergini e della Sanità, il rilancio dell'attività religiosa. Furono realizzati grandi complessi conventuali, assistenziali e per il culto fra i quali i conventi di S.Maria della Sanità e S.Maria dei Miracoli, l'Ospizio di S.Gennaro dei Poveri, le chiese di S.Severo e di S.Maria della Stella, che costituirono i poli intorno ai quali si svilupparono i borghi dei Vergini e della Sanità nonostante i divieti imposti dall'espansione extra-urbana. Alcune chiese sono state realizzate su strutture architettoniche di epoca precedente, fenomeno legato alla "Lava dei Vergini", cioè frequenti alluvioni (come quello della "Conocchia" nel 1400) che funestavano la zona, displuvio naturale dei piccoli corsi d'acqua che scendevano dalle colline di Capodimonte, Mater Dei e San Potito. Nella chiesa di S. Maria dei Vergini, dopo i lavori di restauro degli ultimi anni, dalla sacrestia è possibile accedere nei sotteranei dove sono visibili i resti di alcuni affreschi della chiesa del 1300. La doppia "Y"
La biforcazione di via Vergini in via Cristallini e in via Arena della Sanità risale all'età della fondazione dell'antica città di Neapolis 470 a.C. Simmetrica è l'altra biforcazione in via Crocelle e in via fuori porta san Gennaro. Insieme, le due biforcazioni danno a via Vergini la forma di due Y disposte simmetricamente.
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Antico e vivace quartiere di Napoli dove ha sede un variegato mercato, attività storiche artigianali e note pizzerie. Qui vi si trovano alcuni monumenti e palazzi di grande interesse storico e artistico come il Palazzo dello Spagnolo e Palazzo Sanfelice, chiese come la Santa Maria della Misericordiella, la chiesa di Succurre Miseris, la chiesa di San Vincenzo de' Paoli detta della Missione realizzata da Luigi Vanvitelli, la chiesa di Santa Maria dei Vergini e la chiesa di Santa Maria della Sanità più nota a tutti come la chiesa del Monacone. Oltre alle architetture vi è un sottosuolo ricco di testimonianze archeologiche, che narrano l'origine greca di Neapolis, infatti sotto ad alcuni palazzi è visibile parte delle necropoli ellenistiche
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